Ogni anno a novembre la redazione di Oxford Dictionaries – i dizionari redatti dall’università di Oxford, in Inghilterra – sceglie la parola dell’anno. Nel 2013 era stata "selfie", nel 2014 era toccato a "vape" ('sigaretta elettronica', in inglese). La parola del 2015 non è neppure una parola, poiché si tratta di un emoji: quello che raffigura una faccia che piange e ride allo stesso tempo. L'emoji in questione è usato per far capire a qualcuno che si è così felici da avere lacrime di gioia...
Naturalmente, c'è un motivo per cui l'emoji che piange di gioia è stata scelta come parola dell’anno. Ha fatto quello che una buona nuova parola dovrebbe fare: spiegare con semplicità e brevità qualcosa che altrimenti sarebbe lungo da spiegare. Sia in inglese che in italiano non esiste infatti un'unica parola per spiegare quella strana cosa che succede quando si è così felici che si finisce per piangere.
Una scelta piuttosto singolare, quella dell'Oxford Dictionaries... perché, soprattutto quest'anno, non ci sono state nel mondo molte occasioni per ridere fino alle lacrime. Invece, volendo rappresentare con una parola molte delle cose che sono successo quest'anno, una parola adatta potrebbe essere "confini". Se n'è parlato davvero tanto: rifugiati che attraversano confini, stati che fortificano confini, elettori che vogliono spostare confini, eserciti che li spostano davvero, terroristi che si spostano tra confini...
Anche ciascuno di noi ha la sua personale parola dell'anno: basta uno sguardo retrospettivo al nostro piccolo mondo personal-familiare-amicale per trovarla.


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