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Discussione: Nostra Signora di Lourdes e Quaresima…

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    Lightbulb Re: Nostra Signora di Lourdes e Quaresima…

    24 MARZO 2018: SABATO DELLA SETTIMANA DI PASSIONE; SAN SIMONINO DA TRENTO E SAN GABRIELE ARCANGELO…



    "San Gabriele arcangelo, 24 marzo"
    Guéranger, L'anno liturgico - 24 marzo. San Gabriele Arcangelo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24mar.htm





    San Gabriele e San Simonino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-gabriele-san-simonino/
    «24 marzo, San Gabriele Arcangelo.
    “Festa di san Gabriéle Arcangelo, inviato da Dio ad annunziare il mistero dell’incarnazione del divin Verbo”.

    O glorioso Arcangelo San Gabriele, io condivido la gioia che provasti nel recarti quale celeste Messaggero a Maria, ammiro il rispetto con cui ti presentasti a lei, la devozione con cui la salutasti, l’amore con cui, primo fra gli Angeli, adorasti il Verbo Incarnato nel suo seno e ti prego di ottenermi di ripetere con gli stessi tuoi sentimenti il saluto che allora rivolgesti a Maria e di offrire con lo stesso amore gli ossequi che allora presentasti al Verbo fatto Uomo, con la recita del Santo Rosario e dell’Angelus Domini. Così sia.».
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...le-236x300.jpg






    http://www.sodalitium.biz/san-gabriele-san-simonino/
    «Nell’arcidiocesi di Trento: 24 marzo, San Simonino Martire.
    “A Trento la passione di san Simeóne fanciullo, crudelissimamente trucidato dai Giudèi, il quale poi rifulse per molti miracoli”.».
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...3u-300x182.jpg






    https://sansimoninotrento.wordpress.com/
    “San Simonino da Trento
    Sito ufficiale del Comitato san Simonino.”
    https://sansimoninotrento.wordpress....ry/conferenze/

    “Trento, 17/03/2007: conferenza di don Francesco Ricossa organizzata dal Comitato San Simonino, che chiede il ristabilimento del culto e la restituzione delle reliquie del santo, co-patrono di Trento.
    https://www.youtube.com/watch?v=4_isG_yxVP0
    https://sansimoninotrento.files.word...015/12/a_8.jpg

    San Simonino di Trento - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/san-simonino-trento/







    "San Simonino da Trento, il santo che i conciliari vorrebbero dimenticare per compiacere i loro fratelli maggiori.
    San Simonino da Trento, il santo che i conciliari vorrebbero dimenticare per compiacere i loro fratelli maggiori « www.agerecontra.it
    San Simonino da Trento, il santo che i conciliari vorrebbero dimenticare per compiacere i loro fratelli maggiori « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=27726 "








    «Sacrilegio S Simonino a Trento.
    “HAEC EST ORA VESTRA ET POTESTAS TENEBRARUM!”
    Sacrilegio S Simonino a Trento
    http://www.doncurzionitoglia.com/sac...o_a_trento.htm
    La ‘chiesa’ di S. Simonino diverrà ‘sinagoga’ d. CURZIO NITOGLIA 27 dicembre 2011.».
    http://www.doncurzionitoglia.com/san_simonino_3.jpg
    http://www.doncurzionitoglia.com/s_s...i_rinn_sml.jpg















    Ligue Saint Amédée
    http://www.saintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].».
    24 mars : Saint Gabriel, Archange :: Ligue Saint Amédée
    “24 mars : Saint Gabriel, Archange.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...nt_gabriel.jpg






    Litanie de Saint Gabriel Archange
    “Litanie de Saint Gabriel Archange.”
    Litanie de Saint Gabriel Archange

    http://1.bp.blogspot.com/-D4CDNH8UmS...nunciation.jpg












    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    24 marzo, San Gabriele Arcangelo.
    + O glorioso Arcangelo San Gabriele, io condivido la gioia che provasti nel recarti quale celeste Messaggero a Maria, ammiro il rispetto con cui ti presentasti a lei, la devozione con cui la salutasti, l’amore con cui, primo fra gli Angeli, adorasti il Verbo Incarnato nel suo seno e ti prego di ottenermi di ripetere con gli stessi tuoi sentimenti il saluto che allora rivolgesti a Maria e di offrire con lo stesso amore gli ossequi che allora presentasti al Verbo fatto Uomo, con la recita del Santo Rosario e dell’Angelus Domini. Così sia. +
    (Dalla bacheca di don Carandino).».

    «Mio Dio, Vi adoro, Vi amo e Vi ringrazio di quanti doni e benefici mi avete fatti, specialmente d’avermi conservato in questa notte. Vi offro quanto farò e patirò in questo giorno in unione delle azioni e dei patimenti di Gesù e di Maria, secondo tutte le amorose intenzioni del Cuore Sacratissimo di Gesù, per guadagnare tutte le indulgenze che posso. Propongo di fuggire ogni peccato, specialmente... propongo di uniformarmi in tutto alla Vostra Volontà nelle cose contrarie e perciò Vi prego, in nome di Gesù e per amore di Maria, a darmi l’aiuto Vostro e la grazia della Santa perseveranza.».

    «O Immacolata Madre di Gesù e Madre mia Maria, io mi consacro a Voi senza riserva; accettate l’offerta e prendete possesso di me, affinché nella vita mortale, ami Dio e gli uomini e faccia a tutti del bene. Beneditemi o Madre e concedetemi di sparire d’amore nelle vostre braccia.».

    “Io vi saluto glorioso Patriarca San Giuseppe: custos pie.”
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...ustos-pie.html






    "N° 105 di SVRSVM CORDA® del 25 marzo 2018. Saranno pubblicati i seguenti contenuti:
    - Comunicato numero 105. Nascita del Battista e San Giuseppe;
    - Preghiera a San Gabriele Arcangelo;
    - I Sette Dolori della Beata Vergine Maria;
    - Nozioni sulla vicenda e sul culto di San Simonino da Trento;
    - Preghiera a San Simonino da Trento;
    - Gli anatemi del Concilio I di Costantinopoli;
    - Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Teodoro di Ferme (Parte 5 ed ultima);
    - San Tommaso: la società è retta attraverso la ragione di un solo uomo, il re;
    - Preghiera a San Benedetto, Abate;
    - Dizionario di teologia dommatica. Il Dannato.
    Già leggibili sul sito:
    - Teologia Politica 95. L’ateismo politico: cause e conseguenze;
    - Racconti miracolosi n° 53. Portenti successi nella nascita di San Francesco d’Assisi.
    Sito: https://www.sursumcorda.cloud/ "








    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/



    EL AVEMARÍA EXPULSA A LOS PSEUDOPAPAS - Patricio Shaw





    https://forum.termometropolitico.it/...arcangelo.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-simonino.html





    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://radiospada.org/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “24 MARZO 2018: SAN GABRIELE ARCANGELO.”






    “24 marzo 2018: SABATO DELLA SETTIMANA DI PASSIONE.”






    «Nella festa del beato Simonino da Trento (24 marzo).
    San Simonino di Trento. Dall'Enciclopedia Cattolica, vol. XI, col. 640 (edizione del 1953 a cura di Iginio Rogger):

    "Simone di Trento, santo, martire. Bambino di 20 mesi (secondo altri di due anni e mezzo), figlio di un conciatore di Trento, scomparso la sera del Giovedì Santo (23 marzo) 1475, e ritrovato cadavere con orribili mutilazioni la domenica seguente in un canale che scorreva sotto la casa di uno dei maggiorenti ebrei della città. L'opinione pubblica e il processo immediatamente aperto dal principe vescovo Giovanni Hinderbach attribuirono agli Ebrei la colpa dell'uccisione fatta a scopo rituale. Quattordici di essi in seguito al processo e alle deposizioni furono giustiziati, gli altri, con una legge che rimase in vigore fino alla secolarizzazione, furono messi al bando dal Principato. Al piccolo Simone, che i Trentini venerarono tosto come martire, la S. Sede concesse nel 1588 il culto liturgico e l'iscrizione nel Martirologio romano. Festa il 24 marzo".».
    http://www.sansimonino.eu/
    https://www.radiospada.org/2014/03/i...enza-a-milano/
    https://www.radiospada.org/2013/11/e...ino-di-trento/

    CIVIS, La vera storia del Beato Simonino da Trento innocente e Martire e del suo culto, Centro Librario Sodalitium, Verrua Savoia (TO) 2013.









    https://www.radiospada.org/2016/04/i...i-baron-corvo/
    “William di Norwich e l’omicidio rituale.
    Quello di San William di Norwich (1132-1144) è il primo caso conosciuto di omicidio rituale. L’unica fonte contemporanea disponibile è quella di Thomas di Monmouth, un monaco di Norwich. Secondo il suo racconto, il dodicenne William, apprendista conciatore, fu allontanato da casa con l’inganno e in seguito il suo corpo mutilato fu trovato appeso a un albero vicino alla città. Lo zio del giovane, un sacerdote, accusò pubblicamente gli ebrei di essere gli autori dell’orribile omicidio. Cinque anni più tardi, quando alcuni cristiani furono processati per l’assassinio di un ebreo, il vescovo di Norwich ordinò la riapertura delle indagini sulla morte di William, ma nessuno fu condannato a causa della mancanza di prove. Il culto pubblico si diffuse rapidamente, e al giovane martire fu anche intitolata una cappella, a Mousehold Heath, purtroppo distrutta durante la Riforma.
    Rolfe nutriva una devozione profonda per questo santo ragazzo, una volta molto popolare in Inghilterra. A lui dedicò almeno tre poesie, un dipinto e progettò di scriverne la biografia.
    The Boy Martyr of Norwich.”

    https://www.radiospada.org/2017/04/s...ore-e-martire/

    https://www.radiospada.org/tag/s-giuseppe/








    Guéranger, L'anno liturgico - 24 marzo. San Gabriele Arcangelo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24mar.htm
    «24 MARZO SAN GABRIELE ARCANGELO.

    Le feste degli Angeli.
    Sino a questo momento non abbiamo ancora riscontrato una festa in onore dei santi Angeli, sebbene già tra i fulgori della notte del santo Natale avessimo unito le nostre voci ai concenti che gli Spiriti celesti intonarono sulla culla dell'Emmanuele. Un tal ricordo contribuisce a riempire di soave letizia i nostri cuori rattristati dalla penitenza e dall'avvicinarsi del doloroso anniversario della morte del Redentore.
    Facciamo oggi una breve tregua ai severi pensieri della Quaresima per festeggiare l'Arcangelo Gabriele. Domani lo vedremo spiegare il volo sulla terra e fermarsi, celeste messaggero della Santissima Trinità presso la più pura delle Vergini. Dunque a ragione i figli della Chiesa ricorrono a lui per poter degnamente celebrare il mistero che annunciò quaggiù.
    Dignità di san Gabriele.
    Gabriele appartiene alle più eccelse gerarchie degli angelici Spiriti; come disse di sé a Zaccaria (Lc 1,19), è uno di quelli che stanno al cospetto di Dio. A lui sono riservate le missioni concernenti la salute del genere umano attraverso l'Incarnazione del Verbo, perché il nome Gabriele significa Forza di Dio, ed è in questo mistero, apparentemente umile, che si manifesta principalmente questa divina potenza.
    Il suo posto nell'Antico Testamento...
    Tale funzione egli inaugurò sin dall'Antico Testamento. Lo vediamo prima manifestarsi a Daniele Profeta, nella visione da questi avuta sugli imperi Persiano e Greco; ed è tale la luce che egli irradia, che Daniele cade annientato bocconi ai suoi piedi (Dn 8,17). Poco dopo Gabriele riappare al medesimo Profeta, per predirgli il tempo preciso della venuta del Messia, dicendogli: fra settanta settimane di anni la terra vedrà il Re-Cristo (ivi 9,21).
    ... nel Tempio.
    Quando saranno venuti i tempi, ed il Cielo avrà stabilito di far nascere l'ultimo Profeta, colui che, dopo aver annunciato agli uomini la prossima epifania dell'Inviato divino, lo mostrerà al popolo come l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, Gabriele discende dalle sfere celesti nel Tempio di Gerusalemme e annunzia al sacerdote Zaccaria la nascita di Giovanni Battista, preludio di quella di Gesù.
    ... a Nazaret.
    Dopo sei mesi, l'Arcangelo Santo riappare sulla terra, e questa volta a Nazaret, ove reca dal cielo la grande novella. La sua celeste natura si abbassa davanti ad una creatura umana, Maria, per proporle da parte di Dio l'onore di divenir la Madre del Verbo eterno. È lui che riceve il consenso della Vergine, e quando lascia la terra va in possesso di colui ch'ella attendeva come la rugiada del cielo (Is 45,8).
    ... a Betlem.
    È giunta l'ora in cui la Madre dell'Emmanuele elargirà agli uomini il frutto benedetto delle sue viscere. La nascita di Gesù è velata di mistero e di povertà; ma il Cielo non permette che il Bambino del Presepio rimanga senza adoratori. Un Angelo appare ai pastori dei campi betlemiti e li raduna intorno alla culla del neonato; l'Angelo è accompagnato da una immensa schiera di Spiriti celesti che cantano: Gloria a Dio e Pace agli uomini! Chi è mai quest'Angelo superiore che parla solo ai pastori ed è circondato da miriadi di Angeli formanti la sua corte? Alcuni gravi dottori cattolici sostengono che questo Angelo è Gabriele, che persegue la propria missione di messaggero della buona novella.
    …al Getsemani.
    Finalmente, quando Gesù nell'orto del Getsemani, nell'ora che precede la Passione, prova nella sua umanità terrori ed angosce, gli appare un Angelo, non tanto come testimone della sua crudele agonia, ma per sostenerne il coraggio. Chi è quest'altro Angelo che il Vangelo non nomina? Uomini saggi e pii vedono ancora in lui Gabriele.
    Il nome.
    Tali i titoli che ha questo Arcangelo ai nostri omaggi di cristiani, e tali i segni che giustificano il suo bei nome di Forza di Dio. Dio infatti l'ha voluto presente in ogni fase della grande opera, per mezzo della quale più ha manifestato la sua potenza: perché, come dice l'Apostolo, Gesù Cristo è la Virtù di Dio anche sulla Croce (1Cor 1,24).
    Gabriele ed il Messia.
    Dunque Gabriele interviene ad ogni passo a preparare la via del Signore: annuncia l'epoca precisa della sua venuta; nella pienezza dei tempi viene a rivelare la nascita del Precursore; quindi assiste, celeste testimone, al mistero del Verbo fatto carne; al cenno della sua voce i pastori di Betlem, primizie della Chiesa, accorrono ad adorare il Figlio di Dio; e quando l'umanità oppressa di Gesù ha bisogno del soccorso d'una creatura, ecco di nuovo Gabriele nell'Orto dei Dolori, come già si fece presente a Nazaret e a Betlemme.
    Lode.
    Tutto il genere umano ti è debitore, o san Gabriele! e noi oggi assolviamo il nostro debito di riconoscenza verso di te. Dall'altezza dei cicli consideravi e compativi le nostre sciagure; ogni carne infatti aveva corrotto la sua via, e si faceva sempre più universale sulla terra il divino abbandono. Allora l'Altissimo ti affidò la missione di recare la buona novella al mondo che periva. Com'è bello il tuo volo, o Principe celeste, quando dal soggiorno di gloria ti dirigesti a noi! Com'è tenero e fraterno il tuo amore per gli uomini, che inferiori a te nella natura, saranno elevati all'onore dell'unione con Dio! E con quale rispetto ti avvicinasti alla Vergine, che sorpassa in santità tutte le angeliche gerarchie!
    Tu, felice messaggero di salute, chiamato dal Signore ogni qualvolta egli vuole mostrare la virtù del suo braccio, degnati offrire l'omaggio della nostra gratitudine a colui che ti mandò. Aiutaci a soddisfare il debito immenso che abbiamo verso il Padre "che amò tanto il mondo da dargli il suo Figlio Unigenito" (Gv 3,16); verso il Figlio "che umiliò se stesso prendendo la figura di schiavo (Fil 2,7); verso lo Spirito Santo "che si posò sul Fiore spuntato dalla radice di Jesse" (Is il,1-2).
    Fosti tu, o Gabriele, ad insegnarci la salutazione angelica da porgere a "Maria, piena di grazia"; tu a portarci dal ciclo questa lode incomparabile; fosti il primo a pronunciarla, poi i figli della Chiesa, che da te l'appresero, la ripetono in tutta la terra, giorno e notte. Fa' che la nostra grande Regina sempre l'ascolti sulle nostre labbra.
    Preghiera.
    O amico degli uomini, continua il tuo ministero in nostro favore, circondati come siamo da nemici terribili, ancor più audaci quanto più noi siamo deboli; vieni in nostro aiuto e fortifica il nostro coraggio. Assisti i cristiani in questo tempo di conversione e di penitenza; fa' che comprendiamo tutto ciò che dobbiamo a Dio, dopo avvenuto il mistero dell'Incarnazione di cui tu fosti il primo testimone. Abbiamo dimenticato i nostri doveri verso l'Uomo-Dio e lo abbiamo offeso: illuminaci, in modo che siamo d'ora in poi fedeli alle sue lezioni ed ai suoi esempi. Eleva la nostra mente alla tua gloriosa dimora; fa' che meritiamo d'occupare fra i gradi della tua gerarchia i seggi lasciati vacanti dalla defezione degli angeli ribelli, e che sono destinati agli eletti della terra.
    Intercedi, o Gabriele, per la Chiesa militante e difendila contro l'inferno. I tempi sono iniqui e si sono scatenati gli spiriti del male: non possiamo resistere loro, senza l'aiuto del Signore. Dai santi Angeli attende la sua Sposa la vittoria: mostrati in prima linea, o Arcangelo forza di Dio; sconfiggi l'eresia, contieni lo scisma, dissipa la falsa sapienza, confondi la vana politica, desta l'indifferenza, affinché Cristo da te annunciato regni sulla terra che ha redenta e possiamo venire a cantare con te e con tutta la milizia celeste: Gloria a Dio! pace agli uomini!
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 873-876.».




    San Simonino, ora pro nobis!
    San Gabriele Arcangelo, ora pro nobis!

    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

    •   Alt 

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  2. #62
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    Lightbulb Re: Nostra Signora di Lourdes e Quaresima…

    25 MARZO 2018: SECONDA DOMENICA DI PASSIONE O DOMENICA DELLE PALME…


    "Domenica Seconda di Passione o delle Palme."
    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Seconda di Passione o delle Palme
    http://www.unavoce-ve.it/pg-palme.htm




    SANTA MESSA celebrata da Don Floriano Abrahamowicz alla "Domus Marcel Lefebvre" a Paese (TV) stamattina 25 MARZO 2018, SECONDA DOMENICA DI PASSIONE O DOMENICA DELLE PALME:


    «Domenica delle Palme (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=bm_kObgGFiA
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php »



    L’omelia introduttiva di Don Floriano subito dopo il Rosario e prima dell’inizio della Celebrazione è straordinaria, da ascoltare e riascoltare, incentrata sulla Domenica delle Palme, sulla Settimana Santa e soprattutto sul significato profondo della fede e della liturgia…
    Orari delle Celebrazioni durante la SETTIMANA SANTA: SANTA MESSA celebrata da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (TV) giovedì 29 MARZO 2018 e venerdì 30 MARZO 2018 alle ore 20.30 (ore 15.00 VIA CRUCIS), sabato 31 MARZO 2018 alle ore 22.30 e DOMENICA DI PASQUA alle ore 10.30 come ogni Domenica…




    Omelie e SANTE MESSE dei sacerdoti dell'I.M.B.C. (Istituto Mater Boni Consilii):


    «Omelia del Rev. Don Francesco Ricossa del 25.03.2018, domenica delle Palme.
    https://www.youtube.com/watch?v=gX7IcAQwjKk
    https://www.youtube.com/channel/UCQZ...G-HXEQsb7zruAw
    https://www.youtube.com/user/sodalitium »



    "Domenica delle Palme - Sodalitium"
    Domenica delle Palme - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/domenica-delle-palme/
    «25 marzo 2018, Domenica delle Palme (quest’anno la festa dell’Annunciazione sarà celebrata il 9 aprile, al termine dell’Ottava di Pasqua).

    “Púeri Hebraéorum, tolléntes ramos olivárum, obviavérunt Dómino, clamántes, et dicéntes: Hosánna in excélsis”.
    Veramente mio amato Gesù, Voi fate l’ingresso in un’altra Gerusalemme, mentre entrate nell’anima mia.
    Gerusalemme non si mutò avendovi ricevuto, anzi divenne più barbara, perchè vi crocifisse.
    Ah, non permettete mai tale sciagura, che io vi riceva e, rimanendo in me tutte le passioni e le mali abitudini contratte, divenga peggiore!
    Ma vi prego col più intimo del cuore, che vi degniate annientarle e distruggerle totalmente, mutandomi il cuore, la mente e la volontà, che siano sempre rivolti ad amarvi, servirvi e glorificarvi in questa vita, per poi goderne nell’altra eternamente. Così sia.».
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...16-300x142.jpg






    S. Messe dalla domenica delle Palme alla domenica in Albis - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/messe-dall...omenica-albis/
    “S. Messe dalla domenica delle Palme alla domenica in Albis 23 marzo 2018.
    Il precetto della Comunione pasquale si soddisfa dalla domenica delle Palme (25 marzo 2018) alla domenica dopo Pasqua (in Albis, 8 aprile 2018).”

    Orari per la Settimana Santa a Verrua Savoia (TO) e a Rimini - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/orari-la-s...oia-to-rimini/
    “Orari per la Settimana Santa a Verrua Savoia (TO) e a Rimini.”

    La Settimana Santa - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/catechismo...ttimana-santa/
    “Catechismo Maggiore di san Pio X – Della settimana santa

    § 3. – Della settimana santa in generale
    45 D. Perché l’ultima settimana di Quaresima si dice santa?
    R. L’ultima settimana di Quaresima si dice santa, perché in essa si celebra la memoria dei più grandi misteri operati da Gesù Cristo per la nostra redenzione.
    46 D. Di qual mistero si fa memoria nella domenica delle Palme?
    R. Nella domenica delle Palme si fa memoria dell’entrata trionfante che Gesù Cristo fece in Gerusalemme sei giorni avanti la sua passione.
    47 D. Per qual causa Gesù Cristo valle entrare trionfante in Gerusalemme avanti la sua passione?
    R. Gesù Cristo avanti la sua passione volle entrare trionfante in Gerusalemme, come era stato predetto:
    1. per animare i suoi discepoli dando loro in tal maniera una chiara prova che andava a patire spontaneamente;
    2. per insegnarci che colla sua morte egli trionferebbe del demonio, del mondo e della carne, e che ci aprirebbe l’entrata in cielo.
    48 D. Qual mistero si celebra nel giovedì santo?
    R. Nel giovedì santo si celebra l’istituzione del santissimo Sacramento dell’Eucaristia.
    49 D. Qual mistero si ricorda nel venerdì santo?
    R. Nel venerdì santo si ricorda la passione e morte del Salvatore.
    50 D. Quali misteri si onorano nel sabato santo?
    R. Nel sabato santo si onorano la sepoltura di Gesù Cristo e la sua discesa al limbo e dopo il segno del Gloria si comincia ad onorare la sua gloriosa resurrezione.
    51 D. Che cosa dobbiamo noi fare per passare la settimana santa secondo la mente della Chiesa?
    R. Per passare la settimana santa secondo la mente della Chiesa dobbiamo fare tre cose:
    1. unire al digiuno un maggior raccoglimento interno, e un maggior fervore di orazione;
    2. meditare di continuo con ispirito di compunzione i patimenti di Gesù Cristo;
    3. assistere se si può, ai divini uffici con questo medesimo spirito.
    § 2. – Di alcuni riti della settimana santa.
    52 D. Perché la domenica della settimana santa si dice delle Palme?
    R. La domenica della settimana santa si dice delle Palme a cagione della processione che si fa in questo giorno, in cui si porta in mano da’ fedeli un ramo d’olivo o di palma.
    53 D. Perché nella domenica delle Palme si fa la processione portando rami d’olivo o palme?
    R. Nella domenica delle Palme si fa la processione portando rami di olivo o palme per ricordare l’entrata trionfante di Gesù Cristo in Gerusalemme, incontrato dalle turbe con rami di palma in mano.
    54 D. Perché nel ritorno della processione delle Palme si batte tre volte alla porta della Chiesa prima che si apra?
    R. Nel ritorno della processione delle Palme si batte tre volte alla porta della Chiesa, prima che si apra, per significare che il paradiso era chiuso pel peccato di Adamo, e che Gesù Cristo ce ne ha meritato l’ingresso colla sua morte.
    55 D. Chi furono quelli che andarono incontro a Gesù Cristo allorché entrò trionfante in Gerusalemme?
    R. Allorché Gesù Cristo entrò trionfante in Gerusalemme, gli andò incontro il popolo semplice ed i fanciulli, non già i grandi della città; così disponendo Iddio per farci conoscere che la superbia rese questi indegni di aver parte nel trionfo di nostro Signore, che ama la semplicità di cuore, l’umiltà e l’innocenza.
    56 D. Perché non si suonano le campane dal giovedì santo al sabato santo?
    R. Dal giovedì sino al sabato santo non si suonano le campane in segno di grande afflizione per la passione e morte del Salvatore.
    57 D. Perché si conserva nel giovedì santo un’ostia grande consacrata?
    R. Nel giovedì santo si conserva un’ ostia grande consacrata:
    1. affinché si tributino speciali adorazioni al sacramento dell’ Eucaristia nel giorno in cui venne istituito;
    2. perché si possa compiere la liturgia nel venerdì santo, in cui non si fa dal sacerdote la consacrazione.
    58 D. Perché nel giovedì santo dopo la Messa si spogliano gli altari?
    R. Nel giovedì santo dopo la Messa si spogliano gli altari per rappresentarci Gesù Cristo spogliato delle sue vesti per essere flagellato e affisso alla croce; e per insegnarci che per celebrare degnamente la sua passione dobbiamo spogliarci dell’uomo vecchio, cioè d’ogni affetto mondano.
    59 D. Perché si fa la lavanda dei piedi nel giovedì santo?
    R.Nel giovedì santo si fa la lavanda dei piedi:
    1. per rinnovare la memoria di quell’atto di umiliazione con cui Gesù Cristo si abbassò a lavarli ai suoi Apostoli;
    2. perché Egli medesimo esortò gli Apostoli e, in persona di essi, i fedeli ad imitare il suo esempio;
    3. per insegnarci, che dobbiamo purificare il nostro cuore da ogni macchia, ed esercitare gli uni verso degli altri i doveri della carità ed umiltà cristiana.
    60 D. Perché nel giovedì santo i fedeli si recano alla visita del Santissimo Sacramento in più chiese pubblicamente nelle processioni, o privatamente?
    R. Nel giovedì santo i fedeli si recano alla visita del Santissimo Sacramento in più chiese in memoria de’ dolori sofferti da Gesù Cristo in più luoghi, come nell’orto, nelle case di Caifa, di Pilato e di Erode, e sul Calvario.
    61 D. Con quale spirito si devono fare le visiti nel giovedì santo?
    R. Nel giovedì santo si devono fare le visite non per curiosità, per abitudine o per divertimento, ma per sincera contrizione dei nostri peccati, che sono la vera cagione della passione e morte del nostro Redentore, e con vero spirito di compassione delle sue pene, meditandone i vari patimenti; per esempio nella prima visita quel che soffri nell’orto; nella seconda, quel che soffrì nel pretorio di Pilato; e così dicasi delle altre.
    62 D. Perché nel venerdì santo la Chiesa, in modo particolare, presa il Signore per ogni sorta di persone, anche per i pagani e per i giudei?
    R. La Chiesa nel venerdì santo, in modo particolare, prega il Signore per ogni sorta di persone per dimostrare che Cristo è morto per tutti gli uomini e per implorare a beneficio di tutti il frutto di sua passione.
    63 D. Perché nel venerdì santo si adora solennemente la croce?
    R. Nel venerdì santo si adora solennemente la Croce, perché essendovi Gesù Cristo stato inchiodato ed essendovi morto in quel giorno, la santificò col suo sangue.
    64 D. L’adorazione si deve al solo Dio, perché adunque si adora la Croce?
    R. Si deve adorazione al solo Dio, e però quando si adora la Croce, la nostra adorazione si riferisce a Gesù Cristo morto su di essa.
    65 D. Qual cosa è da considerarsi specialmente nei riti del sabato santo?
    R. Nei riti del sabato santo è da considerarsi specialmente la benedizione del cero pasquale e del fonte battesimale.
    66 D. Che cosa significa il cero pasquale?
    R. Il cero pasquale significa lo splendore e la gloria, che Gesù Cristo risuscitato apportò al mondo.
    67 D. Perché si benedice nel sabato santo il fonte battesimale?
    R. Nel sabato santo si benedice il fonte battesimale, perché anticamente in questo giorno, come ancora nella vigilia della Pentecoste, si conferiva il Battesimo solennemente.
    68 D. Che cosa dobbiamo fare mentre si benedice il fonte battesimale?
    R. Mentre si benedice il fonte battesimale, dobbiamo ringraziare il Signore d’averci ammessi al Battesimo, e rinnovare le promesse che allora abbiamo fatto.”






