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    Predefinito A che punto siamo con il Federalismo Fiscale

    Guardavo alcuni articoli... e mi domandavo... a che punto siamo con questo benedetto federalismo fiscale? Basterà questo alla lega o ottenuto il fedralismo si estremizzeranno ulteriormente e cercheranno la secessione?

    28 ottobre 2009

    Ok Commissione Senato a emendamento a Dl salva-infrazioni (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 28 ott - Slitta al 30 giugno 2010 il termine entro cui il Governo dovra' trasmettere alle Camere il primo schema di decreto legislativo di attuazione del federalismo fiscale. Lo prevede un emendamento del relatore al decreto legge salva-infrazioni, Lucio Malan, approvato oggi dalla commissione Affari costituzionali del Senato. "Non si tratta di un ritardo - ha spiegato Malan - ma di un emendamento volto a poter procedere con il federalismo fiscale con i tempi dovuti. Si tratta di una norma finalizzata a consentire che tutte le Regioni si uniformino al sistema unitario di bilancio, in modo da poter fare un calcolo uniforme dei costi". Amm-Y- (RADIOCOR) 28-10-09 2029 (0502) 3 NNNN

    Visualizza altro *** Federalismo fiscale: slitta a 30 giugno 2010 primo decreto attuativo | Radiocor, mercoledi' 28 ottobre 2009 (articolo 751713)
    Federalismo fiscale, Calderoli: entro luglio nuovi decreti  - Yahoo! Notizie

    Primo decreto attuativo del federalismo fiscale:a chi andranno i beni dello stato
    Barbara Fiammeri
    ROMA
    Umberto Bossi è raggiante. Oggi il consiglio dei ministri approverà il primo decreto attuativo del federalismo fiscale, il cosiddetto federalismo demaniale, che ieri ha ricevuto il via libera della commissione bicamerale. Un sì quasi bipartisan visto che al voto favorevole di Lega e Pdl si è aggiunta l'Idv di un entusiasta Antonio Di Pietro e l'astensione, sia pure «sofferta», del Pd. Gli unici a dire «no» sono stati i centristi: quelli dell'Udc guidati da Pierferdinando Casini e la pattuglia dell'Api di Francesco Rutelli.
    Ancora una volta a salire sul podio è dunque la Lega. E non solo perchè il primo sì è arrivato nei tempi previsti, ma perché a vincere è stata la scelta di mediazione e confronto con l'opposizione che ha portato addirittura Di Pietro a tenere una conferenza stampa quasi mano nella mano con Roberto Calderoli, lo stratega del Carroccio.
    Lega e Idv spiazzano così i loro maggiori alleati: Pdl e Pd. Il partito di Silvio Berlusconi esprime la sua soddisfazione. Massimo Corsaro che guida i piediellini della bicamerale giudica l'approvazione del decreto «una vittoria del Parlamento, un successo del Pdl». Ma al di là delle dichiarazioni ufficiali c'è la consapevolezza che nell'immaginario collettivo questo primo sì è una nuova spilletta che Bossi appunta sulla sua camicia verde. Il Senatur che solo l'altro giorno faceva sapere di essere «preoccupato» per le sorti del federalismo oggi mostra la faccia del vincente. Parla di una «prima tappa», plaude all'atteggiamento assunto dal parlamento («quando ci sono cose importanti i partiti si schierano dalla parte della gente») e guarda al futuro godendosi, intanto, il presente dove spicca peraltro la divisione dell'opposizione.
    Il Pd aveva messo in conto il voto favorevole di Di Pietro. Non però la conferenza stampa congiunta dell'ex pm di Mani pulite con il ministro per la Semplificazione normativa Calderoli. «Ci dispiace che altri, dopo aver contribuito a creare un buon strumento, non abbiano poi il coraggio di assumersene la responsabilità», è la stilettata di Di Pietro al Pd, al quale invia un messaggio chiarissimo: «L'Idv non si astiene mai, non è politica quella politica che non decide. Chi non è né carne né pesce è bene che se ne stia alla finestra». Parole taglienti che aumentano le tensioni all'interno dei democratici. L'astensione è infatti un compromesso.
    Alla riunione del gruppo sono emerse opinioni contrastanti tra chi (i veltroniani nordisti) era pronto a votare sì e chi invece (l'ala meridionale capeggiata da Sergio D'Antoni e i dalemiani) si era schierato per il «no». Tutto il Pd rivendica però il merito del profondo cambiamento del decreto approvato ieri, rispetto a quello inviato inizialmente dal governo.Il testo uscito «non è soddisfacente», sottolinea il capogruppo alla Camera Dario Franceschini, ma ciò non toglie che sia «stato molto migliorato». Non abbastanza però per l'Udc: «Siamo certi - dicono Gianpiero D'Alia e Gianluca Galletti motivando il loro voto contrario - che si moltiplicheranno le spese per il paese in un momento di forte crisi finanziaria».
    I centristi dunque tornano a dire «no» come quando fu varata la legge delega. Una posizione che nei giorni scorsi non sembrava così scontata, ma alla quale ha probabilmente contribuito l'atteggiamento molto critico espresso dal Carroccio sull'eventuale allargamento della maggioranza all'Udc. Lo scenario infatti cambia di giorno in giorno. La Lega sa bene che è ancora troppo presto per cantar vittoria. La vera partita sul federalismo deve ancora cominciare. Entro fine giugno dovrà essere presentata dal governo la relazione sui costi del federalismo, nella quale saranno fornite le previsioni sulle ricadute della riforma sui conti pubblici. I primi numeri sui quali si comincerà davvero a capire la praticabilità del federalismo fiscale.
    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    Primo decreto attuativo del federalismo fiscale:a chi andranno i beni dello stato

    Ed ecco la relazione "incompleta" sui costi del federalismo...

    Federalismo fiscale, sì senza numeri
    Arriva una tassa unica per i comuni
    Il ministro delle Riforme Umberto Bossi ha presieduto il cdm
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    Via libera del Cdm alla relazione
    di Tremonti, le cifre solo a luglio.
    "La prima casa non sarà toccata".
    Bossi esulta: "Passo importante"
    ROMA
    Via libera del Consiglio dei ministri alla relazione del Tesoro sull’impatto del federalismo fiscale. Un «passo importante», esulta il ministro delle Riforme Umberto Bossi, sottolineando che ora si apre la fase del federalismo municipale che porterà i Comuni ad avere tributi propri per finanziare i servizi.

    Bossi presiede la riunione dei ministri alla quale il premier Silvio Berlusconi non partecipa perchè impegnato in una missione internazionale. E, alla fine della conferenza stampa dopo il Cdm, la foto di gruppo dei ministri Bossi, Tremonti, Calderoli e Fitto, dà l’immagine di una riforma, che, come sottolinea il ministro della Semplificazione «non costerà», darà più diritti ai cittadini su tutto il territorio e produrrà risparmi perchè, sottolinea Tremonti, «il federalismo costa se non si fa». Risparmi sui quali, però, nonostante nei giorni scorsi si fosse ipotizzato un impatto, mai smentito, di 10 miliardi, il ministro dell’Economia non si sbilancia e spiega che qui si è messo in campo «un metodo», mentre le cifre dei risparmi ci saranno «tra luglio e settembre».

    Intanto la portata dell’intervento sui Comuni sarà di 15 miliardi, che, spiega Tremonti, verranno tagliati come trasferimenti ma «diventeranno 15 miliardi di titoli di finanziamento proprio». L’opposizione, però, va all’attacco. Mancano i numeri, dice il Pd che alla fine sottolinea come questo dimostri il bluff. «L’entusiasmo di Bossi - dice Francesco Boccia - è pittoresco ma è l’unica cosa uscita dal Consiglio dei Ministri. Oltre all’euforia leghista, a questo punto, peraltro, del tutto ingiustificata, non c’è proprio nulla, tantomeno quel fondo unico per il federalismo sbandierato come un tesoretto». Il riferimento è anche all’audizione della Copaff di oggi nella bicamerale per il federalismo fiscale che per il Pd dimostra che «pagheranno tutto le regioni» e ci saranno «nuove tasse».

    Dopo la trasmissione della relazione del Tesoro alle Camere, comunque, la strada è spianata per i prossimi decreti attuativi sui quali il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli sta lavorando da tempo. E, come spiegato sia da Bossi che da Tremonti, il primo passo sarà il federalismo comunale, che dovrebbe portare a una tassa unica municipale su base territoriale e immobiliare sulla quale decideranno comunque le autonomie anche dopo un referendum, come si spiega nella relazione, che fa riferimento a un ok «previa verifica di un consenso popolare». Insieme a quella che Calderoli ha già definito una service tax comunale che Tremonti, spiega, non riguarderà la prima casa, arriverà anche la cedolare secca sugli affitti ai Comuni. Questa, dice Tremonti, «è nel nostro programma e questo è il posto giusto per farla».

    Insieme al "federalismo municipale" arriverà anche il decreto sui costi e fabbisogni standard. Nella relazione del Tesoro si conferma che i livelli e i costi dei servizi verranno fatti coinvolgendo la Sose, la Società per gli studi di settore e, secondo il ministro del Tesoro sarà proprio da qui che arriveranno i risparmi. «È fondamentale - ha sottolineato il ministro - passare dai costi storici ai costi standard e questo verrà fatto senza penalizzare nessuno perchè gli standard verranno definiti in base alle pratiche migliori delle regioni». A luglio, assicura Tremonti, arriveranno poi i numeri sulla «fiscalità propria delle regioni».

    Ecco in pillole quanto emerso sulle prossime tappe del federalismo

    TASSA UNICA COMUNALE, SCELGONO I CITTADINI
    Gli attuali tributi statali e municipali che a vario titolo e forma insistono sul comparto immobiliare verranno concentrati in un unico titolo di prelievo da attivarsi, previa verifica di consenso popolare, su iniziativa dei singoli Comuni.

    NON PESERÀ SU PRIMA CASA
    La prima casa resterà esente dall’imposta.

    CEDOLARE SECCA AFFITTI
    Arriverà con il decreto sui tributi locali, è il «posto giusto» per inserirla, secondo l’idea del ministro Tremonti. La percentuale dell’aliquota della quale si è finora parlato è del 20%. Andrà ai Comuni.

    TRIBUTI COMUNI PESERANNO PER 15 MLD
    Ai Comuni verranno mano a mano tagliati 15 miliardi di trasferimenti che saranno compensati, come ha spiegato Tremonti, da «15 miliardi di titoli di finanziamento proprio».

    COSTI E FABBISOGNI STANDARD SU BASE STUDI SETTORE
    Per definire questi livelli di servizio verrà coinvolta la Sose (società per gli studi di settore).

    BASE SARANNO REGIONI "VIRTUOSE"
    La definizione dei costi e dei fabbisogni standard ai quali tutte le autonomie dovranno adattarsi, saranno fatti sulla base di un "paniere" di regioni virtuose. Questo, secondo il Tesoro, dovrebbe comportare dei risparmi.

    CORRESPONSABILITÀ STATO-REGIONI SU SANITÀ E INVALIDI
    Ci sarà corresponsabilità tra Stato e Regioni e tra le Regioni stesse, nella programmazione, attuazione e verifica dei vincoli di bilancio, a partire dal Servizio Sanitario Nazionale e dalle Pensioni di invalidità.

    A LUGLIO FISCALITÀ REGIONI
    Dopo il ’federalismo municipalè a luglio ci saranno i numeri della fiscalità delle regioni.

    NUMERI FEDERALISMO TRA LUGLIO E SETTEMBRE
    I «risparmi» del federalismo fiscale, secondo quanto ha riferito il ministro Tremonti ci saranno «tra luglio e settembre», per ora si è individuato «un metodo». Una cifra circolata è al momento non smentita è quella di 10 miliardi.
    Federalismo fiscale, sì senza numeri Arriva una tassa unica per i comuni - LASTAMPA.it

    Secondo voi a Luglio cosa vedremo?
    Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".

    Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".

  2. #2
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    Predefinito Rif: A che punto siamo con il Federalismo Fiscale

    A che punto siamo con il Federalismo Fiscale



    non sarebbe meglio messa così:
    " A che punto siamo col Federalismo Fiscale"


    Si ottiene pure un risparmio energetico.

  3. #3
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    Predefinito Rif: A che punto siamo con il Federalismo Fiscale

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    A che punto siamo con il Federalismo Fiscale



    non sarebbe meglio messa così:
    " A che punto siamo col Federalismo Fiscale"


    Si ottiene pure un risparmio energetico.
    mi sa che , al di là delle cifre che sparerà treconti, questo sarà l'unico risparmio che avremo dal federalismo, il resto sarà tutto un costo aggiuntivo,

    pià cadreghe per tutti!
    41 bis ai ladri evasori (auguriamo di cuore un cancro al fegato a chi non paga le tasse)

    patagni, amici dei ladri di stato e dei camorristi, salutatemi l'alenia, papa e cosentino... iaociao: repapelle:

  4. #4
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    Predefinito Rif: A che punto siamo con il Federalismo Fiscale

    Citazione Originariamente Scritto da jbroz Visualizza Messaggio
    mi sa che , al di là delle cifre che sparerà treconti, questo sarà l'unico risparmio che avremo dal federalismo, il resto sarà tutto un costo aggiuntivo,

    pià cadreghe per tutti!
    La mia era una disquisizione sull'uso della preposizione articolata ove ciò si possa fare.

    Con il non va ,si deve mettere "COL"

    altrimenti io potrei dire in il al posto del "NEL"

 

 

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