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Discussione: Gesù esseno? Al contrario.

  1. #1
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Gesù esseno? Al contrario.

    Tanto per sfatare il classico "pacco di Natale" che saltuariamente viene fuori...

    Gesù esseno? Al contrario

    Maurizio Blondet 7 luglio 2015 42
    Nel 1947 un ragazzo beduino scoprì, in una grotta presso il Mar Morto, località di Qumran, antichissimi rotoli manoscritti. Le prospezioni archeologiche degli anni ’50 hanno consentito di scoprire e ricostruire la vita di una comunità ebraica separata, dedita all’ascetismo e alla recitazione incessante, giorno e notte, delle Scritture esistita tra il 250 a.C. e il 60 d.C.. In alcune grotte circostanti, questa comunità monastica sui generis aveva raccolto almeno 850 libri, oltre a quelli troppo frammentari per essere identificati. Fra questi, i Salmi in 36 copie, trenta copie del Deuteronomio, venti di Isaia. Sono state anche trovate venti esemplari del cosiddetto Libro dei Giubilei (una parafrasi letteraria di Genesi ed Esodo) e undici della Regola della Comune, opere tipiche di questo gruppo. La Regola è, appunto l’insieme delle prescrizioni, abluzioni, purificazioni pasti, recitazioni e liturgie a cui membri dovevano attenersi. Apparentemente, è la comunità che antichi testimoni, come Filone l’Ebreo e Flavio Giuseppe, chiamano “gli esseni”. Anche se loro stessi si chiamavano in tutt’altro modo: “figli di Sadoc” (evocazione del DNA sacerdotale più puro), la Comune (Yahad), i figli della luce,i poveri del cammino, la Nuova Alleanza. Quest’ultima denominazione, più il fatto che certe loro cene rituali erano presiedute da un “Messia” (forse il loro capo o abate), tanti hanno voluto ipotizzare che Gesù sia stato uno di loro; ipotesi che gli eruditi hanno fatto diventare quasi una certezza per Giovanni il Battezzatore.
    Ora, i testi trovati dicono che se Gesù conosceva la comunità di Qumram (possibile), era per dire, fare e predicare lo speculare contrario di quella. Provo a mettere in fila alcuni dati

    Il Sabato.
    Qumram: Gesù


    “Nessuno aiuti una bestia a mettere il basto il giorno Chi di voi, avendo una sola pecora, se cadein una buca il giorno di sabato, non l’andràa prendere e sollevare?”
    di sabato; e se cade in un pozzo o in una fossa,
    che non la si tiri fuori il giorno di sabato”
    (Scritto di Damasco, XI, 13)
    I pasti
    Qumran: “Egli (l’estraneo alla comunità, ossia “l’uomo di perversione che cammina sulla via degli empi”, ndr.) non deve entrare nelle acque (delle abluzioni) per aver parte al nutrimento puro degli uomini di santità. (…) Nessuno degli uomini della comune (…) mangerà da uno dei loro beni, nè berrà, né accetterà niente dalle loro mani…”.
    Gesù, lo sapete: “ È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere» ( Matteo 11, 19). Lo gran convivialità di Gesù, l’accettare inviti a pranzo da chiunque, in conviti dove può entrare chiunque e si rischia di essere toccati da peccatrici, è parte centrale della sua “pedgogia” – è a tavola che dà insegnamenti e compie miracoli – senza alcuna preoccupazione di farsi contaminare. Si nota che perfino non si lava ritualmente le mani prima del pasto, e glielo si rimprovera (Luca 11,37-54).
    I nemici
    Qumran prescrive l’odio dei nemici: “Che essi (i ‘santi’, i membri della Comune) amino tutti i figli della luce ciascuno secondo la sua parte, nel consiglio di Dio, e che odiino tutti i figli delle tenebre, ciascuno secondo la sua colpa, nella vendetta di Dio” (1Q S I,9).
    Gesù smentisce frontalmente questo presunto comandamento: Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” (Matteo 5, 38 e seguenti).
    Separatezza
    Qumran: “E’ scritto nel libro di Mosé: voi non porterete nessuna abominazione nella vostra casa, perché l’abominio è una cosa odiosa. E voi sapete che noi siamo separati dal resto del popolo…” (4Q 397, frammento 14-211). La prescrizione della separatezza è osssessiva. “Nessuno degli uomini della comune si piegherà all’autotità di quelle genti per alcuna legge od ordinanza (…) nessun uomo santo deve appoggiarsi a un’opera di vanità, perché sono vanità quelli che non conoscono l’Alleanza. E tutti quelli che disprezzano la Sua parola, Egli li farà sparire dal mondo” (1Q S V,13-22). “…Essi (i novizi) saranno separati in quanto santi nel mezzo dei consiglio degli uomini della comune (…) e saranno divenuti una comune in Israele conformemente a queste disposizioni, e si isoleranno dal mezzo della dimora delle genti del peccato per andare nel deserto per aprirGli una via come è scritto: “Nel deserto preparate il cammino per XXXX (quattro stelle sostituisdcono il Tetragramma), spianate nella steppa una strada per il nostro Dio”.
    Giovanni il Battista usa la stessa frase di Isaia per definire la sua azione: chi sono io? Sono la ” Voce di uno che grida: nel deserto aprite”, eppure ne trae la conseguenza contraria: “fate frutti di conversione, non dite: Abbiamo Abramo per padre, perché Dio può fare figli di Abramo da queste pietre”. Non è il DNA che conta…
    Gesù è continuamente circondato da folle, che lo attorniano e lo soffocano, e lo toccano perché da lui “usciva una forza” di guarigione; l’emorroissa, una donna che per la legge mosaica è resa “impura” dalla sua affezione, lo tocca e lui: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ guarita dal tuo male». (Mc 5, 25-34)
    Gli stranieri
    Qumran parla della “casa che Egli stabilirà per Israele negli ultimi giorni, come è scritto nel libro di Mosè (Esodo 15, 17-218)….E’ la casa in cui non entreranno nè Ammonita, nè Moabita, nè bastardo, nè straniero, né proselita, perché essa è riservata ai santi” (4Q Florilegium). Nemmeno i proseliti, ossia i convertiti all’ebraismo privi però del DNA santo, avranno parte della salvezza finale.
    Gesù, sul Samaritano che vedendosi guarito dalla lebbra torna indietro a ringraziarlo: “«Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E sul centurione romano: “
    All’udire questo Gesù restò ammirato e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: “Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!”.
    “Andate e predicate”

