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Discussione: Genetica, razza e differenze

  1. #1401
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    Predefinito Re: Genetica, razza e differenze

    a parte la nuova datazione dei reperti di Cueva de los Aviones, Pievani implicitamente afferma che l'umanità restata in Africa non poté godere di questa exaptation che Cro-Magnon ha avuto, se non in modo molto minore.
    non si sono tirate le conclusioni ovvie ...
    ma resta sempre la nuova datazione di Cueva de los Aviones nel gozzo.
    e poi, la discesa della laringe era già cominciata, pare addirittura da Homo Erectus, o no ?
    fate uno "sforzino", leggete l'articolo di Telmo Pievani che nel 2014, quando ha scritto questo articolo, ignorava (come Tattersal) i fatti di Cueva de los Aviones ....

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  2. #1402
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    Predefinito Re: Genetica, razza e differenze

    https://www.ilgazzettino.it/tecnolog...e-3785024.html
    su Marte trovate tracce di vita : trovate molecole organiche.

  3. #1403
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    Predefinito Re: Genetica, razza e differenze

    Scoperta l'arma segreta del gene che protegge dai tumori - Biotech - ANSA.it
    mi limito a segnalare le novità (in attesa che qualcuno dica qualcosa)

  4. #1404
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    Predefinito Re: Genetica, razza e differenze

    LE SPECIE VIVENTI SONO NATE TUTTE INSIEME. LO DIMOSTRA UNO STUDIO GENETICO.
    Maurizio Blondet 10 giugno 2018 73 commenti
    Praticamente tutte le specie animali oggi esistenti, compreso l’uomo,sono apparse sulla Terra allo stesso tempo: fra i 100 mila e i 200 mila anni fa, in un periodo geologicamente breve.

    E’ la stupefacente conclusione cui sono giunti due genetisti, David Thaler dell’università di Basilea, e Mark Stoekle della Rockefeller, analizzando il DNA mitocondriale di 100 mila specie viventi attualmente nei continenti e negli oceani del globo, dopo aver esaminato 5 milioni di “codici identificativi” delle suddette specie. Una messe enorme di dati, che rende il risultato indiscutibile.

    Questa immensa campionatura è stata resa possibile da una recente metodologia d’indagine, che esamina il DNA mitocondriale, più facile a decodificare rispetto al DNA del nucleo della cellula, che è proprio di ogni individuo, coi suoi tre miliardi di paia di molecole organizzate in migliaia di geni. I mitocondri sono, nella cellula, i minuscoli “motori” forniscono energia alla cellula e la fanno respirare: il loro DNA ha solo 37 geni. Uno di essi, detto COI (sigla per cytochrome oxidase I), è stato definito il “codice a barre DNA” perché esso identifica alla perfezione la specie cui appartiene, tanto che viene usato per scoprire frodi alimentari, se per esempio nell’hamburger di bue c’è carne di cavallo, o se nel kebab halal c’è la presenza di maiale.



    Il gene COI ha una sequenza genetica assolutamente simile in tutti gli animali, il che lo rende facile da “vedere” a confrontare; d’altra parte, presenza differenze caratteristiche, proprie di ciascuna specie. Insomma è davvero un “codice a barre” che identifica con semplicità e precisione ogni specie animale. Il metodo è anche economico, ciò che ha permesso ai due genetisti di passare in rassegna, in una decina d’anni, appunto 5 milioni di codici a barre di 100 mila specie attualmente viventi.

    La prima, e per loro stupefacente, scoperta dei due genetisti è questa: che non si aspettavano una tale “uniformità” all’interno della stessa specie, e una totale assenza di quelle che loro definiscono “passerelle” fra una specie e l’altra. I loro dati smentiscono definitivamente il mito evoluzionista per cui una specie si sarebbe “evoluta” dall’altra, attraverso ipotetici “anelli di congiunzione” poi estinti. Ogni specie studiata è in modo impressionante “fissa”, una specie “rana” è identica geneticamente sia che viva nei nostri stagni sia nel Mato Grosso, e la specie Homo sia che viva qui che in Cina; le differenze morfologiche, minime, sono indifferenti al loro codice a barre genetico.

