





E' difficile catalogare anche il temporaneamente.
Chi ad esempio dopo trent'anni rientra in Italia , come lo classifichiamo? In Veneto, per dire, è pieno di "nostrani" che sono stati in Svizzera, in Germania, in Australia per una mezza vita e poi sono tornati a casa. A volte li senti rimpiangere alcuni aspetti di altri paesi, ma se son tornati c'è sempre un perchè più profondo.
Il discorso è semplice a mio avviso.
L'unico criterio serio di distinzione sono le cause per cui una persona emigra, paragonare i motivi millantati con la situazione reale, e la condotta, coniamo un neologismo, di "italianità da esportazione" che mantiene.
Sennò ripeto, tra Manfredi che si tinge di biondo in Pane & Cioccolata per sembrar crucco e lo megasgammarato imperiale Primo Carnera buttiamo tutti nello stesso bidone.
Preferisco di no.


Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
Pavese


Siamo un paese che per colpa di comunisti di merda in non rare occasioni non riesce a dare a delle vere menti con reali potenzialità utili alla comunità tutta una degna retribuzione e/o strumenti di ricerca che coronino e ripaghino il loro corso di studi e vocazioni.
Che delle vocazioni del singolo alla fine importa poco, importa la perdita complessiva di nozioni a beneficio della comunità.
Il che non si applica, ovviamente a fantafilosofi, sociologi di sta ceppa, liberi pensatori e DAMSiani assortiti , la cui emigrazione è anzi motivo di gioia.
Preferisco di no.




E' una tematica difficile e molto sfacettata. Ho letto i vostri interventi e già immaginavo vertessero in tal senso, appunto per questo volevo evitare di sindacare le cause personali che portano a migrare. Tutte le considerazioni di Lost sono reali e veritiere, ma non sono, a mio avviso, le uniche valide.
Il fatto che per esempio taluni Paesi necessitino di manod'opera qualificata o meno, può portare a contingentare le quote immigratorie...ma entrano in ballo anche questioni che riguardano il tipo di governo che regge questi Paesi, perchè se hanno al potere una banda di traditori (il che è assai probabile praticamente ovunque) fanno presto a girartela con un paio di mosse delle 3 carte e presentarti statistiche ad uso e consumo dei suddetti traffichini.
Inoltre mi chiedo in via puramente (purtroppo, vista la tragica realtà) ipotetica: se noi oggi necessitassimo di "forza lavoro" ??? Che facciamo ci mettiamo a pigliare i barconi pure noi come Renzi&Alfano? Ovviamente se proprio proprio non ce la facciamo a cavarcela da soli, è chiaro che dovremmo discriminare non poco nelle scelte, almeno per mantenere una conformità etnico-culturale. Insomma, questi sono i motivi per cui si preferirebbero le polacche alle senegalesi...detto terra-terra.
Io mi soffermavo però su quelle "note identitarie", chiedendomi e soprattutto chiedendo rispettosamente a Lost Faraway, come ci si possa sentire inseriti "felicemente" in una società che esprime una civiltà etnicamente e culturalmente "di livello diverso" (capitemi...) rispetto a quella nostrana.
Concordo con la prima frase. Il meccanismo è sempre lo stesso, perchè è voluto, gestito e comandato dalle attuali leve del potere, non certo da DR...nonostante si parli di "qualità" diverse, siamo solo ridicole marionette.


I terrei conto anche di un certo "spirito di avventura" che spinge persone ad immigrare, ne conosco diversi che pur avendo già un buon posto di lavoro preparato dal babbo e senza disprezzare la nazione di origine partono anche per lavori merdosi.
E comunque se fossimo in 150 milioni in Italia saremmo un po' troppo stretti.
1) la formazione di una solidarietà civica.
2) la classe creativa come stato guida della società.
3) la cultura come organo del sapere e dell'influenza ideologica.
4) l'istruzione e la scienza come fonti essenziali di competitività.




magari nella prossima edizione dell'Impero, cerchiamo di prenderci dei territori meno sfigati.
temo che manchi un passaggio in questa discussione.
i DAMSiani londinesi lavapiatti nella maggior parte dei casi torna in Italia dopo max 1 anno, ad ingrossare le fila dei professionisti del concorso pubblico.
e questo complica le cose, parecchio.