    Qumran prescrive l’opposto: L’Istruttore della comunità ( maskil) “non farà rimproveri agli uomini della Fossa né dibatterà con loro. Al contrario,terrà nascoste le deliberazioni della Legge fra gli uomini di perversione. Farà rimproveri con conoscenza di verità e giudizio di giustizia (solo) a coloro che avranno scelto la Via”. Ciò perchè, nella loro ideologia, ogni uomo è predestinato alla salvezza o alla dannazione: la comunità identificava i figli della Luce dalla fisionomia e dall’oroscopo. Il cosiddetto 4Q 186 (ossia il volume o frammento trovato nella grotta 4) è detto anche 4Q Oroscopo perché presenta le diverse tipologie di uomini – la grossezza delle dita, delle cosce, la regolarità dei denti, la crespatura della barba – che consentono di associarlo ai dodici animali dello Zodiaco, e di stabilire quante parti di luce, e quante di tenebre, lo costituscono delle 9 che formano ogni uomo. E’ un procedimento determinista, “scientifico”, a modo suo, che condizionava l’ammissione nel gruppo.
    Gesù: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura”(Marco 16,15-18). Nessuno è predestinato dalla sua fisionomia o animale zodiacale alla dannazione: ”Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”. “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” (Mt 4,17).
    Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo” (Mc 1, 14-18) Non si contano le parabole dove si insiste che l’invito è fatto a tutti: “Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali” (Matteo 22, 7-14).
    Qumran identifica una volta per tutte i Figli delle Tenebre , quelli della Fossa (i predestinato all’inferno), e si distanzia da essi. Gesù: “Chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” , perché “io sono la luce del mondo” (Giovanni, 8, 12).

    Ed invia i suoi missionari nelle città perché predichino la conversione: non si pensa mai abbastanza che la parola “apostoli” veniva usata dai greci del tempo per scopi molto pratici. Spesso è un termine di marineria: si dice di una nave da carico inviata lontano, o una flotta; in un frammento alessandrino si chiama “apòstolos” persino un passaporto. Nella stessa visione è l’uso evangelico della parola (greca) ekklesia: in Atene, l’ekklesia era l’assemblea popolare, con potere deliberativo e legislativo, che si riuniva trenta-quaranta volte l’anno. Un termine politico, entro un concetto di cittadinanza che non esisteva in ebraico. La parola con cui gli esseni di Qumran indicavano la loro comunità – yahad – ne era lontanissima. Come dice André Paul, forse il massimo esperto della società ebraica al tempo di Gesù, dal cui saggio ho tratto questi esempi 1, in quella comune i membri “ recitavano la parte di angeli alla corte celeste”, oniricamente celebravano la propria purezza e incontaminazione. Gesù è coinvolto nella realtà vissuta e partendo da essa insegna agli astanti, samaritani, pubblicani, prostitute.


