User Tag List

Risultati da 1 a 2 di 2
Like Tree1Likes
  • 1 Post By Roatta Mario

Discussione: 11/01/1948 Massacro di Mogadiscio

  1. #1
    alias Bestia Nera
    Data Registrazione
    14 Jul 2010
    Località
    Provincia di Fiume (Carnaro)
    Messaggi
    1,886
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito 11/01/1948 Massacro di Mogadiscio

    Mogadiscio 1948: massacrate gli italiani

    Mogadiscio, domenica mattina dell’11 gennaio 1948. Una data che alcuni nostri connazionali non dimenticheranno mai; una data che, al contrario, alla stragrande maggioranza degli italiani non dice assolutamente nulla.

    Quel giorno, nella capitale somala, decine di italiani rimasti a vivere nella nostra ormai ex colonia vennero barbaramente trucidati in una apparentemente assurda e imprevista esplosione di violenza da parte dei somali.

    L’episodio è stato per decenni ignorato dagli storici; nei manuali non se ne trova traccia; non esiste in tutta Italia una sola via intitolata agli italiani assassinati in quel giorno, o una ricorrenza che commemori i nostri connazionali.

    Per capire cosa avvenne quel giorno è necessario fare un passo indietro, nella Somalia negli anni precedenti al 1948…

    La Stato africano, storica colonia italiana, venne facilmente conquistata dalle truppe britanniche nel 1941. Il controllo dell’importante territorio africano passò quindi sotto il dominio britannico, che istituì un governatorato militare assai duro e ostile nei confronti dei civili italiani rimasti. Questo anche e soprattutto dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Un colono, Mario Scaparro ebbe a dire: “Non vi era che una legge: quella britannica. Quello che non era ordinato era proibito. Mogadiscio non era più una città ma un immenso campo di concentramento, dove italiani e somali dovevano lavorare per salari da fame”. Il disordine, la fame, la miseria, e la prepotenza inglese regnavano dovunque senza che nessuno avesse la forza e la possibilità di fare qualcosa.

    In quei giorni di inizio anno, arrivò a Mogadiscio una delegazione Onu, composta da membri delle potenze vincitrici, incaricata di accertarsi delle reali condizioni del Paese e decidere se autorizzare l’Italia a gestire la Somalia, tramite una amministrazione fiduciaria, per prepararla e condurla all’indipendenza nel giro di pochi anni.

    Al loro arrivo i delegati furono accolti da una manifestazione pacifica di migliaia di somali favorevoli all’Italia, fatto questo destò molta impressione nei componenti la commissione Onu, ma indispettì gli ambienti militari inglesi e le associazioni nazionaliste somale ostili all’Italia, come la Lega dei giovani somali.

    In questo quadro, la domenica dell’11 gennaio, erano previste due manifestazioni: una degli italiani e una della Lega. All’ultimo momento il tenente colonnello Thorne, vicecomandante della gendarmeria, senza alcuna spiegazione ritirò agli italiani il permesso, precedentemente accordato, di manifestare, confermando, al contrario, l’autorizzazione agli aderenti della Lega. Il corteo somalo mosse i suoi passi verso le 11 di mattina dirigendosi dalla periferia verso il centro città.

    All’improvviso, senza alcun apparente motivo, la manifestazione degenerò: torme di manifestanti attaccarono gli italiani ovunque si trovassero; entrarono nelle case di proprietà dei nostri concittadini o in quelle che esponevano il tricolore e massacrarono a bastonate o a colpi di coltello gli occupanti, passando poi a devastare e saccheggiare tutto ciò che era possibile portare via. I negozi, le sedi delle associazioni, i ritrovi e i luoghi sportivi frequentati dagli italiani subirono identica sorte.

    Non ci fu pietà per nessuno: uomini, donne, vecchi e bambini vennero aggrediti e trucidati ovunque; un paralitico, facilmente raggiunto, venne sgozzato sulla sedia a rotelle; una donna fu costretta a veder massacrare il giovane figlio a bastonate e, dopo, fu violentata da decine di persone; un’intera famiglia composta da cinque persone, sorpresa su un taxi guidato da un armeno, fu annientata in pochi istanti. Anche il tassista fu ucciso, forse perché scambiato per italiano. Nessuno dei nostri compatrioti si poté difendere in quanto le armi da fuoco erano state già da tempo requisite dagli inglesi; misura questa giustificabile in tempo di guerra, assai meno a distanza di tre anni dalla fine. Solo alcuni fortunati riuscirono ad avere salva la vita pagando gli aggressori. Un solo luogo fu miracolosamente risparmiato dalla furia dei rivoltosi: la cattedrale della città, nella quale riuscirono a trovare riparo circa 700 italiani affluiti per assistere alla Santa Messa domenicale.

    Gli inglesi, predisposti al mantenimento dell’ordine pubblico, non intervennero mai, limitandosi ad osservare ciò che accadeva e, quando il massacro ebbe finalmente termine, nel tardo pomeriggio, a rimuovere i corpi degli uccisi dalle strade.

