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    Predefinito Democrazia Diretta: Legge inapplicata da 10 anni

    La Democrazia Diretta è Legge inapplicata da 10 anni
    Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267
    "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 162

    Articolo 8
    Partecipazione popolare
    1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e
    promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

    2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive
    devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo
    statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

    3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure
    per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere
    interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

    4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva
    competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali,
    comunali e circoscrizionali.

    5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini
    dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.
    ______________

    PREMESSA:

    Io trovo che il Dlgs 267/00, che ha sostituito in gran parte la precedente Legge 265/99, nient’altro sia che l’applicazione dei principi Costituzionali di cui agli artt. 50, 71, 75 e 138 (anche se quelli di cui agli artt. 75 e 138 sembrano riferiti ai soli referendum, rispettivamente abrogativi di legge ordinaria e confermativi/consultivi di legge costituzionale o di revisione costituzionale).

    Tale applicazione trova luogo nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni in virtù di altri principi costituzionali di cui agli artt. 114 e segg. della Costituzione, che in un certo qual modo rendono gli Enti Locali come dei piccoli Stati a se, avendo ognuno di essi uno Statuto (Costituzione dell’amministrazione locale) ed un Regolamento (Dispositivo di attuazione dei principi statutari dell'amministrazione locale).

    Ciò che non rende completamente indipendenti ed autonomi in senso assoluto i Comuni, le Province e le Regioni, quindi degli Stati a sè in modo assoluto, sono i vincoli che essi hanno ad un’unica Costituzione ed alle leggi dello Stato (emanate dal Parlamento).

    ENTRANDO NEL MERITRO DEL DLGS 267/00 in particolare l’art. 8:

    Con particolare riferimento al comma 2… che riporto di seguito:
    “Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive
    devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.”

    OSSERVO CHE:

    lo Statuto dell’ente locale deve essere redatto in OSSERVANZA di una legge che riguarda la TRASPARENZA fra ente pubblico e cittadino (SINGOLO CITTADINO)… Quindi a mio avviso niente da aggiungere e proporre di nuovo… occorre solo che tale principio venga applicato ai fini pratici per ciò che chiaramente sottindende... la TRASPARENZA.

    Con riferimento al comma 3 invece, che riporto anch’esso di seguito:

    “Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.”

    OSSERVO CHE:

    Nello Statuto dell’ente locale DEVONO (c’è obbligo e non facoltà) essere indicate tutte quelle procedure per l’accoglimento di PETIZIONI (art. 50 Cost.) le quali sono "Richieste di cittadini non eletti (NON OCCORRONO NUOVI PARTITI, MOVIMENTI, LISTE CIVICHE) presentate alle amministrazioni locali".

    Tali richieste, PETIZIONI DEVONO (è il verbo usato nel testo legislativo) essere prese in considerazione!! Lo si deduce dalle successive parole che riporto nuovamente di seguito:
    ”… devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame”

    il legislatore IMPONE chiaramente all’amministrazione locale di garantire ai proponenti delle petizioni (PRESENTATE DAI CITTADINI NON ELETTI… lo ripeto) un TEMPESTIVO ESAME. Ora mi sembra più che logico pretendere che dove è previsto un tempestivo esame debbano anche seguire delle RISPOSTE. Nel caso in cui le risposte dovessero essere negative bisognerà anche che le amministrazioni locali MOTIVINO il mancato accoglimento delle richieste presentate sotto forma di petizioni. A prescindere da tutto ciò la PETIZIONE è uno strumento di Democrazia Diretta che deve avere un valore poiché è una chiara richiesta dei cittadini che esiste a livello costituzionale da 63 anni!
    Se poi si vogliono costituire gruppi, movimenti e liste civiche per supportarle è un di più che non da certamente fastidio e che non guasta (DR+DD=Democrazia) ma non NECESSARIO (a mio avviso)… anche perché se si continua a mantenere e a diffondere all’opinione pubblica la teoria che solo la Rappresentanza deve essere l'ultima a decidere o indispensabile ed unica forma per raggiungere il traguardo Democrazia... non credo cambierà qualcosa... per il semplice motivo che se è veramente questa rappresentanza a fare la differenza se tale movimento, lista o che altro non avrà la maggioranza dei voti fra i consiglieri comunali, provinciali e regionali… rimarrà tutto come prima.