    Come mai dunque si può continuare ad fare ipotesi su una “ammissione” di Gesù o del Battista in quella comunità chiusa, si spiega solo per un motivo. Il solito: quella della deriva giudaizzante sempre presente nella Chiesa, e fortissima in questi tempi terminali, fra le gerarchie. La volontà di ridurre la figura scandalosa del Salvatore a quella di “buon ebreo” fra gli altri, di trovargli dei maestri, di ricondurlo alla “normalità” della vita religiosa giudaica contremporanea. In altre parole, dice Paul, di attenuare “la rottura” che Gesù compie con quella tradizione, il suo rigetto di essa, “la viva coscienza del suo ruolo di fondatore” che sicuramente aveva. Fosse stato “un pio ebreo”, non l’avrebbero crocifisso.


    1. André Paul, “Jésus Christ, la rupture- Essai sur la naissance du christianisme”, Bayard 2001.



    Gesù esseno? Al contrario - Blondet & Friends
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  2. #2
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    Predefinito Re: Gesù esseno? Al contrario.

    ooohhhh finalmente !


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  3. #3
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    Predefinito Re: Gesù esseno? Al contrario.

    ....che seguendo Giovanni , non è che abbia più così tanta importanza.

    -Ma non disse così, disse :" a te che te frega se je dico= spettame che torno="-

  4. #4
    sofico
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    Predefinito Re: Gesù esseno? Al contrario.

    Da cristianesimo.org

    Un particolare gruppo di esseni
    Nei Vangeli di Marco e Matteo troviamo un gruppo particolare di giudei: i cosiddetti «erodiani» (Mc 3,6; 12,13; Mt 22,16. In Mc8,15 la lezione «lievito di Erode» è attestata da codici dell'impronta del Vaticano e del Sinaitico, ma sembrerebbe trattarsi di unalectio difficilior rispetto a quella del Papiro 45 e di altri manoscritti; dal momento inoltre che «Erode» non ha molto senso, è probabilmente da preferirsi la lezione «erodiani»). Si sono fatte molte ipotesi su chi fossero gli appartenenti a questo gruppo: vicini ai farisei? Vicini ai sadducei? Un gruppo che sosteneva politicamente Erode? E in tal caso quale: il Grande, Agrippa o più genericamente la famiglia? Interessante è tuttavia notare come appaiano in coppia coi farisei, il che potrebbe lasciar intendere loro l'interpretazione autentica della Torah.
    Dopo la pubblicazione del Rotolo del Tempio [10] sembra tuttavia essere stato chiarito il dilemma: gli erodiani non furono altro che un gruppo di esseni nato al tempo di Erode il Grande e così chiamati per la simpatia che questo re nutriva nei loro confronti. Yadin dunque ha confermato l'ipotesi di C. Daniel [11], il quale aveva visto nell'esseno Manaem di Giuseppe Flavio (Ant. Giud.XV,371-379) il capostipite di questo gruppo: questa ipotesi spiegherebbe anche il perché il complesso di Qumran non fu occupato nel periodo che andava dal 31 al 4 a.C. (come invece sotto la dominazione asmonea), e il perché fu soprattutto ora che il quartiere esseno in Gerusalemme potè svilupparsi dopo che il loro centro nel deserto venne distrutto dal terremoto del 31 a.C.
    Nel Rotolo del Tempio, al passo 15,9-14 si trova menzionata la festa di Millû'îm, una dedicazione del Tempio e del sacerdozio celebrata durante i primi sette giorni del mese di Nisan (cfr. Es 29; Ez 43,18-27). In ognuno dei giorni della celebrazione, si doveva offrire un canestro di pani insieme a un ariete in segno di oblazione nel Tempio. Ma ciò che rende particolare questa festa è il fatto che sembra essere stata caratteristica degli esseni, in quanto non è menzionata dall'Antico Testamento. Seconto Yadin tuttavia sarebbe menzionata invece nel Nuovo Testamento, laddove in Mc 8,14-21 Gesù deve avervi fatto riferimento nella conversazione coi propri discepoli: è appena terminato il racconto del miracolo della seconda moltiplicazione dei pani per i quattromila; Gesù ammonisce i suoi discepoli a guardarsi dal lievito dei farisei e degli erodiani, chiedendo loro quante ceste di pane erano state raccolte dopo le due moltiplicazioni e concludendo «Non capite ancora?». Nella prima moltiplicazione erano state raccolte 12 ceste: dodici pani della Presentazione venivano offerti dai farisei (che attribuivano a questo grande importanza) ogni settimana al tempio, dove venivano mangiati dai sacerdoti; nella seconda moltiplicazione erano state raccolte 7 ceste: sette ceste di pani erano da offrirsi da parte degli esseni durante i sette giorni della festa della Dedicazione. Quel «Non capite ancora?» del Maestro era dunque un chiaro riferimento teologico al fatto che il pane dei farisei e degli erodiani era «lievito». cioè pane non adatto a un sacrificio (cfr. 1Cor 5,6-7), mentre la folla era stata sfamata con del pane vero, il «pane della vita» rappresentato da Gesù stesso, il Figlio di Dio (cfr. Gv 6,33-35). Secondo lo studioso, il miracolo avvenne alla festa dell'Investitura, poco prima della Pasqua ebraica (cfr. Gv 6,4: «Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina»).
    Come i farisei, anche gli erodiani (alias esseni) erano avversi all'atteggiamento tenuto da Gesù nei confronti del Sabato (dai vangeli emergono invece frequenti "violazioni" della regola da parte dei Nazareno: cfr. soprattutto Mc 3,1-6): secondo i regolamenti sul sabato contenuti nel Documento di Damasco (CD 10-11), la loro interpretazione del comandamento di non lavorare in questo giorno di riposo era estremamente rigida, anche più di quella dei farisei [12].

