Siamo d'accordo che quello che ci unisce è la voglia di indipendenza della nostra terra, ma mi sento di poter dire che siamo, a causa dell'immigrazione, a un punto tale che ci dovremmo occupare di questa come problema principale, ormai.
Perché noi che vogliamo la Padania siamo pochi, e se va avanti così tra poco ci mancherà definitivamente quello per il quale lottiamo, cioè il nostro popolo.
Milioni e milioni di immigrati, orde malefiche che ci distruggono senza pietà: mentre noi sogniamo la Padania i nostri connazionali, quelli che dovrebbero condividere i nostri ideali, spariscono.
Con questo non voglio certo dire che bisogna tapparsi il naso e stare assieme ai nazionalisti italiani, come CasaPound.
Però mi sembra che la gravità del momento sia tale che forse sarebbe utile che ci si impegnasse prima per salvare la nostra gente e, una volta superato il pericolo mortale, per portarla su posizioni indipendentiste.
Perché qui rischiamo di non avere nessuno per il quale valga la pena lottare.
Ci vorrebbe un soggetto padanista che però mettesse al primo posto, in questo momento storico, la lotta all'immigrazione.
Anche perché vediamo tutti che in Europa rinascono i nazionalismi in reazione all'invasione allogena.
E di fronte all'invasione le persone, anche le più diverse, si compattano.
C'è il pericolo che tanti che una volta volevano l'indipendenza ora solidarizzino con il "diverso meno diverso".
Quella gente secondo me la si porta dalla parte giusta se, in un partito che tiene sempre presente gli interessi nostrani, si mette al primo posto la sopravvivenza.
Perché di questo ormai si tratta.




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