    Ligue Saint Amédée
    http://www.saintamedee.ch/
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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].».
    “Dimanche des Rameaux.”





    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Dimanche des Rameaux.
    http://prieure2bethleem.org/predica/...ars.mp3”





    “Méditation pour le Dimanche des Rameaux : Jour d'obéissance.”
    Méditation pour le Dimanche des Rameaux : Jour d'obéissance





    “Suisse : procession des rameaux (1960).”
    https://www.rts.ch/archives/tv/diver...s-rameaux.html
    25 mars : Annonciation de la Bienheureuse Vierge Marie :: Ligue Saint Amédée


    “25 mars : Annonciation de la Bienheureuse Vierge Marie.”
    “Ligue Saint Amédée NB : célébrée le 9 avril cette année (après Pâques).”
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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    N° 105 di SVRSVM CORDA® del 25 marzo 2018.
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    - Comunicato numero 105. Nascita del Battista e breve su San Giuseppe;
    - Preghiera a San Gabriele Arcangelo;
    - I Sette Dolori della Beata Vergine Maria;
    - Nozioni sulla vicenda e sul culto di San Simonino da Trento;
    - Preghiera a San Simonino da Trento;
    - Gli anatemi del Concilio I di Costantinopoli;
    - Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Teodoro di Ferme (Parte 5 ed ultima);
    - San Tommaso: la società è retta attraverso la ragione di un solo uomo, il re;
    - Preghiera a San Benedetto, Abate;
    - Dizionario di teologia dommatica. Il Dannato;
    - Teologia Politica 95. L’ateismo politico: cause e conseguenze;
    - Racconti miracolosi n° 53. Portenti successi nella nascita di San Francesco d’Assisi.
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-105.html ».





    "25 marzo 1954. Il numero dei fedeli così consacrati a Dio, dall'origine della chiesa fino ai nostri giorni, è incalcolabile: gli uni hanno conservato intatta la loro verginità, gli altri hanno votato al Signore la loro vedovanza dopo la morte del consorte; altri, infine, hanno scelto una vita casta dopo aver fatto penitenza dei loro peccati; ma tutti hanno questo di comune tra loro: che si sono impegnati ad astenersi per sempre, per amore di Dio, dai piaceri della carne. Ciò che i santi padri hanno proclamato circa la gloria e il merito della verginità, sia a tutte queste anime consacrate di invito, di sostegno e di forza a perseverare fermamente nel sacrificio e a non sottrarre e prendere per sé una parte anche minima.Da SS Pio XII Sacra virginitas"


    “Gesù mio tenetemi oggi le mani di sopra, Maria Santissima custoditemi Voi sotto il Vostro manto.”








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    25 MARZO 2018: SECONDA DOMENICA DI PASSIONE O DOMENICA DELLE PALME: Ventisettesimo anniversario della morte di S.E. Mons. Marcel Lefebvre (Tourcoing, 29 novembre 1905 – Martigny, 25 marzo 1991), RIP…


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    http://www.unavox.it/NuoveImmagini/F...-Lefebvre.jpeg

    Mons. Marcel Lefebvre con Papa Pio XII:

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    L’incontro Mons. Lefebvre a Padre Pio avvenuto a San Giovanni Rotondo il 31 marzo 1967, lunedì di Pasqua:

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    Chiesa e post concilio: Mons. Marcel Lefebvre. La Chiesa del Vaticano II e la Massoneria
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    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
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    “25 marzo 2018: SECONDA DOMENICA DI PASSIONE O DOMENICA DELLE PALME.”





    “In memoria di Monsignor Marcel Lefebvre (Tourcoing, 29 novembre 1905 – Martigny, 25 marzo 1991).

    «Noi non siamo nello scisma: noi siamo i continuatori della Chiesa cattolica. Sono quelli che s’inventano le novità ad essere nello scisma. Noi continuiamo la Tradizione, ed è per questo che dobbiamo avere fiducia, che non dobbiamo disperare perfino davanti alla situazione attuale. Noi dobbiamo mantenere la nostra Fede, mantenere i nostri sacramenti, poggiati su venti secoli di Tradizione, poggiati su venti secoli di santità della Chiesa, di Fede della Chiesa. Non dobbiamo temere. Certi giornalisti, qualche volta mi hanno chiesto: “Monsignore, si sente isolato?”. “Nient’affatto, nient’affatto, non mi sento isolato, io sono in compagnia di venti secoli di Chiesa e di tutti i santi del Cielo”. Perché? Perché essi hanno pregato come noi, perché si sono santificati, come cerchiamo di fare noi, con gli stessi mezzi». - (Omelia a Lille, 29 agosto 1976).”






    “Il Tempo liturgico di Pasqua, il periodo propizio per santificarsi con i tesori spirituali della Chiesa. (Ringraziamo per l'ottima segnalazione http://www.casasanpiox.it/)”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c8&oe=5B417F2B










    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Seconda di Passione o delle Palme
    http://www.unavoce-ve.it/pg-palme.htm
    “SECONDA DOMENICA DI PASSIONE O DOMENICA DELLE PALME.

    La partenza da Betania.
    Di primo mattino, Gesù lascia a Betania Maria sua madre, le due sorelle Marta e Maria Maddalena, con Lazzaro, e si dirige a Gerusalemme in compagnia dei discepoli. Trema la Vergine, nel vedere così il Figlio avvicinarsi ai suoi nemici, che bramano versare il suo sangue; però oggi, Gesù, non va incontro alla morte a Gerusalemme, ma al trionfo. Bisogna che il Messia, prima d'essere sospeso alla croce, sia, in Gerusalemme, proclamato Re dal popolo; e che di fronte alle aquile romane, sotto gli occhi dei Pontefici e dei Farisei rimasti muti per la rabbia e lo stupore, la voce dei fanciulli, mescolandosi con le acclamazioni della cittadinanza, faccia echeggiare la lode al Figlio di David.
    Avveramento della Profezia.
    Il profeta Zaccaria aveva predetta l'ovazione preparata dalla eternità al Figlio dell'uomo, alla vigilia delle sue umiliazioni: "Esulta grandemente, o figlia di Sion, giubila, o figlia di Gerusalemme; ecco viene a te il tuo Re, il Giusto, il Salvatore: egli è povero, e cavalca un'asina e un asinello" (Zc 9,9). Vedendo Gesù ch'era venuta l'ora del compimento di questo oracolo, prende in disparte due discepoli, e comanda loro di portargli un'asina ed un puledro d'asina che troveranno poco lontano di lì. Mentre il Signore giungeva a Betfage, sul monte degli Olivi, i due discepoli s'affrettano ad eseguire la commissione del loro Maestro.
    I due popoli.
    I santi Padri ci han data la chiave del mistero di questi due animali. L'asina figura il popolo giudeo sottoposto al giogo della Legge; "il puledro sul quale, dice il Vangelo, nessuno è ancora montato" (Mc 11,2), rappresenta la gentilità, non domata da nessuno fino allora. La sorte di questi due popoli sarà decisa da qui a pochi giorni: il popolo giudaico, per aver respinto il Messia, sarà abbandonato a se stesso e in suo luogo Dio adotterà le nazioni che, da selvagge che erano, diventeranno docili e fedeli.
    Il corteo del trionfo.
    I discepoli stendono i mantelli sull'asinello; allora Gesù, perché fosse adempita la figura profetica, monta su quell'animale (ivi 11,7) e s'accinge così ad entrare nella città. Nel contempo si sparge la voce in Gerusalemme che arriva Gesù. Mossa dallo Spirito divino, la moltitudine dei Giudei, convenuta d'ogni parte nella santa città per celebrare la festa di Pasqua, esce ad incontrarlo, agitando palme e riempiendo l'aria di evviva. Il corteo che accompagnava Gesù da Betania si confonde si confonde con quella folla trasportata dall'entusiasmo: ed alcuni stendono i loro mantelli sulla terra che Gesù dovrà calcare, altri gettano ramoscelli di palme al suo passaggio. Echeggia un grido: Osanna! E la grande nuova per la città è, che Gesù, figlio di David, vi sta facendo il suo ingresso come Re.
    Regalità del Messia.
    In tal modo Dio, con la potenza che ha sui cuori, approntò un trionfo al Figliol suo in questa città, che di lì a poco doveva a gran voce reclamare il suo sangue. Questo giorno fu un momento di gloria per Gesù; e la santa Chiesa vuole che tutti gli anni noi rinnoviamo tale trionfo dell'Uomo-Dio. Al tempo della nascita dell'Emmanuele, vedemmo arrivare i Magi dal lontano Oriente e cercare e chiedere, in Gerusalemme, del Re dei Giudei per offrirgli i loro doni; oggi è la stessa Gerusalemme che si muove al suo incontro. Questi due fatti sono in rapporto ad un unico fine: riconoscere la regalità di Gesù Cristo: il primo da parte dei Gentili, il secondo da parte dei Giudei. Mancava che il Figlio di Dio, prima di soffrire la Passione, ricevesse l'uno e l'altro omaggio insieme: e l'iscrizione che presto Pilato farà collocare sul capo del Redentore, Gesù Nazareno, Re dei Giudei, esprimerà il carattere indispensabile del Messia. Invano i nemici di Gesù si sforzeranno in tutti i modi di far cambiare i termini di quella scritta; non ci riusciranno. "Quel che ho scritto ho scritto", risponderà il governatore romano, che, senza saperlo, di sua mano dichiarò l'adempimento delle Profezie. Oggi Israele proclama Gesù suo Re; domani Israele sarà disperso in punizione del suo rinnegamento; ma Gesù da lui oggi proclamato Re, tale rimane nei secoli. Così s'adempiva esattamente l'oracolo dell'Angelo che parlò a Maria, annunciandole le grandezze del figlio che doveva nascere da lei: "Il Signore Dio gli darà il trono di David suo padre, e regnerà in eterno sulla casa di Giacobbe" (Lc 1,32-33). Oggi comincia Gesù il suo regno sulla terra; e se il primo Israele non tarderà a sottrarsi al suo scettro, un nuovo Israele, sorto dalla porzione fedele dell'antico, e formato da tutti i popoli della terra, offrirà a Cristo un impero più vasto, che mai conquistatore sognò.
    Tale è il mistero glorioso di questo giorno, in mezzo alla tristezza della Settimana dei dolori. La santa Chiesa oggi vuole che siano sollevati i nostri cuori da un momento di allegrezza, e che salutiamo Gesù nostro Re. Ella ha perciò disposto il sevizio divino di questa giornata, in modo da esprimere insieme la gioia, unendosi agli evviva che risuonarono nella città di David; la tristezza, tornando subito a gemere sui dolori del suo Sposo divino. Tutta la funzione è suddivisa come in tre atti distinti, di cui successivamente spiegheremo i misteri e le intenzioni.
    La benedizione delle palme.
    La benedizione delle palme, o dei rami, è il primo atto che si svolge sotto i nostri occhi; e se ne può giudicare l'importanza dalla solennità di cui fa pompa la Chiesa. Si disse per tanto tempo, che il Sacrificio veniva offerto con l'unico intento di celebrare l'anniversario dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme. L'Introito, la Colletta, l'Epistola, il Graduale, il Vangelo e lo stesso Prefazio si succedevano come a preparare l'immolazione dell'Agnello senza macchia; ma arrivati al triplice: Sanctus! Sanctus! Sanctus! la Chiesa sospendeva queste formule solenni, e per mezzo dei suo ministro procedeva alla santificazione dei rami che sono lì accanto.
    Dopo la recente riforma, appena cantata l'antifona Osanna, questi rami, oggetto della prima parte della funzione, ricevono, in virtù di una sola preghiera seguita dall'incensazione e dall'aspersione di acqua benedetta, una forza che li eleva all'ordine soprannaturale e li rende capaci di santificare le anime, di proteggere i nostri corpi e le nostre case. Durante la processione, i fedeli devono tenere rispettosamente in mano questi rami e portarli poi nelle loro case come segno della loro fede e promessa dell'aiuto divino.
    Antichità del rito.
    È superfluo spiegare al lettore, che le palme ed i ramoscelli di olivo che ricevono in questo momento la benedizione della Chiesa, stanno a ricordare quelle con le quali il popolo di Gerusalemme onorò l'entrata trionfale del Salvatore; ma è opportuno aggiungere qualche parola sull'antichità di questa tradizione. Essa cominciò presto in Oriente, probabilmente dalla pace della Chiesa a Gerusalemme. Nel IV secolo san Cirillo, vescovo di questa città, pensava che ancora esistesse nella valle del Cedron il palmizio che fornì i rami al popolo che andò incontro a Gesù (Catechesi, x); quindi, niente di più naturale che prendere da ciò occasione per istituire una commemorazione anniversaria di questo avvenimento. Nel secolo seguente si vede questa cerimonia, non solo fissata nelle chiese d'Oriente, ma anche nei monasteri, di cui erano popolate le solitudini dell'Egitto e della Siria. Arrivata la Quaresima, molti santi monaci ottenevano il permesso dal loro abate d'internarsi nel deserto, per passare questo tempo in un profondo ritiro; ma dovevano rientrare al monastero per la Domenica delle Palme, come sappiamo dalla vita di sant'Eutimio, scritta dal suo discepolo Cirillo. In Occidente, questo rito non si stabilì così presto; la prima traccia la riscontriamo nel Sacramentarlo di san Gregorio: il che equivale alla fine del VI secolo, od all'inizio del VII. Man mano che la fede si propagava verso il Nord, non era più possibile solennizzare tale cerimonia in tutta la sua integrità, poiché in quei climi non crescevano né palmizi né oliveti. Fu giocoforza sostituirli con rami d'altri alberi; però la Chiesa non permise di cambiare nulla delle orazioni che erano prescritte nella benedizione di questi rami, perché i misteri che si espongono in queste belle preghiere si fondano sull'olivo e sulla palma del racconto evangelico, figurati dai nostri rami di bossolo o di lauro.
    La processione.
    Il secondo rito di questa giornata è la celebre processione che segue alla benedizione delle palme. Essa ha lo scopo di rappresentare al vivo l'avvicinarsi del Salvatore a Gerusalemme ed il suo ingresso in quella città; appunto perché nulla manchi all'imitazione del fatto descritto nel santo Vangelo, le palme benedette vengono portate da tutti quelli che prendono parte a detta processione. Presso i Giudei, tenere in mano dei rami d'albero significava allegria; e la legge divina sanzionava loro quest'uso. Dio aveva detto nel libro del Levitino, stabilendo la festa dei Tabernacoli: "Nel primo giorno prenderete i frutti dell'albero più bello, dei rami di palma e dell'albero più frondoso, dei salici del torrente, e vi rallegrerete dinanzi al Signore Dio vostro" (Lv 23,40). Fu dunque con l'intenzione di manifestare l'entusiasmo per l'arrivo di Gesù fra le loro mura, che gli abitanti di Gerusalemme, compresi i bambini, ricorsero a tale gioiosa dimostrazione. Andiamo incontro anche noi al nostro Re, e cantiamo Osanna al vincitore della morte ed al liberatore del suo popolo.
    Nel Medio Evo, in molte chiese, si portava in processione il libro dei santi Vangeli, che per le parole che contengono rappresentano Gesù Cristo. A un punto stabilito e preparato per una stazione, la processione si fermava: allora il diacono apriva il sacro libro e cantava il passo ov'è narrato l'ingresso di Gesù in Gerusalemme. Quindi si scopriva la croce, fino allora rimasta velata; e tutto il clero veniva a prostrarsi solennemente in adorazione, depositando ciascuno ai suoi piedi un frammento di ramoscello che teneva in mano. Poi la processione ripartiva preceduta dalla croce, che rimaneva senza velo, fino a che il corteo non fosse rientrato in chiesa.
    In Inghilterra e in Normandia, nell'XI secolo, si praticava un rito che rappresentava ancora più al vivo la scena di questo giorno a Gerusalemme. Alla processione veniva portata in trionfo la santa Eucaristia. Difatti a quest'epoca era scoppiata l'eresia di Berengario contro la presenza reale di Gesù Cristo nell'Eucaristia; ed un tale trionfo della sacra Ostia doveva essere un lontano preludio dell'istituzione della Festa e della Processione del Ss. Sacramento.
    A Gerusalemme, nella Processione delle Palme, si pratica anche un'altra usanza, sempre allo scopo di rinnovare la scena evangelica. L'intera comunità dei Francescani, che sta alla custodia dei luoghi sacri, si reca di mattina a Betfage, ove il Padre Guardiano di Terra Santa, in abiti pontificali, monta un asinello adorno di vestiti e, accompagnato dai religiosi e dai cattolici di Gerusalemme, tenendosi tutti in mano la palma, fa l'ingresso nella città e smonta alla porta della chiesa del Santo sepolcro, dove si celebra la Messa con la maggiore solennità.
    Abbiamo qui riuniti, secondo il nostro costume, i differenti fatti che possono servire ad elevare il pensiero dei fedeli ai diversi misteri della Liturgia. Queste manifestazioni di fede li aiuteranno a comprendere come nella Processione delle Palme, la Chiesa intenda onorare Gesù Cristo, presente al trionfo che oggi gli tributa. Cerchiamo dunque con amore "quest'umile e mite Salvatore che viene a visitare la figlia di Sion", come dice il Profeta. Egli è qui in mezzo a noi: a lui s'indirizzi l'omaggio delle nostre palme, insieme a quello dei nostri cuori; egli viene a noi per diventare nostro Re: accogliamolo anche noi, dicendo: Osanna al figlio di David!
    L'entrata in chiesa.
    La fine della processione, prima della recente riforma, si distingueva per una cerimonia improntata al più alto e profondo simbolismo. Al momento di rientrare in chiesa, il corteo trovava le porte serrate. S'arrestava la marcia trionfale; ma non venivano sospesi i canti di gioia; un lieto ritornello risuonava nell'inno speciale a Cristo Re, fino a che il Suddiacono batteva con l'asta della croce la porta; questa s'apriva, e la folla, preceduta dal clero, rientrava in chiesa, glorificando colui che, solo, è la Risurrezione e la Vita.
    Questa scena sta ad indicare l'entrata del Salvatore in un'altra Gerusalemme, di cui quella della terra è soltanto la figura. Quest'altra Gerusalemme è la patria celeste, di cui Gesù ci ha aperte le porte. Il peccato del primo uomo le aveva chiuse; ma Gesù il Re della Gloria, ce le ha riaperte in virtù della Croce, alla quale non hanno potuto resistere.
    Il canto in onore di Cristo Re è stato conservato, mentre invece è stato soppresso il particolare della porta chiusa. Continuiamo pertanto a seguire i passi del Figlio di David; egli è pure Figlio di Dio e ci invita a partecipare al suo regno.
    Nella Processione delle Palme, commemorazione dell'avvenimento realizzatosi in questo giorno, la santa Chiesa solleva la nostra mente al mistero dell'Ascensione col quale termina, in cielo, la missione del Figlio di Dio sulla terra. Ma, ahimé, i giorni che separano l'uno dall'altro questi due trionfi del Figlio di Dio, non sono sempre giorni di gioia; infatti, è appena terminata la processione con la quale la Chiesa s'è liberata per un attimo della sua tristezza, che già iniziano i gemiti e i lamenti.
    La Messa.
    La terza parte della funzione odierna è l'offerta del santo Sacrificio. Tutti i canti che l'accompagnano esprimono desolazione e per completare la tristezza che è caratteristica della giornata, la Chiesa ci fa leggere il racconto della Passione del Redentore. Da cinque o sei secoli fa, la Chiesa ha adottato un particolare recitativo per la lettura di questo brano evangelico, che diventa così un vero dramma. Si sente prima lo storico raccontare quei fatti in tono grave e patetico; le parole di Gesù hanno un accento nobile e dolce, che contrastano in una maniera penetrante col tono elevato degli altri interlocutori e coi gridi della plebaglia giudaica.
    Nel momento in cui, nel suo amore per noi, si lascia calpestare sotto i piedi dei peccatori, noi dobbiamo proclamarlo più solennemente nostro Dio e nostro Re.
    Questi sono in genere i riti della grande giornata. Non ci rimane che inserire nel corso delle sacre letture, secondo il solito, quei dettagli che crederemo necessari per completare il significato.
    Nomi dati a questa Domenica.
    Oltre al nome liturgico e popolare di Domenica delle Palme, essa è chiamata anche Domenica dell'Osanna, per il grido di trionfo col quale i Giudei salutarono l'arrivo di Gesù. Anticamente i nostri padri la chiamarono Domenica della Pasqua fiorita, perché la Pasqua dalla quale ci separano solo otto giorni, oggi si considera in fiore, e i fedeli possono, fin da oggi, adempiere il dovere della comunione annuale. Per il ricordo di tale denominazione gli Spagnoli, avendo scoperta, la Domenica delle Palme del 1513, quella vasta regione che confina col Messico, la chiamarono Florida. Questa domenica la troviamo chiamata anche Capitilavium, cioè lava-testa, perché nei secoli della media antichità, quando si rinviava al Sabato Santo il battesimo dei bambini nati nei mesi precedenti, che potevano aspettare questo tempo senza pericolo, i genitori lavavano oggi il capo dei loro neonati, affinché il prossimo sabato si potesse fare con decenza l'unzione del Sacro Crisma. In epoca più remota tale Domenica, in certe chiese, veniva chiamata la Pasqua dei Competenti, cioè dei Catecumeni ammessi al santo battesimo. Questi si riunivano oggi in chiesa, e si faceva loro una spiegazione particolare del Simbolo che avevano ricevuto nello scrutinio precedente. Nella chiesa gotica di Spagna lo si dava solo oggi. Infine, presso i Greci, tale Domenica è designata col nome di Bifora, cioè Porta Palme.
    M E S S A
    La Stazione è a Roma, nella Basilica Lateranense, la chiesa Madre e Matrice di tutte le chiese. Ai nostri giorni, però, la funzione papale ha luogo a S. Pietro; ma tale deroga non arreca pregiudizio ai diritti dell'Arcibasilica la quale, anticamente, aveva oggi l'onore della presenza del Sommo Pontefice, ed ha tuttora conservate le indulgenze accordate a quelli che oggi la visitano.
    Alla Messa solenne, il Sacerdote si porta all'altare, e dopo aver tralasciato il salmo Iudica me, Deus, e il Confiteor, sale i gradini e lo bacia nel mezzo e lo incensa.
    EPISTOLA (Fil 2,5-11) – Fratelli: abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù, il quale, esistendo nella forma di Dio, non considerò questa sua uguaglianza con Dio come una rapina, ma annichilò se stesso, prendendo la forma di servo, e, divenendo simile agli uomini, apparve come semplice uomo; umiliò se stesso fattosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo però anche Dio lo esaltò e gli donò un nome, che è sopra ogni altro nome, tale che nel nome di Gesù si deve piegare ogni ginocchio in cielo, in terra e nell'inferno, ed ogni lingua deve confessare che il Signore Gesù Cristo è nella gloria di Dio Padre.
    Umiliazione e gloria di Gesù.
    La santa Chiesa prescrive di genuflettere al punto dell'Epistola dove l'Apostolo dice, che ogni ginocchio si deve piegare nel pronunciare il nome di Gesù; e noi ne abbiamo seguito il comando. Dobbiamo comprendere che, se vi è un'epoca dell'anno in cui il Figlio di Dio ha diritto alle nostre più profonde adorazioni è soprattutto in questa Settimana, nella quale è lesa la sua maestà, e lo vediamo calpestato sotto i piedi dei peccatori. Indubbiamente i nostri cuori saranno animati da tenerezza e compassione alla vista dei dolori che sopporta per noi; ma non meno sensibilmente dobbiamo risentire gli oltraggi e le bassezze di cui è fatto segno, lui che è uguale al Padre e Dio come lui. Con le nostre umiliazioni, rendiamo a lui, per quanto ci è possibile, la gloria di cui egli si sveste per riparare la nostra superbia e le nostre ribellioni; ed uniamoci ai santi Angeli che, testimoni di tutto ciò che Gesù ha accettato per il suo amore verso l'uomo, s'annientano più profondamente, nel vedere l'ignominia alla quale è ridotto.
    Ma è ormai tempo d'ascoltare il racconto della Passione del Signore. La Chiesa ne legge la narrazione secondo i quattro Vangeli, nei quattro differenti giorni della Settimana. Oggi comincia col racconto di san Matteo, che per primo scrisse i fatti della vita e della morte del Redentore.
    Le lacrime di Gesù.
    Terminiamo questa giornata del Redentore a Gerusalemme, richiamando alla memoria gli altri fatti che la segnalarono. San Luca c'informa, che fu durante la sua marcia trionfale verso questa città che Gesù, vicino ad entrarvi, pianse su di lei e manifestò il suo dolore con queste parole: "Oh se conoscessi anche tu, e proprio in questo giorno quel che giova alla tua pace! Ora invece è celato agli occhi tuoi. Ché verranno per te i giorni nei quali i nemici ti stringeranno con trincee, ti chiuderanno e ti assedieranno d'ogni parte, e distruggeranno te e i tuoi figli che sono in te, e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai conosciuto il tempo in cui sei stata visitata" (Lc 19,42-44).
    Qualche giorno fa il santo Vangelo ci mostrò Gesù che piangeva sulla tomba di Lazzaro; oggi lo vediamo spargere nuove lacrime sopra Gerusalemme. A Betania piangeva pensando alla morte del corpo, conseguenza e castigo del peccato; ma questa morte non è senza rimedio. Gesù è "la risurrezione e la vita; chi crede in lui non rimarrà nella morte eterna" (Gv 11,25). Ma lo stato dell'infedele Gerusalemme rappresenta la morte dell'anima; ed una tale morte è senza risurrezione, se l'anima non ritorna tempestivamente all'autore della vita. Ecco perché sono tanto amare le lacrime che sparge oggi Gesù. Il suo cuore è triste, proprio in mezzo alle acclamazioni che fanno accoglienza al suo ingresso nella città di David: perché sa, che molti "non conosceranno il tempo che furono visitati". Consoliamo il cuore del Redentore, e siamogli una Gerusalemme fedele.
    Gesù torna a Betania.
    Sappiamo da san Matteo che il Signore andò a chiudere la giornata a Betania. Naturalmente la sua presenza dovette sospendere le materne inquietudini di Maria e tranquillizzare la famiglia di Lazzaro. Ma in Gerusalemme nessuno si presentò ad offrire ospitalità a Gesù; almeno il Vangelo non fa alcuna menzione a questo riguardo. Le anime che meditarono la vita del Signore si sono soffermate su questa considerazione: Gesù onorato la mattina con solenne trionfo, alla sera è ridotto a cercarsi il nutrimento e il riposo fuori della città che lo aveva accolto con tanti applausi. Nei monasteri dei Carmelitani della riforma di santa Teresa esiste una consuetudine che si propone d' offrire a Gesù una riparazione, per l'abbandono in cui fu lasciato dagli abitanti di Gerusalemme. Si presenta una tavola in mezzo al refettorio e vi si serve un pasto; dopo che la comunità ha finito di cenare, quel pasto offerto al Salvatore del mondo, viene distribuito ai poveri, che sono le sue membra.
    PREGHIAMO
    O Dio onnipotente ed eterno, che per dare al genere umano esempio d'umiltà da imitare, hai deciso l'incarnazione del Salvatore e la sua passione in croce; concedici propizio d'imitarlo nella sofferenza per poter poi partecipare alla risurrezione.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, pp. 674-683.”



