Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Apologia cattolica
    Data Registrazione
    23 Aug 2010
    Località
    Latina
    Messaggi
    31,950
     Likes dati
    8,038
     Like avuti
    2,486
    Mentioned
    121 Post(s)
    Tagged
    43 Thread(s)

    Predefinito passione-morte-e-risurrezione-di-Gesu-fatti-accertati-anche-dalla-storia

    La Pasqua è la festività più importante per i cristiani: senza risurrezione Gesù sarebbe stato soltanto uno dei tanti saggi profeti apparsi nella storia, forse il più ammirabile, forse ispirato dallo Spirito Santo, ma senza la capacità di sconvolgere l’umanità e la vita di miliardi di persone.Risorgendo è restato nel mondo, si è reso incontrabile da chiunque, ha espresso la volontà del Padre di mischiarsi tra gli uomini, donando loro il senso ultimo della vita: l’attesa di infinito che ognuno di noi vive dentro di sé non è un inganno della natura, ma è una promessa che verrà certamente mantenuta. La vita è il percorso della libertà dell’uomo, chiamato a riconoscere questo, a testimoniarlo e ad attendere il mantenimento di tale promessa vivendo già un anticipo, qui e ora, di compimento.Ma cosa dice la storia di quei tre giorni che sconvolsero l’umanità? La passione, la morte e la risurrezione di Gesù hanno lasciato tracce storiche? Per rispondere a questa domanda ci affidiamo principalmente a due autorità internazionali: John P. Meier, docente di Nuovo Testamento alla Notre Dame University e unanimamente riconosciuto il più eminente studioso vivente della storicità del cristianesimo, e Bart D. Ehrman, direttore del dipartimento di studi religiosi dell’Università del North Carolina e studioso di Nuovo Testamento. Quest’ultimo è una figura di secondo piano rispetto ai più importanti esperti del tema ma ha la particolarità di essere un non credente, molto spesso onesto e oggettivo. In realtà la posizione personale non dovrebbe contare nulla in quanto il metodo scientifico non si basa sul principio di autorità e, sia il cattolico Meier che l’agnostico Ehrman, sono chiamati a dimostrare le loro tesi in modo oggettivo alla comunità scientifica e solo su questo si basa la loro autorevolezza. Tuttavia, preferiamo considerare anche il suo punto di vista essendo, per molti che non fanno questo ragionamento, una fonte imparziale in quanto non cristiano e non credente.

    Consideriamo i principali eventi che hanno caratterizzato gli ultimi giorni della vita pubblica di Gesù:

    ULTIMA CENA. L’ultima cena tra Gesù i suoi discepoli non è oggetto di discussione tra gli studiosi, si accetta la sua storicità ma solitamente ci si divide sul fatto se sia stata o meno un banchetto pasquale. Questo perché i sinottici sembrano apparentemente affermare che Gesù volle celebrare la pasqua ebraica, al contrario di quanto riporta il Vangelo di Giovanni. Il prof. Meier, nel suo celebre “Un ebreo marginale”, ha tuttavia evidenziato che non c’è nessuna contraddizione tra le due fonti perché «se si separano dai racconti sinottici della passione i riferimenti, posteriori o redazionali, alla pasqua presenti attualmente, comprendiamo che l’ultima cena nella tradizione sinottica soggiacente non è un banchetto pasquale analogamente a quanto avviene per l’ultima cena nel vangelo secondo Giovanni» (p. 397). Gesù, infatti, non celebrò la Pasqua ebraica con i suoi discepoli durante l’ultima cena ma, sentendosi braccato dalle autorità ebraiche e romane, «organizzò un solenne banchetto d’addio con la cerchia più intima dei suoi discepoli immediatamente prima della pasqua […] nella casa di qualche sostenitori benestante di Gerusalemme il giovedì verso il tramonto, quando cominciava il quattordicesimo giorno di nisan […]. Se ammettiamo la fondamentale storicità del racconto eucaristico, dobbiamo ammettere che Gesù nell’ultima cena disse alcune cose sorprendenti e senza precedenti che non possono essere spiegatesemplicemente ipotizzando il contesto di un banchetto rituale giudaico […], non sorprende che quanto fece durante il suo ultimo banchetto con la cerchia più intima dei suoi discepoli non coincida esattamente con nessuno rito religioso convenzionale del tempo». Questo è uno dei diversi casi con i quali solitamente si dimostra che il Vangelo di Giovanni, seppur scritto posteriormente e basato su altre fonti indipendenti, spesso risulta essere più affidabile storicamente rispetto ai sinottici.