  5. #5
    sofico
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    Predefinito Re: Gesù esseno? Al contrario.

    Detto questo ritengo inutile continuare a paragonare Gesu' con Mithra, Horus, Esseni, Zoroastro ecc.. Il cristianesimo rappresenta l'incarnazione finale del Verbo quindi le speculazioni a posteriori sono verosimili ma non vere.
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  6. #6
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    Predefinito Re: Gesù esseno? Al contrario.

    Citazione Originariamente Scritto da sofico Visualizza Messaggio
    Detto questo ritengo inutile continuare a paragonare Gesu' con Mithra, Horus, Esseni, Zoroastro ecc.. Il cristianesimo rappresenta l'incarnazione finale del Verbo quindi le speculazioni a posteriori sono verosimili ma non vere.
    a questo proposito http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&...10151844,d.bGQ
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  7. #7
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    Predefinito Re: Gesù esseno? Al contrario.

    Citazione Originariamente Scritto da sofico Visualizza Messaggio
    Detto questo ritengo inutile continuare a paragonare Gesu' con Mithra, Horus, Esseni, Zoroastro ecc.. Il cristianesimo rappresenta l'incarnazione finale del Verbo quindi le speculazioni a posteriori sono verosimili ma non vere.
    No, sostanzialmente questi paragoni sono frutto di una cattiva lettura delle fonti sul mitraismo e sull'egitto.

    Quando si son prese davvero da parte di accademici le fonti in mano, il discorso è cambiato parecchio :

    Review on JSTOR

    Andavano parecchio di moda negli anni '60/'70 in ambito religioso-scandalistico, ma nessuno le propone più a livello accademico (ci sarebbe un discorso a latere sull'iconografia, ma quella non tocca la sostanza della dottrina)


    Gesù Mitra
    Nato da una vergine
    Nacque bambino
    Nel Vangelo i pastori giungono a lodare Gesù bambino
    Gesù nacque quando al mondo era già presente l'uomo
    Nel Vangelo Gesù è considerato un maestro
    Gesù sacrificò se stesso, morendo in croce
    Gesù morì in croce
    Gesù è risorto dalla morte
    Gesù aveva come compagni i dodici apostoli
    Nato da una roccia
    Nacque già adulto
    Nel culto mitraico i pastori aiutano mitra adulto ad uscire dalla roccia
    Mitra nacque quando al mondo non c'era nessuno: solo i pastori
    Nel culto mitraico mitra non è considerato un maestro
    Mitra non sacrificò se stesso ma si scontrò con il toro
    Mitra non morì
    Mitra non è risorto perchè non è mai morto
    Il mitra iraniano aveva un solo compagno: Varuna
    Il mitra romano aveva come compagni degli animali
    sofico, Haxel and emv like this.
    Preferisco di no.

 

 

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