    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  3. #63
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    Lightbulb Re: Nostra Signora di Lourdes e Quaresima…

    26-27 MARZO 2018...


    26 MARZO 2018: San Castolo, Martire e San Ludgero di Münster, missionario, fondatore dell'Abbazia di Werden e primo vescovo della diocesi di Münster; LUNEDÌ SANTO…




    http://www.unavoce-ve.it/pg-lunedisanto.htm



    http://www.sodalitium.biz/san-castolo/
    «26 marzo, San Castolo, Martire.

    “A Roma, sulla via Labicàna, san Castolo Martire, il quale, essendo custode del Palazzo e avendo data ospitalità ai Santi, dai persecutori fu tre volte appeso e tre volte esaminato, ma, perseverando nella confessione del Signore, gettato in una fossa, e, fattogli cadere addosso un ammasso d’arena, fu coronato col martirio”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-225x300.png








    http://www.saintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].».
    “Nous vous souhaitons une bonne et profitable semaine sainte, dans le recueillement, la prière, le jeûne et l'étude de la Passion de Notre Seigneur Jésus-Christ!”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...fc&oe=5B45AAF2


    http://le-petit-sacristain.blogspot....ndi-saint.html
    “Méditation pour le Lundi Saint : Jour de reconnaissance.”





    https://liguesaintamedee.ch/saint-du...s-saint-ludger
    “26 mars : Saint Ludger, Évêque de Munster († 809).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...int_ludger.jpg










    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Il vero principio di autorità. Oggi sul Roma. AmDg! »
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...01&oe=5B3D78DF


    «Angelus Dómini nuntiávit Mariæ.
    Et concépit de Spíritu Sancto.
    Ave Maria...
    Ecce ancílla Dómini.
    Fiat mihi secúndum verbum tuum.
    Ave Maria...
    Et Verbum caro factum est.
    Et habitávit in nobis.
    Ave Maria...
    Ora pro nobis, sancta Dei génetrix.
    Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.
    Orémus.
    Grátiam tuam, quǽsumus, Dómine, méntibus nostris infunde; ut qui, Ángelo nuntiánte, Christi Fílii tui incarnatiónem cognóvimus, per passiónem eius et crucem, ad resurrectiónis glóriam perducámur. Per eúndem Christum Dóminum nostrum.
    Amen.
    Gloria Patri... (ter)
    Requiem aeternam...»


    «26 marzo 1860. Il mondo intero è a conoscenza come in questi tristissimi tempi i subdoli nemici della Chiesa Cattolica e di questa Sede Apostolica, abominevoli nei loro disegni e divulgatori di ipocrite menzogne, tentino, nel disprezzo di ogni diritto divino e umano, di privare questa Sede del Principato civile di cui gode, e si sforzino di perseguire lo scopo, non con una palese aggressione o con la forza delle armi, come altre volte, ma con la maliziosa propaganda di false e pericolose teorie e col suscitare maliziosamente moti popolari. Né si vergognano di indurre le popolazioni ad un’empia ribellione contro i legittimi Principi, condannata a chiare lettere dall’Apostolo che insegna: "Ogni anima sia soggetta ai poteri superiori. Infatti non vi è potere se non da Dio: i poteri esistenti sono voluti da Dio. Dunque chi si oppone al potere, si oppone alle disposizioni di Dio, e chi vi si erge contro, procura la condanna a se stesso" (Rm 13,1ss.). Mentre dunque questi malvagi mestatori aggrediscono il potere temporale della Chiesa e disprezzano la sua veneranda autorità, spingono a tal punto la loro impudenza da vantare pubblicamente la loro reverenza e il loro ossequio verso la Chiesa stessa. Ma ciò che suscita il più grande dolore è il constatare che si siano macchiati di questo malvagio modo di operare coloro che, come figli della Chiesa Cattolica, dovevano spendere l’autorità che esercitano sui popoli loro sottomessi nel difenderla e nel tutelarla.
    Da SS Pio IX Cum catholica Ecclesia.»
    «SCOMUNICA MAGGIORE AI SAVOIA Lanciata dal Sommo Pontefice Pio IX il 26 Marzo del 1860.

    Dichiaro che tutti coloro, i quali hanno perpetrata la nefanda ribellione nelle provincie dello Stato Pontificio, e la loro usurpazione, occupazione ed invasione ed altre cose simili, di cui ho fatto querela nelle mentovate Allocuzioni, oppure hanno commesso alcuni tali cose, come pure i loro mandanti, fautori, aiutatori, consiglieri, aderenti o altri quali si siano, che hanno procurato sotto qualsiasi pretesto e in qualsivoglia modo l'esecuzione delle cose predette, ovvero le hanno per sè medesimi eseguite, hanno incorso
    LA SCOMUNICA MAGGIORE, e le altre CENSURE e pene ecclesiastiche inflitte dai Sacri Canoni, dalle Costituzioni apostoliche, e dai decreti dei Concili Generali, e se fa bisogno di bel nuovo li Scomunico ed Anatematizzo. Parimente dichiaro, aver essi con ciò stesso incorso egualmente le pene della perdita di tutti e di qualunque siansi i privilegi, grazie ed indulti loro in qualsivoglia modo concessi dai Romani Pontefici Miei predecessori; e non poter eglino essere assolti e liberati da siffatte censure DA NESSUNO; ed inoltre esser eglino inabili ed incapaci di conseguire il beneficio dell'assoluzione, fino a tanto che non abbiano pubblicamente ritrattato, rivocato, cassato ed abolito tutti gli attentati in qualsivoglia modo commessi, e reintegrata ogni cosa pienamente ed efficacemente nello stato di prima, o prestata in altra maniera la dovuta e condegna soddisfazione nelle cose predette alla Chiesa e a questa Santa Sede, ma che sempre saranno e sono a tali cose obbligati, affine di potere conseguire il beneficio dell'assoluzione. Comando che copie delle stesse lettere anche stampate e sottoscritte dalla mano di qualche pubblico Notaio, e munite del sigillo di qualunque persona costituita di dignità ecclesiastica, si presti la fede medesima in tutti i luoghi ed in TUTTE LE NAZIONI, tanto in giudizio, quanto fuori di esso, quale si presterebbe ad esse presenti, se fossero esibite o mostrate.
    Dato in Roma presso S. Pietro sotto l'anello del Pescatore il giorno 26 Marzo del 1860 del Pontificato l'anno decimoquarto. Pio Papa IX.»






    https://www.radiospada.org/
    http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/
    “26 marzo 2018: LUNEDÌ SANTO.”






    “26 marzo 752: dopo tre giorni di pontificato muore Papa Stefano II, Sommo Pontefice.”
    “Il 26 marzo 900 muore Papa Giovanni IX, Sommo Pontefice.”
    “Il 26 marzo 1378 muore Papa Gregorio XI de Beaufort, Sommo Pontefice.”



    "Auxilium christianorum, ora pro nobis!"







    Luca, Sursum Corda!








    27 MARZO 2018: MARTEDÌ SANTO; SAN GIOVANNI DAMASCENO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA…



    "San Giovanni Damasceno, confessore e dottore, 27 marzo."
    Guéranger, L'anno liturgico - 27 marzo. San Giovanni Damasceno, Confessore e Dottore della Chiesa
    http://www.unavoce-ve.it/pg-27mar.htm


    "MARTEDÌ SANTO."
    Dom Guéranger, L'anno liturgico - Martedì Santo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-martedisanto.htm


    "TEMPO DI PASSIONE
    Capitolo I - Storia del Tempo di Passione e della Settimana Santa
    http://www.unavoce-ve.it/pg-passione-st.htm
    Capitolo II - Mistica del Tempo di Passione e della Settimana Santa
    http://www.unavoce-ve.it/pg-passione-mist.htm
    Capitolo III - Pratica del Tempo di Passione e della Settimana Santa
    http://www.unavoce-ve.it/pg-passione-pr.htm "

    Guéranger, L'anno liturgico - Cenno storico sul Tempo Pasquale
    http://www.unavoce-ve.it/pg-pasqua-st.htm
    Guéranger, L'anno liturgico - Mistica del Tempo Pasquale
    http://www.unavoce-ve.it/pg-pasqua-mist.htm
    Guéranger, L'anno liturgico - Pratica del Tempo Pasquale
    http://www.unavoce-ve.it/pg-pasqua-pr.htm




    San Giovanni Damasceno
    http://www.santiebeati.it/dettaglio/30250



    https://forum.termometropolitico.it/...damasceno.html
    https://forum.termometropolitico.it/...d-oriente.html





    San Giovanni Damasceno - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-giovanni-damasceno/
    «27 marzo 2018, San Giovanni Damascèno, Prete, Confessore e Dottore della Chiesa.
    “San Giovanni Damascèno, Prete, Confessore e Dottore della Chiesa, il cui giorno natalizio si commemora il sei maggio”.

    Preghiera alla Madonna di san Giovanni Damasceno:
    Ti saluto, o Maria, Speranza dei Cristiani! Accogli la supplica di un peccatore che Ti ama teneramente, Ti onora particolarmente e ripone in Te tutta la speranza della sua salvezza. Per merito tuo ho la vita. Tu mi riconduci nella grazia di tuo Figlio e sei il pegno certo della mia salvezza. Ti supplico dunque, di liberarmi dal peso dei miei peccati, distruggi le tenebre della mia mente, scaccia i legami terreni dal mio cuore, reprimi le tentazioni dei miei nemici e guida la mia vita, così che possa giungere per tuo mezzo e sotto la tua guida, all’eterna felicità del Paradiso. Così sia.».
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...32-225x300.jpg





    «La Settimana Santa - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/catechismo...ttimana-santa/
    Funzioni del Triduo Sacro e Messe di Pasqua
    Orari per la Settimana Santa a Verrua Savoia (TO) e a Rimini - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/orari-la-s...oia-to-rimini/
    S. Messe dalla domenica delle Palme alla domenica in Albis - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/messe-dall...omenica-albis/
    La Settimana Santa - Centro Studi Giuseppe Federici


    “IMBC - Torino 2018. Processione delle Palme.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c3&oe=5B75C3D6





    La Settimana Santa - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/settimana-santa/
    «La Settimana Santa - Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza 27 marzo 2018

    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    La Settimana Santa»
    http://www.centrostudifederici.org/w...ta-300x218.jpg






    Celebrazioni durante la SETTIMANA SANTA a Paese (TV) alla "Domus Marcel Lefebvre" di Don Floriano Abrahamowicz: SANTA MESSA giovedì 29 MARZO 2018 e venerdì 30 MARZO 2018 alle ore 20.30 (ore 15.00 VIA CRUCIS), sabato 31 MARZO 2018 alle ore 22.30 e DOMENICA DI PASQUA alle ore 10.30 come ogni Domenica…


    domusmarcellefebvre110815
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php







    http://liguesaintamedee.ch/
    Ligue Saint Amédée
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”

    “27 Mars : Saint Jean Damascène, Docteur de l'Église (776-880)”
    27 mars : Saint Jean Damascène, Docteur de l'Église (776-880) :: Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._damascene.jpg






    “Méditation pour le Mardi Saint : Jour de souffrance
    Extrait de "Esprit du R.P. AVRILLON pour passer saintement l'Avent et le Carême" :
    Méditation pour le Mardi Saint : Jour de souffrance







    "Nous vous souhaitons une bonne et profitable semaine sainte, dans le recueillement, la prière, le jeûne et l'étude de la Passion de Notre Seigneur Jésus-Christ !"










    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf











    https://www.radiospada.org/
    Edizioni Radio Spada - Home
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/

    “27 MARZO 2018: SAN GIOVANNI DAMASCENO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA.”





    “27 marzo 2018: MARTEDÌ SANTO.”





    [FILM COMPLETO] La Passione di Cristo
    https://www.radiospada.org/2018/03/f...one-di-cristo/

    «Un film da rivedere in Quaresima e, in particolare, nel corso della Settimana Santa: lo offriamo ai nostri lettori senza sottotitoli dall’aramaico e dal latino per evitare distrazioni di lettura in un contesto che è chiaro a chiunque abbia elementi minimi di conoscenza del Vangelo.
    Il valore cinematografico di questa opera non va separato da quello spirituale: la Passione di Nostro Signore, insieme con la devozione al Sacro Cuore e quella (dimenticata) alle Sante Piaghe siano il centro di questa Settimana che ci prepara alla Santa Pasqua.
    Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti – Isaia 53, 5.
    Con le mie Piaghe e il mio Cuore divino, voi potete ottenere tutto – N. S. G. C. a Sr. Maria Marta Chambon.».

    https://www.radiospada.org/2012/06/d...tive-promesse/
    http://www.radiospada.org/wp-content...ntepiaghe1.png
    http://www.radiospada.org/wp-content...ntepiaghe2.png
    http://www.radiospada.org/wp-content...ntepiaghe3.png
    http://www.radiospada.org/wp-content...ntepiaghe4.png














    Dom Guéranger, L'anno liturgico - Martedì Santo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-martedisanto.htm
    «MARTEDÌ SANTO
    Il fico maledetto.

    Anche oggi vediamo Gesù dirigersi, di mattino, a Gerusalemme, volendo recarsi al Tempio a confermare i suoi ultimi insegnamenti. Ma è chiaro che la fine della sua missione sta per sopraggiungere; difatti, egli stesso oggi dice ai suoi discepoli: "Voi sapete che fra due giorni è Pasqua, e il Figlio dell'uomo sarà consegnato per essere crocifisso" (Mt 26,2).
    Sulla strada da Betania a Gerusalemme, i discepoli che vanno in compagnia del loro Maestro rimangono colpiti da stupore nel vedere il fico che Gesù aveva maledetto il giorno innanzi seccato e inaridito dalle radici. Allora Pietro, rivolgendosi a Gesù: "Maestro, gli disse, guarda il fico che hai maledetto come s'è seccato!". Gesù approfitta dell'occasione per ammonire tutti noi, che la natura fisica è subordinata all'elemento spirituale, quando questo si mantiene unito a Dio mediante la fede; e dice: "Abbiate fede in Dio. In verità vi dico, che se uno dirà a questo monte: levati e gettati in mare, e non esiterà nel suo cuore, ma crederà che avvenga quanto ha detto, gli avverrà. Perciò vi dico: qualunque cosa chiederete con la preghiera, abbiate fede d'ottenerla e l'otterrete" (Mc 11,20-24).
    Gesù al Tempio.
    Seguitando il cammino, presto entrano nella città; e, non appena Gesù arriva al Tempio, i prìncipi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani s'avvicinano a gli dicono: "Con quale autorità fai questo? E chi ti ha dato il potere di fare tali cose?" (ivi, 28). Nel santo Vangelo troviamo la risposta di Gesù, come anche i diversi insegnamenti che ci dà in tale occasione. Noi non faremo che indicare in genere in che modo il Redentore passò le ultime ore della sua vita mortale; la meditazione del Vangelo supplirà al resto che sorvoliamo.
    Come soleva fare nei giorni precedenti, Gesù, verso sera esce dalla città, oltrepassa il monte degli Olivi e si ritira in Betania, vicino a sua madre ed agli amici fedeli.
    Alla Messa, oggi la Chiesa legge il Passio secondo san Marco, poiché, in ordine di tempo, questo Vangelo fu scritto dopo quello di san Matteo, onde la ragione d'occupare questo Passio il secondo posto. Il suo Vangelo è più breve di quello di san Matteo, del quale molte volte sembra il riassunto; ma s'incontrano in esso dei dettagli che sono propri di questo Evangelista, e dimostrano le caratteristiche d'un testimone oculare. Difatti, sappiamo che san Marco era discepolo di san Pietro, e scrisse il suo Vangelo sotto l'ispirazione del Principe degli Apostoli.
    La Stazione è oggi, a Roma, nella chiesa di S. Prisca.
    LETTURA (Ger 11,18-20). - In quei giorni: Geremia disse: Tu, o Signore, me lo facesti conoscere, ed io lo compresi, allora mi facesti vedere le loro intenzioni. Come agnello mansueto portato al macello non avevo compreso che avevano cattivi disegni contro di me, dicendo: Diamogli del legno invece di pane, facciamolo sparire dalla terra dei viventi, ché non si rammenti più il suo nome! Ma tu, o Signore degli eserciti, che giudichi con giustizia, e scruti gli affetti e i cuori, fammi vedere la tua vendetta contro di essi; perché è a te che ho affidata la mia causa, Signore Dio mio.
    L'immolazione del Messia.
    Ancora una volta Geremia ci fa intendere la sua voce, riferendoci oggi proprio le parole dei suoi nemici che cospiravano di farlo morire. Tutto qui è misterioso e ci dà la sensazione che il Profeta è la figura di uno più grande di lui. "Diamogli del legno invece di pane", cioè: mettiamogli nel piatto un legno velenoso, per causargli la morte. Trattandosi del Profeta, è questo il senso letterale; ma quanto più veristicamente s'avverano tali parole nel nostro Redentore! La sua carne divina, egli ci dice, è il Pane vero disceso dal cielo; e questo Pane, questo corpo dell'Uomo Dio è pesto, lacero, sanguinante: i Giudei lo inchiodano sul legno, così che tutto vi aderisce, e nello stesso tempo il legno è tutto irrigato del suo sangue. Sul legno della croce è immolato l'Agnello di Dio; ed è per la sua immolazione che noi veniamo in possesso d'un sacrificio degno di Dio; di quel Sacrificio, per cui partecipiamo del pane celeste che è nello stesso tempo la carne dell'Agnello e la nostra vera Pasqua.
    PREGHIAMO
    La tua misericordia, o Dio, ci purifichi da ogni residuo dell'uomo vecchio, e ci renda capaci d'un santo rinnovamento.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 688-690.».


    Guéranger, L'anno liturgico - 27 marzo. San Giovanni Damasceno, Confessore e Dottore della Chiesa
    http://www.unavoce-ve.it/pg-27mar.htm
    «27 MARZO SAN GIOVANNI DAMASCENO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA.