    L’altra cosa che hanno scoperto, è che la diversità genetica non varia con la numerosità e l’estensione sulla terra di una specie. I manuali evoluzionisti insegnano che più una specie è numerosa, antica e diffusa in zone climatiche differenti, più dovrebbe presentare variazioni genetiche, dovute all’accumularsi di variazioni nel DNA in funzione della sua moltiplicazione attraverso le epoche. Niente di più falso: i 7,5 miliardi di esseri umani, i 500 mila passeri, i centomila beccaccini, hanno all’incirca la stessa diversità genetica: limitatissima.

    Da qui la terza e più inattesa scoperta: studiando le variazioni genetiche “neutrali”, le piccole variazioni genetiche del DNA, né dannose né utili, che si succedono e si trasmettono fra generazioni, i genetisti hanno dovuto ammettere che esse sono molto, ma molto meno frequenti di quanto “previsto” dagli evoluzionisti, e per quanto grande sia il numero degli individui che la compongono. Il che non è poi così strano: il DNA è la materia vivente più costante, si “difende attivamente” contro le mutazioni, azzerandole.

    Il punto è che gli evoluzionisti si basano su queste variazioni neutrali, che suppongono essere avvenute in cadenze regolari, per determinare l’età di una specie, il momento in cui è apparsa sulla Terra – un po’ come gli anelli dei vecchi alberi tagliati ne mostrano l’età. Fatti e rifatti i calcoli, i due genetisti sono giunti alla conclusione più clamorosa: che il 90% delle specie oggi viventi sulla Terra, sono nate tutte insieme, 100-200 mila anni fa.



    Tutti contemporanei.
    La massima parte delle specie, siano uccelli, pesci, falene o uomini, sono apparsi così recentemente da non aver avuto tempo di sviluppare molta diversità genetica. La diversità genetica dell’umanità d’oggi è in media dello 0,1% : se prendiamo queste variazioni come la cadenza di un orologio genetico, ciò che farebbe risalire la divergenza di umani come specie distinta a 100-200 mila anni fa. [Ovviamente il profano potrebbe sospettare che l’orologio genetico delle variazioni non ha la cadenza regolare che gli scienziati pretendono: ma questo è un argomento che gli scienziati non paiono disposti a discutere].



    Dai “primitivi” rettili ai marsupiali, dagli ovipari ai vivipari, fino all’”evoluto” Homo Sapiens, sono tutti contemporanei: ciò che noi pensiamo sia il risultato di una evoluzione, non lo è. Il rettile non è più primordiale di un mammifero, né un marsupiale più primitivo di un placentato, né gli anfibi ci hanno “preceduto” nel tempo perché meno complessi. Né noi, l’orgogliosa specie Homo, siamo venuti “dopo” il cardellino o la trota. Saremmo nati tutti insieme. In un periodo oltretutto alquanto recente, 200 mila anni fa, o meno.

    L’intero regno animale – almeno quello presente oggi – sembra essere apparso insieme sulla Terra? Lo stesso David Thaler, uno dei due autori della scoperta, ammette: “L’ho combattuta finché ho potuto”. Il motivo è ovvio. Non è solo che i risultati della sua scoperta demoliscono ogni possibile teoria evoluzionista, per quanto “riformata” e “corretta” (lo è stata molte volte, dopo Darwin), ma la stessa ideologia dell’evoluzione, in quanto “fede”implicita i tutti gli studiosi del vivente, il pilastro a cui appendono le loro certezze.

    Il vostro cronista intravvede una certa difficoltà a conciliare questa scoperta con i dati della paleontologia e stratigrafia geologica, che retrodatano la vita di milioni di anni, non di cento-200 mila. Il Cenozoico, in cui appaiono i mammiferi, sarebbe iniziato 6,5 milioni di anni fa. Fino a che punto le datazioni stratigrafiche sono “sicure” e credibili? Fino a che punto la retrodatazione è il presupposto ideologico per dare alla evoluzione “Il tempo” di evolversi?

    Come avevo illustrato nel mio “L’uccellosauro ed altri animali”, le datazioni stratigrafiche o con radio-isotopi danno danno estremamente variabili e improbabili: un Proconsul (una scimmia estinta) è stato datato fra i 14 e 15 milioni di anni, benché le misurazioni con isotopi abbiano dato una variazione fra 42 e 264 milioni di anni. Alla fine, la datazione di 15 milioni è stata accettata, e le altre scartate, “perché si integra nella scala fanerozoica”, ossia nell’immaginaria cronologia asserita dai darwinisti. Ossia: il pregiudizio serve a “datare” dati discordanti. Non a caso, nel 1974 è stata istituita una Commissione Internazionale di Stratigrafia, che “definisce standard” delle “sezioni stratigrafiche” nella geologia terrestre per metter d’accordo paleontologia e geo-biologia e unificare in qualche modo dati discutibili: stabilendo una sorta di rigorosa convenzione sulle datazioni.

