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    Predefinito Perché dico addio al Movimento 5 Stelle. Parla Paolo Becchi

    Perché dico addio al Movimento 5 Stelle. Parla Paolo Becchi




    L'affondo dell'ex ideologo dei grillini: "Il Movimento si sta trasformando in un partito ibrido e ha stretto con il Pd un nuovo patto dopo quello del Nazareno facendo da stampella al governo Renzi". Ecco la conversazione di Formiche.net con il docente universitario di Filosofia del diritto
    A Roma si profila un nuovo accordo in stile Patto del Nazareno, questa volta tra Pd renziano e Movimento 5 Stelle. Scaricato Silvio Berlusconi e la sua Forza Italia alla deriva, il premier Matteo Renzi ha capito che sui singoli temi può trovare una sponda favorevole nei tanto avversati grillini. A differenza del precedente, il nuovo patto non viene annunciato, anzi è ripetutamente negato a gran voce e protetto dalle contrapposizioni di facciata. Si potrebbe sintetizzare così l’analisi sulla situazione del Movimento 5 Stelle fatta da Paolo Becchi in questa conversazione con Formiche.net, nella quale il professore annuncia l’addio ufficiale al Movimento con tanto di cancellazione dell’iscrizione lo scorso 31 dicembre. Un intervento che rientra nell’approfondimento avviato con l’intervista al senatore ex 5 Stelle Luis Alberto Orellana.
    Docente di Filosofia del Diritto all’Università di Genova, descritto in passato come l’ideologo dei 5 Stelle prima che avanzasse alcune critiche (qui in una sua precedente intervista a Formiche.net) e che Beppe Grillo ne prendesse le distanze sul blog, Becchi ora parla della delusione per la piega presa dal Movimento, anticipando alcuni contenuti di un suo intervento in uscita a febbraio su Mondo Operaio dopo quello di qualche mese fa (qui il link).


    Professor Becchi, lei qualche mese fa ha dichiarato che il Movimento 5 Stelle si sta trasformando in un partito vero e proprio, sul modello del vecchio Pci. Ne è ancora convinto?

    Quel processo è progredito, al di là della battuta fatta. Oggi preciserei che il Movimento si sta trasformando in un partito ibrido, nel quale si cerca di fare convivere diversi aspetti. Prendiamo le elezioni amministrative: dove si può vincere ma si ha paura di farlo e magari non lo si vuole proprio, come a Roma, si sceglie di seguire l’intero e impegnativo percorso democratico per la selezione delle candidature con non so quanti passaggi in rete, facendo mostra di questo dispiegamento di energie per la democrazia diretta. Dove invece si vuole lottare per vincere davvero, il candidato e la lista vengono blindati e imposti dall’alto come accaduto con Massimo Bugani a Bologna (qui un ritratto di Formiche.net). Questo è il partito ibrido che da un lato acchiappa chi ancora crede negli ideali di rottura del vecchio Movimento e dall’altro si avvicina alla logica partitica.


    L’elezione dei giudici della Corte costituzionale rientra in questa logica?
    Certamente. Lì si è capito come il Patto del Nazareno tra Pd e Fi sia finito del tutto e ne sia nato un altro tra Pd e M5S, tenuto segretissimo tanto che chi ne parla viene ricoperto di insulti in rete, ma questa è la sostanza. Basta andarsi a leggere cosa ha scritto il blog di Grillo nel giro di due settimane: prima si critica il costituzionalista del Pd Augusto Barbera ricordando alcuni scandali concorsuali nei quali è spuntato il suo nome, poi si sposta l’attenzione sull’avversione al berlusconiano Francesco Paolo Sisto e infine si dice di aspettare le proposte di Renzi avanzando la candidatura di Franco Modugno e votando Barbera in accordo con Renzi. Tutto ciò per il sistema dei partiti è perfettamente normale, rientra nella loro logica, ma non per un Movimento che si dichiarava anti-sistema. Perché i parlamentari 5 Stelle non hanno tenuto la linea di opposizione sulle votazioni dei giudici della Consulta? Dopo 30 fumate nere sarebbe dovuto intervenire il Presidente della Repubblica, si sarebbe creato un caos istituzionale, invece loro hanno tolto le castagne dal fuoco a Renzi. Da mesi si discute su questa elezione, e Gianroberto Casaleggio va invece a dire al Corriere della Sera che non c’era tempo per coinvolgere la rete. Ma vogliamo scherzare?