    Nella prima Domenica di Quaresima i Greci celebrano la festa dell'Ortodossia. La "nuova Roma", mostrando chiaramente di non aver nulla a che fare con l'indefettibilità dell'antica, aveva percorso tutto il cammino delle eresie concernenti il dogma del Dio fatto uomo; tanto che dopo aver rigettato prima la consustanzialità del Verbo, quindi l'unità di persona nell'Uomo-Dio ed infine l'integrità della sua duplice natura, sembrava che non fosse sfuggita nessun'altra negazione alla sagacità dei suoi imperatori e patriarchi. Tuttavia mancava il coronamento di tutti gli errori passati nel tesoro dottrinale di Bisanzio: restava ancora da proscrivere quaggiù le immagini di quel Cristo che sul suo celeste trono, non era più soggetto a mutilazione.
    L'eresia iconoclasta.
    L'eresia degli iconoclasti, cioè dei frantumatori delle immagini, segnava sul terreno della fede nel Figlio di Dio l'ultima involuzione degli errori orientali. Era dunque giusto che la festa destinata a ricordare la restaurazione delle sacre immagini si gloriasse del nome di festa dell'Ortodossia; celebrando infatti l'ultima sconfitta del dogmatismo bizantino, essa ricorda tutte le altre che ricevette nei Concili, dal primo di Nicea fino al secondo che porta lo stesso nome, il settimo ecumenico. Un'altra particolarità della detta celebrazione era che l'imperatore, stando ritto sul trono, davanti alla Croce ed alle Immagini sante, ripeteva in S. Sofia tutti gli anatemi formulati nei diversi tempi contro gli avversari della verità rivelata.
    La persecuzione.
    Del resto Satana, il nemico del Verbo, aveva mostrato all'evidenza che, dopo tutte le precedenti sconfitte, non gli rimaneva altro baluardo che la dottrina iconoclasta. Non c'è eresia che abbia moltipllcato per questo in Oriente tanti martiri e rovine. Per difenderla sembrarono rivivere Nerone e Diocleziano nei Cesari battezzati: Leone Isaurico, Costantino Copronimo, Leone l'Armeno, Michele e suo figlio Teofilo. Riapparvero così gli editti di persecuzione, una volta banditi a proteggere gl'idoli, per sfociare di nuovo nell'idolatria, di cui la Chiesa, essi dicevano, s'era imbrattata.
    Invano san Germano di Costantinopoli proclamò alto che i cristiani non adoravano le immagini, ma solo le veneravano con un culto relativo alla persona dei Santi ch'esse effigiavano. L'esilio del patriarca fu la risposta del cesare pontefice. La soldataglia che aveva l'incarico d'eseguire le volontà del principe si scagliò a saccheggiare le chiese e le case dei privati; d'ogni parte le statue venerate caddero sotto il martello dei demolitori; si coprirono di calce gli affreschi delle pareti; si lacerarono e ridussero in pezzi i paramenti sacri, i vasi dell'altare, per distruggere gli smalti istoriati e l'ornato delle immagini.
    Il martirio.
    Mentre nelle pubbliche piazze il rogo inceneriva quei capolavori, alla presenza delle popolazioni che ne avevano nutrita la pietà, anche l'audace artista che aveva tentato di continuare a riprodurre le sembianze di Nostro Signore, di Maria e dei Santi, era gettato nel fuoco e soffriva ogni genere di torture, insieme ai fedeli rei solamente di non aver potuto trattenere i loro sentimenti alla vista di quello scempio. Così in breve tempo, ahimè! nell'ovile desolato spadroneggiò il terrore, ed alcuni capi del gregge, curvando la testa sotto quell'uragano, si prestarono a lamentevoli compromessi.
    Fu allora che la nobile discendenza di san Basilio, monaci e vergini consacrate, insorsero compatti a tener testa ai tiranni: a prezzo dell'esilio, delle orride prigioni, e della morte causata dalla fame e dalle torture, dai flutti e dalla spada, essi poterono salvare le tradizioni dell'arte antica e la fede degli avi. La quale, in quell'ora della storia, si può dire personificata nel santo monaco e pittore che porta il nome di Lazzaro, che, tentato da lusinghe e minacce, quindi torturato e messo ai ferri, e finalmente, quale eroico recidivo, con le mani bruciate da lame incandescenti, non di meno continuò a esercitare la sua arte per amore dei Santi, per i suoi fratelli e per Dio, sopravvivendo agli stessi persecutori.
    Fu allora anche che si affermò definitivamente l'indipendenza temporale dei Romani Pontefici. Allorché Leone Isaurico minacciava di venire fino a Roma a fare in pezzi la statua di san Pietro, tutta l'Italia accorse a bloccare ai nuovi barbari le sue sponde e a difendere i tesori delle sue Basiliche e a sottrarre il Vicario dell'Uomo-Dio al residuo di patronaggio che Bisanzio ancora si attribuiva.
    Fu un'epoca gloriosa che, durata per ben centovent'anni, abbraccia la successione dei grandi Papi che va da san Gregorio II a san Pasquale I, e i due punti estremi sono illustrati in Oriente da due nomi: Teodoro Studita, che nella sua incrollabile fermezza prepara il trionfo finale; Giovanni Damasceno che, all'inizio, ne segnalò la burrasca.
    Sino ai tempi nostri si lamentava che un'epoca i cui ricordi riempivano i fasti della Liturgia greca, non fosse commemorata da nessuna festa nel calendario delle Chiese latine. La lacuna fu colmata sotto il pontificato di Leone XIII; così dal 1890, Giovanni Damasceno, il protetto di Maria, il monaco la cui eminente dottrina gli valse il nome di fiume d'oro, ricorda in Occidente l'eroica lotta in cui l'Oriente ebbe altissimi meriti presso la Chiesa e il mondo tutto.
    L'insegnamento della Chiesa.
    Concludiamo col riportare qui i punti più salienti delle definizioni con le quali la Chiesa, prima nell'VIII secolo e più tardi nel XVI, rivendicò le sante Immagini dalla proscrizione cui le aveva condannate l'inferno. "È cosa legittima, dichiara il secondo concilio di Nicea, porre nelle chiese a modo di affresco, o di tavola, sui paramenti e vasi sacri, come anche nelle case e per le strade, sia le immagini in dipinto, che in mosaico o d'altra materia conveniente, rappresentanti Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, la purissima Vergine e santa Madre di Dio, gli Angeli e tutti i Santi; così che si possano incensare e accendere lumi davanti a loro (2.o Concilio di Nicea, sess. 7). - Non certo, continuano i Padri di Trento contro i Protestanti, è da credere ch'esse abbiano una divinità o una virtù propria, o che si debba riporre fiducia proprio nell'immagine, come una volta i pagani nei loro idoli; ma, riferendosi al prototipo l'onore ad esse attribuito [1], è a Cristo stesso che, per esse, vanno le nostre adorazioni, ed ai Santi l'onore che noi attribuiamo alla loro effige" (Concilio di Trento, sess. 25).
    VITA. - San Giovanni nacque verso l'anno 676. Apparteneva ad una ricca famiglia di Damasco; a somiglianza di suo padre, esercitò un'importante carica presso la corte del califfo. Quindi abbandonò il mondo e si ritirò nel la solitudine di S. Saba. In alcune sue Lettere dommatiche rimaste celebri, egli divenne, contro l'imperatore iconoclasta Leone Isaurico, l'intrepido difensore del culto delle immagini. Sue cure principali furono: insegnare, scrivere e predicare. In lui rifulsero di vivo splendore le virtù dell'obbedienza e dell'umiltà; nutrì una filiale pietà verso la Madre di Dio ed un ardente zelo per la salute delle anime; amante intransigente della verità, non lo fu meno della concordia fraterna. Morì nel 749 e fu sepolto a S. Saba. Ben presto cominciò il suo culto; nel 7.o Concilio ecumenico fu additato come difensore instancabile della tradizione cattolica e dell'unità della Chiesa; finalmente, con un decreto del 19 agosto 1890, Papa Leone XIII lo proclamò Dottore della Chiesa e ne fissò la festa il 27 marzo.
    L'arte e la preghiera.
    O difensore delle Immagini sante, concedi, come prega la Chiesa (Colletta del giorno), che imitiamo le virtù e siamo protetti da coloro ch'esse rappresentano. L'immagine ci fa venerare e pregare il nostro re Cristo ed i suoi Santi. Essa è un libro per coloro che non sanno leggere; anzi molti letterati traggono a volte più profitto da un rapido sguardo gettato su d'un eloquente quadro, che nella lettura prolungata d'una quantità di volumi. Nel suo lavoro, l'artista cristiano fa nel contempo un atto di religione e di apostolato, così che non è da stupirsi se in ogni epoca turbolenta l'odio infernale scatena sconvolgimenti atti a distruggere le loro opere. Con te, dunque, diremo, o san Giovanni Damasceno:
    "Va' via, Satana, con la tua invidia, tu che non puoi tollerare di farci contemplare l'immagine di Nostro Signore e di santificarci alla sua vista; tu che non vuoi farci considerare le sue salutari sofferenze, ammirare la sua condiscendenza, godere lo spettacolo dei suoi miracoli per trame occasione di meglio conoscere e lodare la potenza della sua divinità. Invidioso dei Santi e degli onori che hanno ottenuto da Dio, tu non puoi sopportare che abbiamo sotto gli occhi la loro gloria, per paura che quella vista non ci muova a imitarne il coraggio e la fede; non puoi sopportare l'aiuto che ci ripromettiamo ai corpi e alle anime nostre per la confidenza che in esse riponiamo. Ma noi, demonio geloso e nemico degli uomini, non ti seguiremo" (Delle Immagini, 3,3).
    Lode.
    Sii pertanto la nostra guida, tu che vieni salutato dalla sacra scienza come uno dei suoi primi luminari. Il più prezioso di tutti i beni è il conoscere, dicevi (Dialetica, 1). E l'unica tua ambizione fu sempre quella di portare le intelligenze al solo maestro immune da ogni falsità, a Cristo, forza e sapienza di Dio.
    Un giorno Maria, apparendo alla guida dei tuoi primi passi monastici, alla quale obbedivi come a Dio stesso, predisse il successo della vostra dottrina e delle vostre opere, dicendo: "Lascia scorrere la sorgente dalle dolci e limpide acque; nel suo corso percorrerà l'universo e disseterà le anime avide di scienza e di purezza; e nella sua potenza arginerà il mareggiar dell'eresia, trasformandola in una meravigliosa dolcezza". Continuando nel suo dire, la Regina delle celesti armonie aggiungeva che tu avevi ricevuto la profetica cetra e il salterio, per intonare nuovi inni al Signore Dio nostro, gareggianti con quelli dei Cherubini (Giovanni di Gesù, Vita di G. Damasceno, 31). Perché le Chiese cantassero la morte e la risurrezione di Cristo (ibid.), bisognava che avessero in te un maestro di coro. Dalle feste dell'esilio e dalla Pasqua del tempo, guidaci attraverso il Mar Rosso e il deserto all'eterna festa, ove tutte le immagini di questa terra svaniscono dinanzi alle celesti realtà, ove ogni scienza si eclissa nella chiara visione e dove regna Maria, tua diletta ispiratrice, tua e nostra Regina.
    [1] Tale formula, che contiene la vera teologia del culto delle immagini, è stata mutuata dal Concilio di Trento dal secondo di Nicea, che testualmente la trasse da san Giovanni Damasceno: De fide orthodoxa, 4,16.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, pp. 887-891.».




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  4. #64
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    Lightbulb Re: Nostra Signora di Lourdes e Quaresima…

    28 MARZO 2018: MERCOLEDÌ SANTO; Anniversario della Nascita di Santa Teresa D'Avila, SAN GIOVANNI DA CAPISTRANO, CONFESSORE…



    "San Giovanni da Capistrano, confessore, 28 marzo"
    "Guéranger, L'anno liturgico - 28 marzo. San Giovanni da Capistrano, Confessore."
    Guéranger, L'anno liturgico - 28  marzo. San Giovanni da Capistrano, Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-28mar.htm


    "MERCOLEDÌ SANTO."
    Dom Guéranger, L'anno liturgico - Mercoledì santo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-mercoledisanto.htm

    "TEMPO DI PASSIONE
    Capitolo I - Storia del Tempo di Passione e della Settimana Santa
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - Storia del Tempo di Passione e della Settimana Santa
    http://www.unavoce-ve.it/pg-passione-st.htm
    Capitolo II - Mistica del Tempo di Passione e della Settimana Santa
    Guéranger, L'anno liturgico - Mistica del tempo di Passione e della Settimana Santa
    http://www.unavoce-ve.it/pg-passione-mist.htm
    Capitolo III - Pratica del Tempo di Passione e della Settimana Santa
    Guéranger, L'anno liturgico - Pratica del Tempo di Passione e della Settimana Santa
    http://www.unavoce-ve.it/pg-passione-pr.htm "




    San Giovanni da Capestrano - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-giovanni-capestrano/
    «28 marzo, San Giovanni da Capestrano, Confessore (Capestrano, 24 giugno 1386 – Ilok, 23 ottobre 1456).

    Giovanni nacque a Capistrano negli Abruzzi, nel 1386. Dopo aver tenuto il governo di molte città, abbracciò la Regola di san Francesco d’Assisi, proponendosi di continuare l’opera di san Bernardino nel propagare il culto dei SS. Nomi di Gesù e di Maria. Inquisitore dei Giudei, poi nunzio in Germania, convertì molti Saraceni ed eretici. Divenuto poi promotore della Crociata, a lui è dovuta la vittoria di Belgrado nel 1456. Morì poco dopo a Illok e, nel 1690, Alessandro VIII lo annoverò tra i Santi.
    Oh Dio, che per il beato Giovanni hai fatto trionfare, in virtù del santissimo nome di Gesù, i tuoi fedeli sui nemici della croce, deh! fa’ che, superate, per sua intercessione, le insidie degli spirituali nemici, meritiamo di ricevere da te la corona di giustizia. Per il Signore nostro.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-202x300.png







    La Settimana Santa - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/settimana-santa/
    "La Settimana Santa"
    La Settimana Santa - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/catechismo...ttimana-santa/
    "Funzioni del Triduo Sacro e Messe di Pasqua"
    Orari per la Settimana Santa a Verrua Savoia (TO) e a Rimini - Sodalitium
    S. Messe dalla domenica delle Palme alla domenica in Albis - Sodalitium


    Terra Santa - Le tombe dei Re latini distrutte dagli scismatici greci - Centro Studi Giuseppe Federici
    "Terra Santa – Le tombe dei Re latini distrutte dagli scismatici greci 28 marzo 2018
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 33/18 del 28 marzo 2018, San Giovanni da Capestrano
    Terra Santa – Le tombe dei Re latini distrutte dagli scismatici greci
    Le tombe dei Re latini nella Basilica del Santo Sepolcro."











    Ligue Saint Amédée
    http://www.saintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Méditation pour le Mercredi Saint.”
    Méditation pour le Mercredi Saint





    “28 Mars : Saint Jean de Capistran, Franciscain († 1456)”
    https://liguesaintamedee.ch/saint-du...n-de-capistran
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._capistran.jpg






    “Nous recommandons à votre lecture le dossier (à télécharger) analysant le film "La Passion" de Mel Gibson.
    http://www.sodalitium.eu/sodalitium_pdf/Soda-F56.pdf”






    “Le temps de la Passion est un moment propice pour régler nos rapports avec Dieu. Il nous faut un grand détachement dans l'usage des choses passagères afin de ne pas succomber à leurs attraits et de parvenir à la liberté des enfants de Dieu, c'est-à-dire à la maîtrise chrétienne de soi, à une grande ressemblance avec le Christ d'où nous vient la véritable joie. Ad lucem per crucem!”






    http://www.santiebeati.it/dettaglio/47500
    "San Gontranno (Guntramno) Re dei Franchi
    28 marzo
    525 - Chalon-sur-Saone, 28 marzo 592
    Gontrano era un re francese del VI secolo.
    Figlio di Clotario I, era nato intorno al 525. Morto il padre, ereditò parte del suo regno (spartito con due fratelli), comprendente Borgogna, Marsiglia e Arles. Governò con saggezza (e anche con il pugno di ferro), soffocando le pretese dei nobili. Fu munifico con la Chiesa, ricoprendo di doni comunità e monasteri. Visse in semplicità e morì nel 592 nella sua residenza di Chalon-sur-Saone. (Avvenire)
    Emblema: Corona, Scettro
    Martirologio Romano: A Châlon-sur-Saône in Burgundia in Francia, deposizione di san Guntramno, re dei Franchi, che distribuì i suoi tesori alle chiese e ai poveri.
    Figlio di Clotario I, nato nel 525, Gontranno divise coi suoi fratelli il regno paterno. Egli ebbe il regno di Orléans e di Borgo­gna, il Berry e una parte della Provenza. Questo nipote di Clodoveo e di s. Clotilde era per natura furbo, violento, amante del piacere e della buona tavola. La sua vita sarebbe poco edificante se non avesse manifestato una fede solida, un sincero pen­timento delle sue colpe e se non avesse compiuto molte buone azioni che dimostravano in lui la volontà di praticare le virtù della giustizia e della religione. Si sposò tre volte con ancelle, ma non ebbe figli.
    Questo personaggio fu nondimeno assai presto venerato come un santo, perché, in tutta la sua vita mostrò una reale volontà di mettere la propria condotta in accordo con la sua fede e questo rude figlio di barbari che si civilizza diventando cristiano, fu in qualche modo un simbolo della forza e del­l'opera della grazia. Gontranno si tenne fuori dalle lotte e dalle questioni che divisero continuamente i suoi fratelli e i suoi nipoti e intervenne solo come mode­ratore. Verso il 567-70 scelse come capitale del suo regno Chalon-sur-Saòne e si preoccupò dell'evange­lizzazione dei suoi territori, in particolare delle montagne del Giura. Fondò nei sobborghi della sua capitale l'abbazia dei SS. Pietro e Paolo divenuta poi S. Marcello. Inviò religiosi di S. Benigno di Digione a fondare case a Pontarlier e a Salins, poi ne inviò altri nell'abbazia di Agauno (St-Maurice-en-Valais). In questo stesso periodo (570-575) accolse s. Colombano ad Annegray prima di donargli Luxeuil, una ventina di anni dopo. A Gontranno si attribuisce anche la fondazione del monastero di Baume-les-Dames e dì altre abbazie, e si dice che dotasse anche generosamente quelle che esistevano qua e là nel suo regno: S. Sinforiano di Autun, S. Benigno di Digione, Cestre, N. D. di Sales a Bourges e S. Mau­rizio di Agauno, che ricostruì, senza contare i mona­steri di Chalon e di Macon, S. Marcello e S. Cle­mente. Fece inoltre donazioni ad Agauno e S. Beni­gno, perché vi si potesse celebrare la salmodia perpetua, anzi, sembra che volesse porre alle dipen­denze di Agauno un certo numero di monasteri. Fece costruire la chiesa di S. Pietro a Ginevra; a Moriana fondò una chiesa nel 565 per conservarvi reliquie di s. Giovanni Battista, portate da Alessan­dria e vi istituì poi un seggio episcopale che esiste ancor oggi. Gontranno fu anche il protettore dei vescovi e si mostrò sempre molto reverente nei loro confronti; sottopose a un concilio le divergenze che egli aveva avuto con alcuni vescovi e con suo fratello Sigeberto; volle anche riparare alle violenze commesse da Chilperìco a detrimento delle chiese e dei poveri. Convocò sei concili in circa venti anni nelle prin­cipali città del suo stato: Lione, Chalon, Macon, Valence e si mostrò rispettoso dei canoni per le nomine episcopali e il diritto d'asilo. Ebbe sempre cura del suo popolo e volle sollevare le miserie dovute ai flagelli naturali e al tempo stesso, nella penitenza e nel digiuno, offriva se stesso a Dio come vittima per i suoi sudditi, secondo quanto riferiscono i cronisti.
    Morì il 28 marzo 592 e fu sepolto a S. Marcello di Chalon, dove si credette per molto tempo che si fosse fatto monaco. La sua pietà e generosità hanno fatto sì che, a partire dal sec. VII, fosse conside­rato come un santo. Il suo nome figura in qualche ms. del Martirologio Geronimiano. Il suo corpo restò a Chalon ed il culto si sviluppò dopo che, nel 1435, Giovanni Rolin, vescovo di Chalon e priore di S. Marcello, ebbe restaurato la sua tomba. La Chiesa di Chalon ne ha celebrato la festa, come le diocesi di Moriana, Orléans, Besancon e Losanna; oggi figura nel Proprio di molte diocesi francesi. Nel sec. XVI gli Ugonotti devastarono la sua tomba e dispersero le reliquie; solo il capo fu salvato ed è conservato in un reliquiario d'argento. A Mo-riana è stato anche conservato un braccio, da epoca imprecisata fino al 1793. Il Martirologio Romano, dopo il Martirologio Geronimiano, celebra la sua memoria il 28 marzo."




    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Guntrànno, Re dei Franchi, il quale talmente si dedicò alle opere spirituali, che, lasciate le pompe del secolo, distribuì largamente i suoi tesori alle chiese ed ai poveri. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Re, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Guntrànno possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”

    "Preghiera ai Sette Dolori della Beata Vergine Maria"
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...ine-maria.html







    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “28 MARZO 2018: SAN GIOVANNI DA CAPISTRANO, CONFESSORE.”





    “Il 28 marzo 1515 nasceva Santa Teresa d'Avila.”






    “28 marzo 2018: MERCOLEDÌ SANTO.”






    «Radio Spada
    Mercoledì Santo. Radio Spada offre ai suoi lettori un testo “sparito” su una devozione dimenticata: quella delle Sante Piaghe. Il fatto di “sparire” non è stata certo un’esclusiva di queste righe se si pensa a quanto tempo dovette stare – ignorato e nascosto un cofano – il “Trattato della Vera Devozione” di San Luigi M. G. da Monfort.
    Curiose quattro questioni. La prima: il libretto in questione – relativo alle apparizioni e ai messaggi ricevuti dalla suora visitandina Maria Marta Chambon – ottenne importanti bendizioni e apprezzamenti da vescovi, arcivescovi, cardinali e dal Pontefice regnante all’epoca della prima pubblicazione italiana (1924), Pio XI. La seconda: la vita singolarissima della sua protagonista (anche se, in realtà, le vere protagoniste sono le Sante Piaghe). Sr. Maria Marta, lo vedremo in seguito, avanzò negli anni tra fatti straordinari e un’inarrestabile santità al punto che l’Augusto Pontefice fece voti “affinchè le virtù e la vita esemplare di quella religiosa e fedele serva di Dio, siano il più largamente diffuse e conosciute”. La terza: la teologia dei messaggi consegnati a Sr. Maria Marta è perfetta, sebbene ricevuti da una donna umilissima. In essi si arriva a proporre la devozione alle Sante Piaghe come continuazione della devozione al Sacro Cuore che ebbe in un’altra visitandina (Santa Margherita Maria Alacoque) la sua più importante destinataria. La quarta: il valore profetico. “Le mie Piaghe vi salveranno infallibilmente; esse salveranno il mondo”, si può leggere nelle pagine del libretto. Ma non solo: “Vi occorrerà molto tempo per stabilire questa devozione, lavoratevi con coraggio”. Pare davvero strano, ma la profezia fu esatta: una devozione così plaudita dai vertici della Chiesa, e basata su una vita così santa, è ancora oggi, dopo molti anni, sostanzialmente sconosciuta. Interessante un passaggio che rivela la portata storica di quanto detto: “All’epoca di una grande persecuzione della Chiesa, Sr. Maria Marta domandava spesso a Gesú di coprire con la protezione delle sue sante Piaghe il Sovrano Pontefice. Questa preghiera piaceva molto a Nostro Signore. Egli fece vedere alla nostra Sorella che la grazia sovrabbondava sul S.S. Padre Pio IX e che le preghiere fatte dalla Comunità vi contribuivano grandemente: “Dalle mie Piaghe esce per lui una grazia particolare.” Verso la fine del 1867, Nostro Signore le rivelò che Sua Santità avrebbe ancora molto da soffrire, che non vi sarebbe più pace, ma che grazie alla preghiera, il Papa potrebbe sussistere nella Santa Sede, nella tribolazione” [RS].





    Sacro Cuore, Sante Piaghe e (vera) Misericordia:

    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c4&oe=5B3EFA27
    https://www.radiospada.org/2018/03/l...ra-il-mondo-i/
    Questa Devozione - importante nel corso della Settimana Santa - è il complemento di quella del Sacro Cuore, ma molto più trascurata.
    “All’epoca di una grande persecuzione della Chiesa, Sr. Maria Marta domandava spesso a Gesú di coprire con la protezione delle sue sante Piaghe il Sovrano Pontefice. Questa preghiera piaceva molto a Nostro Signore. Egli fece vedere alla nostra Sorella che la grazia sovrabbondava sul S.S. Padre Pio IX e che le preghiere fatte dalla Comunità vi contribuivano grandemente: Dalle mie Piaghe esce per lui una grazia particolare”.»

    https://www.radiospada.org/2012/06/d...tive-promesse/
    http://www.radiospada.org/wp-content...ntepiaghe1.png
    http://www.radiospada.org/wp-content...ntepiaghe2.png
    http://www.radiospada.org/wp-content...ntepiaghe3.png
    http://www.radiospada.org/wp-content...ntepiaghe4.png

    https://www.radiospada.org/2018/03/f...one-di-cristo/







    Guéranger, L'anno liturgico - 28  marzo. San Giovanni da Capistrano, Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-28mar.htm
    “28 MARZO: SAN GIOVANNI DA CAPISTRANO, CONFESSORE.

    L'onore dovuto ai Santi.
    Quanto più la Chiesa s'avvicina al termine della sua meta, tanto più ama arricchirsi di nuove feste, memore del detto famoso: Ricordati dei giorni antichi e considera le generazioni ad una ad una come Dio ammoniva sin dall'alleanza del Sinai (Dt 32,7); ed era legge in Giacobbe, che i padri facessero apprendere ai loro discendenti i fatti antichi (Sal 77,5). Anche gli annali della Chiesa sono pieni di manifestazioni della potenza dello Sposo; più che i discendenti di Giuda, i figli della novella Sion possono dire, meditando la serie dei secoli trascorsi: Tu stesso sei il mio Re, il mio Dio, tu che sempre fosti la salvezza di Giacobbe! (Sal 43,5).
    Il pericolo musulmano.
    S'era appunto completata, in Oriente, la disfatta degl'Iconoclasti, allorché si scatenava una guerra ben più tremenda nella quale lo stesso Occidente dovette impegnarsi nella lotta per la civiltà cristiana.
    Come un torrente impuro, l'Islam aveva dilagato dalle sponde dell'Asia sino nel cuore della Gallia; e a palmo a palmo, per un millennio, stava per contendere a Cristo e alla sua Chiesa il suolo occupato dalle generazioni latine. Per un certo tempo, solo poterono fermarlo le spedizioni del XII e del XIII secolo, attaccandolo nel centro della sua potenza. All'infuori della terra di Spagna, dove il combattimento doveva concludersi col trionfo assoluto della Croce, abbiamo lo spettacolo dei principi che, dimentichi delle tradizioni di Carlomagno e di san Luigi, trascurano per i conflitti delle loro private ambizioni la guerra santa, così che la Mezzaluna, tornando presto a sfidare la cristianità, riprese i suoi piani di conquista universale.
    Nel 1453, la capitale dell'impero d'Oriente, Bisanzio, capitolava sotto gli assalti dei giannizzeri turchi; tre anni appresso, Maometto II, suo vincitore, investiva Belgrado, bastione dell'impero d'Occidente. Sembrò che tutta quanta l'Europa dovesse mobilitarsi in soccorso di quell'assedio; infatti, superata quest'ultima diga, era la devastazione immediata dell'Ungheria, dell'Austria e dell'Italia; per tutti i popoli dell'Ovest sarebbe stato a breve scadenza la servitù di morte, l'irreparabile sterilità del suolo e delle intelligenze.
    L'appello del Papato.
    Ora, l'imminenza del pericolo non aveva sortito altro effetto che di accentuare le lamentevoli derisioni di parte che abbandonavano il mondo cristiano alla mercé d'alcune migliaia d'infedeli. Si sarebbe detto che l'altrui perdita costituiva per molti il compenso della propria rovina: anzi da tale rovina più d'uno sperava di ottenere una tregua o un indennizzo, fosse pure disertando il suo posto di combattimento. Fra tanti egoismi e perfidie che si tramavano nell'ombra, o si pubblicavano sfacciatamente, solo il papato non cessò di vegliare. Veramente cattolico nel pensiero, nelle fatiche e nelle angosce, come nelle gioie e nei trionfi, s'addossò interamente sulle sue spalle la causa comune tradita dai re. Lasciati da una parte i suoi appelli ai potenti, si rivolse agli umili, e più confidando nella preghiera al Dio degli eserciti che nella strategia delle battaglie, reclutò fra loro i soldati della liberazione.
    Un Crociato.
    Fu allora che l'eroe del giorno, Giovanni da Capistrano, già da tempo temibile all'inferno, raggiunse l'apice della gloria e della santità. Alla testa di tanti altri poveri di buona volontà, contadini, gente ignorante, arruolata da lui e dai suoi Fratelli dell'Osservanza, il povero di Cristo non disperò di trionfare dell'esercito più agguerrito e meglio comandato che si vedesse sotto il cielo da che mondo era mondo. In un primo momento, il 14 luglio 1456, rompendo la linea ottomana insieme a Giovanni Hunyade, unico dei nobili ungheresi che volle prendere parte alla sua impresa, s'era lanciato in Belgrado rifornendolo di viveri. Otto giorni dopo, il 22 luglio, non potendo più trattenersi nella difensiva, sotto gli occhi di Hunyade meravigliato dalla sua nuova strategia, lanciava sulle trincee nemiche il suo battaglione armato di fruste e di forche con l'unica consegna di gridare il nome di Gesù a tutti i venti. Era la parola d'ordine della vittoria che Giovanni da Capistrano aveva ereditato dal suo maestro, san Bernardino da Siena. Chi spera nei cocchi, chi nei cavalli, diceva il Salmista; ma noi invochiamo il nome del Signore Dio nostro (Sal 19,8). E realmente, il nome sempre santo e terribile (Sal 110,9) salvava ancora una volta il suo popolo. La sera di questo memorabile giorno ventiquattromila Turchi coprivano il suolo dei loro cadaveri: trecento cannoni, tutte le armi, e le ricchezze degl'infedeli caddero nelle mani dei cristiani; Maometto II, ferito, fuggendo precipitosamente se ne andava lontano a nascondere la propria vergogna e il disprezzo dei suoi soldati.
    Il 6 agosto giunse a Roma la nuova della vittoria che ricordava quella di Gedeone su Madian (Gdt 7). Il Sommo Pontefice Callisto III stabilì d'allora che tutta la Chiesa festeggiasse quel giorno la trasfigurazione del Signore, perché non con la loro spada conquistarono il paese, né li salvò il loro braccio; ma la tua destra, la tua potenza, lo splendore del tuo volto, perché li amavi (Sal 43,4), come avvenne sul Tabor nel tuo diletto Figlio (Mt 17,5).
    VITA. - Giovanni nacque a Capistrano negli Abruzzi, nel 1386. Dopo aver tenuto il governo di molte città, abbracciò la Regola di san Francesco d'Assisi, proponendosi di continuare l'opera di san Bernardino nel propagare il culto dei SS. Nomi di Gesù e di Maria. Inquisitore, poi nunzio in Germania, convertì molti Saraceni ed eretici. Divenuto poi promotore della Crociata, a lui è dovuta la vittoria di Belgrado nel 1456. Morì poco dopo a Illok e, nel 1690, Alessandro VIII lo annoverò tra i Santi.
    Preghiera.
    "Il Signore è teco, o fortissimo fra gli uomini! Se tu vai con la tua forza a salvare Israele e trionfi su Madian, sappi che sono io che ti ho mandato" (Gdt 6). Così l'Angelo del Signore salutava Gedeone, quando lo scelse all'alta sua funzione in mezzo ai più umili del suo popolo (ivi 15). E anche noi, a vittoria raggiunta, possiamo così salutarti, o figlio di Francesco d'Assisi, pregandoti sempre del tuo aiuto. Il nemico che vincesti sui campi di battaglia ormai non è più da temere in Occidente; mentre il pericolo purtroppo sussiste là ove lo segnalò Mosè al suo popolo dopo la liberazione, quando disse loro: Guardati dunque bene dal dimenticarti del Signore Dio tuo, affinché non ti avvenga che, dopo aver mangiato a sazietà, dopo aver edificato e abitato belle case, dopo aver avuto mandrie di buoi e greggi di pecore e abbondanza d'oro, d'argento e d'ogni cosa, il tuo cuore s'insuperbisca e dimentichi il Signore Dio tuo che ti trasse dalla terra d'Egitto e dalla schiavitù (Dt 8,11-14). Sì, in effetti, se il Turco avesse prevalso nella lotta in cui ti distinguesti eroe, dove sarebbe ora la civiltà che tanto c'inorgoglisce?
    Più d'una volta, dopo di te, la Chiesa dovette di nuovo intraprendere l'opera di difesa sociale che i capi delle nazioni non capivano più. Possa almeno la riconoscenza che le è dovuta preservare i figli della Madre comune dal male dell'oblio, che è il flagello della presente generazione! E siamo anche riconoscenti al cielo del grande ricordo che per merito tuo oggi rifulge nel Calendario liturgico, memoriale della bontà del Signore e delle gesta sublimi dei Santi. Fa' che nella guerra, per la quale ciascuno di noi diventa un campo di battaglia, il nome di Gesù non cessi mai di mettere in rotta il demonio, il mondo e la carne, e che la Croce sia il nostro stendardo e per essa, morendo a noi stessi, possiamo arrivare al trionfo della sua risurrezione.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 891-894.”



