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Discussione: Sloveni e croati, genocidio ancora avvolto dal silenzio ·

  1. #1
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    Predefinito Sloveni e croati, genocidio ancora avvolto dal silenzio ·

    Il Giorno del ricordo: nessun accenno ai campi e agli aguzzini del fascismo. Da Arbe a Gonars al Veneto e alla Toscana: migliaia di deportati e di vittime

    Per loro non c’è spazio nel calendario. Sono stati privati sia della memoria che del perdono. Sono i morti – qualche migliaio – nei campi di concentramento italiani. A opera degli aguzzini del Duce. La maggior parte erano sloveni e croati, ma tra le vittime si contano anche ebrei e zingari. Moltissimi i bambini. Di loro nessuno ne vuole parlare. Forse erano scomodi anche per la propaganda politica che da sempre ha accompagnato le campagne elettorali su queste terre di confine. Il tema è sempre stato ben delimitato: le violenze titine e le foibe. Su tutto il resto, cioè gli antefatti, soltanto oblio.
    Eppure, a distanza di settantanni, la documentazione è imponente. Gli archivi hanno restituito rapporti, statistiche, verbali, testimonianze e perfino fotografie. Il giudizio degli storici è pressoché unanime: si è trattato di veri e propri lager con efferatezze inaudite. Il loro parere, semmai, diverge sul numero dei campi e sul numero degli internati.

    Secondo Fabio Galluccio, il numero dei diversi luoghi di detenzione (campi di concentramento, campi per l’internamento militare, colonie di confino, campi per l’internamento civile) era 200; Luciano Casali ne conta 259. A giudizio dello storico Carlo Spartaco Capogreco (I campi del Duce, Einaudi) gli sloveni e i croati deportati dalla primavera del 1942 all’8 settembre 1943 furono non meno di 25 mila.
    Domenica è stato celebrato il Giorno del ricordo per rendere un doveroso omaggio alle vittime delle foibe, istituito dal presidente Carlo Azeglio Ciampi e sostenuto dal presidente Giorgio Napolitano. Una scelta felice e condivisa dopo gli anni dell’oblio, della contrapposizione ideologica, delle accuse e dei rancori. E sulle recenti e numerose manifestazioni si è fatto leva sui sentimenti di pietà, sulla riappacificazione e sulla verità quale monito per il futuro.
    Sui lager, però, ancora silenzio. Tombale. Perché? Perché negare ancora? Perché nascondere ancora le nostre responsabilità quando anche la Germania, per bocca del cancelliere Angela Merkel, ha sostenuto che «la nostra responsabilità nei crimini nazisti è perenne?». E la nostra responsabilità? Sulle torrette di guardia, nei nostri campi di concentramento, c’eravamo noi “italiani brava gente”.
    Ad Arbe (Rab), nella provincia di Fiume; a Melada (Molat), nel Governatorato della Dalmazia; a Gonars (Udine), a Monigo in provincia di Treviso; a Chiesanuova in provincia di Padova; a Colfiorito, in provincia di Perugia e a Renicci, in provincia di Arezzo. È in questi luoghi che si è compiuto un altro genocidio. Settemila sloveni non tornarono più e i croati furono più numerosi.
    Sull’isola di Arbe il lager più importante. I prigionieri alloggiavano in tende all’interno di quattro campi distinti, più un cimitero dove finivano i tanti che morivano per fame e freddo. Su circa 7.500 internati i morti accertati furono 1.435, tra cui oltre 100 bambini di età inferiore ai dieci anni, con un tasso di mortalità superiore a quello registrato a Buchenwald.

    La responsabilità di tutta l’organizzazione era affidata al comandante Mario Rabotti, di cui è trapelata dagli archivi una sua celebre frase: «Qui si ammazza troppo poco». Il campo era affidato alle dirette responsabilità del colonnello dei carabinieri Vincenzo Cuiuli, «un mostro dalle sembianze umane», come si legge nel sito della comunità ebraica di Milano: «Sadico e fascista fanatico portava sempre con sé una frusta che utilizzava volentieri». A futura memoria la testimonianza di padre Odorico Badurina, ospite nel convento di Kampor sull’isola: «Gli italiani volevano distruggere gli internati con la fame».
    Su quel periodo terribile e buio ha dedicato molte ricerche Alessandra Kersevan, storica e insegnante di questa regione, che ha poi dato alle stampe Lager italiani (Nutrimenti). Fonte principale, gli archivi della Prefettura di Udine dove, in quegli anni, ha operato l’ufficio censura dell’esercito di Mussolini. Documenti ma soprattutto testimonianze. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.
    «Non c’era niente da mangiare e i bambini piangevano terribilmente»; “Ad Arbe dormivamo sulla paglia, come le bestie. I bambini morivano di fame, nascondevamo i bambini morti per prendere il mangiare che dopo mangiavano quegli altri». Del resto, gli ordini erano ordini.
    Cosi Benito Mussolini, durante un incontro con i suoi generali che si tenne a Gorizia alla fine del luglio ’42: «Deve cessare il luogo comune che dipinge gli italiani come sentimentali, incapaci di essere duri quando occorre. Questa tradizione di leggiadria va interrotta. È incominciato un nuovo ciclo che fa vedere gli italiani come gente disposta a tutto, per il bene del paese e il prestigio delle forze armate. Questa popolazione (sloveni e croati, ndr) non ci amerà mai».