    Quali altri passi prevede?
    Il prossimo sarà quello sulle unioni civili. Sulla votazione del ddl Cirinnà ci sarà l’accordo tra Renzi e l’M5S, il quale finisce così a fare nuovamente da stampella al governo, quando invece sarebbe andato incontro a grosse difficoltà. Poi la legge sullo ius soli, anche qui sconfessando Grillo. E magari per finire anche l’eutanasia. Non rendendosi conto che in questo modo si fa soltanto il gioco di Renzi.


    Grillo non ha più il controllo?
    E’ stato sconfessato dal vicepresidente della Camera addirittura sul Financial Times, al quale Luigi Di Maio ha detto che loro non sono favorevoli all’uscita dell’Italia dalla Nato come invece ha sostenuto Grillo. Agli inizi del Movimento se qualcuno si fosse azzardato a dire una cosa del genere, peraltro su un giornale così importante, sarebbe stato radiato, ora invece l’intervista viene ripresa dal blog di Grillo.


    E invece adesso comanda Casaleggio?
    Guardi, il mio nuovo intervento per Mondo Operaio l’ho proprio titolato “Dal Movimento liquido di Grillo al partito ibrido di Casaleggio”. Si apre però il problema del garante; Grillo ha detto che è “un po’ stanchino”, ma che sarebbe rimasto il garante delle regole. Peccato però che qui non venga rispettata nessuna regola, come sull’espulsione della senatrice Serenella Fucksia: indubbiamente c’erano motivazioni valide e l’obiettivo sarebbe stato raggiunto ugualmente, ma non c’è stata nessuna assemblea dei parlamentari con voto poi ratificato dalla rete. Ormai regna l’arbitrio, al posto del rispetto delle regole. Si critica chi non rispetta le regole e ci si comporta allo stesso modo.


    E dietro l’angolo ci sono le comunali, per le quali però i sondaggi danno l’M5S in forte crescita.
    Sono convinto che alle amministrative il Movimento avrà un risultato favorevole, ma ritengo che ai vertici queste elezioni interessino poco. Ciò che conta per loro è andare al governo, ma non si sa bene per fare cosa, tranne le politiche anti-casta. Il M5S aveva una visione il nuovo partito deve ancora costruirsela.


    Sono state abbandonate alcune battaglie politiche? Ad esempio quella sull’euro?
    Grillo aveva promesso agli italiani che entro il dicembre 2015 o al massimo nel gennaio 2016 ci sarebbe stato il referendum sull’euro. Ora più nessuno ne parla, salvo per i banchetti fatti in estate quando il tema appassionava di più e c’era da soffiare qualche voto alla Lega. Ma cosa pensa il Movimento sull’euro? Perché non si porta avanti con convinzione in Parlamento la legge di iniziativa popolare per il referendum? E sulla politica estera, in particolare sul tema della Nato, qual è la posizione? Grillo o Di Maio? Perché non si lancia una forte campagna di opposizione alla riforma costituzionale in vista del referendum sul quale Renzi punta tutto quest’anno? Si pensa troppo a fare opposizione di facciata, come nel caso della mozione di sfiducia alla Boschi su Banca Etruria. Insomma, il Movimento sta diventando opportunistico, nel senso che cerca di guadagnare qualcosa in ogni situazione. E per la verità al momento ci riesce benissimo. La democrazia diretta è stata da tempo accantonata e sostituita dalla democrazia eterodiretta da Casaleggio.


    Becchi, è deluso?
    Sì, tanto che il 31 dicembre ho cancellato la mia iscrizione al Movimento al quale avevo aderito con grande convinzione e entusiamo; l’ho fatto perché non corrisponde più a quella speranza dell’inizio. Non sono nella testa di Beppe, e non so se questo suo progressivo farsi da parte sia sintomatico di un po’ di delusione anche da parte sua, ma è sempre più politicamente assente. Ha fatto un discorso di fine anno che era uno spot pubblicitario al suo spettacolo, un intervento teatrale nel quale dice che tutti siamo ologrammi ma, ahimé, è diventato un ologramma pure lui. Forse era inevitabile che il Movimento si istituzionalizzasse, ma il sogno è finito.

