Canale immigrati: Murdoch jr da Fini

Canale immigrati: Murdoch jr da Fini - il Tirreno dal 1997.it » Ricerca

ROMA. Chissà come avranno preso Silvio Berlusconi e Umberto Bossi la notizia che Gianfranco Fini ha ricevuto ieri a Montecitorio James Murdoch. Il presidente di Sky Italia, figlio del magnate Rupert Murdoch, diventato acerrimo nemico e concorrente del Cavaliere da quando è sbarcato sul mercato italiano, è andato a illustrare al presidente della Camera un nuovo canale satellitare che a novembre debutterà sulla piattaforma digitale. Si chiamerà «Babel tv» e sarà interamente dedicato alle tante comunità di immigrati presenti nel nostro paese. All’incontro avvenuto nello studio di Fini hanno partecipato anche l’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge e Luca Barbareschi, ex responsabile di An della Cultura, nonchè finiano doc. Murdoch ha definito il nuovo canale «educativo e civico». L’iniziativa sarebbe stata elogiata da Fini, da tempo molto attento alle politiche per favorire l’integrazione degli immigrati. Con la popolazione straniera in costante crescita in Italia è curioso che nè la Rai nè Mediaset abbiano finora pensato un canale ad hoc.

Tv digitale in primo piano anche sul fronte delle frequenze. L’Autorità di garanzia nelle comunicazioni presieduta da Corrado Calabrò ha approvato ieri all’unanimità il nuovo piano nazionale per l’assegnazione delle frequenze televisive per il digitale terrestre, l’impronunciabile Pnaf. Obiettivo del piano, oltre a mettere ordine nella giungla delle frequenze regionali, «garantire il pluralismo, le reti locali e i servizi innovativi», in base alle norme vigenti e agli indirizzi comunitari. Il Pnaf riserva inoltre un terzo delle frequenze pianificabili alle emittenti locali. «L’utilizzazione della tecnica Sfn (reti a singola frequenza) permetterà di soddisfare tutte le diverse esigenze: razionalizzazione delle reti esistenti, nazionali e locali, nuove frequenze destinate alla gara per gli operatori tv». Il provvedimento approvato sarà completato nei suoi aspetti attuativi via via che tavoli tecnici della aree ancora da digitalizzare avranno concluso il loro lavoro, spiegano all’Agcom. L’azione di riorganizzazione sarà condotta in collaborazione con il ministero dello Sviluppo produttivo.

il Tirreno — 04 giugno 2010