    TRADIMENTO DI GIUDA. Il processo a Gesù inizia in seguito al tradimento da parte di Giuda, secondo il prof. Ehrman, «ci sono ottime ragioniper credere che Gesù sia stato tradito da uno dei suoi discepoli, Giuda Iscariota. Ovviamente, il dato è attestato da una molteplicità di tradizioniindipendenti: il Vangelo di Marco, la Fonte M, il Vangelo di Giovanni e il libro degli Atti. Inoltre, la tradizione sembra soddisfare il criterio della dissomiglianza e non dà l’idea di essere un’invenzione cristiana successiva» (B.D. Ehrman, “Did Jesus Exist?”, HarperCollins Publishers 2012 p. 335).

    PROCESSO A GESU’. Per quanto riguarda la descrizione analitica del processo, il prof. Ehrman fatica a trovarlo storicamente affidabile in quantonon c’è nessun testimone nei Vangeli che affermi di aver assistito in prima persona agli eventi descritti (non la pensano così celebri studiosi, come N.T. Wright). Quello su cui può pronunciarsi, tuttavia, è il motivo per cui venne messo in croce: «Un elemento anomalo dei racconti evangelici che narrano la morte di Gesù è che Pilato l’abbia condannato alla crocifissione per essersi definito “re dei giudei”. L’attestazione è multipla e presente in tutte le tradizioni, inoltre soddisfa il criterio della dissomiglianza, perché, da quanto ne sappiamo, è un appellativo che i primi cristiani non usarono mai per riferirsi a Gesù. Non possono aver fabbricato ad arte l’accusa che gli fu effettivamente rivolta, e sembra probabile sia stato quello il suo crimine» (p. 336).

    EPISODIO DI BARABBA. Pilato, indeciso sul da farsi, domanda alla folla se preferisce liberare Gesù o Barabba, noto malfattore della città. E’ un episodio molto conosciuto, soddisfa il criterio della molteplice attestazione e, secondo il prof. Meier e molti altri studiosi, «è uno dei più antichi strati del primitivo racconto della passione» (p. 399). E’ giusto per questo considerare la sua alta probabilità storica, sopratutto dopo che numerosi studiosi -come Richard L. Merritt- hanno rilevato che nel mondo antico era abbastanza diffuso l’uso di liberare qualche prigioniero in occasione delle feste. Il prof. N.T. Wright, tra i principali studiosi del Nuovo Testamento del mondo anglosassone, ha sostenuto -tramite i testi dello storico romano Tito Livio- la certezza storica dell’uso di liberare prigionieri a Pasqua. I governatori romani si comportavano così per accontentare le folle e mostrare rispetto verso le feste ebraiche (N.T. Wright, “Gli ultimi giorni di Gesù”, San Paolo 2010, p.28).

    CROCIFISSIONE. Nessuno studioso serio nega la storicità della crocifissione di Cristo, il prof. Ehrman ha infatti spiegato che «è assai improbabile che i primi seguaci di Gesù, essendo ebrei palestinesi, abbiano inventato di sana pianta l’idea del messia crocifisso, il criterio della dissomiglianza è perciò soddisfatto. L’asserzione trova molteplici attestazioni in tutte le nostre tradizioni (Vangelo di Marco, Fonti M e L, Vangelo di Giovanni, epistole paoline, testi di Giovanni Flavio e di Tacito). Se ciò di cui siamo alla ricerca sono solide probabilità, questa è una tradizione che vanta un alto grado di probabilità. Gesù è stato crocifisso!» (p. 191).