    Certo anche la detta Commissione avrà qualcosa di dire se la vita animale esistente è apparsa, per i genetisti, in epoche così recenti.

    C’è stata forse una estinzione di massa centomila anni fa, che ha ridotto il numero delle specie per lasciar sopravvivere solo quelle che condividono con noi il mondo odierno? O una catastrofe non meglio identificata che ha permesso il fiorire di tante specie in uno stesso e breve tempo? Se lo sono chiesto i ricercatori. Ma l’impatto di un asteroide, come quello che avrebbe distrutto i dinosauri (e spazzato via il 70% della vita) 65 milioni di anni fa, non sembra essersi riprodotto in epoca tanto più recente: altrimenti avrebbe lasciato tracce identificabili.

    Stoeckle ha imbastito una mezza ipotesi che suona così: “L’interpretazione più semplice è che la vita è in costante evoluzione , e che ad ogni epoca dell’evoluzione, gli animali viventi ad un momento dato sono apparsi più o meno nello stesso periodo, con una durata di vita limitata, per poi trasformarsi in qualcos’altro”. Insomma l’evoluzionismo vince sempre.

    https://phe.rockefeller.edu/news/wp-...al-reduced.pdf

    https://www.maurizioblondet.it/le-sp...udio-genetico/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #1405
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    Predefinito Re: Genetica, razza e differenze

    i mitocondri si trasmettono per via femminile. se una femmina non ha figli per nulla (o solo maschi) la linea si perde. è come per Eva mitocondriale (e Adamo cromosomiale che, oltrettutto non sono affatto contemporanei, anzi!) . tutte le altre linee si sono perdute, pertanto l'unica che resta è quella. l'umanità è forse datata da "quella" Eva ?

    sarebbe andata ancora meglio se la datazione fosse stata di 4440 anni fa, come dice la Bibbia ....

  6. #1406
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    Predefinito Re: Genetica, razza e differenze

    notizia strumentale. quanto a platinette, pardon, blondel...

  7. #1407
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    Predefinito Re: Genetica, razza e differenze

    per spiegarmi meglio, tutte le specie viventi, chi prima e chi dopo, hanno perso il filo conduttore che le legava alla loro antenata. è un fatto naturale che è capitato a tutte le specie. ma Blondet ha voluto piegare questo avvenimento naturale a dimostrazione scientifica di rilevanza mondiale. o è un F(P) che lo ha fatto scientemente, oppure è un grosso ignorante. spiace che troppa gente gli dia corda ...

  8. #1408
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    Predefinito Re: Genetica, razza e differenze

    Riportare non è dargli corda.
    E' dare modo di discutere.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #1409
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    Predefinito Re: Genetica, razza e differenze

    Blondet in questo caso si è confermato stronzo e inaffidabile. non ho la rigorosa certezza che lo abbia fatto scientemente, o per pura ignoranza. personalmente non credo che sia un cretino e penso che lo abbia fatto scientemente. si è svelato da cattolico oltranzista qual'è. il fatto dovrebbe aprire la mente di chi ancora gli crede, per amore di discussione oppure no. sono piccole cose che dovrebbero aprire la mente ai Padani che gli credono.
    se aspettate Lui per la Padania, state freschi ...

  10. #1410
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    Predefinito Re: Genetica, razza e differenze

    Infatti siamo ben caldi.
    Tu però sembri particolarmente accanito contro di lui.
    Ha scritto cose importanti, e rimane comunque una voce fuori del seminato.
    E nel mondo delle prostitute giornalaie è già una grande cosa.
    Secondo me sbaglia a voler scrivere su tutto. Non si può essere bravi in tutto (e questo vale per tutti).
    Certi argomenti sembrano trattati per riempire i tempi morti: a mio avviso potrebbe lasciarli stare.
    Ma se ne scrive, trovo giusto discuterne e contestarli.
    Libertà di pensiero in libera Padania.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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