    Per ora mi fermo qui… più avanti mi esprimerò sulla questione Referendum… strumento più difficile da introdurre negli Statuti e nei Regolamenti degli enti locali poiché il legislatore, in quel caso, non usa il verbo “DEVONO” ma “POSSONO” che implica facoltà e non obbligo. Ciò non toglie comunque che tale facoltà possa diventare obbligo… SE LO CHIEDONO I CITTADINI SOVRANI (che non lo sono mai stati non perché gli è proibito dalla Costituzione ma perché non hanno mai voluto esserlo e non lo vogliono tuttora essere).

    Bruno Aprile - Locate Varesino - 9 aprile 2010

    Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD): Democrazia Diretta è Legge inapplicata da 10 anni

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Democrazia Diretta: Legge inapplicata da 10 anni

    Premesse condivisibili, conclusioni discutibili. Bruno Aprile crede nell'emendabilità del sistema attraverso la riforma della costituzione dal centro. Peccato che la costituzione neghi tale diritto ai cittadini, affidando la riforma ai politici e lasciando ai cittadini la sola ratifica delle decisioni dei politici, ma solo nel caso in cui i politici abbiano deciso con una maggioranza parlamentare inferiore ai 2/3. Aprile non crede nella sussidiarietà, o primato delle comunità locali sullo stato centrale, non crede davvero nella sovranità dei Cittadini, che il DLG in questione nega assegnando ai cittadini soli poteri propositivi e consultivi. La sua posizione illustra molto bene quali danni possa fare l'assenza di una cultura federalista, basata sull'idea di stato contrattuale e di sovranità popolare. Non solo gli italianofili come Aprile ne sono totalmente scevri, ma anche la stragrande maggioranza degli indipendentisti e la totalità dei federaglisti padaglioni. Risponderò al mio ritorno in italia (per ora).

    Grazie a Federico per questo thread.
    Ultima modifica di semipadano; 30-06-10 alle 11:00
    L'occasione fa l'uomo italiano

  3. #3
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    Predefinito Rif: Democrazia Diretta: Legge inapplicata da 10 anni

    Leggo da Bruno Aprile.

    La Democrazia Diretta è Legge inapplicata da 10 anni
    Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267
    "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 162

    Articolo 8
    Partecipazione popolare
    1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e
    promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

    Traduzione: Sì: questo lo diciamo per accontentare la gente, ovvero i gonzi. Poi voi rappresentantit fate come volete, tanto sempre voi siete a disciplinare i rapporti.

    2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive
    devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo
    statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

    Traduzione: Il singolo cittadino può essere anche “ascoltato”. Poivoi che “governate “ il popolo bue fate quello che vi torna comodo.

    3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure
    per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere
    interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

    Traduzione: Voi rappresentanti potete anche consultare il popolo e dargli le garanzie per il tempestivo esame delle loro proposte e addirittura potete indire referendum; tanto sapete benissimo che dopo potete fare quello che volete.

    4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva
    competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali,
    comunali e circoscrizionali.

    Come vedi caro rappresentante, noi parlamentari tuteliamo bene i tuoi interessi. Infatti mettiamo avanti i nostri ed i tuoi sacrosanti diritti di “rappresentare” la Sovranità del Popolo a quelli “garantiti” dall'art. 1 ° della nostra Costituzione, ovvero che Sovranità appartiene al Popolo. Tanto la Costituzione l'abbiamo scritta per i gonzi.

    5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini
    dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.

    Vedi, caro rappresentante, i PRINCIPI, come i VALORI ognuno li interpreta a modo suo. La democrazia non si impone; nasce spontaneamente dalle persone, dal basso. Non esiste un parlamento centrale che detta legge a livello comunale; come non esiste la possibilità di sottintendere il contenuto di una legge. Anche i Principi richiamati dal D.L. 25 luglio che promuovono... ecc. lasciano spazio a interpretazioni devierse che permettono ai consigli comunali di fare quello che vogliono. Non ti preoccupare ormai il nostro potere è giunto a livello europeo, e non può essere cambiato: la democrazia è solo “rappresentativa”. Qualunque cosa noi possiamo dire. Sei d'accordo vero? Non ne dubitavo. Io, parlamento, rappresento i TUOI ed i MIEI interessi. Il popolo viene dopo, se proprio non ne possiamo fare a meno
    ______________

    Conclusioni mie: le tue considerazioni, caro Bruno Aprile, non servono a un bel NIENTE. Non hai imparato niente da Platone, da Aristotele, da Senofonte, ecc. sui gri difetti della Democrazia? Faresti bene a leggere le loro opere.

    Qui non si tratta di interpretazioni personali da dare alla democrazia. La storia ha già abbondantemente dimostrato i suoi limiti. Ti ricordo che nel corso del secolo passato sono fallite ben settanta “democrazie” (R. Dahl, Sulla democrazia, Laterza).