    MORTE E SEPOLTURA. Per quanto riguarda la datazione, possiamo dire che la data più probabile della morte di Gesù secondo la maggioranza degli studiosi è il 7 aprile del 30 d.C., i motivi sono diversi e accenniamo soltanto al fatto che si è arrivati a questa conclusione sopratutto scartando le ipotesi meno probabili (il confronto solitamente avviene tra il 29, il 30, il 32 e il 33 d.C.). Il prof. Ehrman ha riconosciuto che, grazie alle lettere paoline scritte verso la metà degli anni Trenta, le notizie sui fatti che hanno caratterizzato la morte e la sepoltura di Gesù così come li conosciamo oggi, «risalgono probabilmente a un paio di anni circa dopo la morte di Gesù» (p. 132), ovvero vicinissime agli eventi. Secondo il prof. Jacob Kremer, ritenuto il più importante biblista del 20° secolo, «la maggior parte degli esegeti considera saldamente affidabili le dichiarazioni bibliche relative al sepolcro vuoto» (J. Kremer, “Die OsterevangelienGeschichten um Geschichte”, Katholisches Bibelwerk 1977, pp. 49-50). Il prof.Raymond Brown, docente emerito presso l’Union Theological Seminary di New York, ha più volte mostrato l’alta probabilità storica della sepoltura organizzata da Giuseppe d’Arimatea, «dal momento che una creazione cristiana immaginata dal nulla sul fatto che un membro Sinedrio ebraico abbia fatto una cosa così onorevole è quasi inspiegabile, conoscendo l’ostilità nei primi scritti cristiani verso le autorità ebraiche, responsabili della morte di Gesù. Mentre l’alta probabilità non corrisponde a certezza, non vi è nulla nelle fonti pre-evangeliche sulla sepoltura di Gesù da parte di Giuseppe d’Arimatea che potrebbe non farla considerare storica» (R. Brown, “The Death of the Messiah”, 2 vols. Garden City 1994, 1240-1241).

    RISURREZIONE. Abbiamo mostrato qualche tempo fa che c’è la possibilità di avanzare prove indirette a conferma della storicità della risurrezione di Gesù, mentre per quanto riguarda le prove dirette occorre riconoscere che in linea generale i miracoli possono essere affermati con certezza per sola fede. «Benché sia un avvenimento reale avvenuto a Gesù Cristo», ha spiegato il prof. Meier, l’evento della risurrezione «non è avvenuto nel tempo e nello spazio e perciò non dovrebbe essere chiamato storico» (p.186). Possiamo però approcciarci ad esso indirettamente attraverso vari argomenti: è noto agli storici, ad esempio, che quello della risurrezione di Cristo è un racconto molto antico, come spiegato dalprof. Ehrman quando ha ammesso la testimonianza di esso nelle lettere di San Paolo, scritte prima dei Vangeli. Lo studioso americano ha inoltre usato numerose pagine contro i negatori della storicità dei Vangeli, spiegando che l’evento della risurrezione da loro descritto è unico e originale in tutta la storia della letteratura precedente: «La morte e la resurrezione di Gesù sono un evento unico, tra le antiche divinità del Vicino Oriente non si riscontra nulla di simile. Chiunque pensi che Gesù si stato plasmato prendendo a modello tali divinità deve portare qualche prova -di qualunque genere- che gli ebrei palestinesi furono influenzati» da quei racconti. In ogni caso, «le differenze tra Gesù e gli dei di morte e rinascita dimostrano che Gesù non fu plasmato con le loro caratteristiche, persino nel caso che ai suoi tempi ci fossero persone che parlavano di quelle divinità» (p. 234,235). Uno studioso, ben poco cristiano come il teologo Hans Küng, ha riconosciuto che «non fu la fede dei discepoli a risuscitare Gesù ma fu il resuscitato a condurli alla fede» (H. Küng, “Essere cristiani”, Rizzoli 2012, p.421).

    Arrivati alla fine di questo piccolo resoconto possiamo concludere che gli eventi che ricorderemo e celebreremo questa settimana sono il cardine della fede cristiana e contemporaneamente fatti documentati e incarnati nella storia (per la risurrezione parliamo di documentazione storica indiretta), sostenuti da un ampio grado di attendibilità e probabilità.

    Molto interessante il dibattito avvenuto nel 2006 tra il noto filosofo analitico William Lane Craig, docente al Talbot School of Theology di Los Angeles e Bart D. Ehrman, presidente del Dipartimento di studi religiosi” dell’Università della Carolina del Nord. Al centro del dibattito la possibilità che vi sia una prova storica per la resurrezione di Gesù Cristo.La tesi del prof. Craig è che vi sia una certezza morale per la resurrezione di Gesù che si basa sull’esperienza personale (approccio esperienziale) dell’incontro con Lui tramite il dono della fede, ma che esista anche un sostegno storico che porta a guardare alla resurrezione di Gesù come la miglior spiegazione (dunque potremmo dire una “prova indiretta”) di quattro eventi ben definiti nella storia di Gesù, giudicati altamente attendibili storicamente dalla comunità scientifica.

