Risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: Ritratti

  1. #1
    Blue
    Ospite

    Predefinito Ritratti

    Ritratto in blu




    Tommaso Minardi, Antonio Carajan da Costantinopoli, c. 1820


    Continuava a guardarlo, quel ritratto... e più lo guardava, più se ne sentiva attratta. E più si struggeva. Anzitutto perché era blu, il suo colore preferito.
    Poi perché gliel'aveva regalato lui, Lodovico, l'ultima volta che si erano visti.
    Infine, perché "il turco blu", come l'aveva soprannominato, aveva una grande somiglianza con lui e sprigionava, attraverso i tratti del disegno, un'energia vitale fortissima. Tutto ciò non faceva che aumentare la sua pena da quando Lodovico l'aveva lasciata, ormai mesi prima, senza una parola o un perché. Gliel'aveva comunicato semplicemente, con poche e scarne parole, lasciandole quella bellissima immagine a parlare di sé, poco prima di partire per l'Africa.

    Dopo quell'ultimo incontro, era calato un silenzio che lei non aveva osato interrompere: non una lettera, una telefonata, una riga per email...
    Pure, non riusciva a rassegnarsi ed era diventata ormai consuetudine riversare sul viso scavato e bellissimo di quel turco tutto l'amore che non poteva dare a lui: lacrime e disperazione, ragioni inascoltate, muti perché... Non era vivere, quello: una vita così non aveva alcun senso. Tanto valeva fare come Lodovico e mettersi in viaggio. La cupezza della sua disperazione, blu come quel ritratto, raggiunse il culmine la sera in cui decise che era giunto il momento di "partire".
    Aprì la porta-finestra del soggiorno, sperando che la lieve brezza di quella notte primaverile le togliesse il terribile senso di oppressione che la torturava.
    Si diresse in bagno a prendere qualcosa e, di qui, in cucina. Acqua, bicchiere e uno sguardo allucinato intorno per accomiatarsi da quell'angolo che era il suo preferito. Tornò in soggiorno e spense tutte le luci, lasciando accesa solo quella dell'abat-jour accanto allo stereo... lo stereo! Febbrile, si mise a cercare quel cd di Mozart. Era la musica che voleva portare con sé, l'unica che poteva concepire di ascoltare durante il suo viaggio. Le note della magnifica "Sonata in La" sparsero intorno un'allegria un po' stonata con la situazione, ma lei non ci fece caso: aveva sempre amato i paradossi.

    Infine, il turco blu. Lo staccò dalla parete e lo guardò con occhi velati di lacrime.
    Lo portò con sé sul divano, dove finalmente si stese chiudendo gli occhi, dopo aver ingoiato tutto il contenuto della boccetta di barbiturici.

    Le note del "Rondò alla turca" si ripevano ormai da ore quando, il mattino seguente, il telefono squillò. Suonava insistentemente, ma lei non poteva più sentirlo. Lodovico si chiese dove mai potesse essere andata e, chiudendo la comunicazione, decise di lasciar perdere. Sarebbe andato direttamente da lei, le avrebbe fatto una sorpresa.

    Sorridendo tra sé, si infilò la giacca e uscì.

  2. #2
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    Predefinito Re: Ritratti

    Non solo Mozart...

    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  3. #3
    Blue
    Ospite

    Predefinito Re: Ritratti

    Citazione Originariamente Scritto da agaragar Visualizza Messaggio
    Non solo Mozart...
    Grazie per quest'altro delizioso accompagnamento musicale, non meno piacevole del rondò di Mozart...

  4. #4
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    Predefinito Re: Ritratti

    Dal 14 luglio 1683 fino a metà settembre, Vienna era circondata dalle milizie turche del Sultano Maometto IV: l'imperatore d'Austria se l'era data a gambe e i poveri viennesi dovettero attendere la liberazione da parte degli alleati preoccupati per il futuro islamico dell'Europa.
    Da quello scampato pericolo ce ne vennero due cose: i croissants che i pasticceri viennesi inventarono ad imitazione delle mezzelune turche di cui avevano fatto indigestione per due mesi e la musica "alla turca", ispirata dalle bande musicali che accompagnavano i giannizzeri e che avevano allietato l'estate viennese a suon di grancassa, tamburi, triangolo e ottavino.
    Queste mode (compresa quella del "pericolo islamico", ancor oggi piuttosto gettonata) non vennero meno negli anni successivi: tralasciando il "cornetto" che accompagna il canonico cappuccino della mattina, la musica turchesca ebbe gran voga ai tempi di Mozart e Beethoven.
    Tanto che si dotarono i pianoforti di speciali "effetti" per simulare le sonorità turche: vi fu aggiunto il cosiddetto "pedale delle turcherie" che imitava grancassa (picchiando su tutte le corde basse contemporaneamente), tamburo (sbattendo sulla cassa armonica) e triangolo (con una apposita campanella che trillava all'interno del pianoforte); per fare l'ottavino, Mozart probabilmente doveva provvedere a fischiare personalmente, ma tutto il resto della banda turca era disponibile, come oggi wah wah, distorsore, leva e corde scalate fanno le turcherie per i chitarristi rock.

    E pensare che per suonare una marcia "alla turca" basta una matita...


