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  • 1 Post By Kavalerists

Discussione: Quest'anno il san valentino di Terni resterà noto per la "rivolta di S. Valentino"

  1. #1
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    Predefinito Quest'anno il san valentino di Terni resterà noto per la "rivolta di S. Valentino"

    Quest'anno la ricorrenza di San Valentino (il famoso "patrono degli innamorati") a Terni ha assunto un carattere surreale ed è diventata la "rivolta di San Valentino"
    Tutto è nato dal fatto che il Vescovo di Terni aveva proposto la traslazione (in realtà temporanea) del corpo di San Valentino dal quartiere di San Valentino al Duomo per la durata della settimana dei festeggiamenti ma il solo annuncio del trasferimento aveva sucitato una durissima ostilità degli abitanti del quartiere.
    «Siamo un quartiere dimenticato, se ci portano via anche il santo…». E anche: «Se lo muovono, non lo riportano più» (nella realtà il trasferimento sarebbe durato solo pochi giorni). Queste le frasi che rimbalzavano di bocca in bocca da più di qualche giorno nel quartiere San Valentino finche venerdi un gruppo di rivoltosi ha fatto irruzione nel luogo in cui è conservato il corpo creando una catena umana ed impedendo con la forza lo spostamento al duomo.
    Una storia assurda e paradossale di campanilismo piccolo provinciale in cui vengono a volte distorte le tradizioni locali (sia chiaro : le tradizioni tipiche delle nostre città sono un tratto fondamentale della stessa identità culturale collettiva da difendere e preservare ma andrebbero vissute in ben altro modo ) difficilmente comprensibile per chi non è di queste parti
    Ultima modifica di C@scista; 14-02-16 alle 20:28

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  2. #2
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    Predefinito Re: Quest'anno il san valentino di Terni resterà noto per la "rivolta di S. Valentino

    Premetto che non sono molto informato sul contesto in cui è maturata questa vicenda e pure sul rituale che tradizionalmente si segue a Terni in occasione della festa patronale. Tuttavia, se, come mi pare di aver capito, i riti si svolgevano per tradizione nella chiesa del Santo, non mi sento di condannare totalmente i "rivoltosi".
    Sarà che sono un convinto tradizionalista... ma credo che andare a toccare un rituale che quasi sempre è vecchio di secoli ed impresso nel dna della cultura locale non porti a nulla di buono.
    Se qui a Spoleto qualcuno decidesse di andare a modificare il tradizionale rito della festa di S. Ponziano sinceramente mi scandalizzerei e credo che lo stesso accadrebbe in qualsiasi nostra cittadina! (Gubbio in primis!)

  3. #3
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    Predefinito Re: Quest'anno il san valentino di Terni resterà noto per la "rivolta di S. Valentino

    Io non sono di "quelle parti" ma comprendo benissimo i rivoltosi.
    Flaviogiulio likes this.
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  4. #4
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    Lightbulb Re: Quest'anno il san valentino di Terni resterà noto per la "rivolta di S. Valentino

    14 FEBBRAIO 2019: SAN VALENTINO, PRETE E MARTIRE…
    SAN VALENTINO non fu il patrono di tutti gli "innamorati" (o pseudo-tali) da burla come recita la risibile vulgata sentimentalistico-consumistica mass-mediatica, ma solo degli innamorati cristiani in quanto non volle unire in matrimonio Serapia e Sabino, finché il legionario romano non decise di convertirsi al Cristianesimo…La giovane Serapia era in punto di morte e Sabino decise di farsi battezzare da Valentino per poter unirsi in matrimonio cristiano con la fanciulla. Solo dopo il battesimo di lui, il Santo Vescovo li sposó…




    «14 FEBBRAIO, SAN VALENTINO: PRETE E MARTIRE»
    “Guéranger, L'anno liturgico - 14 febbraio. San Valentino, Prete e Martire”
    "Guéranger, L'anno liturgico - 14 febbraio. San Valentino, Prete e Martire"
    http://www.unavoce-ve.it/pg-14feb.htm




    http://www.sodalitium.biz/san-valentino/
    «14 febbraio, San Valentino, Prete e Martire.

