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    Arrow Riforma costituzionale, l’inutile opposizione e le correzioni possibili alla (buona)



















    Col voto del Senato, la riforma costituzionale sta per terminare il suo iter: è scontata l’approvazione della Camera in primavera ed è verosimile la conferma dei cittadini al referendum d’autunno nonostante una variegata galassia di oppositori si stia attivando per promuoverne la bocciatura.
    Accanto a Grillo, Salvini e ai reduci del berlusconismo, infatti, ci saranno anche i partiti di sinistra, molti intellettuali e alcuni dei più importanti costituzionalisti. Pur non condividendo diversi punti della riforma, è difficile capire perché la crème dell’intelligentsia progressista sia pronta a mescolarsi col peggio della destra populista per condurre una campagna politica contro la maggioranza.
    Lo scontro frontale, però, segnerà un’altra botta d’arresto per chi ha tentato ripetutamente di porsi come alternativa di sinistra al PD. Opponendosi al superamento del bicameralismo perfetto e all’elezione indiretta del Senato, si trascura che la riforma avvicina l’Italia alle realtà istituzionali dei maggiori Paesi europei.
    Zagrebelsky e Rodotà, al contrario, avrebbero dovuto sollecitare il Parlamento a completare ed integrare la riforma, colmando le lacune che riducono l’impatto di questo percorso riformatore.

    Riforma costituzionale, le possibili correzioni

    Riduzione del numero dei Deputati. L’Italia, con 60 milioni di abitanti, ha gli stessi deputati (630) del Bundestag che rappresenta oltre 80 milioni di tedeschi e supera i 577 députés dell’Assemblée Nationale eletti da quasi 70 milioni di francesi. L’eliminazione dei 315 senatori, quindi, non avrebbe dovuto escludere la contestuale riduzione del numero dei deputati: 500 potrebbero essere più che sufficienti.
    Fusioni delle Regioni. Il “ddl-Boschi” ha modificato la distribuzione delle competenze tra Stato e Regioni disciplinata dal Titolo V senza però ridurne il numero. Venti Regioni sono troppe: se anche Hollande è riuscito a far approvare una riforma che ha praticamente dimezzato le Régions francesi (ne restano tredici su ventidue), pure Renzi avrebbe dovuto provarci.
    Enti locali. Nella Costituzione non si parlerà più di province benché continueranno ad esistere come Enti territoriali di area vasta secondo la “Legge Delrio”. È necessario, però, approvarne la definitiva soppressione, trasferendo in via transitoria tutte le competenze delle province alle Regioni, che poi decideranno come ridistribuirle.
    Anche le città metropolitane non sono state ancora concretamente definite: essa avranno senso solo se assumeranno la forma di enti consolidati in cui si fondono i comuni costituenti, con un unico sindaco e un unico consiglio.
    La riforma degli enti locali, comunque, non sarà mai veramente completata se non si imporranno le fusioni tra i piccoli comuni.
    Sistemi elettorali regionali e comunali. Un discorso a parte va fatto sulle leggi che disciplinano le elezioni comunali e regionali, da rimodellare su una formula simile all’Italicum, eliminando ogni residua possibilità di costituire coalizioni pre-elettorali che -lo dimostrano le più bizzarre liste presentate di volta in volta- continuano a favorire il trasformismo di notabili in eterno transito da uno schieramento all’altro.
    Varrebbe la pensa confrontarsi su queste e analoghe modifiche, anziché sostenere a capofitto una bocciatura che non arriverà, perché, in fin dei conti, questa riforma, perfettibile, non è poi così male.
    Andrea Enrici


    Scritto da: Andrea Enrici
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  2. #2
    #Ciaone
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    Predefinito Re: Riforma costituzionale, l’inutile opposizione e le correzioni possibili alla (buo

    In pratica l'autore dell'articolo ci teneva a farci sapere che a lui la riforma piace, infatti non capisce una mazza
    Mi sono rotta il cazzo dei giovani di sinistra, arrivisti, bugiardi, senza lode
    Gente che in una gara di idiozia riuscirebbe ad arrivare seconda

  3. #3
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    Predefinito Re: Riforma costituzionale, l’inutile opposizione e le correzioni possibili alla (buo

    Citazione Originariamente Scritto da POL Visualizza Messaggio
    Col voto del Senato, la riforma costituzionale sta per terminare il suo iter: è scontata l’approvazione della Camera in primavera ed è verosimile la conferma dei cittadini al referendum d’autunno nonostante una variegata galassia di oppositori si stia attivando per promuoverne la bocciatura.
    Questo lo dici tu. Non è così scontato.

    Accanto a Grillo, Salvini e ai reduci del berlusconismo, infatti, ci saranno anche i partiti di sinistra, molti intellettuali e alcuni dei più importanti costituzionalisti. Pur non condividendo diversi punti della riforma, è difficile capire perché la crème dell’intelligentsia progressista sia pronta a mescolarsi col peggio della destra populista per condurre una campagna politica contro la maggioranza.
    Complimenti per l'imparzialità e l'equilibrio nel descrivere gli schieramenti! Zero faziosità, vedo.

    Lo scontro frontale, però, segnerà un’altra botta d’arresto per chi ha tentato ripetutamente di porsi come alternativa di sinistra al PD. Opponendosi al superamento del bicameralismo perfetto e all’elezione indiretta del Senato, si trascura che la riforma avvicina l’Italia alle realtà istituzionali dei maggiori Paesi europei.
    Zagrebelsky e Rodotà, al contrario, avrebbero dovuto sollecitare il Parlamento a completare ed integrare la riforma, colmando le lacune che riducono l’impatto di questo percorso riformatore.
    Ma a loro non è stato chiesto un parere e per questo se la sono segnata e sputano veleno. Gli rode che un rottamatore non li abbia consultati o che in generale una donna per di più giovane possa avere più peso dei professoroni..

    Riforma costituzionale, le possibili correzioni

    Riduzione del numero dei Deputati.

    Fusioni delle Regioni.

    Sistemi elettorali regionali e comunali.

    Andrea Enrici
    Al netto delle possibili migliorie che si potevano/possono fare sul testo, vorrei sottolineare una cosa.
    Se passa il SI nulla vieta si possano fare in un secondo tempo. Anzi lo rende molto probabile perchè verrà infranta la tradizionale "intoccabilità" della Sacra Costituzione Assoluta. Si aprirà cioè una nuova era in cui si potranno fare miglioramenti e cambiamenti a seconda della volontà politica del momento
    Se invece passa il NO, state tranquilli che di riforme della Costituzione non ne vedrete l'ombra per i prossimi 20-30 anni. A prescindere dalle sciocchezze di chi dice "votate no perchè tanto poi le riforme le faremo noi quando vinceremo"

    Ma credete veramente che la classe politica rilancerà una seconda volta l'abolizione di province, senatori, CNEL ecc ecc dopo che l'avranno sfangata una volta?

    Dopo che vi sarete liberati di Renzi affossando la riforma, credete veramente che il vincitore delle prossime elezioni (Salvini? Grillo?) proporrà un nuovo pacchetto sapendo che quando passerà per il referendum sarà il momento buono per le opposizioni di coalizzarsi e cacciarlo insieme alla sua riforma?

    Nessuno se la rischierà più, credetemi..

 

 

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