    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Nostra Signora di Lourdes e Quaresima…

    29 marzo 2018: Giovedì Santo (Istituzione dell'Eucaristia e del Sacerdozio cattolico)…



    "Giovedì santo."
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm#PASS


    "TEMPO DI PASSIONE
    Capitolo I - Storia del Tempo di Passione e della Settimana Santa
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - Storia del Tempo di Passione e della Settimana Santa
    Capitolo II - Mistica del Tempo di Passione e della Settimana Santa
    Guéranger, L'anno liturgico - Mistica del tempo di Passione e della Settimana Santa
    Capitolo III - Pratica del Tempo di Passione e della Settimana Santa
    Guéranger, L'anno liturgico - Pratica del Tempo di Passione e della Settimana Santa "

    "Guéranger, L'anno liturgico - Cenno storico sul Tempo Pasquale
    Guéranger, L'anno liturgico - Cenno storico sul Tempo Pasquale
    Guéranger, L'anno liturgico - Mistica del Tempo Pasquale
    Guéranger, L'anno liturgico - Mistica del Tempo Pasquale
    Guéranger, L'anno liturgico - Pratica del Tempo Pasquale
    Guéranger, L'anno liturgico - Pratica del Tempo Pasquale "




    Date ed orari delle Funzioni celebrate da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (TV) durante la SETTIMANA SANTA: giovedì 29 MARZO 2018 e venerdì 30 MARZO 2018 alle ore 20.30 (ore 15.00 VIA CRUCIS), sabato 31 MARZO 2018 alle ore 22.30 e DOMENICA DI PASQUA alle ore 10.30 come ogni Domenica…


    http://www.domusmarcellefebvre.it
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php




    Giovedì Santo - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/giovedi-santo/
    «29 marzo 2018: Giovedì Santo, giorno dell’Istituzione della SS. Eucaristia e dell’Ordine Sacro.

    Preghiera di San Pio X per i Sacerdoti.
    O Gesù, Pastore Eterno delle anime, ascolta la nostra preghiera per i Sacerdoti, esaudisci in essa l’infinito tuo desiderio. Non sono i Sacerdoti il palpito tuo più tenero e delicato, l’alto amore in cui si assommano tutti i tuoi amori per le anime? Confessiamo di esserci resi indegni di avere santi Sacerdoti, ma la tua misericordia è infinitamente più grande della stoltezza e della malizia nostra.
    O Gesù, fa che ascendano al tuo sacerdozio solo quelli che da Te sono chiamati, illumina i Pastori nella scelta, i direttori di spirito nel consiglio, gli educatori nella cura delle vocazioni.
    Donaci Sacerdoti che siano angeli per purezza, perfetti nell’umiltà, ardenti di santo amore ed eroi di sacrificio, apostoli della tua gloria, salvatori e santificatori delle anime. Abbi pietà di tanti ignoranti cui debbono essere luce, di tanti figli del lavoro che invocano chi, preservandoli dagli inganni, li redima nel tuo nome, di tanti fanciulli e di tanti giovani che invocano chi li salvi e a Te li conduca, di tanti che soffrono ed hanno bisogno di un cuore che nel tuo li consoli. Tante anime giungerebbero a perfezione per il ministero di santi sacerdoti.
    O Gesù abbi ancora una volta compassione delle turbe che hanno fame e sete. Fa’ che il tuo sacerdozio conduca a Te tutta l’umanità, sicché ancora una volta venga per esso rinnovata la terra, esaltata la tua Chiesa, stabilito nella pace il regno del tuo cuore.
    Vergine Immacolata, Madre dell’Eterno Sacerdote, che hai avuto per primo figlio di adozione Giovanni, il sacerdote da Gesù prediletto, che sei stata nel Cenacolo maestra e Regina degli Apostoli, degnati mettere sulle tue labbra santissime, la nostra umile preghiera, intercedi presso il Cuore del tuo Figlio Divino e ottieni alla Chiesa una perenne, rinnovata Pentecoste. Così sia.».
    http://www.sodalitium.biz/wp-content..._n-193x300.jpg





    S. Messe dalla domenica delle Palme alla domenica in Albis - Sodalitium
    “S. Messe dalla domenica delle Palme alla domenica in Albis 23 marzo 2018.
    Il precetto della Comunione pasquale si soddisfa dalla domenica delle Palme (25 marzo 2018) alla domenica dopo Pasqua (in Albis, 8 aprile 2018).”
    Orari per la Settimana Santa a Verrua Savoia (TO) e a Rimini - Sodalitium
    “Orari per la Settimana Santa a Verrua Savoia (TO) e a Rimini.

    A Verrua Savoia (TO)
    Domenica 25/03: Domenica delle Palme
    ore 18: Santa Messa
    Giovedì 29/03: Giovedì Santo
    ore 18: S. Messa “In Cœna Domini”
    Venerdì 30/03: Venerdì Santo
    ore 15: Via Crucis;
    ore 18: Adorazione della S. Croce e Messa dei Presantificati
    Sabato 31/03: Sabato Santo
    ore 18: Vigilia Pasquale
    A Rimini
    Domenica 25 marzo 2018, Palme
    Benedizione delle Palme e S. Messa ore 10.30.
    Giovedì 29 marzo 2018, Giovedì Santo
    ore 19,00 S. Messa in Coena Domini e adorazione del SS. Sacramento al Sepolcro.
    Venerdì 30 marzo 2018, Venerdì Santo
    ore 15,30 adorazione al Sepolcro;
    ore 16,00 Via Crucis;
    ore 16,30 Lettura della Passione, Orazioni, Adorazione della Croce, Messa dei Presantificati.
    Sabato 31 marzo 2018, Sabato Santo
    ore 18,30 S. Messa della Vigilia."


    "Catechismo di San Pio X - La Settimana Santa - Sodalitium."
    La Settimana Santa - Sodalitium






    La Settimana Santa « www.agerecontra.it
    La Settimana Santa « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=27993







    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    “Eterno mio Dio, eccomi prostrato innanzi l'immensa Maestà Vostra, ed umilmente adorarvi. Vi offro tutti i miei pensieri, parole ed opere di questo giorno ed intendo di far tutto per amor Vostro, per gloria Vostra, per adempiere la Divina Volontà Vostra per servirvi, lodarvi e benedirvi, per essere illuminato nei misteri della Vostra Santa Fede, per assicurare la mia salute e sperare nella Vostra Misericordia, per soddisfare la Vostra Divina Giustizia, per tanti miei gravissimi peccati, per suffragare le anime Sante del Purgatorio, per impetrare la grazia dì una vera conversione a tutti i peccatori.”
    Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    È una vecchia preghiera tratta dalla raccolta della Madre Veronica Briguglio, Preghiere di devozione e Mistero della Pasqua, Sezione seconda.».
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...fa&oe=5B3BC45B







    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Jeudi Saint.”
    Méditation pour le Jeudi Saint : Jour d'union

    “Méditation pour le Jeudi Saint : Jour d'union.”





    “LA MESSE DU JEUDI-SAINT. L'année liturgique, Dom Guéranger.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...39&oe=5B6C21C7





    “Sermon du Père Joseph-Marie pour le Jeudi Saint (2016).
    http://prieure2bethleem.org/predica/2016_03_24_mars.mp3





    “Jeudi Saint (photos 2017)
    Giovedì Santo 2017 - Fotogallery - Sodalitium






    29 mars : Saint Berthold, Prieur au Mont Carmel en Palestine (? 1188) :: Ligue Saint Amédée
    “29 mars : Saint Berthold, Prieur au Mont Carmel en Palestine (✝ 1188).

    Au Mont Carmel en Palestine, vers 1188, le bienheureux Berthold. Soldat, il fut admis parmi les frères qui menaient la vie religieuse sur ce mont et, élu peu après par eux comme prieur, il confia la communauté à la Mère de Dieu.
    Martyrologe romain.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_berthold.jpg





    29 mars : Saint Jonas et saint Barachisius, Martyrs (? 327) :: Ligue Saint Amédée
    “29 mars : Saint Jonas et saint Barachisius, Martyrs († 327).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...arachisius.jpg













    https://www.radiospada.org
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “29 marzo 2018: Giovedì Santo (Istituzione dell'Eucaristia e del Sacerdozio cattolico).”





    “Giovedì Santo. Continua la pubblicazione del libretto "dimenticato" sulla devozione alle Sante Piaghe.”
    La devozione alle Sante Piaghe, la devozione che ‘salverà il mondo’ (II)
    https://www.radiospada.org/2018/03/l...a-il-mondo-ii/

    «Radio Spada offre ai suoi lettori un testo “sparito” su una devozione dimenticata: quella delle Sante Piaghe. Il fatto di “sparire” non è stata certo un’esclusiva di questo libretto se si pensa a quanto tempo dovette stare – ignorato e nascosto un cofano – il “Trattato della Vera Devozione” di San Luigi M. G. da Monfort.
    Curiose quattro questioni. La prima: il libretto che vi offriamo – relativo alle apparizioni e ai messaggi ricevuti dalla suora visitandina Maria Marta Chambon – ottenne importanti bendizioni e apprezzamenti da vescovi, arcivescovi, cardinali e dal Pontefice regnante all’epoca della prima pubblicazione italiana (1924), Pio XI. La seconda: la vita singolarissima della sua protagonista (anche se, in realtà, le vere protagoniste sono le Sante Piaghe). Sr. Maria Marta, lo vedremo in seguito, avanzò negli anni tra fatti straordinari e un’inarrestabile santità, al punto che l’Augusto Pontefice fece voti “affinchè le virtù e la vita esemplare di quella religiosa e fedele serva di Dio, siano il più largamente diffuse e conosciute“. La terza: la teologia dei messaggi consegnati a Sr. Maria Marta è perfetta, sebbene ricevuti da una donna umilissima. In essi si arriva a proporre la devozione alle Sante Piaghe come continuazione della devozione al Sacro Cuore che ebbe in un’altra visitandina (Santa Margherita Maria Alacoque) la sua più importante destinataria. La quarta: il valore profetico. “Le mie Piaghe vi salveranno infallibilmente; esse salveranno il mondo“, si può leggere nelle pagine del libretto. Ma non solo: “Vi occorrerà molto tempo per stabilire questa devozione, lavoratevi con coraggio”. Pare davvero strano, ma la profezia fu esatta: una devozione così plaudita dai vertici della Chiesa, e basata su una vita così santa, è ancora oggi, dopo molti anni, sostanzialmente sconosciuta [RS].
    “All’epoca di una grande persecuzione della Chiesa, Sr. Maria Marta domandava spesso a Gesú di coprire con la protezione delle sue sante Piaghe il Sovrano Pontefice. Questa preghiera piaceva molto a Nostro Signore. Egli fece vedere alla nostra Sorella che la grazia sovrabbondava sul S.S. Padre Pio IX e che le preghiere fatte dalla Comunità vi contribuivano grandemente: “Dalle mie Piaghe esce per lui una grazia particolare.” Verso la fine del 1867, Nostro Signore le rivelò che Sua Santità avrebbe ancora molto da soffrire, che non vi sarebbe più pace, ma che grazie alla preghiera, il Papa potrebbe sussistere nella Santa Sede, nella tribolazione“
    [Continua da La devozione alle Sante Piaghe, la devozione che ‘salverà il mondo’ (I)]».
    https://www.radiospada.org/2018/03/l...ra-il-mondo-i/





    https://www.radiospada.org/2018/03/f...one-di-cristo/
    «[FILM COMPLETO] La Passione di Cristo.
    Un film da rivedere in Quaresima e, in particolare, nel corso della Settimana Santa: lo offriamo ai nostri lettori senza sottotitoli dall’aramaico e dal latino per evitare distrazioni di lettura in un contesto che è chiaro a chiunque abbia elementi minimi di conoscenza del Vangelo.
    Il valore cinematografico di questa opera non va separato da quello spirituale: la Passione di Nostro Signore, insieme con la devozione al Sacro Cuore e quella (dimenticata) alle Sante Piaghe siano il centro di questa Settimana che ci prepara alla Santa Pasqua.
    Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti – Isaia 53, 5.
    Con le mie Piaghe e il mio Cuore divino, voi potete ottenere tutto – N. S. G. C. a Sr. Maria Marta Chambon.».

    https://www.radiospada.org/2012/06/d...tive-promesse/
    http://www.radiospada.org/wp-content...ntepiaghe1.png
    http://www.radiospada.org/wp-content...ntepiaghe2.png
    http://www.radiospada.org/wp-content...ntepiaghe3.png
    http://www.radiospada.org/wp-content...ntepiaghe4.png


    "[PIO XII] Per vivere la Settimana Santa
    https://www.radiospada.org/2017/04/p...ttimana-santa/
    Pubblichiamo di seguito una serie di brevi meditazioni di Papa Pio XII, che possono essere utili per la preghiera personale in ciascun giorno della Settimana Santa. [RS]”
    “Giovedì Santo. La presenza eucaristica.

    Cristo ha una presenza umana e insieme divina, per la quale dovunque un sacerdote con la onnipotente parola di Lui levi in alto un pane e un calice, adorando ciò che ha fatto in memoria di Lui, là Egli sta col suo ministro, con lui cammina, si fa nostro cibo, viatico dei moribondi e degli infelici, fratello, sposo, padre, medico, conforto e vita delle anime, pane degli angeli. Finché sui campi del nostro globo spunterà una spiga di grano e penderà un grappolo d’uva, e un sacerdote salirà pensoso del sacrificio l’altare, l’Ospite divino sarà con noi; e il credente curverà nella fede la mente e il ginocchio innanzi a un’Ostia consacrata, come all’ultima cena gli apostoli nel pane e nel vino consacrato che il Salvatore dava loro dicendo: Questo è il mio corpo; Questo è il mio sangue; adorarono Cristo. 28 aprile 1939.”





    https://www.radiospada.org/2014/06/p...resenza-reale/
    «‘Più preziosa di oro e gemme’: la presenza reale.

    (...) Quindi da ciò si può vedere che la fede della Chiesa sull’Eucarestia è sempre rimasta immutata. Cosa fare davanti a ciò? ADORARE! Solamente adorare e comunicarsi a quel Corpo Santo che, con un atto supremo di amore, Egli ci diede come rimedio e medicina, cantando e ricordandoci con San Tommaso ‘se vacillano i sensi, a dar certezza ad un cuor sincero basta la fede’.»
    https://i2.wp.com/radiospada.org/wp-.../2014/06/j.jpg
    https://i1.wp.com/radiospada.org/wp-...osacerdote.jpg








    https://www.radiospada.org/2016/03/m...-triduo-sacro/
    https://www.radiospada.org/2016/03/m...-triduo-sacro/
    “[MATTIA ROSSI] Triduo Sacro.
    Giovedì Santo

    Sin dalle prime puntate dedicate alle domeniche di Quaresima, avevamo dimostrato come fosse già presente nella liturgia, ancorché in forma embrionale, la Pasqua e la gioia della Risurrezione: è stato così nella I domenica (link) ed è stato così anche nella II (link).
    L’inizio del Triduo Sacro, culmine dell’anno liturgico, non fa che completare e coronare l’itinerario liturgico quaresimale. La Messa “in coena Domini”, infatti, si presta a qualche riflessione. Si inizia con il solenne introito Nos autem in IV modo, un modo piuttosto mesto e addolorato dedicato, però, a parole che non sono parole di dolore e di lutto. Perché una simile commistione di stili?
    La risposta va ricercata solamente nel fatto che il canto gregoriano rappresenta un piccolo manuale di teologia. Quello stesso IV modo, che era già stato utilizzato all’inizio della quaresima come anticipazione della risurrezione pasquale, verrà utilizzato anche il giorno di Pasqua nell’introito Resurrexi: il gregoriano instaura un ponte tra l’inizio del Triduo e il suo compimento, ovvero la Pasqua.
    E questo legame musicale, dato da due introiti concepiti nello stesso ambitus musicale, sussiste solamente in forza di un legame teologico. Lo si comprende solamente leggendo il testo dell’introito del Giovedì Santo: «Noi dobbiamo gloriarci nella croce di Nostro Signore Gesù Cristo. In Lui abbiamo la salvezza, la vita e la nostra risurrezione. Da Lui fummo liberati e salvati». Il rimando è diretto alla risurrezione, alla vita, alla salvezza, alla vittoria sulla morte della Pasqua e il gregoriano, nel giorno di inizio del Triduo in cui la liturgia commemora con gioia raggiante il Sacrificio del Divin Figlio, non fa altro che “ricordare” un simile mistero anche con la musica.
    Non è, questo, l’unico richiamo alla Pasqua; anche l’offertorio Dextera Domini è un’unica, grande celebrazione della risurrezione: «La destra del Signore ha compiuto prodigi, la sua destra mi ha innalzato. Non morirò, ma vivrò e annunzierò le opere del Signore», laddove la destra è simbolicamente la potenza di Dio che salva dalla morte e ridona alla vita.
    Venerdì Santo
    Di taglio ben differente è, invece, la Liturgia di Passione del Venerdì Santo. L’atroce dolore e la desolazione per la Passione e morte di Cristo pervadono tutta la liturgia cattolica: non solo nella totale nudità degli altari e il silenzio, ma anche nei pochi (ma corposi) interventi gregoriani.
    I due responsori, che fanno seguito alle due letture, sono musicalmente identici, stesso II modo e stessa melodia (che fu anche del tratto del mercoledì delle ceneri). Una simile uniformità melodica non va letta come monotonia o mancanza di fantasia: in questo giorno non c’è spazio per l’arte e la creatività, tutto deve essere minimale e fisso sulla croce e su grido disperato dell’Uomo crocifisso. Per questo il gregoriano, utilizzando un solo schema melodico per entrambi i responsori, garantisce la massima severità e concentrazione: nella fissità melodica che non lascia spazio all’inventiva, è possibile contemplare la morte del Signore con contrizione e senza distrazioni.
    Certo, non mancano nella liturgia del Venerdì Santo vette della composizione gregoriana come i lunghi Improperi o il maestoso inno Crux fidelis-Pange lingua: brani che, nella loro celebrità, fanno un tutt’uno retorico con la liturgia della “Messa dei Presantificati”.
    Sabato Santo
    Come i responsori del Venerdì Santo, anche i cantici della veglia del Sabato Santo sono musicalmente uniformi: Cantemus Domino, Vinea facta est e Attende caelum conservano la stessa melodia, una melodia tipica che, infatti, colora e contrassegna la Pasqua. È proprio per questo motivo che, quella stessa melodia era risuonata anche nella IV domenica di Quaresima “Laetare”, quella esplicitamente deputata alla gioia, al pregustare la letizia pasquale. Il tratto Qui confidunt era, infatti, composto sullo stesso impianto modale dei tratti della Veglia Pasquale.
    Proseguendo oltre i cantici del Sabato Santo, anche il Sicut cervus, il canto per la processione al fonte battesimale è scritto con il medesimo impianto melodico proprio per “segnare” i brani iniziali della Pasqua con una precisa cifra distintiva musicale.”

    “Il 29 marzo 1058 muore Papa Stefano X dei duchi di Lorena, Sommo Pontefice.”
    “Il 29 marzo 537 Papa Vigilio viene esaltato al Sommo Pontificato.”
    “Il 29 marzo 1796 veniva fucilato a Nantes uno dei campioni della Controrivoluzione Vandeana, François-Athanase de Charette de La Contrie, generale dell'Esercito Cattolico e Reale.”

    "Accadeva oggi: quando la Vergine del Pilar restituì la gamba al mutilato."

    https://www.radiospada.org/2018/03/a...a-al-mutilato/
    «29 marzo 2018…Accadeva oggi: quando la Vergine del Pilar restituì la gamba al mutilato…dalla pagina Facebook Christus Vincit:
    Il 29 marzo 1640 la Santissima Vergine del Pilar restituisce a Miguel Juan Pellicier, di Calanda (Regno di Aragona), la gamba destra che gli era stata amputata nel 1637 e seppellita nel cimitero dell’ospedale.
    Il miracolo, dopo gli esami dei chirurghi e un regolare processo, fu canonicamente approvato da Monsignor Pedro Apaolaza Ramírez, O.S.B., Arcivescovo di Saragozza, il 27 aprile 1641:
    “Noi, Don Pietro de Apaolaza, per grazia di Dio e della Sede Apostolica Arcivescovo di Saragozza, Consigliere del Re, etc., […] considerate tutte queste e altre cose [i.e. ciò che è emerso dal processo canonico], con il consiglio degli infrascritti illustrissimi Dottori sia di Sacra Teologia, sia di Diritto Pontificio, affermiamo, pronunziamo e definiamo che a Miguel Juan Pellicier, nativo di Calanda, […] fu restituita miracolosamente la gamba destra che in precedenza gli era stata amputata; e che non è stato un fatto operato dalla natura, ma opera mirabile e miracolosa; e che si deve giudicare e tenere per miracolo […] perché si tratta di un vero prodigio […]. Pertanto lo ascriviamo tra i miracoli e come tale lo approviamo, dichiariamo e autorizziamo e così diciamo”.
    Preghiera alla Vergine: Onnipotente e sempiterno Iddio, che in modo mirabile ci ha dato un aiuto celeste per mezzo della gloriosissima Madre del tuo Figlio: concedi, propizio, a noi che la veneriamo piamente sotto il titolo della Colonna, di essere protetti dal suo perpetuo ausilio. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.»
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=576&ssl=1









    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm#PASS











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    Lightbulb Re: Nostra Signora di Lourdes e Quaresima…

    16 APRILE 2018: Lunedì della III settimana dopo Pasqua; Santa Bernadette Soubirous, Vergine (Lourdes, 7 gennaio 1844 – Nevers, 16 aprile 1879)…




    Santa Bernadetta Soubirous - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santa-bernadetta-soubirous/
    «16 aprile, Santa Bernadetta Soubirous, Vergine (Lourdes, 7 gennaio 1844 – Nevers, 16 aprile 1879).