    Addirittura molti agenti della polizia somala parteciparono attivamente alla caccia all’italiano, sparando ai nostri connazionali e guidando i manifestanti contro gli obbiettivi italiani.

    Molti italiani superstiti, che avevano perso tutto nei disordini furono, nei giorni successivi, rinchiusi in una sorta di campo di concentramento nel quale addirittura venne loro intimato di pagare una sorta di affitto per ricompensare le spese di mantenimento. Poi, una volta liberati, decisero - quasi tutti - di rientrare per sempre in Italia.

    Ma come fu possibile che i somali, in prevalenza non ostili agli italiani, si macchiassero di un così grave massacro? Tante, troppe testimoniane di italiani sopravvissuti e somali portano a conclusioni e responsabilità precise…

    Nei giorni precedenti al massacro, i nostri coloni che lavoravano all’aeroporto di Mogadiscio ebbero modo di notare che gli inglesi stavano facendo affluire dal Somaliland Britannico e dal Kenya decine di aerei carichi di poliziotti negri e civili anch’essi negri che vennero poi purtroppo visti assai attivi nei disordini dell’11 gennaio. I militari inglesi non intervennero mai duranti i tumulti e solo a tarda serata fecero girare per le strade della città una jeep con degli altoparlanti che dicevano: “Somali tornate a casa, avete vinto!”.

    Addirittura alcuni nostri connazionali vennero avvisati da ufficiali britannici amici di non girare per strada la domenica dell’11 gennaio perché, a loro dire, sarebbe successo qualcosa di brutto. Tant’è che, alcuni anni dopo l’eccidio, il nostro ambasciatore in Somalia, Claudio Pacifico, parlando con un vecchio somalo su questa orribile vicenda si sentì dire che gli autori materiali della caccia all’italiano erano in prevalenza kenioti e somali della Somalia Britannica, fatti affluire appositamente dal comando inglese.

    Incredibile, poi, fu come vennero travisati i fatti nel comunicato ufficiale diramato dalla gendarmeria britannica. Secondo tale bollettino, erano stati gli italiani ad assaltare il corteo della Lega dei giovani somali con fucili e bombe a mano, scatenando così la furiosa reazione dei manifestanti.

    In un secondo momento, il governo di Londra decise di salvare la faccia istituendo una commissione di inchiesta presieduta dal maggiore Flaxman e - ma solo come osservatore - del console italiano a Nairobi, Della Chiesa. Furono ascoltate e messe a verbale le testimonianze di 102 italiani e fu chiaro che gli inglesi avevano responsabilità dirette e indirette enormi. Tanto chiaro che il risultato dell’inchiesta - noto come “Rapporto Flaxman” - che fu rapidamente dichiarato top secret e dimenticato negli archivi britannici fino alla sua recente declassificazione.

    Un’ultima riflessione sul comportamento dell’allora governo italiano.

    Non si sentì in dovere di protestare con il governo britannico per ciò che era avvenuto, non si oppose alla secretazione del rapporto, non cercò di scoprire ciò che realmente era avvenuto. Semplicemente tacque, disinteressandosi completamente dell’episodio.

    Rimangono però le parole che il conte Carlo Sforza, allora ministro degli Esteri, scrisse anni dopo nel suo libro di memorie: “L’incidente di Mogadiscio, per quanto serio e crudele possa essere, esso resta per me solo un episodio a paragone della importanza delle relazioni italo-britanniche”.

    Con buona pace del conte Sforza, quando uno Stato definisce “incidente” un vergognoso massacro di propri cittadini, si autocondanna ad essere uno Stato a “sovranità limitata”: cosa poi puntualmente avvenuta per cinquant’anni.
    francoazzurro likes this.
    Generale del Regio Esercito e responsabile di crimini di guerra sul fronte jugoslavo al comando della 2a Armata

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    duca di rivoli
    Data Registrazione
    27 May 2009
    Località
    LOMBARDIA - Alpi
    Messaggi
    14,132
    Mentioned
    52 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: 11/01/1948 Massacro di Mogadiscio

    51 italiani morti, tra cui due donne e un tredicenne.
    14 somali e un persiano.

    quel giorno ci prima la manifestazione proibita dal governo britannico, con disordini, poi si scatenò la vendetta e il saccheggio.

 

 

Discussioni Simili

  1. Attacco terroristico in Hotel di Mogadiscio
    Di Crescenzo Garofalo nel forum Politica Estera
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-03-15, 10:45
  2. Attentato a Mogadiscio, morti tre ministri.
    Di WillyI nel forum Politica Estera
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 03-12-09, 22:27
  3. Somalia: si combatte a Mogadiscio
    Di Newborn nel forum Politica Estera
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-05-09, 19:50
  4. Mogadiscio, svolta fondamentalista..
    Di Repubblica nel forum Politica Estera
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 26-06-06, 11:32
  5. Distrutto Cimitero Italiano A Mogadiscio
    Di Ambrogio nel forum Destra Radicale
    Risposte: 51
    Ultimo Messaggio: 24-01-05, 22:30

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226