    Ecco i quattro eventi:

    1) La sepoltura di Gesù: è riferita da numerose fonti indipendenti (i quattro Vangeli, tra cui il materiale utilizzato da Marco che secondo Rudolf Pesch risale a sette anni dalla crocifissione di Gesù e proviene da testimonianze oculari, diverse lettere di Paolo, scritte prima dei Vangeli e ancora più vicine ai fatti, e l’apocrifo Vangelo di Pietro) e ciò è un elemento di autenticità sulla base del criterio della molteplice attestazione. Inoltre, la sepoltura di Gesù per mezzo di Giuseppe d’Arimatea, membro del Sinedrio ebraico, risulta attendibile poiché soddisfa il cosiddetto criterio dell’imbarazzo: come ha spiegato lo studioso Raymond Edward Brown (in “The Death of the Messiah”, 2 vols., Garden City 1994, p.1240-1). La sepoltura di Gesù grazie a Giuseppe d’Arimatea è “molto probabile” dal momento che è “inspiegabile” come dei membri della chiesa primitiva potessero valorizzare tanto un membro del Sinedrio ebreo, avendo verso di loro una comprensibile ostilità (erano gli artefici della morte di Gesù). Per questi e altri motivi il compianto John At Robinson dell’Università di Cambridge, la sepoltura di Gesù nella tomba è «uno dei fatti più antichi e meglio attestati su Gesù» (“The Human Face of God”, Westminster 1973, p. 131)

    2) La tomba trovata vuota: la domenica dopo la crocifissione, la tomba di Gesù fu trovata vuota da un gruppo di donne. Anche questo fatto soddisfa il criterio della molteplice attestazione essendo attestato da diverse fonti indipendenti (Vangelo di Matteo, Marco e Giovanni, e Atti degli Apostoli 2,29 e 13,29). Inoltre, il fatto che le protagoniste del ritrovamento della tomba vuota siano delle donne, allora considerate prive di qualunque autorità (perfino nei tribunali ebraici) avvalora l’autenticità del racconto, soddisfacendo il criterio dell’imbarazzo. Così lo studioso austriaco Jacob Kremer ha affermato: «di gran lunga la maggior parte degli esegeti considera affidabili le dichiarazioni bibliche relative al sepolcro vuoto» (“Die Osterevangelien–Geschichten um Geschichte”, Katholisches Bibelwerk, 1977, pp. 49-50).

    3) Apparizioni di Gesù dopo la morte: in diverse occasioni e in varie circostanze numerosi individui e gruppi di persone differenti dicono di aver sperimentato apparizioni di Gesù dopo la sua morte. Paolo spesso cita questi eventi nelle sue lettere, considerando che sono state scritte vicine agli eventi e tenendo conto la sua conoscenza persona con le persone coinvolte, queste apparizioni non possono essere liquidate come semplici leggende. Oltretutto esse sono presenti in diverse fonti indipendenti, soddisfacendo il criterio della molteplice attestazione (l’apparizione a Pietro è attestata da Luca e Paolo; l’apparizione ai Dodici è attestata da Luca, Giovanni e Paolo; l’apparizione alle donne è attestata da Matteo e Giovanni, ecc.) Il critico tedesco del Nuovo Testamento, scettico, Gerd Lüdemann, ha concluso: «Può essere preso come storicamente certo che Pietro e i discepoli abbiano avuto esperienze dopo la morte di Gesù in cui egli apparve loro come il Cristo risorto» (“What Really Happened to Jesus?”, Westminster John Knox Press 1995, p.8).