    “A Nevers, in Frància, santa Maria Bernarda Soubirous, Vergine, della Congregazione delle Sorelle della Carità e dell’istruzione cristiana, favorita, ancor giovanetta, a Lourdes, da ripetute apparizioni dell’immacolata Madre di Dio Maria, dal Papa Pio undecimo ascritta tra le sante Vergini”.
    O santa Bernadette, che semplice e pura bambina, hai per diciotto volte contemplato, a Lourdes la bellezza dell’Immacolata e ne hai ricevuto le confidenze e che hai volto in seguito nasconderti nel convento di Nevers e lì ti sei consumata come un’ostia per i peccatori, ottienici questo spirito di purezza, di semplicità e mortificazione che condurrà anche noi alla visione di Dio e di Maria in Cielo. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...us-300x193.jpg








    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    16 avril : Sainte Bernadette Soubirous Voyante de Lourdes, et Religieuse à Nevers (? 1879) :: Ligue Saint Amédée
    “16 avril : Sainte Bernadette Soubirous Voyante de Lourdes, et Religieuse à Nevers († 1879).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._soubirous.jpg










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    Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    «16 aprile, Santa Bernadetta Soubirous, Vergine (Lourdes, 7 gennaio 1844 – Nevers, 16 aprile 1879).

    “A Nevers, in Francia, santa Maria Bernarda Soubirous, Vergine, della Congregazione delle Sorelle della Carità e dell’istruzione cristiana, favorita, ancor giovanetta, a Lourdes, da ripetute apparizioni dell’immacolata Madre di Dio Maria, dal Papa Pio undecimo ascritta tra le sante Vergini”.
    + O santa Bernadette, che semplice e pura bambina, hai per diciotto volte contemplato, a Lourdes la bellezza dell’Immacolata e ne hai ricevuto le confidenze e che hai voluto in seguito nasconderti nel convento di Nevers e lì ti sei consumata come un’ostia per i peccatori, ottienici questo spirito di purezza, di semplicità e mortificazione che condurrà anche noi alla visione di Dio e di Maria in Cielo. Così sia +»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...8a&oe=5B594DEF








    16 Aprile - Santa Bernadette Soubirous






    Siria 1957: False Flag e la storia che si ripete - Centro Studi Giuseppe Federici
    "Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza.
    Comunicato n. 38/18 del 16 aprile 2018, Santa Bernadetta."








    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “16 aprile 2018: Lunedì della III settimana dopo Pasqua.”







    https://www.radiospada.org/2018/04/v...-del-poggetto/
    “Nota di Radio Spada; continua oggi, nel lunedì della terza settimana dopo Pasqua, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici.”



    “L'omaggio di Radio Spada a Santa Bernadetta Soubirous (16 aprile).”










    Due preziosi libri cattolici, seri e documentati, sulle apparizioni Mariane a Lourdes ed altrove:



    J. Danemarie, Storia del culto della Madonna, Edizioni Paoline, Catania 1958.
    https://www.picclickimg.com/d/w1600/...ciclopedia.jpg






    Giuseppe Foschiani, Le meraviglie di Lourdes, Libreria Editrice G. Gallia, Vicenza 1930.
    https://www.picclickimg.com/d/w1600/...Galla-1930.jpg










    Guéranger, L'anno liturgico - Lo stesso giorno (18 febbraio) Santa Bernardetta Soubirous
    http://www.unavoce-ve.it/pg-18feb-2.htm
    "Guéranger, L'anno liturgico - Lo stesso giorno (18 febbraio) Santa Bernardetta Soubirous"
    “18 FEBBRAIO SANTA BERNARDETTA SOUBIROUS”






    Santa Bernardetta Soubirous
    http://www.santiebeati.it/dettaglio/31950
    “Santa Bernardetta Soubirous Vergine 16 aprile Lourdes, 7 gennaio 1844 - Nevers, 16 aprile 1879.

    Quando, l'11 febbraio del 1858, la Vergine apparve per la prima volta a Bernadette presso la rupe di Massabielle, sui Pirenei francesi, questa aveva compiuto 14 anni da poco più di un mese. Era nata, infatti, il 7 gennaio 1844. A lei, povera e analfabeta, ma dedita con il cuore al Rosario, appare più volte la «Signora». Nell'apparizione del 25 marzo 1858, la Signora rivela il suo nome: «Io sono l'Immacolata Concezione». Quattro anni prima, Papa Pio IX aveva dichiarato l'Immacolata Concezione di Maria un dogma, ma questo Bernadette non poteva saperlo. La lettera pastorale firmata nel 1862 dal vescovo di Tarbes, dopo un'accurata inchiesta, consacrava per sempre Lourdes alla sua vocazione di santuario mariano internazionale. La sera del 7 Luglio 1866, Bernadette Soubirous decide di rifugiarsi dalla fama a Saint-Gildard, casa madre della Congregazione delle Suore della Carità di Nevers. Ci rimarrà 13 anni. Costretta a letto da asma, tubercolosi, tumore osseo al ginocchio, all'età di 35 anni, Bernadette si spegne il 16 aprile 1879, mercoledì di Pasqua. (Avvenire)
    Patronato: Pastori
    Etimologia: Bernardetta = ardita come orso, dal tedesco
    Emblema: Giglio
    Martirologio Romano: A Nevers sempre in Francia, santa Maria Bernarda Soubirous, vergine, che, nata nella cittadina di Lourdes da famiglia poverissima, ancora fanciulla sperimentò la presenza della beata Maria Vergine Immacolata e, in seguito, preso l’abito religioso, condusse una vita di umiltà e nascondimento.”




    16 Aprile - Santa Bernadette Soubirous
    http://www.preghiereperlafamiglia.it...-soubirous.htm





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  7. #67
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    Lightbulb Re: Nostra Signora di Lourdes e Quaresima…

    10 FEBBRAIO 2019: SANTA SCOLASTICA VERGINE; DOMENICA QUINTA DOPO L'EPIFANIA…



    «DOMENICA QUINTA DOPO L'EPIFANIA»
    http://www.unavoce-ve.it/pg-epifania-dom5.htm

    «10 FEBBRAIO SANTA SCOLASTICA VERGINE»
    http://www.unavoce-ve.it/pg-10feb.htm





    SANTA MESSA DOMENICALE celebrata da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (Tv) stamattina 10 FEBBRAIO 2019, QUINTA DOMENICA DOPO L'EPIFANIA DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO:


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    V domenica d. Epifania (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=adVRJ95yZLk
    V domenica d. Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=oJR8QmeMXOs
    IV dom. dopo l'Epifania
    https://www.youtube.com/watch?v=tmgotU8TwQw
    IV domenica dopo Epifania (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=BBMsKuQKlgQ
    Purificazione della S. Vergine Maria
    https://www.youtube.com/watch?v=rS2tdVj3e_A
    III dom. dopo l'Epifania
    https://www.youtube.com/watch?v=vqLfMJ2qKmo
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».




    SANTE MESSE celebrate dai Sacerdoti dell'Istituto Mater Boni Consilii (I.M.B.C.):


    "Sante Messe - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”


    http://www.sodalitium.biz/santa-scolastica/
    «10 febbraio, Santa Scolastica, Vergine (Norcia, ca. 480 – Montecassino, ca. 547).
    “A Montecassino santa Scolastica Vergine, sorella di san Benedetto Abate, che vide l’anima di lei, in forma di colomba, uscire dal corpo e salire al cielo”.

    O gloriosa Santa Scolastica, Tu nel monastero presso il convento di Montecassino trascorresti la vita nella contemplazione e nella preghiera; e dopo aver trattenuto con il miracolo del temporale tuo Fratello a discorrere di Dio, la tua bell’anima, in forma di colomba volò al cielo, dove per le tante grazie ottenute nella nutrizione dei bambini, venisti invocata Protettrice delle lattanti. Deh! dal cielo, dove siedi con la corona tra le vergini, riguarda tanti devoti di questo paese di Ripattoni e dopo aver loro ottenute le grazie richieste, ottieni a noi tutti la Felicità eterna. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...olastica-1.jpg






    http://www.sodalitium.biz/cristianes...aismo-e-islam/
    «“Cristianesimo, Ebraismo, Islam” 9 febbraio 2019
    Modena, 26/01/2019, conferenza di don Francesco Ricossa: “Cristianesimo, Ebraismo, Islam” (organizzata da “Virtute e Canoscenza”)».





    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare santa Scolàstica Vergine, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa santa Vergine, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Scolàstica Vergine possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»


    "San Cirillo fu un grande Pastore, pertanto un indomito fustigatore di ogni ecumenismo. Lo ricorda Papa Pio XII nella «Orientalis Ecclesiae» del 9 aprile 1944, Enciclica interamente dedicata al Vescovo Cirillo. Cito ancora: «Non conduce al desideratissimo ritorno dei figli erranti alla sincera e giusta unità in Cristo, quella teoria, che ponga a fondamento del concorde consenso dei fedeli solo quei capi di dottrina, sui quali o tutte o almeno la maggior parte delle comunità, che si gloriano del nome cristiano, si trovino d’accordo; ma bensì l’altra che, senza eccettuarne né sminuirne alcuna, integralmente accoglie qualsiasi verità da Dio rivelata».
    Dal Numero 147 di SVRSVM CORDA® del 10 febbraio 2019. Ospiteremo i seguenti contenuti:
    - Comunicato numero 147. Gesù si proclama preesistente ad Abramo;
    - Dall’ultima Festa dei Tabernacoli, fino all’ultima Festa della Dedicazione;
    - Sant’Apollonia, invocata contro il mal di denti;
    - Orazione di San Cirillo di Alessandria, Dottore;
    - Pio XII, San Cirillo di Alessandria e l'ecumenismo;
    - Preghiera a San Giovanni de Matha;
    - San Tommaso: Sottomissione degli Imperatori alla Chiesa di Roma;
    - Preghiera a San Romualdo, Abate;
    - Alcuni fatti miracolosi su Gesù Bambino, parte 5."
    https://www.sursumcorda.cloud/

    "TEOLOGIA POLITICA"
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...-politica.html

    https://www.sursumcorda.cloud/artico...a-eretico.html

    https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-147.html







    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b0&oe=5CB2AE7B






    https://stateettenetetraditiones.blo...ia-di.html?m=1
    «10 FEBBRAIO 2019: QUINTA DOMENICA DOPO L'EPIFANIA DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

    Semidoppio.
    Paramenti verdi.
    Se questa Domenica fosse impedita dalla Settuagesima, né potrà esser recuperata dopo Pentecoste, la si anticipa al sabato con tutti i privilegi propri della Domenica e perciò si dice il Gloria in excelsis, il Credo e il Praefatio de Sanctissima Trinitate.
    La Santa Messa della Quinta Domenica dopo l'Epifania si riallaccia anch'essa al Tempo di Natale, pertanto l'Introitus, il Graduale, l'Alleluja, l'Offertorium e il Communio - gli stessi delle due Domeniche precedenti -, ci manifestano che Nostro Signore Gesù Cristo è vero Dio e vero Uomo, che opera prodigi, e che bisogna adorarlo. La Santa Chiesa continua, infatti, in questo Tempo dopo l'Epifania, a dichiarare la divinità di Cristo e quindi la sua regalità su tutta la terra.
    Mentre nei Vangeli delle precedenti Domeniche dopo l'Epifania la divinità di Gesù Cristo appariva nei suoi miracoli, oggi essa si afferma nella sua dottrina che «riempì di ammirazione» i Giudei di Nazaret (Communio). Gesù è nostro Re (Introitus, Alleluja), perché accoglie nel suo regno non solo i Giudei, ma anche i Gentili. Chiamati per pura misericordia a far parte del corpo mistico di Cristo, bisogna dunque che anche noi usiamo misericordia al prossimo, perché noi facciamo in Gesù una cosa sola con Lui (Epistola). Perciò bisogna esercitarsi nella pazienza, perché nel regno di Dio, qui sulla terra, ci sono buoni e cattivi, e verranno separati per sempre gli uni dagli altri solo quando Gesù verrà per giudicare gli uomini.
    Sermone di Sant'Agostino, Vescovo.
    Sulle Parole dell'Apostolo, Sermone 8, al principio.
    È verità per gli uomini e degna di essere da tutti accolta, che Gesù Cristo è venuto in questo mondo per salvare i peccatori (1Tim 1:15). Fa' attenzione al Vangelo: Il Figlio dell'uomo è venuto infatti a cercare e a salvare ciò che era perduto (Matt 18:16). Se l'uomo non si fosse perduto, il Figlio dell'uomo non sarebbe venuto. Dunque l'uomo si era perduto: ma è venuto un Dio-uomo, e l'uomo è stato ritrovato. L'uomo si era perduto per la sua libera volontà: un Dio-uomo è venuto a salvarlo colla sua grazia liberatrice.
    Vuoi sapere qual è il potere del libero arbitrio per il male? Richiama alla memoria l'uomo che pecca. Vuoi conoscere la potenza di un Dio-uomo per soccorrerci? Considera in lui la grazia che ci libera. In nessun caso, ciò che può l'uso della volontà umana posseduta dall'orgoglio e separata dal soccorso di Dio ha potuto mostrarsi meglio, e la sua malizia manifestarsi maggiormente né con più evidenza che nel primo uomo. Ecco, il primo uomo si perdette, e dove egli sarebbe se non fosse venuto il secondo uomo? E poiché quello era uomo, perciò anche questo si fa uomo; e quindi questa “verità” è “per gli uomini”.
    Davvero che in nessun caso apparisce tanto la bontà della grazia e la liberalità dell'onnipotenza di Dio, quanto in quest'uomo mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Gesù Cristo. Infatti, che diciamo noi, o miei fratelli? Parlo a fedeli nutriti nella fede cattolica, a delle anime guadagnate alla pace dalla (Chiesa) cattolica. Lo sappiamo e crediamo che il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Gesù Cristo, in quanto uomo era della stessa natura onde siamo anche noi. Infatti la nostra carne e la sua carne non sono di natura diversa: né di diversa natura è l'anima nostra e l'anima sua. La natura che egli prese è quella che aveva risoluto di salvare.
    INTROITUS
    Ps 96:7-8. Adoráte Deum, omnes Angeli ejus: audívit, et laetáta est Sion: et exsultavérunt fíliae Judae.Ps 96:1. Dóminus regnávit, exsúltet terra: laeténtur ínsulae multae. ℣. Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto. ℞. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in saecula saeculórum. Amen. Adoráte Deum,omnes Angeli ejus: audívit, et laetáta est Sion: et exsultavérunt fíliae Judae.
    Ps 96:7-8. Adorate Dio, voi tutti Angeli suoi: Sion ha udito e se ne è rallegrata: ed hanno esultato le figlie di Giuda. Ps 96:1. Il Signore regna, esulti la terra: si rallegrino le molte genti. ℣. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. ℞. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Adorate Dio, voi tutti Angeli suoi: Sion ha udito e se ne è rallegrata: ed hanno esultato le figlie di Giuda.
    Gloria (non si dice quando tale Santa Messa si riprende nei giorni feriali)
    ORATIO
    Orémus.
    Famíliam tuam, quaesumus, Dómine, contínua pietáte custódi: ut, quae in sola spe grátiae coeléstis innítitur, tua semper protectióne muniátur. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    Custodisci, o Signore, Te ne preghiamo, la tua famiglia con una costante bontà, affinché essa, che si appoggia sull'unica speranza della grazia celeste, sia sempre munita della tua protezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    Nostro Signore Gesù Cristo, nella sua grande misericordia, ci ha perdonato i nostri peccati, costituendo così la grande Famiglia che è la Chiesa. Egli ne è il capo. Tutti quelli che ne fanno parte ringrazino Dio ed usino, a loro volta, misericordia gli uni agli altri. In ogni focolare cristiano regni la pace di Cristo.
    LECTIO
    Léctio Epístolae Beáti Pauli Apóstoli ad Colossénses.
    Col 3:12-17.
    Fratres: Indúite vos sicut elécti Dei, sancti et dilécti, víscera misericórdiae, benignitátem, humilitátem, modéstiam, patiéntiam: supportántes ínvicem, et donántes vobismetípsis, si quis advérsus áliquem habet querélam: sicut et Dóminus donávit vobis, ita et vos. Super ómnia autem haec caritátem habéte, quod est vínculum perfectiónis: et pax Christi exsúltet in córdibus vestris, in qua et vocáti estis in uno córpore: et grati estóte. Verbum Christi hábitet in vobis abundánter, in omni sapiéntia, docéntes et commonéntes vosmetípsos psalmis, hymnis et cánticis spirituálibus, in grátia cantántes in córdibus vestris Deo. Omne, quodcúmque fácitis in verbo aut in ópere, ómnia in nómine Dómini Jesu Christi, grátias agéntes Deo et Patri per Jesum Christum, Dóminum nostrum.
    Lettura dell'Epistola del Beato Paolo Apostolo ai Colossesi.
    Col 3:12-17.
    Fratelli, come eletti di Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di dolcezza e di pazienza, sopportandovi e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno ha da dolersi di un altro: come il Signore vi ha perdonato, così anche voi. Ma al di sopra di tutto questo rivestitevi della carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché siete stati chiamati a questa pace in guisa da formare un solo corpo: siate riconoscenti. La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, istruitevi e avvisatevi gli uni gli altri con ogni sapienza, e, ispirati dalla grazia, levate canti a Dio nei vostri cuori con salmi, inni e cantici spirituali. E qualsiasi cosa facciate in parole e in opere, fate tutto nel nome del Signore Gesù Cristo, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di Gesù Cristo, Signore nostro.
    GRADUALE
    Ps 101:16-17. Timébunt gentes nomen tuum, Dómine, et omnes reges terrae glóriam tuam. ℣.Quóniam aedificávit Dóminus Sion, et vidébitur in majestáte sua.
    Ps 101:16-17. Le genti temeranno il tuo nome, o Signore: tutti i re della terra la tua gloria. ℣. Poiché il Signore ha edificato Sion: e si è mostrato nella sua potenza.
    ALLELUJA (si dice anche quando tale Santa Messa si riprende nei giorni feriali)
    Allelúja, allelúja. Ps 96:1. ℣. Dóminus regnávit, exsúltet terra: laeténtur ínsulae multae. Allelúja.
    Alleluia, alleluia. Ps 96:1. ℣. Il Signore regna, esulti la terra: si rallegrino le molte genti. Alleluia.
    La pericope evangelica di questa Domenica ci fa meditare sulla parabola del buon grano e del loglio (o della zizzania). Nostro Signore Gesù Cristo, il divin Seminatore, attraverso le gerarchie ecclesiastiche, getta in piena luce nel campo della Chiesa il seme del buon grano della vita cristiana, ciò che San Paolo chiama «parola di Cristo» (Epistola). Questa semenza ha per frutti tutte quelle virtù che l'Apostolo San Paolo raccomanda nella sua Epistola: «la pace del Cristo», «la carità per la quale si ama nel Cristo», «la preghiera con il Cristo», «le parole o azioni fatte in nome del Cristo». Il demonio, questo malvagio seminatore, semina nell'ombra il loglio, che è un'erba venefica, cioè il seme del peccato. Nella Chiesa militante il buon grano (figura dei buoni o giusti) e il loglio (figura dei cattivi o reprobi) crescono insieme. I servi del padre di famiglia, troppo zelanti ed anche ignoranti, vorrebbero separare i buoni dai cattivi; ma come le radici del grano e del loglio si intrecciano e non possono essere separate se non al tempo della mietitura, è solo al giudizio finale che la giustizia divina farà la separazione necessaria. Alla fine del mondo, i reprobi, paglia infruttuosa, saranno bruciati nelle fiamme dell'Inferno, mentre i giusti, liberati dai loro persecutori, saranno tutti con Gesù nel Cielo, in Paradiso: «riportate il grano nel mio granaio».
    Questa parabola mostra che l'Inferno e i suoi fautori, affannandosi a far male, esercitano i giusti, i meriti dei quali crescono in proporzione delle patite persecuzioni.
    EVANGELIUM
    Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Matthaeum.
    Matt 13:24-30.
    In illo témpore: Dixit Jesus turbis parábolam hanc: Símile factum est regnum coelórum hómini, qui seminávit bonum semen in agro suo. Cum autem dormírent hómines, venit inimícus ejus, et superseminávit zizánia in médio trítici, et ábiit. Cum autem crevísset herba et fructum fecísset, tunc apparuérunt et zizánia. Accedéntes autem servi patrisfamílias, dixérunt ei: Dómine, nonne bonum semen seminásti in agro tuo? Unde ergo habet zizánia? Et ait illis: Inimícus homo hoc fecit. Servi autem dixérunt ei: Vis, imus, et collígimus ea? Et ait: Non: ne forte colligéntes zizánia eradicétis simul cum eis et tríticum. Sínite utráque créscere usque ad messem, et in témpore messis dicam messóribus: Collígite primum zizánia, et alligáte ea in fascículos ad comburéndum, tríticum autem congregáte in hórreum meum.
    Seguito ✠ del santo Vangelo secondo Matteo.
    Matt 13:24-30.
    In quel tempo, Gesù disse alle turbe questa parabola: Il regno dei cieli è simile a un uomo che seminò buon seme nel suo campo. Ma nel tempo che gli uomini dormivano, il suo nemico andò e seminò della zizzania in mezzo al grano, e partì. Cresciuta poi l'erba, e venuta a frutto, comparve anche la zizzania. E i servi del padre di famiglia, accostatisi, gli dissero: Signore, non hai seminato buon seme nel tuo campo? Donde dunque è venuta la zizzania? Ed egli rispose loro: Qualche nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi che andiamo a coglierla? Ed egli rispose: No, perché cogliendo la zizzania non strappiate con essa anche il grano. Lasciate che l'uno e l'altra crescano sino alla messe, e al tempo della messe dirò ai mietitori: Strappate per prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla, e il grano raccoglietelo nel mio granaio.
    Omelia di Sant'Agostino, Vescovo.
    Libro delle Questioni Evangeliche al cap. 11 di Matteo, tom. 4.
    Allorché i pastori della Chiesa si mostravano negligenti, o gli Apostoli furono colti dal sonno della morte, venne il diavolo, e sparse nel campo già seminato quelli che il Signore chiama figli perversi. Ma ci si domanda: forse che essi siano gli eretici, o quei cattolici che vivono male? Difatti anche gli eretici possono dirsi figli perversi, perché nati dallo stesso seme del Vangelo, e portando il nome di Cristo, si sono lasciati trascinare dai loro erronei giudizi a false dottrine.
    Ma perché li dice seminati in mezzo al grano, sembra quasi che qui vengano designati (i cristiani) di una stessa comunione. Tuttavia poiché il Signore stesso ha interpretato questo campo, non per la Chiesa, ma per questo mondo, qui vanno ben intesi gli eretici, che in questo mondo si trovano mescolati coi buoni non per i legami di una sola e medesima Chiesa o di una stessa fede, ma per la società del solo nome cristiano che a loro è comune. Ma quelli che sono cattivi nel seno della stessa fede, sono piuttosto simili alla paglia che alla zizzania perché la paglia ha di comune col frumento la radice e il gambo.
    Così per la rete, nella quale sono raccolti pesci cattivi e buoni, non irragionevolmente si intendono i cattivi cattolici. Difatti altro è il mare, che rappresenta ancor meglio questo mondo; altro la rete, che sembra figurare la comunione in una sola fede, o in una sola Chiesa. Tra gli eretici e i cattivi cattolici c'è questa differenza, che gli eretici si attaccano all'errore, mentre quelli, credendo le verità, non conformano la loro vita alla loro fede.
    Credo
    OFFERTORIUM
    Ps 117:16; 117:17. Déxtera Dómini fecit virtutem, déxtera Dómini exaltávit me: non móriar, sed vivam, et narrábo ópera Dómini.
    Ps 117:16; 117:17. La destra del Signore ha fatto prodigi, la destra del Signore mi ha esaltato: non morirò, ma vivrò e narrerò le opere del Signore.
    SECRETA
    Hóstias tibi, Dómine, placatiónis offérimus: ut et delícta nostra miserátus absólvas, et nutántia corda tu dírigas. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Ti offriamo, o Signore, ostie di propiziazione, affinché, mosso a pietà, perdoni i nostri peccati e diriga i nostri incerti cuori. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    PRAEFATIO DE SANCTISSIMA TRINITATE
    Vere dignum et justum est, aequum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, aetérne Deus: Qui cum unigénito Fílio tuo et Spíritu Sancto unus es Deus, unus es Dóminus: non in uníus singularitáte persónae, sed in uníus Trinitáte substántiae. Quod enim de tua glória, revelánte te, crédimus, hoc de Fílio tuo, hoc de Spíritu Sancto sine differéntia discretiónis sentímus. Ut in confessióne verae sempiternaeque Deitátis, et in persónis propríetas, et in esséntia únitas, et in majestáte adorétur aequálitas. Quam laudant Angeli atque Archángeli, Chérubim quoque ac Séraphim: qui non cessant clamáre cotídie, una voce dicéntes: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus, Deus Sábaoth. Pleni sunt coeli et terra glória tua. Hosánna in excélsis. Benedíctus, qui venit in nómine Dómini. Hosánna in excélsis.
    È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: che col Figlio tuo unigenito e con lo Spirito Santo, sei un Dio solo ed un solo Signore, non nella singolarità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza. Così che quanto per tua rivelazione crediamo della tua gloria, il medesimo sentiamo, senza distinzione, e di tuo Figlio e dello Spirito Santo. Affinché nella professione della vera e sempiterna Divinità, si adori: e la proprietà nelle persone e l'unità nell'essenza e l'uguaglianza nella maestà. La quale lodano gli Angeli e gli Arcangeli, i Cherubini e i Serafini, che non cessano ogni giorno di acclamare, dicendo ad una voce: Santo, Santo, Santo il Signore Dio degli eserciti. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell'alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell'alto dei cieli.
    Nei giorni feriali in cui si riprende tale Santa Messa, si dice:
    PRAEFATIO COMMUNIS
    Vere dignum et justum est, aequum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias agere: Dómine sancte, Pater omnípotens, aetérne Deus: per Christum, Dóminum nostrum. Per quem majestátem tuam laudant Angeli, adórant Dominatiónes, tremunt Potestátes. Coeli coelorúmque Virtútes ac beáta Séraphim sócia exsultatióne concélebrant. Cum quibus et nostras voces ut admitti jubeas, deprecámur, súpplici confessione dicéntes: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus, Deus Sábaoth. Pleni sunt coeli et terra glória tua. Hosánna in excélsis. Benedíctus, qui venit in nómine Dómini. Hosánna in excélsis.
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e dovunque a Te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore. Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua gloria, le Dominazioni Ti adorano, le Potenze Ti venerano con tremore. A Te inneggiano i Cieli, gli Spiriti celesti e i Serafini, uniti in eterna esultanza. Al loro canto concedi, o Signore, che si uniscano le nostre umili voci nell'inno di lode: Santo, Santo, Santo il Signore Dio degli eserciti. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell'alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell'alto dei cieli.
    COMMUNIO
    Luc 4:22. Mirabántur omnes de his, quae procedébant de ore Dei.
    Luc 4:22. Si meravigliavano tutti delle parole che uscivano dalla bocca di Dio.
    POSTCOMMUNIO
    Orémus.
    Quaesumus, omnípotens Deus: ut illíus salutáris capiámus efféctum, cujus per haec mystéria pignus accépimus. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    Ti preghiamo, onnipotente Iddio, affinché otteniamo l'effetto di quella salvezza, della quale, per mezzo di questi misteri, abbiamo ricevuto il pegno. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.»
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    https://stateettenetetraditiones.blo...rgine.html?m=1
    «10 FEBBRAIO 2019: SANTA SCOLASTICA VERGINE»
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    https://www.agerecontra.it
    https://www.agerecontra.it/2019/02/d...febbraio-2019/
    “Disponibile il numero 147 di Sursum Corda del giorno 10 febbraio 2019
    Sul sito è disponibile il numero 147 (del giorno 10 febbraio 2019) di Sursum Corda®.
    Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Sono disponibili gratuitamente anche gli Appunti sulla questione del cosiddetto «Papa eretico» .
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...a-eretico.html
    Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
    – Comunicato numero 147. Gesù si proclama preesistente ad Abramo;
    – Dall’ultima Festa dei Tabernacoli, fino all’ultima Festa della Dedicazione;
    – Sant’Apollonia, invocata contro il mal di denti; – Orazione di San Cirillo di Alessandria, Dottore;
    – Pio XII, San Cirillo di Alessandria e l’ecumenismo;
    – Preghiera a San Giovanni de Matha; – San Tommaso: Sottomissione degli Imperatori alla Chiesa di Roma;
    – Preghiera a San Romualdo, Abate;
    – Alcuni fatti miracolosi su Gesù Bambino, parte 5;
    – Dizionario di Eduzione Storico-Ecclesiastica in DVD+R .
    fonte – https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-147.html

    https://www.agerecontra.it/2019/02/r...e-il-medioevo/
    “Riscoprire il Medioevo.
    Grande pagina e significativo articolo de La Verità di oggi.”
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    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com»[/url]
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    «10 FEBBRAIO 2019: DOMENICA QUINTA DOPO L'EPIFANIA»
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    «10 FEBBRAIO 2019: SANTA SCOLASTICA VERGINE»
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    “Il 10 febbraio 1829 muore Papa Leone XII Sermattei della Genga, Sommo Pontefice.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...70&oe=5CECFBD6





    “Il 10 febbraio 1960 muore in prigionia S.E.R. il cardinale Alojzije Viktor Stepinac, gloria della Chiesa cattolica in Croazia.”



