Brevetti europei, Bruxelles vuole eliminare l' italiano
Riforme La Commissione: solo inglese, francese, tedesco
Brevetti europei, Bruxelles vuole eliminare l' italiano
Frattini e Ronchi: proposta inaccettabile Costi Il commissario Barnier difende la scelta: «Troppo alti i costi delle traduzioni»
BRUXELLES - Spunta a sorpresa un nuovo tentativo della Commissione europea di escludere l' italiano e lo spagnolo per imporre il trilinguismo anglo-franco-tedesco, che non è previsto nei Trattati Ue e contrasta con il principio della pari dignità delle lingue ufficiali di tutti i 27 Paesi membri. Il commissario per il Mercato interno, il francese Michel Barnier, ha annunciato la proposta di dare spazio e valore legale solo a inglese, francese e tedesco nel progetto di brevetto europeo, che sembrava potersi sbloccare - dopo anni di contrasti linguistici - con una convergenza sul modello Alicante (che include anche italiano e spagnolo). Il problema dell'uso delle lingue in Europa coinvolge il peso politico degli Stati e vantaggi competitivi per le imprese delle nazioni con gli idiomi privilegiati. Immediato è arrivato così il «no» del ministero degli Esteri di Franco Frattini e di quello delle Politiche comunitarie di Andrea Ronchi, che hanno definito «inaccettabile» la proposta della Commissione europea. «L' Italia era pronta ad assumere un atteggiamento costruttivo per raggiungere soluzioni nella direzione di un regime brevettuale semplificato, efficiente e utile a tutte le aziende, senza discriminazioni di geografia, dimensione, legislazioni nazionali o lingua - ha spiegato Ronchi al Corriere -. Quanto ci viene proposto non rientra assolutamente in questa logica e risulterebbe fortemente penalizzante per le aziende italiane. Non potrà quindi avere il consenso dell'Italia, e non credo solo dell'Italia». La Farnesina si sta raccordando con la Spagna e altri Paesi penalizzati per bocciare il progetto dell'euroburocrazia ufficializzato a Bruxelles appena è scaduto il semestre di presidenza spagnola dell' Ue, in cui il premier José Luis Zapatero aveva sempre respinto l' ipotesi del trilinguismo. Barnier ha negato al Corriere una sua attenzione agli interessi della Francia e della Germania più che a quelli dell'Europa. Il commissario francese, appoggiato dal collega italiano Antonio Tajani, si è giustificato con «i costi delle traduzioni», che renderebbero il brevetto a cinque lingue non competitivo rispetto a quello degli Stati Uniti, e ventilando compensazioni parziali per le imprese dei Paesi con le loro lingue ufficiali escluse. Ma questa proposta della Commissione Barroso, che può passare solo con il consenso di tutti i 27 Paesi membri, potrebbe trasformarsi in un boomerang per l' asse franco-tedesco. L' irrigidimento anti-trilinguismo dei governi di Roma, Madrid e di altri Stati membri sta rinforzando lo schieramento favorevole all'uso solo dell'inglese proprio per ragioni di competitività: aprendo un rischio politico devastante a Parigi e Berlino, dove da sempre sono impegnati a difendere l' uso del francese e del tedesco nelle attività comunitarie. «Siamo aperti a una soluzione basata su un' unica lingua, l' inglese - conferma Ronchi -. Rappresenterebbe una vera semplificazione e risulterebbe comprensibile, accettabile politicamente e benvenuta dalle imprese». Ivo Caizzi




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