    Perché dico addio al Movimento 5 Stelle. Parla Paolo Becchi - Formiche.net
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    Predefinito Re: Perché dico addio al Movimento 5 Stelle. Parla Paolo Becchi

    Effettivamente, questi sondaggi che lo danno al 28-29%, favorendo così un atteggiamento propenso a votarlo, non penso siano casuali ...
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

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    Predefinito Re: Perché dico addio al Movimento 5 Stelle. Parla Paolo Becchi

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Effettivamente, questi sondaggi che lo danno al 28-29%, favorendo così un atteggiamento propenso a votarlo, non penso siano casuali ...
    Come ha detto Becchi: Il sogno (per l'italiota medio) è finito!
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    Predefinito Re: Perché dico addio al Movimento 5 Stelle. Parla Paolo Becchi

    Come Don Chisciotte - MATTEO RENZI, I POTERI FORTI LO SCARICANO E INIZIANO A INTERESSARSI AL M5S

    DI CESARE SACCHETTI
    ilfattoquotidiano.it
    A quanto pare il cerchio si chiude attorno a Renzi. L’idillio tra il premier e i poteri forti sembra giunto al termine, e ora gli stessi che deridevano l’attacco dei poteri forti contro il governo Berlusconi nel 2011, gridano al complotto dell’élite transnazionale contro il governo. Si evoca spesso l’intervento di questi poteri, ma non se ne ricordano altrettanto le origini. Tradizionalmente le sorti dello stivale in politica estera ed economica ruotano attorno all’asse trilaterale Washington-Londra-Berlino.


    All’interno di questo asse ci sono i grandi gruppi industriali tedeschi, la finanza speculativa anglosassone e le corporation statunitensi. Ognuno di questi gruppi ha un peso specifico, e un ruolo determinante nell’influenzare i destini degli esecutivi nazionali. Chiunque si candidi a fare il premier viene sottoposto a un esame preventivo, che se superato, porterà all’esecuzione dell’agenda di questi poteri. Qualora si violino queste prescrizioni, si viene prontamente sostituiti, non prima però di essere stato oggetto di una feroce campagna stampa oppure di inchieste giudiziarie.
    Renzi aveva accettato questa convenzione, aveva accettato cioè di sottoporsi alle indicazioni dell’élite transazionale fino a quando non ha iniziato a mostrare dei segnali di ribellione. Il suo compito era quello di accompagnare l’Italia sul patibolo dell’Europa, avvicinandola a un destino molto simile a quello della Grecia di Tsipras, umiliata e nelle mani della Germania che ora controlla gli asset strategici della penisola ellenica. Sorge una controindicazione in tutto questo: applicare questo tipo di politiche, non aumenta di certo i consensi presso l’opinione pubblica.
    Persino i media, con il loro fiume di informazioni omologate e preconfezionate , non riescono a sorreggere il politico che si incarica di portare avanti l’eutanasia economica e culturale del proprio Paese. Se si fa come dice l’Europa e la Germania, si crolla nei sondaggi e addio ad un secondo mandato politico; se ci si ribella, si mette in moto la macchina della magistratura e dell’informazione, che prima o poi raggiunge sempre il suo obbiettivo. L’ambizione e la spregiudicatezza di Renzi non sono disposte a rinunciare a tanto, che ora è costretto a giocarsi fino in fondo la sua partita. Il caso del Ministro Guidi è solo l’ultimo esempio di come questa macchina si sia messa in moto, e abbia deciso di stritolare il governo.
    Non rileva tanto la condotta certamente disdicevole della Guidi o i conflitti d’interessi del Ministro Boschi, ma il fatto che a nessun organo di stampa, prima, era passato per la mente di segnalare delle macroscopiche situazioni di incompatibilità istituzionale che questi membri del governo hanno con gli interessi pubblici. La famiglia del Ministro Boschi aveva già da tempo stretti legami con il mondo bancario e il Ministro Guidi, è membro della Commissione Trilaterale, un’organizzazione sovranazionale formata da esponenti governativi, rappresentanti del mondo finanziario e industriale che si propone nei suoi scopi quello di affermare, come ha ricordato il suo fondatore David Rockefeller , ‘la sovranità sovranazionale di un’élite intellettuale e di banchieri mondiali, sicuramente preferibile alle autodeterminazioni nazionali dei secoli scorsi’.
    Non è forse questa circostanza altrettanto e forse ben più grave, dell’interessamento manifestato dal Ministro Guidi per l’azienda del suo compagno? La Trilaterale viola palesemente il dettato costituzionale ma nessun media ha mai pensato di mettere in discussione l’appartenenza della Guidi a questa organizzazione, fautrice di un governo di un’élite priva della sovranità popolare e che agisce per fini propri, spesso in aperto contrasto con i principi democratici. Solo ora si denunciano degli scandali visibili da tempo, e tutto questo non può non suscitare una riflessione sulla tempistica e sulle motivazioni di questa improvvisa attenzione. Solo l’ingenuità o la malafede possono far credere all’ ipotesi di un improvviso ravvedimento dei media.
    Mentre Renzi cade in disgrazia, il M5S inizia a raccogliere le attenzioni di quei poteri un tempo amici del rottamatore. Luigi Di Maio, l’uomo che nel movimento grillino rivestirebbe le funzioni di premier, ha iniziato una serie di colloqui con gliambasciatori dei 28 paesi UE. Oggetto dei colloqui sono state le posizioni del Movimento sull’Europa e sull’Unione Monetaria, molto critiche in passato e che ora sembrano decisamente più concilianti. Lo stesso Di Maio ha stupito i diplomatici europei, tanto da giudicare “troppo dure” le vecchie posizioni del Movimento sull’Europa, in quello che è sembrato un atto di contrizione in piena regola del politico napoletano. Un’attitudine che ha rassicurato le grandi cancellerie europee, che adesso sembrano aumentare la loro concessione di credito al Movimento, un tempo considerato impresentabile. Lo stesso esame al quale si era sottoposto Renzi prima del 2014, adesso viene affrontato e superato da Di Maio nel 2016. Se il governo Renzi soccomberà, il M5S è già pronto a raccoglierne il testimone.

