‘MILANO – Anche gli atei possono andare in Paradiso, purche’ vivano “secondo una coscienza retta”. Ne e’ convinto il gesuita Giovanni Marchesi, teologo di Civilta’ Cattolica e docente di Filosofia all’Universita’ Gregoriana di Roma. L’ipotesi da lui esposta e’ parte di una corrente della teologia moderna che afferma la “speranza per tutti nella salvezza eterna”, e che definisce gli atei “coloro che credono di non credere”. E il Paradiso e’ aperto anche a musulmani, ebrei, non cristiani perche’, secondo questi teologi, “tutte le religioni sono vie straordinarie di salvezza”. Padre Marchesi e’ autore di un lungo saggio sulla Cristologia trinitaria di Hans Urs von Balthasar, il teologo svizzero (morto nel 1988) che sottolineo’ che la “salvezza di tutti gli uomini sia la finalita’ principale di Dio”, e che fu considerato dai mass media il teorico dell'”Inferno vuoto”. Pur affermando che quella definizione e’ “semplicistica”, padre Marchesi precisa che “sul destino ultraterreno nessuno puo’ emettere un giudizio di verita’, specie per quanto riguarda la dannazione. Anche la Chiesa, pur impegnandosi sul carisma dei beati e dei santi, non si e’ mai pronunciata sul numero dei dannati o sulle loro identita’. La dottrina cristiana afferma l’esistenza dell’Inferno e di Satana. Ma li’ si ferma. Anche la presenza agli inferi di Giuda, il traditore di Gesu’, e’ nel dubbio, come ammette lo stesso Giovanni Paolo II nel suo libro Varcare la soglia della speranza. Nulla ha mai detto la Chiesa sulla sorte di grandi ed efferati peccatori come Hitler o Stalin”. Aggiunge il gesuita: “E se per Sant’Agostino la maggior parte dell’umanita’ era destinata ad andare all’Inferno, la teologia moderna sembra piu’ attirata da Origene, il quale riteneva che, alla fine del mondo, Dio avrebbe redento tutti gli uomini e anche il diavolo. La visione positiva e non pessimistica del dato cristiano non e’ teoria o speculazione astratta. Anche ad avviso di San Paolo, Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati”. Nel suo libro, dedicato a Balthasar, padre Marchesi analizza come l’essere e l’operare di Gesu’ costituiscano sia la rivelazione visibile dell’invisibile Dio sia l’azione efficace per la salvezza del mondo. Il volume e’ stato pubblicato in queste settimane dalla prestigiosa collana di “teologia contemporanea” delle edizioni “Queriniana”, anche in coincidenza con l’anno dedicato a Cristo, il 1997, voluto dal Papa in preparazione del Giubileo del Duemila. La “speranza di salvezza per tutti gli uomini”, riproposta dalla teologia moderna, si basa su numerosi passi del Vangelo e delle Sacre scritture. Per esempio, nella prima lettera a Timoteo, San Paolo afferma: “Gesu’ Cristo e’ venuto nel mondo perche’ Dio, nostro Salvatore, vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verita”. I tre evangelisti Matteo, Marco e Luca parlano poi di Gesu’, venuto sulla terra “non per essere servito ma per servire e per dare la propria vita in riscatto per i molti”.