    “"Cristo Signore ha innalzato il matrimonio alla dignità di Sacramento ... all’uno ed all’altro dei coniugi furono stabiliti i loro propri doveri, e interamente descritti i loro diritti ... Il marito è il principe della famiglia e il capo della moglie; la quale, non pertanto, dato che è carne della carne di lui ed osso delle sue ossa, deve essere soggetta ed obbediente al marito, non a guisa di ancella, ma di compagna; cioè in modo tale che la soggezione che ella rende a lui non sia disgiunta dal decoro né dalla dignità. In lui che governa, ed in lei che obbedisce, dato che entrambi rendono l’immagine l’uno di Cristo, l’altra della Chiesa, sia la carità divina la perpetua moderatrice dei loro doveri .... furono pareggiati i diritti del marito e della moglie; infatti, come diceva San Girolamo , "presso di noi ciò che non è lecito alle donne, altrettanto non è lecito agli uomini, e la stessa servitù viene considerata a pari condizione"; furono stabilmente consolidati i medesimi diritti per mezzo della reciproca benevolenza e dei vicendevoli compiti; fu garantita e tutelata la dignità delle donne; fu vietato al marito di punire l’adulterio con la pena di morte , e di violare per libidine e impudicizia la fede giurata" - (Leone XIII, Arcanum divinae, 10 febbraio 1880)”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b1&oe=5CFD33A2


    “Il 10 febbraio 1939 muore Papa Pio XI Ratti, Sommo Pontefice.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...82&oe=5CDD51B4





    https://www.radiospada.org/2016/01/u...totalitarismo/
    «Un magistrale discorso – (quasi) introvabile – di Pio XI su Dio, Stato e totalitarismo

    Pubblichiamo l’estratto di un discorso di Pio XI del 18 settembre 1938 (pochi mesi prima di morire e molti anni dopo la “Non abbiamo bisogno” del 1931) alla Federazione dei sindacati cristiani francesi. Fatto salvo qualche breve accenno, questo testo risulta irreperibile online, persino sul sito del Vaticano. Qui Papa Ratti parla di Stato, di Uomo, di Dio, dei diritti della Chiesa, della “questione totalitaria”, con un chiarissimo riferimento al fascismo. Perché proporlo? Per la sua tremenda attualità e la sua “scorrettezza politica”, inoltre perché introduce la prossima uscita delle Edizioni Radio Spada: un libro che parlerà dell’incompatibilità tra statolatria e Cattolicesimo, con un saggio di Piergiorgio Seveso relativo a “Concordato e fascismo” e uno di Andrea Giacobazzi intitolato “Peronismo scomunicato?”. Grassettature nostre. [RS]»
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...99%2C300&ssl=1





    OGGI 10 FEBBRAIO 2019 RICORDIAMO le vittime istro-venete e dalmate delle foibe (tra le quali, oltre a centinaia di donne e bambini innocenti, anche decine di sacerdoti cristiano-cattolici uccisi in odio alla vera fede) nonchè il grande cardinale cattolico croato Alojzije Viktor Stepinac (Krašić, 8 maggio 1898 – Krašić, 10 febbraio 1960), difensore, prigioniero e martire della Santa Chiesa Cattolica apostolica romana in Croazia, R.I.P.

    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine,
    et lux perpétua lúceat eis.
    Requiéscant in pace.
    Amen.














    http://www.10febbraio.it/




    https://forum.termometropolitico.it/...l-ricordo.html
    https://forum.termometropolitico.it/...l-ricordo.html
    https://forum.termometropolitico.it/...lle-foibe.html
    https://forum.termometropolitico.it/...lle-foibe.html
    https://forum.termometropolitico.it/...lle-foibe.html




    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/
    “Pietro Ferrari
    Vittime delle Foibe Carsiche
    https://www.youtube.com/watch?v=EZpa0pqtQwk
    La memoria corta di quelli che pubblicano le foto dei bimbi sui barconi.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...3f&oe=5CFDF106




    http://www.centrostudifederici.org/<...e-delle-foibe/
    «Preghiera per le Vittime delle Foibe 10 febbraio 2019.
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza.
    Preghiera per le Vittime delle Foibe.
    O Dio, Signore della vita e della morte, della luce e delle tenebre, dalla profondità di questa terra e di questo nostro dolore noi gridiamo a Te. Ascolta, o Signore, la nostra voce.
    “De profundis clamo ad Te, Domine; Domine, audi vocem meam”.

    Oggi tutti i Morti attendono una preghiera, un gesto di pietà, un ricordo di affetto. E anche noi siamo venuti qui per innalzare le nostre povere preghiere e deporre i nostri fiori, ma anche apprendere l’insegnamento che sale dal sacrificio di questi Morti. E ci rivolgiamo a Te, perché Tu hai raccolto l’ultimo loro grido, l’ultimo loro respiro.
    Questo calvario, col vertice sprofondato nelle viscere della terra, costituisce una grande cattedra, che indica nella giustizia e nell’amore le vie della pace.
    In trent’anni due guerre, come due bufere di fuoco, sono passate attraverso queste colline carsiche; hanno seminato la morte tra queste rocce e questi cespugli; hanno riempito cimiteri e ospedali; hanno anche scatenato qualche volta l’incontrollata violenza, seminatrice di delitti e di odio.
    Ebbene, Signore, Principe della Pace, concedi a noi la Tua pace, una pace che sia riposo tranquillo per i Morti e sia serenità di lavoro e di fede per i vivi.
    Fa che gli uomini, spaventati dalle conseguenze terribili del loro odio e attratti dalla soavità del Tuo Vangelo, ritornino, come il figlio prodigo, nella Tua casa per sentirsi e amarsi tutti come figli dello stesso Padre.
    Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo Nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà.
    Dona conforto alle spose, alle madri, alle sorelle, ai figli di coloro che si trovano in tutte le foibe di questa nostra triste terra, e a tutti noi che siamo vivi e sentiamo pesare ogni giorno sul cuore la pena per questi Morti, profonda come le voragini che li accolgono.
    Tu sei il Vivente, o Signore, e in Te essi vivono. Che se ancora la loro purificazione non è perfetta, noi Ti offriamo, o Dio Santo e Giusto, la nostra preghiera, la nostra angoscia, i nostri sacrifici, perché giungano presto a gioire della splendore del Tuo volto.
    E a noi dona rassegnazione e fortezza, saggezza e bontà. Tu ci hai detto: “Beati i misericordiosi perché otterranno misericordia, beati i pacificatori perché saranno chiamati figli di Dio, beati coloro che piangono perché saranno consolati, ma anche beati quelli che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati in Te, o Signore, perché è sempre apparente e transeunte il trionfo dell’iniquità.
    O Signore, a questi nostri Morti senza nome, ma da Te conosciuti e amati, dona la Tua pace. Risplenda a loro la luce perpetua e brilli la Tua luce anche sulla nostra terra e nei nostri cuori. E per il loro sacrificio fa che le speranze dei buoni fioriscano.
    Domine, coram te est omne desiderium meum et gemitus meus te non latet. Amen
    Mons. Antonio Santin, Arcivescovo di Trieste-Capodistria, 1959.»
    http://www.centrostudifederici.org/w.../02/santin.jpg

    http://www.centrostudifederici.org/s...amento-titini/
    “I sacerdoti nei campi di concentramento titini 8 febbraio 2019.
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza.
    Comunicato n. 11/19 dell’8 febbraio 2019, San Giovanni di Matha.
    I sacerdoti nei campi di concentramento titini.”

    http://www.centrostudifederici.org/c...-foibe-lesodo/
    «I comunicati del CSGF sulle foibe e l’esodo 6 febbraio 2019.
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza.
    I comunicati del CSGF sulle foibe e l’esodo.
    Segnaliamo ai nuovi lettori i comunicati pubblicati negli ultimi anni dal Centro Studi “Giuseppe Federici” sulle foibe e sull’esodo delle popolazioni dell’Istria e Dalmazia.
    L’orrore delle Foibe: ecco come la Chiesa cercò di opporsi
    http://www.centrostudifederici.org/l...co-di-opporsi/
    I crimini dei comunisti titini e italiani: le foibe e l’esodo
    http://www.centrostudifederici.org/i...oibe-e-lesodo/
    Crimini titini: alcune testimonianze
    http://www.centrostudifederici.org/c...testimonianze/
    Gigi Vidris
    http://www.centrostudifederici.org/gigi-vidris/
    La memoria infoibata: i crimini comunisti a Isola d’Istria
    http://www.centrostudifederici.org/l...isola-distria/
    La memoria infoibata: i 50 preti uccisi nelle foibe»
    http://www.centrostudifederici.org/l...i-nelle-foibe/
    http://www.centrostudifederici.org/w...02-8-copia.png










    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Cinquième Dimanche après l'Épiphanie : le bon grain et l'ivraie.
    http://prieure2bethleem.org/predica/2017_02_05.mp3”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9e&oe=5CF3B5A6


    [IMG]9/51644383_815433495455999_6650338712724963328_n.jpg ?_nc_cat=108&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=a5639d8c239f7e0419caa6cdbe40759e&oe=5CF3B5 A6[/IMG]


    “Cinquième Dimanche après l'Epiphanie.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...2b&oe=5CE3ABE1


    http://liguesaintamedee.ch/saint-du-...te-scolastique
    “10 février : Sainte Scolastique, Vierge (480-543).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...holastique.jpg





    “Messe du jour (homélie en français à 2.05.30)
    https://www.youtube.com/watch?v=adVRJ95yZLk”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...db&oe=5CF37A67





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...70&oe=5D0057A5








    Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  8. #68
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    Lightbulb Re: Nostra Signora di Lourdes e Quaresima…

    11 FEBBRAIO 2019: ANNIVERSARIO DELLA PRIMA APPARIZIONE DELL'IMMACOLATA VERGINE MARIA A LOURDES…



    «11 FEBBRAIO APPARIZIONE DELL'IMMACOLATA VERGINE MARIA»
    Guéranger, L'anno liturgico - 11 febbraio. Apparizione dell'Immacolata Vergine Maria
    http://www.unavoce-ve.it/pg-11feb.htm




    Madonna di Lourdes - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/madonna-di-lourdes/
    «11 febbraio, Apparizione della B. V. Maria Immacolata a Lourdes (dall’11 febbraio al 16 luglio 1858).

    O Vergine Immacolata, Madre di Misericordia, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, Tu conosci i miei bisogni, le mie sofferenze; degnati di volgere su di me uno sguardo propizio a mio sollievo e conforto. Con l’apparire nella grotta di Lourdes, hai voluto ch’essa divenisse un luogo privilegiato, da dove diffondere le tue grazie, e già molti infelici vi hanno trovato il rimedio alle loro infermità spirituali e corporali. Anch’io vengo pieno di fiducia ad implorare i tuoi materni favori; esaudisci, o tenera Madre, la mia umile preghiera, e colmato dei tuoi benefici, mi sforzerò d’imitare le tue virtù, per partecipare un giorno alla tua gloria in Paradiso. Così sia.
    Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
    Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-207x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/wp-content...es-200x300.jpg


    "Sante Messe - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    V domenica d. Epifania (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=adVRJ95yZLk
    V domenica d. Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=oJR8QmeMXOs
    IV dom. dopo l'Epifania (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=tmgotU8TwQw
    IV domenica dopo Epifania (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=BBMsKuQKlgQ
    Purificazione della S. Vergine Maria (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=rS2tdVj3e_A
    III dom. dopo l'Epifania
    https://www.youtube.com/watch?v=vqLfMJ2qKmo
    III domenica dopo l'Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=zHEiqmjKQNk
    II domenica dopo l'Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=MtQwadP5PVs
    Sacra Famiglia (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=M83o5Eohbdc
    Epifania di N S G C - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=fUnwOAcw1Vs
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».





    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...49&oe=5CEF7B15





    https://stateettenetetraditiones.blo...maria.html?m=1
    “lunedì 11 febbraio 2019
    Apparizione della Beata Vergine Maria Immacolata a Lourdes

    Doppio maggiore.
    Paramenti bianchi.
    Quattro anni dopo la definizione dommatica dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, sulla sponda del fiume Gave presso il borgo di Lourdes, nella diocesi di Tarbes in Francia, la stessa Vergine si fece vedere diciotto volte, dall'11 febbraio al 16 luglio 1858, nell'insenatura di una roccia nella grotta di Massabielle a una fanciulla di quattordici anni chiamata volgarmente Bernadette (dalla famiglia Soubirous), davvero poverissima ma ingenua e pia. La Vergine Immacolata appariva di aspetto giovane e benevolo, ricoperta di una veste e di un velo bianchi come la neve, e cinta di una fascia celeste; una rosa d'oro ne adornava i piedi nudi.
    Il primo giorno dell'apparizione, che fu l'11 febbraio dell'anno 1858, la Beata Vergine Maria insegnò alla fanciulla a far bene e con pietà il segno della croce e, facendo scorrere nella mano la corona che prima le pendeva dal braccio, l'eccitò, col suo esempio, alla recita del Santo Rosario: cosa che ripeté pure nelle altre apparizioni. Ma il secondo giorno dell'apparizione (14 febbraio 1858), la fanciulla, temendo, nella semplicità del suo cuore, un'insidia diabolica, gettò sulla Vergine dell'acqua benedetta; ma la Beata Vergine, dolcemente sorridendo, le si mostrò con volto ancor più benevolo. Nella terza apparizione (18 febbraio 1858), poi invitò la fanciulla alla grotta per quindici giorni. D'allora le parlò più spesso, e la esortò a pregare per i peccatori, a baciar la terra e a far penitenza; quindi le ordinò di dire ai sacerdoti che edificassero ivi una cappella, e che vi si venisse alla stessa guisa con solenni processioni. Di più le ordinò di bere dell'acqua della fonte, che era ancora nascosta sotto la sabbia ma sarebbe subito sgorgata, e di lavarsi con essa. Finalmente nella festa dell'Annunciazione, nel corso della sedicesima apparizione(25 marzo 1858), domandando la fanciulla istantemente il nome di lei, che s'era degnata di apparirle tante volte, la Vergine, portate le mani sul petto ed alzati gli occhi al cielo, rispose in dialetto guascone: «Que soy era Immaculada Councepciou», in italiano: «Io sono l'Immacolata Concezione».
    Crescendo la fama dei benefizi, che si asseriva aver ricevuto i fedeli nella sacra grotta, aumentò ogni dì sempre più il concorso degli uomini attirati alla grotta dalla venerazione del luogo. Ond'è che il vescovo di Tarbes, mons. Bertrand-Sévère Mascarou-Laurence, mosso dalla fama dei prodigi e dal candore della fanciulla, quattro anni dopo le cose narrate, il 18 gennaio 1862, dopo giuridica inquisizione dei fatti, riconobbe con sua sentenza, che i caratteri dell'apparizione erano soprannaturali, e permise nella stessa grotta il culto alla Beata Vergine Immacolata. Il 4 agosto 1864, lo stesso vescovo di Tarbes prese parte alla prima solenne processione alla grotta di Massabielle, ove benedisse una statua della Beata Vergine Maria (opera dello scultore Joseph-Hugues Fabisch) che fu collocata nella nicchia delle apparizioni.
    Subito vi si edificò una primitiva cappella (attuale Cripta), che fu inaugurata il 19 maggio 1866; nello stesso anno, vennero avviati i lavori per l'edificazione della Basilica dell'Immacolata Concezione(attuale Basilica Superiore). Tale basilica, in stile gotico duecentesco, costruita sullo strapiombo roccioso sovrastante la grotta delle apparizioni, fu benedetta il 15 agosto 1871 e consacrata il 2 luglio 1876. Da quel giorno sono quasi innumerevoli le folle di fedeli che vi accorrono ogni anno per ragione di voto e di supplica dalla Francia, dal Belgio, dall'Italia, dalla Spagna e da altre regioni d'Europa e fin dalle lontane Americhe, e il nome dell'Immacolata di Lourdes diviene celebre in tutto l'universo. L'acqua della fontana, portata in tutte le parti del mondo, rende la sanità agli infermi. E l'orbe cattolico, veramente riconoscente di tanti benefici, vi ha eretto intorno meravigliosi monumenti sacri. Innumerevoli vessilli, mandati là dalle città e dai popoli quali testimoni dei benefici ricevuti, formano una decorazione meravigliosa al tempio della Vergine. In questa sua quasi dimora la Vergine Immacolata è venerata continuamente: di giorno con preghiere, canti religiosi e altre solenni funzioni; di notte invece con quelle sacre processioni nelle quali turbe pressoché infinite di pellegrini con ceri e faci accesi sfilano cantando le lodi della Beata Vergine.
    A tutti è noto come questi pellegrinaggi abbiano ravvivato la fede in questo secolo pieno di freddezza, abbiano incoraggiato a professare la legge cristiana, ed abbiano mirabilmente accresciuto il culto alla Vergine Immacolata. In questa meravigliosa manifestazione di fede il popolo cristiano ha per duci i sacerdoti, che conducono là le loro popolazioni. Gli stessi vescovi si recano spesso a questo santuario, presiedono ai pellegrinaggi, e assistono alle feste più solenni. Né è troppo raro vedere accorrervi come umili pellegrini gli stessi principi della Chiesa Romana vestiti della porpora. A loro volta, i Romani Pontefici, nella loro devozione verso l'Immacolata di Lourdes, arricchirono il sacro tempio di favori i più insigni. Il sommo Pontefice Pio IX l'onorò di sante indulgenze, del privilegio di un'arciconfraternita e del titolo di Basilica minore (sin dal 1874); e volle che la statua della Madre di Dio, che vi si venera, fosse incoronata con solenne rito dal suo nunzio apostolico in Francia. Il sommo Pontefice Leone XIII poi le conferì innumerevoli benefizi, concesse l'indulgenza in forma di giubileo nel venticinquesimo dell'Apparizione e incoraggiò colla sua autorità e parola i pellegrinaggi. Sotto il suo pontificato, nel 1883, si avviarono i lavori per l'edificazione di una nuova Basilica sotto il titolo di Nostra Signora del Rosario (attuale Basilica Inferiore), opera dell'architetto Léopold Amédée Hardy, che fu ultimata il 7 agosto 1889 e consacrata solennemente dal Card. Benoît-Marie Langénieux, Arcivescovo di Reims, a nome del sommo Pontefice, il 6 ottobre 1901. Inoltre, lo stesso sommo Pontefice coronò la molteplicità di questi privilegi concedendo benignamente, a preghiera di moltissimi vescovi, di celebrare una festa solenne sotto il titolo dell'Apparizione della Beata Vergine Maria Immacolata con Ufficio proprio e Santa Messa propria. Finalmente il sommo Pontefice San Pio X nella sua pietà verso la Madre di Dio, e per assecondare i voti di moltissimi vescovi, estese la stessa festa alla Chiesa universale.
    La festa odierna ci ricorda dunque il trionfo di Maria Santissima sul serpente infernale. Come la donna vista da San Giovanni Apostolo «rivestita di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sulla testa», la Vergine di Lourdes appare rivestita di una veste e di un velo bianchi come la neve, di una cintura celeste e reca sui piedi nudi una rosa d'oro, altrettanti simboli del suo amore verginale. La Santa Vergine esorta alla penitenza gli infelici figli di Eva, che non sono stati come lei preservati dal peccato. Soltanto il giorno dell'Annunciazione la Vergine Santa dichiara il suo nome, volendo dimostrare che in vista dell'Incarnazione Dio le ha accordato «l'esenzione dal peccato originale». Ricordando che Maria Santissima è «l'arca della nuova alleanza», ricorriamo con fiducia a Colei che, «piena di grazia, viene a visitare la nostra terra per moltiplicare in noi i doni delle sue ricchezze».
    INTROITUS
    Apoc 21:2. Vidi civitátem sanctam, Jerúsalem novam, descendéntem de coelo a Deo, parátam sicut sponsam ornátam viro suo. Ps 44:2. Eructávit cor meum verbum bonum: dico ego ópera mea Regi. ℣.Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto. ℞. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in saecula saeculórum. Amen. Vidi civitátem sanctam, Jerúsalem novam, descendéntem de coelo a Deo, parátam sicut sponsam ornátam viro suo.
    Apoc 21:2. Vidi la Città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal Cielo da presso Dio, abbigliata come una sposa ornata per il suo sposo. Ps 44:2. Vibra nel mio cuore un ispirato pensiero mentre al Sovrano canto il mio poema. ℣. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. ℞. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Vidi la Città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal Cielo da presso Dio, abbigliata come una sposa ornata per il suo sposo.
    Gloria
    ORATIO
    Orémus.
    Deus, qui per immaculátam Vírginis Conceptiónem dignum Fílio tuo habitáculum praeparásti: súpplices a te quaesumus; ut, ejúsdem Vírginis Apparitiónem celebrántes, salútem mentis et córporis consequámur. Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    O Dio, che per mezzo dell'Immacolata Concezione della Vergine preparasti al tuo Figliuolo una degna dimora, ti supplichiamo umilmente che, celebrando l'apparizione della Vergine stessa, siamo fatti degni di conseguire la salute dell'anima e del corpo. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    In Quaresima si fa la commemorazione della Feria.
    LECTIO
    Léctio libri Apocalýpsis Beáti Joánnis Apóstoli.
    Apoc 11:19; 12:1; 12:10.
    Apértum est templum Dei in coelo: et visa est arca testaménti ejus in templo ejus, et facta sunt fúlgura et voces et terraemótus et grando magna. Et signum magnum appáruit in coelo: Múlier amícta sole, et luna sub pédibus ejus, et in cápite ejus coróna stellárum duódecim. Et audívi vocem magnam in coelo dicéntem: Nunc facta est salus et virtus, et regnum Dei nostri et potéstas Christi ejus.
    Lettura del libro dell'Apocalisse del Beato Giovanni Apostolo.
    Apoc 11:19; 12:1; 12:10.
    Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo, e nel suo tempio apparve l'arca della sua Alleanza, e ne vennero folgori e grida e terremoti e grandine forte. Poi apparve nel cielo un gran prodigio: una Donna vestita di sole, che aveva la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. E udii una gran voce che in cielo diceva: Ecco ora la salvezza, la potenza, il regno del nostro Dio e il potere del suo Cristo.
    GRADUALE
    Cant 2:12. Flores apparuérunt in terra nostra, tempus putatiónis advénit, vox túrturis audíta est in terra nostra. Cant 2:10; 2:14. ℣. Surge, amíca mea, speciósa mea, et veni: colúmba mea in foramínibus petrae, in cavérna macériae.
    Cant 2:12. I fiori sono spuntati sulla nostra terra, il tempo della potatura è venuto, si è sentito nelle nostre campagne il tubar della tortorella. Cant 2:10; 2:14. ℣. Sorgi, amica mia, bella mia, e vieni: colomba mia che ti celi nelle fessure delle rocce, nei nascondigli dei dirupi.
    ALLELUJA
    Allelúja, allelúja. ℣. Osténde mihi fáciem tuam, sonet vox tua in áuribus meis: vox enim tua dulcis, et fácies tua decóra. Allelúja.
    Alleluia, alleluia. ℣. Mostrami il tuo viso, risuoni la tua voce alle mie orecchie: poiché la tua voce è soave e il tuo viso è leggiadro. Alleluia.
    Dopo Settuagesima, omessi l'Alleluja e il suo Versetto, si dice:
    TRACTUS
    Judith 15:10. Tu glória Jerúsalem, tu laetítia Israël, tu honorificéntia pópuli nostri. Cant 4:7. ℣. Tota pulchra es, María: et mácula originális non est in te. ℣. Felix es, sacra Virgo María, et omni laude digníssima, quae serpéntis caput virgíneo pede contrivísti.
    Judith 15:10. Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu la letizia di Israele, tu l'onore del nostro popolo.Cant 4:7. ℣. Tutta bella sei, o Maria, e la macchia originale non è in te. ℣. Felice sei, o beata Vergine Maria, e degnissima di ogni lode, tu che schiacciasti col virgineo piede la testa del serpente.
    EVANGELIUM
    Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Lucam.
    Luc 1:26-31.
    In illo témpore: Missus est Angelus Gábriël a Deo in civitátem Galilaeae, cui nomen Názareth, ad Vírginem desponsátam viro, cui nomen erat Joseph, de domo David, et nomen Vírginis María. Et ingréssus Angelus ad eam, dixit: Ave, grátia plena; Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus. Quae cum audísset, turbáta est in sermóne ejus: et cogitábat, qualis esset ista salutátio. Et ait Angelus ei: Ne tímeas, María, invenísti enim grátiam apud Deum: ecce, concípies in útero et páries fílium, et vocábis nomen ejus Jesum.
    Seguito ✠ del santo Vangelo secondo Luca.
    Luc 1:26-31.
    In quel tempo, l'Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una Vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La Vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, l'Angelo disse: Ave, o piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu fra le donne. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'Angelo le disse: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figliuolo, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
    Omelia di San Bernardo, Abate.
    Omelia 2 sul Missus est.
    Rallegrati, padre Adamo, ma tu soprattutto, madre Eva, esulta: come foste i progenitori di tutti, così di tutti foste pure la rovina; e, quel ch'è più deplorevole, prima rovina che progenitori. Consolatevi, lo dico a tutti e due, per questa figlia, e per tale figlia; ma principalmente a quella che fu la prima cagione del male, il cui obbrobrio s'è trasmesso a tutte le donne. Infatti si approssima il tempo in cui ormai sarà tolto l'obbrobrio, e l'uomo non avrà più di che accusare la donna: lui che in ogni modo, cercando impudentemente di scusare se stesso, non dubitò di accusarla crudelmente, dicendo: La donna, che m'hai data, m'ha dato del frutto, ed io l'ho mangiato (Gen 3:12). O Eva, corri dunque a Maria; o madre, corri a tanta figlia; risponda la figlia per la madre; liberi lei la madre dall'obbrobrio; lei soddisfaccia al padre per la madre: ecco, perché se l'uomo è caduto per la donna, egli ora non si rialza che per la donna.
    Che dicevi, o Adamo? La donna che m'hai data, m'ha dato del frutto, e io l'ho mangiato (Gen 3:12). Queste sono parole maliziose, colle quali aggravi anziché diminuire la tua colpa. Nondimeno la Sapienza ha vinto la malizia, perché ella ha trovato nel tesoro della sua inesauribile bontà quell'occasione di perdono che Dio, interrogandoti, cercò, ma non poté cavare da te. Infatti invece della prima donna ti è data un'altra donna, una prudente, invece di una stolta, una umile, invece di una superba; la quale invece d'un frutto di morte, ti dia a gustare un frutto di vita, e in cambio di quell'amaro e velenoso alimento, ti procuri la dolcezza d'un frutto eterno. Muta, dunque, le parole della stolta scusa in voci di azioni di grazie, e di': Signore, la donna che m'hai data, m'ha dato del frutto (dell'albero) della vita, e io l'ho mangiato; ed esso è più dolce alla mia bocca del miele, perché per esso m'hai reso la vita. Ed ecco perché l'Angelo fu mandato alla Vergine. O ammirabile e d'ogni onore degnissima! O donna singolarmente veneranda, ammirabile più che tutte le donne, riparatrice dei tuoi progenitori, sorgente di vita per l'intera posterità!
    Qual altra donna ti sembra aver Dio preannunziato, quando disse al serpente: Porrò inimicizia fra te e la donna? (Gen 3:15). E se dubiti ancora avere egli inteso di Maria, ascolta quel che segue: Ella ti schiaccerà la testa. A chi è riservata questa vittoria, se non a Maria? Ella senza dubbio ha schiacciato la testa velenosa, ella ha ridotto a niente ogni suggestione del maligno sia ch'esso tenti colla seduzione della carne sia ch'esso tenti con l'orgoglio dello spirito. E qual altra cercava Salomone quando diceva: Chi troverà la donna forte? (Prov 31:10). Conosceva infatti quest'uomo sapiente l'infermità di questo sesso, la fragilità del suo corpo, la volubilità del suo spirito. Ma siccome egli aveva letto la promessa fatta da Dio, e gli pareva conveniente che colui che aveva vinto per una donna fosse vinto per mezzo di essa, sommamente meravigliato, esclamava: Chi troverà la donna forte? Ch'è quanto dire: Se dalla mano di una donna dipende così e la nostra comune salvezza e la restituzione dell'innocenza, e la vittoria sul nemico: è assolutamente necessario di trovare una donna forte che possa essere capace di tanta opera.
    Credo
    OFFERTORIUM
    Luc 1:28. Ave, grátia plena: Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus.
    Luc 1:28. Ave, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne.
    SECRETA
    Hóstia laudis, quam tibi, Dómine, per mérita gloriósae et immaculátae Vírginis offérimus, sit tibi in odórem suavitátis, et nobis optátam cónferat córporis et ánimae sanitátem. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    O Signore, i doni che ti offriamo, per i meriti della gloriosa ed Immacolata Vergine, salgano a te in odore di soavità, e a noi conferiscano la desiderata sanità del corpo e dell'anima. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    In Quaresima si fa la commemorazione della Feria.
    PRAEFATIO DE BEATA MARIA VIRGINE
    Vere dignum et justum est, aequum et salutáre, nos tibi semper et ubique grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, aetérne Deus: Et te in Conceptióne immaculáta beátae Maríae semper Vírginis collaudáre, benedícere et praedicáre. Quae et Unigénitum tuum Sancti Spíritus obumbratióne concépit: et, virginitátis glória permanénte, lumen aetérnum mundo effúdit, Jesum Christum, Dóminum nostrum. Per quem majestátem tuam laudant Angeli, adórant Dominatiónes, tremunt Potestátes. Coeli coelorúmque Virtútes ac beáta Séraphim sócia exsultatióne concélebrant. Cum quibus et nostras voces ut admitti jubeas, deprecámur, súpplici confessióne dicéntes: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus, Deus Sábaoth. Pleni sunt coeli et terra glória tua. Hosánna in excélsis. Benedíctus, qui venit in nómine Dómini. Hosánna in excélsis.
    È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: Te, nella Concezione immacolata della Beata sempre Vergine Maria, lodiamo, benediciamo ed esaltiamo. La quale concepì il tuo Unigenito per opera dello Spirito Santo e, conservando la gloria della verginità, generò al mondo la luce eterna, Gesù Cristo nostro Signore. Per mezzo di Lui, la tua maestà lodano gli Angeli, adorano le Dominazioni e tremebonde le Potestà. I Cieli, le Virtù celesti e i beati Serafini la celebrano con unanime esultanza. Ti preghiamo di ammettere con le loro voci anche le nostre, mentre supplici confessiamo dicendo: Santo, Santo, Santo il Signore Dio degli eserciti. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell'alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell'alto dei cieli.
    COMMUNIO
    Ps 64:10. Visitásti terram et inebriásti eam, multiplicásti locupletáre eam.
    Ps 64:10. Visitasti la terra e la inebriasti, la colmasti di ricchezze.
    POSTCOMMUNIO
    Orémus.
    Quos coelésti, Dómine, aliménto satiásti, súblevet dextera Genitrícis tuae immaculátae: ut ad aetérnam pátriam, ipsa adjuvánte, perveníre mereámur: Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    O Signore, noi che saziasti con cibo celeste, difenda la mano potente della tua immacolata Genitrice, affinché, mediante il suo aiuto, meritiamo di raggiungere la patria eterna: Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.”
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    «Tutta la cattolicità accolse con esultanza la sentenza del pontefice [la definizione del dogma dell'Immacolata] che essa già da lungo tempo ardentemente attendeva; e la devozione dei fedeli per la santa Vergine, che fa rifiorire al più alto grado i costumi dei cristiani, così risvegliata, trasse nuovo vigore, come pure di nuovo ardore si alimentarono gli studi che posero con maggior chiarezza nella debita luce la dignità e la santità della Madre di Dio. Sembra che la stessa beata vergine Maria abbia voluto in maniera prodigiosa quasi confermare tra il plauso di tutta la chiesa la sentenza pronunziata dal vicario del suo divin Figlio in terra. Infatti non erano ancor trascorsi quattro anni, quando la santa Vergine, nelle vicinanze di un paese della Francia situato ai piedi dei monti Pirenei, apparve nella grotta di Massabielle ad una fanciulla semplice e innocente, in aspetto giovanile e affabile, vestita di candido abito e candido mantello, cinta di una fascia azzurra; e alla fanciulla che con insistenza chiedeva il nome di colei che si era degnata di apparirle, elevando gli occhi al cielo e con soave sorriso rispose; «Io sono l'Immacolata Concezione».L'avvenimento, come era ovvio, venne rettamente interpretato dai fedeli, i quali, affluendo numerosissimi da ogni parte del mondo in pio pellegrinaggio alla grotta di Lourdes, ravvivarono la propria fede, stimolarono la pietà e si sforzarono di conformare la loro vita ai precetti cristiani; ivi pure non di rado ottennero miracoli tali da suscitare l'ammirazione di tutti e dimostrare che la sola religione cattolica è stata data e confermata da Dio.
    (Pio XII, Fulgens Corona, 8 settembre 1953)»
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    https://www.sursumcorda.cloud/
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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.