    Quello che bisognerebbe fare è immaginare un sistema che vada oltre la democrazia e questo esiste già: si chiama “federalismo”, che è cosa completamente diversa da quello che propone Bossi. Potresti cominciare a leggere di cosa si tratta.

    Infatti se vuoi raggiungere lo scopo di migliorare la forma di stato e di governo, bisogna abbattere un sistema di potere, e questo potere è la “RAPPRESENTANZA integrale”, mentre tu continui a declamare formule vuote e ad interpretare rigidamente la democrazia chiamandola “DIRETTA”, quando tutti sanno che LA DEMOCRAZIA NON SI È MAI REALIZZATA IN NESSUN LUOGO”, salvo la Svizzera: uno stato davvero FEDERALE.

    Scrivendo le cose che scrivi, ti fai solo male.

    Del resto tutti sanno che la nostra Costituzione garantisce al popolo solo la nostra forma di stato e di governo basata sul “parlamentarismo integrale”, ovvero “TUTTO NEI RAPPRESENTANTI, NIENTE FUORI DEI RAPPRESENTANTI”.

    Beh, se vuoi cambiare le cose comincia a ragionare con una logica diversa da quella che ha generato i problemi che tu vorresti risolvere. Se usi la stessa logica, sei destinato al fallimento dei tuoi progetti. Se continui a parlare di Democrazia Diretta quelli giocano con te come il gatto col topo.

    Tu l'hai mai visto un gatto che gioca col topo? Il povero topino è mezzo morto, e il gatto lo afferra e lo fa volare in aria diverse volte per mostrare a tutti che ha vinto. Tanto è sicuro che non gli scappa.
    Così fanno i nostri rappresentanti col Popolo. Purtroppo.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Democrazia Diretta: Legge inapplicata da 10 anni

    Le firme di Grillo e la Costituzione

    http://www.senato.it/notizie/RassUff...0908/tt687.pdf

  5. #5
    Bruno Aprile
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    Predefinito Rif: Democrazia Diretta: Legge inapplicata da 10 anni

    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Premesse condivisibili, conclusioni discutibili. Bruno Aprile crede nell'emendabilità del sistema attraverso la riforma della costituzione dal centro. Peccato che la costituzione neghi tale diritto ai cittadini, affidando la riforma ai politici e lasciando ai cittadini la sola ratifica delle decisioni dei politici, ma solo nel caso in cui i politici abbiano deciso con una maggioranza parlamentare inferiore ai 2/3. Aprile non crede nella sussidiarietà, o primato delle comunità locali sullo stato centrale, non crede davvero nella sovranità dei Cittadini, che il DLG in questione nega assegnando ai cittadini soli poteri propositivi e consultivi. La sua posizione illustra molto bene quali danni possa fare l'assenza di una cultura federalista, basata sull'idea di stato contrattuale e di sovranità popolare. Non solo gli italianofili come Aprile ne sono totalmente scevri, ma anche la stragrande maggioranza degli indipendentisti e la totalità dei federaglisti padaglioni. Risponderò al mio ritorno in italia (per ora).

    Grazie a Federico per questo thread.
    Buona sera a tutti,
    ho scoperto casualmente che il mio articolo è stato ritenuto oggetto di dibattito o di critica e da una parte ne sono contento... da un'altra avrei preferito essere coinvolto (ovvero informato del luogo ove eventualmente discuterne).
    Premesso questo mi preme dire a "semipadano" che tralasciando la questione dell' emendabilità attraverso la riforma costituzionale perché lo ritengo un discorso lungo e comunque imprescindibile (non vedo con quali altri mezzi si possa modificare l'attuale Costituzione)... preferisco rispondere la resto delle tue osservazioni:

