A Natale e a Capodanno a casa nostra è sempre invitato, come tante domeniche durante l'anno, un caro amico d'infanzia di mio figlio, che è diventato cieco da una decina d'anni, a causa di una malattia. Dopo mangiato, io e lui stavamo sul divano a chiacchierare e lui mi detto una cosa che voglio raccontare.
Mi ha spiegato che in fondo ormai non solo si è abituato alla cecità, ma la considera quasi un privilegio, perché mi ha detto letteralmente: "la mancanza della vista mi preserva dal vedere tante cose brutte, in compenso conservo vivido il ricordo di tutte quelle meravigliose di quando ci vedevo e trattengo memoria solo di quelle, e se qualcuno mi descrive qualcosa di bello, con la fantasia posso immaginarmela ancora più bella di quanto non sia realmente..." Mi sono commossa e lui, che non so come se ne sia accorto, ha allungato una mano per asciugarmi, sorridendo, una lacima che scendeva sulla mia guancia. Conoscere e frequentare una persona così è n vero privilegio. Grazie di esserci, caro Gudo, anche se non puoi leggermi!




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