    11 febbraio, Apparizione della B. V. Maria Immacolata a Lourdes (dall'11 febbraio al 16 luglio 1858).

    O Vergine Immacolata, Madre di Misericordia, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, Tu conosci i miei bisogni, le mie sofferenze; degnati di volgere su di me uno sguardo propizio a mio sollievo e conforto. Con l'apparire nella grotta di Lourdes, hai voluto ch'essa divenisse un luogo privilegiato, da dove diffondere le tue grazie, e già molti infelici vi hanno trovato il rimedio alle loro infermità spirituali e corporali. Anch'io vengo pieno di fiducia ad implorare i tuoi materni favori; esaudisci, o tenera Madre, la mia umile preghiera, e colmato dei tuoi benefici, mi sforzerò d'imitare le tue virtù, per partecipare un giorno alla tua gloria in Paradiso. Così sia. Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
    Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio.

    Dalla bacheca di don Ugo Carandino»

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    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com »
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/

    «11 FEBBRAIO 2019: APPARIZIONE DELL'IMMACOLATA VERGINE MARIA»
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    «11 febbraio 1906 : "Vehementer Nos" di san Pio X:

    "È una tesi assolutamente falsa, un errore pericolosissimo, pensare che bisogna separare lo Stato dalla Chiesa. Questa opinione si basa infatti sul principio che lo Stato non deve riconoscere nessun culto religioso: ed è assolutamente ingiuriosa verso Dio, poiché il Creatore dell'uomo è anche il fondatore delle società umane e conserva nella vita tanto loro che noi, individui isolati. Perciò noi gli dobbiamo non soltanto un culto privato, ma anche un culto sociale e onori pubblici. [...] Questa tesi danneggia gravemente la stessa società civile, che non può essere né prospera né duratura quando non vi è posto per la religione, regolatrice suprema e sovrana maestra allorché si tratta dei diritti e dei doveri dell'uomo".»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...83&oe=5CECE1EA


    https://www.radiospada.org/2019/02/d...la-penitencia/
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=510&ssl=1








    In un negozio di Trieste sono riuscito a procurarmi un bellissimo quadro di Lourdes…

    Due preziosi libri cattolici, seri e documentati, sulle apparizioni Mariane a Lourdes ed altrove:



    J. Danemarie, Storia del culto della Madonna, Edizioni Paoline, Catania 1958.
    Giuseppe Foschiani, Le meraviglie di Lourdes, Libreria Editrice G. Gallia, Vicenza 1930.





    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    11 février : Apparition de Notre-Dame de Lourdes (1858) :: Ligue Saint Amédée
    “11 février : Apparition de Notre-Dame de Lourdes (1858)”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...on_lourdes.jpg







    Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio!!! Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Nostra Signora di Lourdes e Quaresima…

    12 FEBBRAIO 2019: I SETTE SANTI FONDATORI DELL’ORDINE DEI SERVI DELLA BEATA VERGINE MARIA…



    «12 FEBBRAIO I SETTE SANTI FONDATORI dell'Ordine dei Servi della B. V. Maria»
    "Guéranger, L'anno liturgico - 12 febbraio. I Sette Santi Fondatori dell'Ordine dei Servi di Maria"
    http://www.unavoce-ve.it/pg-12feb.htm




    http://www.sodalitium.biz/sette-santi-fondatori/
    «12 febbraio, i Sette Santi Fondatori, Confessori.

    “I sette santi Fondatori dell’Ordine dei Servi della beata Vergine Maria, Confessori, la cui deposizione si celebra nei rispettivi giorni. Essi, che in vita furono congiunti da uno stesso spirito di vera fraternità e dopo morte ebbero tutti uniti la venerazione del popolo, dal Papa Leone decimoterzo furono anche insieme ascritti nel catalogo dei Santi”.
    A voi veniamo, nostri Padri antichi, come figli, discepoli, amici, per apprendere da voi, immagini vive di Cristo, come si ami Dio sopra ogni cosa e per i fratelli si spenda la vita; come il perdono vinca l’offesa e con il bene si ricambi il male; come al bisognoso si tenda la mano, dell’afflitto si lenisca la pena, il cuore si apra all’amico; come insieme ricostruisca la casa, e nella dimora paterna si viva, un cuor solo e un’anima sola. Ci accompagni, Padri nostri, il vostro esempio di comunione fraterna e di servizio a santa Maria, e ci sostenga la vostra intercessione e la materna protezione di Nostra Signora, oggi e in ogni tempo della nostra vita. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...ondatori-1.jpg






    "Sante Messe - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    V domenica d. Epifania (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=adVRJ95yZLk
    V domenica d. Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=oJR8QmeMXOs
    IV dom. dopo l'Epifania
    https://www.youtube.com/watch?v=tmgotU8TwQw
    IV domenica dopo Epifania (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=BBMsKuQKlgQ
    Purificazione della S. Vergine Maria
    https://www.youtube.com/watch?v=rS2tdVj3e_A
    III dom. dopo l'Epifania
    https://www.youtube.com/watch?v=vqLfMJ2qKmo
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».





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    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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    “martedì 12 febbraio 2019
    I Santi Sette Fondatori dell'Ordine dei Servi della Beata Vergine Maria, Confessori

    Doppio.
    Paramenti bianchi.
    Nel secolo XIII, allorché le contrade più fiorenti d'Italia erano divise dallo scisma funesto dell'imperatore Federico II e da crudeli fazioni, la provvidenza misericordiosa di Dio suscitò, fra gli altri uomini illustri per santità, sette nobili mercanti fiorentini, i quali, uniti nella carità, offrissero uno splendido esempio di amore fraterno.
    Questi sette uomini, vale a dire Bonfiglio (o Buonfiglio) dei Monaldi(†1262), Bonagiunta (o Buonagiunta) Manetti (†1257), Manetto dell'Antella (†1268), Amadio (o Amedeo o Amideo) degli Amidei(†1266), Uguccione degli Uguccioni (†1282), Sostene (o Sostegno) dei Sostegni (†1282) e Alessio Falconieri (†1310), appartenevano alla Compagnia dei Servi di Santa Maria, o dei Laudesi (o dei Laudanti), cioè una pia confraternita che al loro tempo sorgeva accanto alla cattedrale di Santa Reparata a Firenze e che si proponeva di tributare un culto speciale alla Santissima Vergine. Il dì dell'Assunzione della Beata Vergine Maria dell'anno 1233, mentre pregavano con maggior fervore la Madre di Dio, esaltandone la vita e i dolori con laudi in lingua volgare, in una delle radunanze di questa pia confraternita, apparve a ognuno di essi la stessa Madre di Dio, invitandoli ad abbracciare un genere di vita più santo e più perfetto.
    Preso pertanto prima consiglio dell'arcivescovo di Firenze, questi sette uomini, rinunziando alla nobiltà e alle ricchezze del casato (Evangelium), portando un cilizio sotto le vesti poverissime e usate, si ritirarono l'8 settembre 1233 in un'umile casetta di campagna (Villa Camarzia) per inaugurarvi il principio di una vita più santa il giorno stesso in cui la Madre di Dio aveva cominciato la sua vita santissima in mezzo ai mortali. Il sacerdote Iacopo da Poggibonsi, cappellano dei Laudesi e loro direttore spirituale, celebrò la Santa Messa e impose a ciascuno di essi l'abito dei Fratelli della Penitenza, un mantello e una tunica di lana grezza di colore grigio. Il più anziano di loro, Bonfiglio dei Monaldi, fu eletto superiore della piccola comunità, che alternava la giornata tra la preghiera, il lavoro e la questua per le vie della città.
    Dio mostrò con un miracolo quanto gli fosse accetto questo tenore di vita. Infatti, poco dopo, allorché questi sette uomini domandavano elemosina alle porte delle case per la città di Firenze, avvenne che d'un tratto furono acclamati “Servi della Beata Maria” dalla voce di alcuni bambini, tra cui ci fu San Filippo Benizi di appena cinque mesi di età: e col qual nome furono poi sempre chiamati. Quindi, onde evitare il concorso del popolo e presi dall'amore della solitudine, nel 1234, si ritirarono tutti nella solitudine del Monte Senario, vicino a Firenze, dove intrapresero un genere di vita veramente celeste. Infatti abitavano in caverne, contenti di sola acqua e di erbe; mortificavano il corpo con veglie ed altre austerità in espiazione dei peccati degli uomini (Inno del Mattutino), e meditavano continuamente la passione di Cristo e i dolori della sua afflittissima Madre (Oratio, Postcommunio). Applicandosi una volta a ciò con più ardore il Venerdì Santo, apparve loro a più riprese la stessa Beata Vergine Maria, mostrando l'abito lugubre che dovevano vestire; e fece conoscere che le sarebbe stato graditissimo se avessero fondato nella Chiesa un nuovo ordine religioso, il quale ricordasse continuamente e promovesse la memoria dei dolori che ella soffrì sotto la croce del Signore. San Pietro, illustre Martire dell'Ordine dei Predicatori, avendo appreso queste cose dalla relazione famigliare che aveva con quei santi uomini e anche da una particolare rivelazione della Madre di Dio, li indusse a fondare un ordine religioso sotto il nome di Servi della Beata Vergine Maria (Oratio).
    Il sommo Pontefice Innocenzo IV per primo concesse loro la protezione della Santa Sede e l'approvazione della vita di povertà e di penitenza da essi abbracciata con la bolla Ut religionis vestrae del 1° agosto 1254; il successore, il sommo Pontefice Alessandro IV, nel 1256 confermò questo atto del suo predecessore con la lettera Deo grata. La Regola e le Costituzioni dell'ordine furono approvate definitivamente solo dal sommo Pontefice Benedetto XI con la bolla Dum levamus dell'11 febbraio 1304.
    Pertanto quei santi uomini, cui si erano uniti numerosi compagni, cominciarono a percorrere le città e le borgate d'Italia, principalmente della Toscana, ovunque predicando Cristo crocifisso, calmando le civili discordie e richiamando sul sentiero della virtù pressoché innumerevoli traviati. Onorarono con le loro fatiche evangeliche non solo l'Italia, ma anche la Francia, la Germania e la Polonia. Infine dopo aver sparso in lungo e in largo il buon odore di Cristo, ed essersi resi ancora illustri in portenti, se ne volarono al Signore. Ma come la vera fratellanza e la religione li aveva riuniti in vita in un solo e medesimo amore, così dopo morte li racchiuse una stessa tomba sul Monte Senario, ed ebbero una stessa venerazione nel popolo. Quindi il sommo Pontefice Clemente XI confermò dapprima il culto di Alessio Falconieri (1° dicembre 1717), poi il sommo Pontefice Benedetto XIII quello dei suoi sei compagni (1725). Infine, il sommo Pontefice Leone XIII, dopo averne approvati i miracoli, operati da Dio per loro collettiva intercessione dopo che era stata concessa la loro venerazione, nel cinquantesimo anno del suo sacerdozio, il 15 gennaio 1888, li arricchì degli onori dei Santi, e stabilì che ogni anno se ne celebrasse la memoria in tutta la Chiesa con Ufficio e Santa Messa.
    «Infiammati di amore per l'afflitta Madre di Gesù» (Secreta), «associamoci alle lacrime» (Oratio) dei santi, che festeggiamo oggi, affinché, «meritando di gustare i frutti della Redenzione di Cristo (Postcommunio), abbiamo parte alle loro gioie» (Oratio).”
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    « 12 FEBBRAIO 2019: I SETTE SANTI FONDATORI dell'Ordine dei Servi della B. V. Maria »
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    Lightbulb Re: Nostra Signora di Lourdes e Quaresima…

    13 FEBBRAIO 2019: SAN BENIGNO, PRETE E MARTIRE…
    Anniversario della caduta della fortezza di Gaeta (dove si erano ritirati Francesco II e Maria Sofia, Sovrani delle Due Sicilie), dopo un'eroica resistenza, del 13 febbraio 1861 e del Santo Battesimo di Israel Zolli, l'ex-rabbino capo ebreo-romano, del 13 febbraio 1945 nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma...




    http://www.sodalitium.biz/san-benigno/
    «13 febbraio, San Benigno, Prete e Martire.

    “A Todi, in Umbria, san Benigno, Prete e Martire, il quale, al tempo degli Imperatori Diocleziano e Massimiano, non cessando di propagare colla parola e coll’esempio la fede cristiana, fu imprigionato dagli idolatri e, tormentato con vari generi di supplizi, alla dignità sacerdotale aggiunse l’onore del martirio”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content..._n-178x300.png






    "Sante Messe - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

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    https://www.agerecontra.it/2019/02/v...braismo-islam/

    Video della conferenza: ?Cristianesimo, Ebraismo, Islam? - Centro Studi Giuseppe Federici
    «Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Video della conferenza: “Cristianesimo, Ebraismo, Islam”
    Modena, 26/01/2019, conferenza di don Francesco Ricossa: “Cristianesimo, Ebraismo, Islam” (organizzata da “Virtute e Canoscenza”).»







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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda»

    «13 febbraio 1827
    . Venerabili Fratelli, ai quali è nota e comprovata la Nostra sollecitudine nel procurare ovunque l’accrescimento della Religione, voi comprendete da quanta gioia siamo stati presi allorché abbiamo saputo da validissime testimonianze che la Religione Cattolica ha compiuto abbondanti progressi in Scozia e che c’è fondato motivo di sperare che in futuro si raccoglieranno frutti ancora più copiosi. Di ciò abbiamo ringraziato Dio ottimo massimo dal profondo dell’animo e Lo abbiamo supplicato affinché chi ha iniziato l’opera buona, lui stesso la porti a compimento e fornisca ogni mezzo all’impresa di diffondere la Religione. Da SS Leone XII Quanta laetitia»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...47&oe=5CDD4128





    «Palermo, 13 febbraio 1547: la Santa Inquisizione interviene contro l'eresia luterana per preservare la Fede cattolica.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...00&oe=5D279EB2





    « Il 13 febbraio del 1945, nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, Israel Zolli, l'ex rabbino capo di Roma, riceveva il Santo Battesimo col nuovo nome di Eugenio, in riconoscenza verso il Papa Eugenio Pacelli per ciò che fece in favore degli israeliti durante la seconda guerra mondiale. La moglie e la figlia lo seguirono poco dopo. Oggi la figura di Eugenio Zolli è completamente dimenticata: troppo scomoda per la Sinogoga e per i modernisti sostenitori del dialogo interreligioso ebraico-cristiano.
    Nelle foto: Zolli prima e dopo la conversione.

    Dalla bacheca di don Ugo Carandino. »
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...8b&oe=5CEA9441






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    “Il 13 febbraio 1945 Israel Zolli, gran rabbino di Roma, si accostava al fonte battesimale e rinasceva in Cristo come Eugenio Pio, in onore di Pio XII.

    «Il Signore stesso gli faceva sentire che non era più al suo posto nella sinagoga. Vi fece l’ultima celebrazione nella festa dell’Espiazione, nel mese di settembre. (...) Quel giorno mentre gli altri pregavano e cantavano, egli non riusciva a pronunciare una parola. Gli parve di vedere in mezzo ad un prato verde la figura di Gesù, rivestito di un manto bianco, che irradiava una pace inesprimibile, mentre una voce risonava nel suo cuore: “Tu sei qui per l’ultima volta”» (Padre Dezza S. J., Eugenio Zolli: Da Gran Rabbino a testimone di Cristo [1881-1956], in “La Civiltà Cattolica”, 21 febbraio 1981, pag. 342)”
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    “Dopo tre mesi di durissimo assedio ed eroica resistenza, il 13 febbraio 1861, cadeva la fortezza di Gaeta, dove si erano ritirati Francesco II e Maria Sofia, sovrani delle Due Sicilie. L'altra fortezza borbonica, Civitella del Tronto, sarebbe caduta solo il 20 marzo.”
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    13 février : Sainte Catherine de Ricci, Vierge (1522-1590) :: Ligue Saint Amédée
    “13 février : Sainte Catherine de Ricci, Vierge (1522-1590)”
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    13 février : Saint Bénigne, Martyr (? 170) :: Ligue Saint Amédée
    “13 février : Saint Bénigne, Martyr († 170)”
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