Quanto sto per scrivere posso metterlo solo su fondo scala, perché tra il serio e il faceto tiro fuori una mia idiosincrasia personale per una categoria quella delle CHECCHE. Non ho assolutamente nulla contro gli omosessuali che rispetto e che non mi sognerei mai di discriminare, avendo molti amici fra loro, ma... quelli che non dsopporto sono i gay che ostentano una femminilità affettata, che ovviamente non possono avere che male appiccicata, e che li rende assolutamente ridicoli. Non c'è bisogno di avvisare tutto il modoi che si è appartenenti al terzo sesso, anche perché gli omosessuali fra loro si riconoscono immediatamete a fiuto... questo me lo hanno sempre detto i miei amici ed io ci credo. L'ostentazioene della femminilzzazione delle checche è una cosa sgradevolissima, roba da caricatura nei film anni '80, che li rende petulanti, beceri, perché complessati, ma al tempo stesso narcisisti, pettegolei e nemici delle donne perché invidiosi di non esserlo, insomma le checche racchiudono in sè tutto ll peggio della natura femminile senza averne i pregi.
Una checca insopportabile, ad esempio, era il famoso sarto degli anni '50 Emilio Schubert, che ha vestito attrici, nobildonne e principesse di tutto il jet set, che esibiva attegiamenti affettatamente femmnili: voce ora stridula che andava su "di testa" in falsetto, ora eccesivamente modulata, mossettine che di grazioso non avevano nulla., sempre gesticolante con le mani per aria. Usava portare sempre un numero esagerato di braccialetti al polso che faceva tintinnare come una diva del varietà.... L'ho conosciuto personalmenmte perché una mia zia era sua cliente e quando adava a Roma, per le prove degli abiti, spesso mi portava con sé. Io che ero piccola, lo guardavo sbalordita con un senso di disagio che ricordo ancora... Chiedevo spiegazioni a mia zia che invariabilmenmte rispondeva: "sai è un genio della moda ed è un po' originale..." Posso dirlo tanto è morto da un pezzo e non può più farmi causa, lo detestavo, anmcje se i suoi modelli erao veramente unici. Pe altri non farò nomi, ma ce ne sono in giro parecchi... C'è un specie di stilista toscano ad esempio, che in una trasmissione del primo pomeriggio dedicata alle donne, che cambia il look (secondo i suoi gusti) di signore e ragazze che spesso rende ridicole tutte in paillettes da capo a piedi mettendo loro vertiginisi tacchi di 12 cm. con cui le poverine camminano sulle uova... Oltre tutto si da vera checca, anche lui sfoggia spesso giacche paillettate, esibendo un ventaglio rosso da danzatrice di flamenco. Inoltre, con finto buonismo, che sottende invece una cattiveria assoluta, si esibisce nel gossip più maligno di qualunque rivista specializzata in pettogolezzi su attrici, attori cantanti e personaggi dello showbusiness internazionale... Insomma è una roba INSOPPORTABILE.
L'omosessualità non mi disturba affatto, è un modo di essere come un altro, anzi spessissimo o gay sono molto creativi, amano l'arte ed hanno maggiore sensibilità, che spesso nei maschi etero è più rara da trovare, essendo davvero una compagnie interessante ed ottimi amici, ma le checche NO, non le reggo, sono quelle che rovinano la piazza ai gay, perché quando l'omosessualità era da nascondere, solo le checche la esibivano sfacciatamente., ridicolizzando la categoria come se tutti i gay fosseroin qiuel modo, cioè una cattiva imitazione del femminile.
Oh... finalmente l'ho detto ODIO LE CHECCHE! Lo so non e politicamente corretto, ma questo è ciò che volevo dire comunque.
Cari amici gay, guardatevi dalla compagnia delle checche, lasciateli ai loro gigolo, cui pagano pranzi e cene e abiti costosi, per averne la compagnia, e statevene fra voi dal'aspetto che avete sempre avuto da madre natura, a prescindere dalle vostre inclinazioni sessuali... che con certe esibizioni e certo vezzi ridicoli non hanno proprio nulla a che fare!