    A distanza di settant’anni che non sia il caso di chiedere scusa? Ricomporre anche questa pagina di storia strappata? E andare in delegazione a Rab e deporre una corona di fiori?


    http://anpimirano.it/2015/sloveni-e-croati-genocidio-ancora-avvolto-dal-silenzio/
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  2. #2
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    Predefinito Re: Sloveni e croati, genocidio ancora avvolto dal silenzio ·

    Ma finiscila co ste cagate autorazziste.

    La violenza slava e la volontà di appropriarsi della Venezia-Giulia precede di molto l'avvento del fascismo, e fu sobillata dallo stesso governo austro-ungarico per diminuire l'influenza degli italiani nella zona.
    Le deportazioni fasciste non sono che normali atti di guerra come era normale all'epoca, e sono state le meno dure in assoluto, in quel periodo.
    Non esiste giustificazione per la bestialità e la ferocia dei tagliagole titini successiva.
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  3. #3
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    Predefinito Re: Sloveni e croati, genocidio ancora avvolto dal silenzio ·

    in più non pare che esista un negazionismo di questi eccidi o una volontà a mettere in silenzio
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  4. #4
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    Predefinito Re: Sloveni e croati, genocidio ancora avvolto dal silenzio ·

    Citazione Originariamente Scritto da Armonica Visualizza Messaggio
    Le deportazioni fasciste non sono che normali atti di guerra
    Non esiste giustificazione per la bestialità e la ferocia dei tagliagole titini succeììsiva.
    come tutti i fascisti, sei un alieno del genero umano.
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  5. #5
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    Predefinito Re: Sloveni e croati, genocidio ancora avvolto dal silenzio ·

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    in più non pare che esista un negazionismo di questi eccidi
    ah sì? Puoi citare tutti i discorsi ufficiali dei politici che ne parlano, prima di lamentarsi di quello che fecero i titini?

  6. #6
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    Predefinito Re: Sloveni e croati, genocidio ancora avvolto dal silenzio ·

    Erano tutti deportati comunisti, che non sono umani, quindi non può essere genocidio.
    Si parli di disinfestazione.
    "Per rendere migliore il mondo - Se agli insoddisfatti, ai malinconici, ai brontoloni si impedisse di riprodursi, già la terra si trasformerebbe come per incanto in un giardino di felicità." [MA, II, I, 278]

  7. #7
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    Predefinito Re: Sloveni e croati, genocidio ancora avvolto dal silenzio ·

    Citazione Originariamente Scritto da Pestis nigra Visualizza Messaggio
    Erano tutti deportati comunisti, che non sono umani, quindi non può essere genocidio.
    Si parli di disinfestazione.
    "con voi i conti li abbiamo fatti a Piazzale Loreto". Evidentemente non vi è bastata la prima volta.

  8. #8
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    Predefinito Re: Sloveni e croati, genocidio ancora avvolto dal silenzio ·

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    "con voi i conti li abbiamo fatti a Piazzale Loreto". Evidentemente non vi è bastata la prima volta.
    Tanto in generale abbiamo fatto più morti noi fra i vostri che voi fra i nostri, la partita è vinta da noi in partenza, abbiamo un surplus da godimento.
    "Per rendere migliore il mondo - Se agli insoddisfatti, ai malinconici, ai brontoloni si impedisse di riprodursi, già la terra si trasformerebbe come per incanto in un giardino di felicità." [MA, II, I, 278]

  9. #9
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    Predefinito Re: Sloveni e croati, genocidio ancora avvolto dal silenzio ·

    Citazione Originariamente Scritto da Pestis nigra Visualizza Messaggio
    Tanto in generale abbiamo fatto più morti noi fra i vostri che voi fra i nostri, la partita è vinta da noi in partenza, abbiamo un surplus da godimento.
    Essendo il fascismo una costola del capitalismo, in parte hai ragione...
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  10. #10
    Anticristiano militante ⊕
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    Predefinito Re: Sloveni e croati, genocidio ancora avvolto dal silenzio ·

    Citazione Originariamente Scritto da Josef Scveik Visualizza Messaggio
    Essendo il fascismo una costola del capitalismo, in parte hai ragione...
    Essendo tu con la terza media non sei da tenere in considerazione.
    "Per rendere migliore il mondo - Se agli insoddisfatti, ai malinconici, ai brontoloni si impedisse di riprodursi, già la terra si trasformerebbe come per incanto in un giardino di felicità." [MA, II, I, 278]

 

 
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