L'enorme quantità di
energia necessaria a raggiungere la velocità di curvatura si ottiene attraverso il
reattore materia/antimateria (M/AMR), da una reazione controllata tra
materia e
antimateria regolata attraverso i cristalli di
dilitio. Le bobine di curvatura
[1] contenute all'interno delle gondole di curvatura ricevono dai condotti del
plasma l'energia prodotta dal
nucleo di curvatura e generano il campo di curvatura. Le gondole di curvatura assumono i più disparati aspetti, a volte fanno parte integrante della nave spaziale a volte rimangono all'esterno, collegate al veicolo spaziale tramite piloni. Le navi della
Flotta Stellare generalmente montano le gondole su piloni di collegamento, e sono di solito dotate di
collettore di Bussard piazzato in testa (fanno eccezione alcune navi di classe più recente, come la
USS Defiant o il
Deltaflyer della
USS Voyager).
I motori a curvatura creano una distorsione spaziotemporale attorno all'astronave formando attorno a essa forze contrapposte che curvano lo
spaziotempo creando un tunnel dovuto alla radiazione
Čerencov (da cui il tipico colore azzurro) fino a permettere al mezzo di viaggiare a velocità
warp percorrendo così un tragitto inferiore rispetto alla distanza complessiva da coprire, infatti i motori a curvatura sostanzialmente contraggono lo spazio davanti all'astronave e lo dilatano dietro di essa. La cosa può essere spiegata in modo semplice: si immagini un elastico fissato tra due chiodi e una formica che cammini sopra di esso. Se l'elastico non viene manipolato, la formica, per andare da chiodo a chiodo, dovrà camminare per un tragitto equivalente alla lunghezza dell'elastico. Se invece lo si accorcia davanti alla formica, di conseguenza si allunga dietro di essa, come risultato si otterrà che la formica sarà andata da chiodo a chiodo camminando per un tragitto inferiore alla lunghezza complessiva dell'elastico, benché localmente non abbia potuto rilevare nessuna modifica dell'elastico.