    ”A Roma, sulla via Flaminia, il natale di san Valentino, Prete e Martire, il quale, glorioso per guarigioni e dottrina, fu percosso con bastoni e decapitato sotto Claudio Cesare”.
    O glorioso martire San Valentino, che per la vostra intercessione liberaste i vostri devoti dalla peste e da altre terribili malattie, liberateci, vi supplichiamo, dalla peste terribile dell’anima, che è il peccato mortale. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...no-188x300.jpg






    "Sante Messe - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    V domenica d. Epifania (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=adVRJ95yZLk
    V domenica d. Epifania - (Omelia)
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    IV dom. dopo l'Epifania
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    IV domenica dopo Epifania (Omelia)
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    Purificazione della S. Vergine Maria
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    III dom. dopo l'Epifania
    https://www.youtube.com/watch?v=vqLfMJ2qKmo
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».





    https://forum.termometropolitico.it/...i-martire.html





    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...64&oe=5CE585F5





    https://stateettenetetraditiones.blo...rtire.html?m=1
    “giovedì 14 febbraio 2019
    San Valentino, Prete e Martire
    Semplice.
    Paramenti rossi.
    La Santa Chiesa onora oggi il martire San Valentino: questi si consacrò alla sequela del Redentore «portando la croce dietro di Lui» (Evangelium); «avendo sacrificato la sua vita per Lui, la ritrovò» (Introitus), perché «vittorioso nelle terribili lotte» (Epistola), Dio «lo incoronò in cielo di gloria e di onore» (Offertorium).