    4) Il cambiamento radicale dell’atteggiamento dei discepoli: dopo la loro fuga impaurita al momento della crocifissione di Gesù, i discepoli hanno improvvisamente e sinceramente creduto che Egli era risorto dai morti, nonostante la loro ebraica predisposizione contraria. Tanto che improvvisamente furono disposti perfino a morire per la verità di questa convinzione. L’eminente studioso britannico NT Wright ha perciò affermato: «Questo è il motivo per cui, come storico, non riesco a spiegare l’ascesa del cristianesimo primitivo a meno che Gesù sia risorto, lasciando una tomba vuota dietro di lui». (“The New Unimproved Jesus”, Christianity Today, 13/09/1993).Il prof. Craig ci tiene a sottolineare: «La risurrezione di Gesù è una spiegazione miracolosa di queste prove, ma queste prove in sé non sono miracolose. Nessuno di questi quattro fatti è alcun modo soprannaturale o inaccessibile allo storico». Per questo egli afferma che la migliore spiegazione di questi fatti è che Gesù è risorto dai morti. Questa è anche stata la spiegazione che i testimoni oculari stessi hanno dato e nessuna spiegazione naturalistica riesce a fornire una spiegazione davvero plausibile dei fatti, tenendo in conto tutti gli elementi.

    La replica del prof. Ehrman si è basata su tre punti.
    La prima obiezione è stata che i Vangeli non sono così solidi come fonti storiche, dato che sono stati composti dai 35 ai 65 anni dopo la morte di Gesù. Un’affermazione che contraddice quanto scriverà in seguito nel volume “Did Jesus Exist?”: «Indipendentemente dal fatto che siano ritenuti o meno scritture ispirate, i Vangeli possono essere considerati e utilizzati come fonti storiche importanti» (HarperCollins Publisher 2013, p.75).
    La seconda obiezione è che vi sono delle contraddizioni tra i diversi Vangeli su come si sono svolti i quattro fatti citati dal prof. Craig (l’ora e il giorno della morte di Gesù, il numero di donne che ha trovato il sepolcro vuoto ecc.). Ad essa ha contro-replicato il prof. Craig, facendo notare che i Vangeli sono tutti concordi sui quattro fatti al centro del dibattito, anche se possono variare dei particolari secondari ma che non compromettono il racconto.
    La terza obiezione del prof. Ehrman è che la resurrezione dai morti di Gesù da parte di Dio è un’affermazione teologica e non può essere storica poiché «gli storici possono stabilire solo quello che probabilmente è accaduto in passato, e per definizione, un miracolo è l’evento meno probabile. E così, per la natura stessa dei canoni della ricerca storica, non possiamo affermare storicamente che un miracolo probabilmente è accaduto. Per definizione, probabilmente non è accaduto». Il prof. Craig ha contro-replicato, in modo illuminate secondo noi, spiegando che si sta valutando l’ipotesi che Gesù sia risorto dai morti in modo soprannaturale, non in modo naturale (il che sarebbe, questo si, altamente improbabile).«Ma non vedo alcun motivo per pensare che sia improbabile che Dio abbia risuscitato Gesù dai morti». Infatti, «al fine di dimostrare che tale ipotesi è improbabile, bisognerebbe dimostrare che l’esistenza di Dio è improbabile. Ma il prof. Ehrman dice che lo storico non può dire nulla su Dio. Pertanto, non può dire che l’esistenza di Dio è improbabile. Ma, se non si può dire questo allora non si può nemmeno affermare che la risurrezione di Gesù è improbabile. Quindi la posizione del prof. Ehrman è letteralmente auto-confutante». Inoltre, ha ricordato ancora il prof. Craig, il dibattito è centrato sulla probabilità della resurrezione in seguito ad una serie di fatti che richiedono essa come spiegazione migliore, non la probabilità della resurrezione dai morti senza alcun elemento di prova.

    Il resto del confronto tra i due si è basato solamente sull’approfondimento delle loro posizioni. Il prof. Ehrman, nonostante avesse il vantaggio di trattare un argomento di cui è un professionista (il prof. Craig è un filosofo, non uno storico), non si è dimostrato molto preparato alle argomentazione filosofiche del prof. Craig. Anzi, si è contraddetto come accade spesso nei suoi libri. Bisogna invece riconoscergli un’ottima disposizione al confronto e non allo scontro.
    Il prof. Craig si è invece dimostrato certamente più convincente e illuminato, arrivando a fornire una buona plausibilità ad una tesi -la prova storica della resurrezione- poco considerata anche dai cristiani.
    Ultima modifica di Haxel; 03-04-15 alle 15:36
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  2. #2
    Apologia cattolica
    Data Registrazione
    23 Aug 2010
    Località
    Latina
    Messaggi
    31,950
     Likes dati
    8,038
     Like avuti
    2,486
    Mentioned
    121 Post(s)
    Tagged
    43 Thread(s)
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  3. #3
    Moderatore
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    6,065
     Likes dati
    1,026
     Like avuti
    797
    Mentioned
    49 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: passione-morte-e-risurrezione-di-Gesu-fatti-accertati-anche-dalla-storia

