Qualcuno sa che considerazioni religiose/spirituali avessero i pagani nei confronti del supremo nemico dei cristiani Satana?


Qualcuno sa che considerazioni religiose/spirituali avessero i pagani nei confronti del supremo nemico dei cristiani Satana?


Credo che la domanda sia posta male, buttata in qualche maniera, ma Satana era presente nel mondo pagano?


Satana con il paganesimo classico, e neanche con quello neo a dire la verità, non centra nulla. E una figura espressione del monoteismo e dei monoteisti giudaici per cui la sua figura non è prevista nei paganesimi.
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


Chiedevo cosa ne pensassero del supremo nemico dei cristiani, lo so anch'io che non c'entra nulla col paganesimo.




È molto problematico rispondere a questa tua domanda: ammesso che i pagani sapessero di Satana (e già questo è dubbio, la documentazione storica sembra suggerirci che essi avessero una conoscenza piuttosto superficiale del cristianesimo), è difficile ipotizzare quale opinione potessero avere d'una figura così estranea alla loro cultura e spiritualità, lontane da una visione dualistica che contrappone una divinità interamente positiva ad una divinità interamente negativa: questa esigenza è nata in ambito monoteistico (ma non antico-ebraico, dove "satana" è solo un titolo rivestito da colui che, in determinate circostanze, esercita il ruolo di "avvocato d'accusa" per conto di Yahveh) al fine di giustificare la presenza del male in un mondo creato da un dio infinitamente buono.
Un appiglio potrebbero essere le (presunte) parole dell'imperatore Adriano, riferiteci da Flavio Vopisco nella Historia Augusta, secondo le quali "gli adoratori di Serapide sono cristiani": potrebbe dunque essere che i pagani vedessero nel culto cristiano la riproduzione dei grandi archetipi delle religioni solari, riconoscendo forse nella simbologia di Cristo e Satana un significato affine a quello che coinvolgeva il rapporto tra Osiride e Seth: un dualismo (giorno e notte) che vede una divinità esercitare un ruolo negativo rispetto all'altra, ma non c'è un male assoluto contro un bene assoluto.


Penso proprio che i cristiani ai tempi definivano satana qual si voglia Dio non loro.Avversari erano gli Dei al loro ateismo/monoteismo giudaico. Gli Elleni non credo dessero importanza ai loro deliri.


No, nel modo più assoluto.
Satana, Lucifero e i Demoni sono, per i Cristiani, figure specifiche e ben caratterizzate.
Sono angeli caduti, che si sono ribellati a Dio Creatore, e perseguono il suo opposto, cioè il Male.
Satana è invidioso di Dio, e cerca di sottrargli noi, gli uomini, creati da Dio a Sua immagine e somiglianza.
E lo fa con l'arma della tentazione....vedi Eva tentata a cibarsi dei frutti dell'albero del Bene e del Male.
E' una simbologia morale, come del resto un po' in tutto l'Antico Testamento, ma molto significativa su cosa è Dio e cosa è il Demonio.
Le divinità politeiste pre-esistenti non c'entrano nulla col Demonio.
Per i Cristiani il Male, il Demonio, è l'opposto del Bene, di Dio.
E Dio ha concesso all'uomo il libero arbitrio, la facoltà di scegliere il Bene o il Male, Dio o Satana.
Dunque possiamo allontanarci da Dio e prendere la via di Satana.
Dio, però, ci può perdonare financo in punto di morte, se il nostro pentimento è sincero.
Esempio: Buonconte da Montefeltro, Canto V del Purgatorio.
Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.


Non è così per l'universo gnostico, con tutte le sue innumerevoli sfaccettature, che la chiesa di Roma ha combattuto alacremente dato che era radicato e metteva in serio pericolo il potere bruto. Lo gnosticismo in genere riconosceva due divinità, essenzialmente, un dio creatore mosso da cattiveria e un dio absconditus lontano ed inavvicinabile, che non poteva intervenire perché avrebbe creato dei disequilibri....


Ignoranza, più che cattiveria.