    Valentino, vissuto nel III secolo, era un sacerdote romano di grande reputazione, sapienza e santità da esser ammirato per le sue doti non solo dai fedeli cristiani, ma persino dagli stessi pagani. La sua carità lo faceva acclamare come “padre dei poveri”; il suo zelo per la religione era tanto più efficace quanto era più puro e disinteressato. La sua umiltà, la sua mansuetudine, la sua fermezza nel pensiero e un'aurea di santità in ogni sua azione rapivano gli animi di chiunque avesse a che fare con lui, guadagnandogli sincera stima e rispetto.
    Questa così grande fama delle sue rare doti raggiunse in fretta la corte dell'imperatore Claudio II il Gotico: questi ne aveva sentito spesso parlare come un uomo eccellente, che si distingueva tra tutti, e così si risolse ad invitarlo a corte. L'imperatore stesso lo accolse facendo trapelare quanta stima e rispetto nutrisse per Valentino. Appena gli comparve innanzi, Claudio disse: «Di grazia, perché non volete voi godere della nostra amicizia, e vivere unito ai cittadini della nostra repubblica? Molte cose ho udito riguardo la vostra sapienza e virtù, ma non capisco come, essendo voi così sapiente, possiate seguire la vana superstizione dei cristiani». Al che il venerabile sacerdote rispose: «Oh se voi sapeste, o signore, e se conosceste il dono di Dio! So bene che vi rallegrereste, e la vostra repubblica con voi, e vi stimereste troppo felice di aver per padrone Colui che io adoro e servo. Quanto presto vi verrebbe a noia il culto che voi ora ciecamente prestate ai demoni! Vi assicuro che adorereste ben presto il vero Dio, Colui che dal nulla creò il cielo e la terra e quanto è compreso in questo vasto universo, e il suo unico Figlio, Gesù Cristo, Redentore degli uomini, uguale in tutto a Dio Padre. Da Lui è l'impero. Egli solo può fare la vostra felicità, e quella di tutti i vostri sudditi!».
    La dolcezza e il modo così mansueto di parlare rapì il cuore di Claudio; al fianco dell'imperatore stava un certo dottore che, quando si accorse che le parole di Valentino facevano breccia nel cuore del sovrano, immediatamente interruppe il discorso del Santo e replicò: «E che pensate voi dunque, quale concetto avete del nostro grande dio Giove, e di Mercurio?».
    «Ciò che penso - rispose il santo sacerdote - è quello che appunto voi stessi dovreste pensare, cioè che non vi furono uomini più empi ed egoisti di quelli che voi chiamate dèi: i vostri poeti hanno posto tutto il loro studio nel farvi sapere le loro immondezze e azioni infami. Voi avete in mano le loro storie: mostratemi solo la loro genealogia, e il riassunto della loro vita; e vi darò vinta causa, se non appare evidente che furono uomini ingiusti, lordi e scellerati».
    Una risposta così inaspettata e precisa fece andare su tutte le furie il dottore, il quale si mise a gridare: «Costui è un bestemmiatore! Un sacrilego!», e alle sue grida ne fecero eco altre, che chiedevano di condannare a morte il Santo. L'imperatore però, forse persuaso interiormente della verità udita o forse non prestando attenzione alle grida dei cortigiani, volle continuare a parlare con il Santo, e dopo averlo interrogato con molta affabilità riguardo i tanti misteri della religione cristiana, gli disse: «Se Gesù Cristo è Dio, perché non si manifesta? Perché non mi fa conoscere una verità così interessante?». «Mi ascolti la vostra pietà, o gran principe» gli rispose il Santo: e dopo avergli spiegati nella maniera più forte e più chiara i punti essenziali della fede cristiana, soggiunse: «Volete voi, o imperatore, essere felice? Volete che l'impero fiorisca e che tutti i vostri nemici siano distrutti, e volete assicurare a voi stesso un'eterna felicità? Dovete aggrapparvi a questo partito, e a questo grande ricordo: pentitevi di cuore degli eccessi commessi nello spargere il sangue di tanti innocenti cristiani da voi condannati a morte; credete in Gesù Cristo, sottomettete il vostro impero alle sue sante leggi, e ricevete il Battesimo. Come non v'è altro Dio che il Dio dei cristiani, così non v'è da sperare salvezza fuori da questa religione. Sì, o gran principe, fuori del cristianesimo non c'è salvezza».
    L'energia e la sapienza del colloquio avuto con Valentino aveva commosso veramente il cuore dell'imperatore, il quale, non potendo dissimulare la forte impressione ricevuta nel proprio spirito, rivolto ai cortigiani disse: «Bisogna riconoscere che quest'uomo ci va dicendo molte buone dottrine. Udite anche voi, o cittadini romani, le grandi verità che ci annunzia, contro le quali è difficile difendersi: non vi è argomento che possa ribattergli». A queste parole il prefetto della città, di nome Calpurnio, esclamò: «Tu, o principe, sei sedotto da una falsa dottrina! Questo ingannatore ti ha sconvolto la mente. E come lasceremo noi la religione dei nostri antenati, che abbiamo ricevuta sin nella culla, per abbracciare una setta così vile e ignota?». La risposta sediziosa del prefetto fece temere a Claudio una ribellione contro di lui, e uno stolto timore s'impadronì dell'anima che poco prima aveva visto la grazia che lo stimolava a convertirsi; sacrificando la sua salvezza ad un così vile rispetto umano, soffocò tutti i suoi sentimenti e consegnò Valentino al prefetto, dicendogli: «Ascoltalo con pazienza, e se non riconosci che la sua dottrina è giusta, giudicalo secondo le leggi dell'impero». Allora Calpurnio consegnò Valentino ad Asterio, il giudice, perché iniziasse un processo, con la promessa che se avesse vinto e fosse riuscito ad umiliare il sacerdote sarebbe stato ricompensato in oro e argento.
    Asterio, che era stato testimone delle verità annunciate da Valentino, siccome proprio a lui si presentava quell'occasione, volle avere il piacere di parlargli personalmente e tentare tutti gli artifizi possibili per far traballare la fede del venerabile sacerdote. Lo fece dunque ospitare a casa sua ed entratovi il Santo, alzando gli occhi e le mani al cielo, si inginocchiò e iniziò a pregare: «Signore mio Gesù Cristo, Creatore e Redentore del genere umano, che siete la vera luce e il riposo di noi miseri pellegrini, rischiarate con il lume della vostra fede le menti di coloro che abitano in questa casa, affinché conoscano voi, o Signore, che assieme col Padre e lo Spirito Santo vivete nei secoli eterni».
    Asterio, udita tale preghiera, disse: «Ammiro che, essendo voi stimato uomo di così buon senno, considerate il vostro Cristo come vera luce. Oh se sapeste quale compassione io provo nel vedervi giacere in tali errori!». «Io in errore! - esclamò il Santo – Sappiate, Asterio, che tanto più è lungi essere io nell'errore, che anzi nulla vi è più vero di questa verità, cioè che il mio Gesù, e Salvatore del mondo, il quale si degnò farsi uomo per noi, sia la vera luce, che illumina chiunque viene al mondo». «Se questo è vero - riprese Asterio, quasi ridendo - voglio fare una prova. Io ho una figlia, teneramente amata, che da molti anni è cieca: se voi fate in modo che il vostro Cristo le restituisca la vista perduta, vi prometto di farmi cristiano con tutta la mia famiglia». «Su dunque - rispose il Santo - fate che venga alla mia presenza!».
    Il padre andò sollecito a prendere la figlia e Valentino, appena la vide, gemendo e spargendo lacrime, alzati gli occhi al cielo fece il segno della Croce sopra gli occhi della fanciulla, e disse: «Mio Signore Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, che avete restituito la vista ad un cieco nato, e volete la salvezza di tutti gli uomini, degnatevi di ascoltare la preghiera di questo povero peccatore, e guarire questa povera fanciulla. Voi che siete il vero lume, e il Signore di tutti i principi, vi invoco affinché non la mia ma la vostra eterna volontà si compia» e così dicendo pose le mani sopra gli occhi della fanciulla, continuando: «Signore Gesù Cristo, illuminate questa vostra creatura, perché voi solo siete la vera luce». Non terminò neppure l'orazione, che la ragazza recuperò immediatamente la vista.
    A tale miracolo, Asterio si gettò ai piedi del Santo, e lo pregò per Gesù Cristo, che gli aveva illuminato la figliola, a ordinargli cosa mai dovesse fare per salvare l'anima propria. Allora Valentino gli rispose: «Qualora crediate di cuore, dovete fare ciò che vi dico: rompete in mille pezzi tutti gli idoli, digiunate, ricevete il Battesimo e sarete salvo». Trascorsi tre giorni di intenso catechismo e istruzione nella santa dottrina, Valentino battezzò Asterio con tutta la sua famiglia di domenica, e chiamato il vescovo Callisto li fece cresimare, in tutto 44 persone. Trenta giorni impiegarono tutti assieme nel dar lodi al Signore, e nello stabilirsi sempre più nella fede abbracciata. Intanto Claudio, volendo sapere come fosse andato il processo di Valentino, saputo che perfino Asterio con tutta la sua famiglia si era convertito al cristianesimo per il miracolo avvenuto sulla figlia, spedì immediatamente un manipolo di soldati per incarcerarli tutti: la loro permanenza in prigione fu di breve durata, perché presto morirono martiri per la fede in Cristo.
    Rimaneva il sacerdote Valentino, che avrebbe volentieri dato alla morte se non avesse temuta una ribellione; quindi, lo diede in mano ai giudici, perché fosse giudicato secondo le leggi. Prima di morire il Santo dovette così subire le pesanti catene di un'oscura e fetida prigione, tollerò molte e crudeli percosse, e infine fu condannato alla decapitazione fuori dalla città nella via Flaminia intorno l'anno 270. Una certa matrona di nome Savinilla (o Sabinilla) raccolse il corpo del Santo, e lo seppellì al secondo miglio della via Flaminia (oggi Viale Maresciallo Pilsudski) vicino alla porta della città, che col passare degli anni fu chiamata “la porta di San Valentino”. Sulla sua tomba, venne edificata una basilica in suo onore da papa Giulio I (336-352); essa fu ricostruita da papa Onorio I (625-638), ampliata da papa Benedetto II (684-685) ed ebbe un monastero annesso al tempo di papa Niccolò II (1059-1061). Nel XIII secolo le reliquie di San Valentino, molto probabilmente, furono portate nella Basilica di Santa Prassede e riposte nell'Oratorio di San Zenone. Qui le reliquie dei Santi Zenone e Valentino erano in un'arca marmorea dalla quale vennero rimosse nel 1699. Il Diario Romano (1926) ricorda l'esposizione delle reliquie nell'attigua cappella della Colonna. Nella cappella dedicata a San Nicola da Tolentino nella Basilica dei Santi Trifone e Agostino in Campo Marzio sono visibili, presso l'altare, parte delle spoglie di un presbitero di nome Valentino. Partecipando col nostro spirito di penitenza alle sofferenze redentrici del Salvatore, domandiamogli «per intercessione di San Valentino, di essere liberati da tutti i mali che ci minacciano» (Offertorium).
    (Cfr. San Valentino, prete e martire, dal sito Corsia dei Servi; San Valentino, presbitero e martire, dall'opera «Reliquie Insigni e “Corpi Santi” a Roma» di Giovanni Sicari).
    Davide benedice Dio per le sue vittorie sui nemici. Chi muore martire, sembra essere una vittima, ma in realtà egli è il vincitore: perché con la grazia di Dio affronta coraggiosamente la morte anziché fare il male. In tal modo riceverà in cielo un grande premio.”