  5. #5
    Blue
    Ospite

    Predefinito Re: Ritratti

    Il guaio, caro @trash, è che non si capisce mai fino a che punto le notizie che riporti sono vere, oppure frutto della tua sconfinata fantasia canzonatoria... nella quale sono cascata un sacco di volte, come ben ricorderai. Una delle più brucianti è quella di Vermeer e anche quella volta, guarda caso, c'entrava un turbante.

    Del tuo post qui sopra, per esempio, ignoravo la faccenda del "pedale delle turcherie"... e questo è normale perché non mi intendo di musica. Ma avrei giurato che ti fossi inventato di sana pianta quest'altra notiziola, che invece è vera pure lei:

    Citazione Originariamente Scritto da trash Visualizza Messaggio
    ... i croissants che i pasticceri viennesi inventarono ad imitazione delle mezzelune turche di cui avevano fatto indigestione per due mesi e la musica "alla turca"...
    E' talmente vera, la storia dei croissants a forma di mezzaluna turca, che ho appena scoperto che il termine tedesco per indicarli è kipferl ("mezzaluna", ça va sans dire) e la loro origine è un mix di storia e leggenda, come vado a raccontare...

    Durante l'impero austro-ungarico, nella Vienna della seconda metà del Seicento occupata dai Turchi, si racconta che nel 1683 il Gran Visir Mustafa Pasha, dopo due mesi di duro assedio decise che ne aveva abbastanza e pianificò l'attacco decisivo: entrare in città oltrepassando le mura attraverso cunicoli scavati dall'esercito. Mentre il Gran Visir tramava per organizzare l'attacco a sorpresa, i soli ad essere svegli nel cuore della notte e ad accorgersi delle intenzioni dei Turchi furono i panettieri e i fornai viennesi, che prontamente diedero l'allarme. L’11 settembre (data fatidica persino nel '600) la coalizione cristiana riuscì a sconfiggere gli invasori e i soldati del re polacco Giovanni III liberarono Vienna.

    Per festeggiare, i viennesi chiesero ai pasticcieri di ideare un dolce che potesse commemorare la vittoria sui Turchi e così nacque il croissant, che da allora ha sempre avuto la tipica forma a mezzaluna. E c'è persino un inventore ufficiale: il merito spetta al fornaio Peter Wendler, che trasse ispirazione dal simbolo raffigurato sulla bandiera turca. L'idea di creare un cibo dal gusto delizioso che ricordasse l'odiato nemico era un'ottima metafora per rappresentare simbolicamente il suo annientamento.

    I croissants, quindi, non sono originari della Francia ma dell'Austria; approdarono il Francia quasi due secoli dopo, nel 1839, quando August Zang, ufficiale d'artiglieria austriaco, aprì la prima "Boulangerie Viennoise" al n. 92 di rue de Richelieu e il kipferl fu ribattezzato croissant.
    Invece, il croissant fece la sua comparsa in Italia (in Veneto) quasi subito: appena dopo il 1683, grazie ai rapporti commerciali tra Vienna e la Serenissima. Dopo il Trattato di Campoformio e la nascita del Regno Lombardo-Veneto cento anni più tardi, il croissant (che in italiano assunse l'orribile nome di "cornetto"), raggiunse una vasta popolarità e divenne un prodotto tipico dei fornai veneti.




    La Boulangerie Viennoise nel 1909, quando ancora riportava il nome del fondatore sulla facciata

  6. #6
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    Predefinito Re: Ritratti

    Citazione Originariamente Scritto da Blue Visualizza Messaggio
    Per festeggiare, i viennesi chiesero ai pasticcieri di ideare un dolce che potesse commemorare la vittoria sui Turchi e così nacque il croissant, che da allora ha sempre avuto la tipica forma a mezzaluna. E c'è persino un inventore ufficiale: il merito spetta al fornaio Peter Wendler, che trasse ispirazione dal simbolo raffigurato sulla bandiera turca. L'idea di creare un cibo dal gusto delizioso che ricordasse l'odiato nemico era un'ottima metafora per rappresentare simbolicamente il suo annientamento.

    I croissants, quindi, non sono originari della Francia ma dell'Austria; approdarono il Francia quasi due secoli dopo, nel 1839, quando August Zang, ufficiale d'artiglieria austriaco, aprì la prima "Boulangerie Viennoise" al n. 92 di rue de Richelieu e il kipferl fu ribattezzato croissant.
    Maria antonietta era austriaca e arrivò in Francia nel 1774...chissà
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  7. #7
    Blue
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    Predefinito Re: Ritratti

    Citazione Originariamente Scritto da agaragar Visualizza Messaggio
    Maria antonietta era austriaca e arrivò in Francia nel 1774...chissà
    Ti immagini Maria Antonietta a commercializzare croissants? Naaaaaaa...

  8. #8
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    Predefinito Re: Ritratti

    Citazione Originariamente Scritto da Blue Visualizza Messaggio
    Ti immagini Maria Antonietta a commercializzare croissants? Naaaaaaa...
    Erano considerati un tipo di Brioches all'inizio...
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  9. #9
    Blue
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    Predefinito Re: Ritratti

    Citazione Originariamente Scritto da agaragar Visualizza Messaggio
    Erano considerati un tipo di Brioches all'inizio...
    La sottile differenza fra brioche e croissant è una questione di lana caprina: talmente sottile, che neppure si nota!

 

 

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