    Credo che la sovranità dei cittadini non si debba dividere o diversificare in locale, centrale, sussidiaria, etc. I cittadini sono sovrani a prescindere dal luogo in cui si trovano.
    Il discorso in generale oltre a non presentare alcuna soluzione, ma soltanto critiche, non dice assolutamente nulla. Io sono dell'idea che i Comuni, le Regioni sono AUTONOMI come previsto dalla Costituzione fin dal lontano 1948 e che in una società di persone debba esserci una regola fondamentale ed imprescindibile in mancanza della quale si creerebbero soltanto anarchie locali (pur ritenendo l'anarchia la miglior forma di governo rispetto a qualsiasi altra - discorso lungo anch'esso).
    I territori e le comunità locali devono essere indipendenti ma rispettosi degli stessi principi e quindi subalterni alla Costituzione... questo è ciò che intendo e con questo non intendo assolutamente intaccare l'autonomia legislativa ed attuativa degli enti locali. Il problema è la mancata e corretta applicazione dei principi costituzionali per mezzo dei rappresentanti eletti a qualsiasi livello (parlamentare e locale).
    Io non ho mai affermato DA NESSUNA parte che consentirei ai cittadini le sole iniziative consultive e propositive e l'ho dichiarato in diverse occasioni. Io sono per l'introduzione di qualsiasi genere di referendum e siccome il comma 3 dell'art. 8 del Dlgs 267/00 non cita espressamente quali tipi di referendum potrebbero essere introdotti, si possono introdurre TUTTI, ovviamente non dipende dagli amministratori fare questo... ma dai cittadini! Gli amministratori hanno già dal 1970 dimostrato di ostacolare volutamente gli strumenti di DD previsti dalla nostra Costituzione e la stessa cosa la stanno facendo a livello locale introducendo referendum abrogativi, consultivi e propositivi con degli ostacoli inaccettabili... ma questo non dipende dalla legge o dalla Costituzione italiana ma bensì:
    1) Dalla mala fede dei rappresentanti eletti
    2) Dalla passività della cittadinanza che anziché pretendere di esercitare la sovranità che gli dovrebbe appartenere, accetta tutto ciò che gli eletti decidono.

    In linea di massima questo è il mio pensiero e il Dlgs 267/00 è l'unico strumento che a mio avviso fungerebbe da trampolino di lancio tanto per i cittadini ipnotizzati dalla dottrina sempre diffusa dai soliti (sarebbe un allenamento necessario per chi è sempre stato abituato a delegare), quanto per i rappresentanti eletti abituati ad agire indisturbati nel fare gli interessi di lobbies e minoranze.

    Un cordiale saluto a tutti

  6. #6
    Bruno Aprile
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    Predefinito Rif: Democrazia Diretta: Legge inapplicata da 10 anni

    Citazione Originariamente Scritto da Paulus Visualizza Messaggio
    Leggo da Bruno Aprile.

    La Democrazia Diretta è Legge inapplicata da 10 anni
    Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267
    "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 162

    Articolo 8
    Partecipazione popolare
    1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e
    promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

    Traduzione: Sì: questo lo diciamo per accontentare la gente, ovvero i gonzi. Poi voi rappresentantit fate come volete, tanto sempre voi siete a disciplinare i rapporti.

    2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive
    devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo
    statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

    Traduzione: Il singolo cittadino può essere anche “ascoltato”. Poivoi che “governate “ il popolo bue fate quello che vi torna comodo.

    3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure
    per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere
    interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

    Traduzione: Voi rappresentanti potete anche consultare il popolo e dargli le garanzie per il tempestivo esame delle loro proposte e addirittura potete indire referendum; tanto sapete benissimo che dopo potete fare quello che volete.

    4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva
    competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali,
    comunali e circoscrizionali.

    Come vedi caro rappresentante, noi parlamentari tuteliamo bene i tuoi interessi. Infatti mettiamo avanti i nostri ed i tuoi sacrosanti diritti di “rappresentare” la Sovranità del Popolo a quelli “garantiti” dall'art. 1 ° della nostra Costituzione, ovvero che Sovranità appartiene al Popolo. Tanto la Costituzione l'abbiamo scritta per i gonzi.

    5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini
    dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.

    Vedi, caro rappresentante, i PRINCIPI, come i VALORI ognuno li interpreta a modo suo. La democrazia non si impone; nasce spontaneamente dalle persone, dal basso. Non esiste un parlamento centrale che detta legge a livello comunale; come non esiste la possibilità di sottintendere il contenuto di una legge. Anche i Principi richiamati dal D.L. 25 luglio che promuovono... ecc. lasciano spazio a interpretazioni devierse che permettono ai consigli comunali di fare quello che vogliono. Non ti preoccupare ormai il nostro potere è giunto a livello europeo, e non può essere cambiato: la democrazia è solo “rappresentativa”. Qualunque cosa noi possiamo dire. Sei d'accordo vero? Non ne dubitavo. Io, parlamento, rappresento i TUOI ed i MIEI interessi. Il popolo viene dopo, se proprio non ne possiamo fare a meno
    ______________

    Conclusioni mie: le tue considerazioni, caro Bruno Aprile, non servono a un bel NIENTE. Non hai imparato niente da Platone, da Aristotele, da Senofonte, ecc. sui gri difetti della Democrazia? Faresti bene a leggere le loro opere.