    “Effigie lignea di San Valentino con reliquia ex ossibus, Cappella gentilizia dei signori Capece-Minutolo, San Valentino Torio (Campania), XVIII sec.”
    https://3.bp.blogspot.com/-EPynC_u7o...8SA%2529-2.jpg





    “Jacopo da Ponte, detto Jacopo Bassano, San Valentino battezza Santa Lucilla, Museo Civico di Bassano del Grappa (Veneto), 1575 circa.”
    https://1.bp.blogspot.com/-4BIR11e5j...4_21-40-16.jpg










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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris et Fílii et Spíritus Sancti. Amen.
    Eterno Padre, intendo onorare san Valentino, Vescovo e Martire, il quale, dopo lunga flagellazione fu messo in prigione, e, non potendo esser vinto, finalmente nel silenzio della mezzanotte tratto fuori dal carcere, fu decollato. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Vescovo e Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Valentino possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»

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    «14 FEBBRAIO 2019: SAN VALENTINO: PRETE E MARTIRE.»
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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
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    14 février : Saint Valentin, Prêtre et Martyr (? 268) :: Ligue Saint Amédée
    14 février : Saint Valentin, Prêtre et Martyr (? 268) :: Ligue Saint Amédée
    “14 février : Saint Valentin, Prêtre et Martyr († 268).”
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    Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
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    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 

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