    Cesare Sacchetti
    Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
    Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016...l-m5s/2608963/
    5.03.2016
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  6. #6
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    Predefinito Re: Perché dico addio al Movimento 5 Stelle. Parla Paolo Becchi

    E prima ancora Luigi Di Maio è stato ad un istituto di gente della Commissione Trilaterale, l' ISPI, il cui capo onorario è Giorgio Napolitano.
    Ieri ascoltando un intervista radiofonica di Gioele Magaldi, questo ha riferito che Luigi Di Maio è andato a Londra da massoni internazionali importanti, prima del pranzo all' ISPI.
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    Predefinito Re: Perché dico addio al Movimento 5 Stelle. Parla Paolo Becchi

    presto vedremo anche lui con la kippah in testa?
    "Fate della Nazione la causa del popolo e la causa del popolo sarà quella della Nazione."-Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    Israele è il Male Assoluto
    IGNORE LIST : li ammazza stecchiti!

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    Predefinito Re: Perché dico addio al Movimento 5 Stelle. Parla Paolo Becchi

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    presto vedremo anche lui con la kippah in testa?
    Ci puoi contare. Già avvenuto con il vice di Marine Le Pen e vari leaders "populisti europei".
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  9. #9
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    Predefinito Re: Perché dico addio al Movimento 5 Stelle. Parla Paolo Becchi

    morto Casaleggio, pensionato Grillo, il movimento si paleserà finalmente come sinistra libertaria postmoderna
    delusional disorder (erotomanic type)

  10. #10
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    Predefinito Re: Perché dico addio al Movimento 5 Stelle. Parla Paolo Becchi

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Effettivamente, questi sondaggi che lo danno al 28-29%, favorendo così un atteggiamento propenso a votarlo, non penso siano casuali ...
    Ma su... sempre complotti... ancora quelli che credono meno alla democrazia e più a Kolosimo... su... a quando un fair paly verso "i lati postivi dell'Occidente" ad esempio... sempre come seguigicarcassavivente...
    Se vai a vivere a Detrroit... saresti chiuso per un astio sentimentale profondo provinziale... poi per riscoprire i profondi legami ario-europei reali TROPPO duri e forse freddi... certo robotici ma sono convinto all'avanguardia oltre che "l'Iran"... e voi...... c'è proprio gli Usa... tanto che la rivoluzione Croceuncinata rimane un buon inizio ma se gli Usa danno la birra e quelle società che dicono di essere "all'avanguardia"... c'è solo una motviazione o più... la miopia politica di Mussolini e Hitler è una forma mentis... anche se è indubbio che le Idee sono già qualcosa... chi grida sempre contro gli Usa... attacca valori anche Ariani e tanto... quindi una sana maturità e apurtera mentale...
    Tra 800 secoli... sareste ancora rigidi e xenofobi...

    Renzi...

 

 
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