    Qui non si tratta di interpretazioni personali da dare alla democrazia. La storia ha già abbondantemente dimostrato i suoi limiti. Ti ricordo che nel corso del secolo passato sono fallite ben settanta “democrazie” (R. Dahl, Sulla democrazia, Laterza).

    Quello che bisognerebbe fare è immaginare un sistema che vada oltre la democrazia e questo esiste già: si chiama “federalismo”, che è cosa completamente diversa da quello che propone Bossi. Potresti cominciare a leggere di cosa si tratta.

    Infatti se vuoi raggiungere lo scopo di migliorare la forma di stato e di governo, bisogna abbattere un sistema di potere, e questo potere è la “RAPPRESENTANZA integrale”, mentre tu continui a declamare formule vuote e ad interpretare rigidamente la democrazia chiamandola “DIRETTA”, quando tutti sanno che LA DEMOCRAZIA NON SI È MAI REALIZZATA IN NESSUN LUOGO”, salvo la Svizzera: uno stato davvero FEDERALE.

    Scrivendo le cose che scrivi, ti fai solo male.

    Del resto tutti sanno che la nostra Costituzione garantisce al popolo solo la nostra forma di stato e di governo basata sul “parlamentarismo integrale”, ovvero “TUTTO NEI RAPPRESENTANTI, NIENTE FUORI DEI RAPPRESENTANTI”.

    Beh, se vuoi cambiare le cose comincia a ragionare con una logica diversa da quella che ha generato i problemi che tu vorresti risolvere. Se usi la stessa logica, sei destinato al fallimento dei tuoi progetti. Se continui a parlare di Democrazia Diretta quelli giocano con te come il gatto col topo.

    Tu l'hai mai visto un gatto che gioca col topo? Il povero topino è mezzo morto, e il gatto lo afferra e lo fa volare in aria diverse volte per mostrare a tutti che ha vinto. Tanto è sicuro che non gli scappa.
    Così fanno i nostri rappresentanti col Popolo. Purtroppo.
    A Paulus invece dico, in tutta tranquillità, che di Platone, di Aristotele, di Senofonte, di illustri personaggi antichi ed attuali, questi ultimi parte del sistema e che ricavano parecchio dal mantenerlo in vita, mi interesso fino ad un certo punto.
    Qui siamo in Italia e non in Grecia, siamo nel 2010 e non nell'antichità e con un bagaglio di esperienze ed un progresso che nulla hanno a che vedere con i tempi antichi ed altre civiltà... Non mi piacciono troppo le teorie e i filosofeggiamenti ma preferisco maggiormente la pratica e soprattutto sono abituato a ragionare con la MIA testa e non con quella degli altri (illustri personaggi o meno che siano).
    Per me l'idea di Platone vale come quella di un pinco pallino qualsiasi e non è il nome che rende l'idea valida o credibile ma l'idea in se stessa per come si presenta secondo la connessione delle parole che la descrivono.
    La nostra Costituzione non garantisce proprio nulla di ciò che affermi. Ciò che affermi è quanto è stato manipolato, storpiato e venduto al popolo da chi aveva interesse a manipolare e storpiare e del Federalismo non me ne può fregar di meno. A me interessa che il cittadino possa esercitare un potere di controllo e di delibera ovunque e nei confronti di chiunque lo rappresenti ed il federalismo, a prescindere dal significato che possa avere o che gli si possa dare, non c'entra nulla con la sovranità del popolo e con la Democrazia.
    La Svizzera ha una Costituzione diversa e nata ancor prima della nostra... vogliamo trasformare la nostra come quella Svizzera? Ci sto... ed anche molto volentieri a partire da adesso. Devo solo capire da coloro che la citano spesso come intendono fare. Quella che abbiamo noi, come legge fondamentale, è il NOSTRO parametro di riferimento... si tratta di coglierne i lati positivi (che secondo me ci sono) farli applicare con onestà e rispettare... forse poi riusciremo anche a renderla uguale a quella Svizzera. Il cammino è lungo e va percorso per gradi senza vaneggiare in cose che non esistono e non si possono creare dall'oggi al domani

  7. #7
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    Predefinito Rif: Democrazia Diretta: Legge inapplicata da 10 anni

    Una legge conta nulla se non è approvata dalla Mafia.
    O si taglia o il caos

  8. #8
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    Predefinito Rif: Democrazia Diretta: Legge inapplicata da 10 anni

    Citazione Originariamente Scritto da jotsecondo Visualizza Messaggio
    Una legge conta nulla se non è approvata dalla Mafia.
    Bentornato, Jot!
    Si sentiva la tua mancanza.

 

 

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