    ' solenne banchetto d'addio' non mi piace come definizione


    Inviato dal mio iPad utilizzando Tapatalk

  4. #4
    Moderatore Cattolico
    Data Registrazione
    06 Jun 2009
    Messaggi
    27,306
     Likes dati
    5,292
     Like avuti
    5,958
    Mentioned
    2062 Post(s)
    Tagged
    18 Thread(s)

    Predefinito Re: passione-morte-e-risurrezione-di-Gesu-fatti-accertati-anche-dalla-storia

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    ' solenne banchetto d'addio' non mi piace come definizione


    Inviato dal mio iPad utilizzando Tapatalk



    Purtroppo ormai è sempre di più la cena eucaristica e sempre meno il rinnovamento del Sacrfiicio. Ormai si va a cena col Signore.
    Si leggono spesso opuscoli di tale tenore spesso diffusi a livello giovanile. Questo è fatto per ragioni ecumeniche verso i protestanti.

    E ormai questa cosa ha preso basi pseudoteologiche liturgiche se pensi che nella Messa moderna si dice "Ti offriamo il frutto della terra e del lavoro del uomo" e questo è fatto, sempre le le stesse ragioni ecumeniche, in omaggio alle feste agricole che gli ebrei celebravano il quel periodo. Se non è snaturare una religione questa.
    Almeno fossero arrivate conversioni in massa...
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA PRIVATA, SOLO DI STATO
    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


  5. #5
    de-elmettizzato.
    Data Registrazione
    29 Jul 2009
    Località
    Piave
    Messaggi
    50,257
     Likes dati
    13,971
     Like avuti
    22,723
    Mentioned
    235 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    9

    Predefinito Re: passione-morte-e-risurrezione-di-Gesu-fatti-accertati-anche-dalla-storia

    Citazione Originariamente Scritto da emv Visualizza Messaggio
    Purtroppo ormai è sempre di più la cena eucaristica e sempre meno il rinnovamento del Sacrfiicio. Ormai si va a cena col Signore.
    Si leggono spesso opuscoli di tale tenore spesso diffusi a livello giovanile. Questo è fatto per ragioni ecumeniche verso i protestanti.

    E ormai questa cosa ha preso basi pseudoteologiche liturgiche se pensi che nella Messa moderna si dice "Ti offriamo il frutto della terra e del lavoro del uomo" e questo è fatto, sempre le le stesse ragioni ecumeniche, in omaggio alle feste agricole che gli ebrei celebravano il quel periodo. Se non è snaturare una religione questa.
    Almeno fossero arrivate conversioni in massa...
    A prescindere che approvo il tuo messaggio al 100%, aggiungo una breve postilla.
    Ma almeno 'sto ecumenismo avesse dato un frutto concreto in termini di conversioni a Verità di Fede e non a far blaterare fantateologi a loop continuo in piena chiave autosoddisfatoria.
    Preferisco di no.

  6. #6
    de-elmettizzato.
    Data Registrazione
    29 Jul 2009
    Località
    Piave
    Messaggi
    50,257
     Likes dati
    13,971
     Like avuti
    22,723
    Mentioned
    235 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    9

    Predefinito Re: passione-morte-e-risurrezione-di-Gesu-fatti-accertati-anche-dalla-storia

    Periodo di Quaresima.
    Riflessioni sempre attuali.
    Preferisco di no.

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 18-02-16, 17:34
  2. Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 02-04-10, 11:53
  3. Meditazioni sulla Passione di N. S. Gesù Cristo
    Di Augustinus nel forum Tradizionalismo
    Risposte: 104
    Ultimo Messaggio: 24-03-08, 16:13
  4. La Passione di Nostro Signore Gesù Cristo
    Di Il Patriota nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 07-10-05, 17:40
  5. La Passione di Nostro Signore Gesù Cristo
    Di Il Patriota nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 11-10-04, 19:13

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito