<< L'immigrazione del terzo mondo verso l'Europa è, sicuramente per noi europei - che lo si riconosca o ancora no - il problema principe dei prossimi anni. I mass media dedicano, almeno percentualmente, sempre più spazio ai problemi legati all'immigrazione. Non è esagerato prevedere che nel giro di pochi anni non si parlerà praticamente d'altro. Perciò, l'illudersi da parte dei politicanti romani odierni di poter risolvere o cavalcare il problema immigratorio con poche misure d'accatto e demagogiche con cui tenere buoni "accoglitori" e "accolti", è indice di notevole irresponsabilità. Ma è altresì chiaro a chi è uso analizzare gli eventi da un punto di vista più profondo, che il male non risiede unicamente nella spinta formidabile degli allogeni verso il parassitaggio delle strutture europee: il male risiede nell'Europeo stesso.

Cosa significa?

Significa che l'Europeo, o meglio il tipo umano che guda l'attuale civiltà (la civilità "occidentale") ha esaurito la sua spinta; questa civiltà si ritrova al suo stadio finale, non ha più la forza per mantenere il ruolo guida che le competerebbe. Ecco spiegato perchè le redini non le hanno più i migliori, ma le hanno prese banchieri e mercanti - ciò che una volta era spregevole, essere schiavi del dio denaro è oggi...un punto d'orgoglio. Si può prevedere che l'arrivo di masse straniere nelle nostre Terre continuerà fino a un punto limite, raggiunto il quale, il che rappresenterà un evento altresì traumatico, vi sarà una forte reazione dagli sviluppi ed esiti imprevedibili.
Deve essere chiaro fin da ora che tale reazione verrà condotta in primo luogo da Europei verso altri Europei, prima ancora che contro gli allogeni. Ciò sarà inevitabile. Per quanti Europei vengano risvegliati dal trauma dell'immigrazione e dalle azioni degli allogeni, rimarranno sempre quelli che difenderanno gli immigrati a spada tratta. Costoro sono quelli che si sono inconsciamente (o forse consciamente) votati alla causa della distruzione del concetto stesso di Europa, sono i batteri incaricati di portare fine al ciclo della nostra civiltà (già ora chiaramente individuabili in tre categorie: centri sociali e marxisti che hanno sostituito alla lotta di classe la lotta contro le comunità etnonazionali d'Europa, il clero post-conciliare, gli intellettuali e uomini di cultura mondialisi, i vari accoliti).

Sarà contro costoro che dovremo combattere, prima in maniera culturale (la fase più importante) e poi con un'incisiva e determinata azione politica.
E' fondamentale che a governare rimangano i migliori, che dovranno far partire il nuovo ciclo di civiltà e riportare l'ordine nel caos. Gli eventi non sono ancora giunti al punto di far prendere posizione in campo, ma presto la catastroficità della situazione della situazione immigratoria costringerà anche quelli che oggi sono indecisi e inconsapevoli a schierarsi pro o contro i nostri Popoli.
Chi oggi rappresenta un elitè [...], nei prossimi anni vedrà necessariamente schierarsi dietro le proprie file tutti coloro che oggi ancora li deridono, o che, veri ignavi, vivono nella beata incoscienza in cui vengono tenuti dai discorsi rassicuranti e sdrammatizzanti degli uomini della "cultura" ufficiale. Per questo è importante che la nostra elitè cresca e prepari i quadri (culturali e politici) e le strutture nelle quali dovrà lottare la nostra gente. [...]>>

Tratto da "Scritti Etnonazionalisti", di Silvano Lorenzoni e Federico Prati