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Discussione: Allacciare le cinture. Stiamo atterrando.

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    Predefinito Allacciare le cinture. Stiamo atterrando.

    da WSI


    Italia farà fallire l’Europa e risorgerà solo con crisi vera

    24 febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

    ROMA (WSI) – Altro che Grexit o Brexit: sarà l’Italia a distruggere il sogno europeo e a trascinare tutti gli altri paesi nell’abisso. E’ il risultato dell’analisi che appare sul sito di informazione economica Bawerk.net.
    “L’Italia è abbastanza grande da avere importanza (è l’ottava economia sul pianeta). Noi riteniamo che l’Italia, nell’arco del prossimo o dei prossimi due anni, sarà sui radar di tutti, considerato il potenziale che ha di deragliare il progetto europeo. Grecia, Portogallo e Irlanda sono stati semplici soggetti di prova, di ciò che avverrà. La Spagna sarebbe stata una sfida, ma alla fine (il pericolo) è stato evitato. L’Italia (invece) trascinerà tutti con sé, se continuerà a seguire l’attuale traiettoria. E non c’è nulla che lasci suggerire che le cose cambieranno”.

    L’analisi continua:
    “Il principale problema per l’Italia è il suo livello stagnante del PIL, che noi interpretiamo come una ‘Giapponizzazione” per la sua economia. Sebbene di norma si tende a pensare alla deflazione, quando si sente la parola “Giappone”, tale osservazione non è del tutto corretta. E’ vero che il Pil nominale (del Giappone) si sgonfiò dopo la crisi degli anni ‘Novanta, fattore che zavorrò le entrate fiscali. Tuttavia, se si fosse trattato di un periodo di vera deflazione, il valore della spesa (pubblica) sarebbe sceso altrettanto, in quanto i prezzi pagati per i servizi erogati sarebbero calati contestualmente. Ma non è questo quanto accaduto in Giappone, ed è più corretto affermare che il Giappone è rimasto intrappolato in una deflazione entrate/Pil nominale. Di qui, il bisogno percepito di ricorrere all’Abenomics o, detto in modo più chiaro, alla creazione boom di moneta, al fine di sostenere il Pil nominale e le entrate, e di ridurre in questo modo la necessità di emettere Bond“.
    Così come mostra il primo grafico, prosegue l’articolo, il successo è stato modesto. “Notate che l’Abenomics non ha nulla a che vedere con la creazione di una vera prosperità (nessuno potrebbe essere così ignorante), ma è una strategia per tentare di tenere sotto controllo il problema della spirale del debito, aumentando la tassa sull’inflazione .
    Ecco il grafico sul Giappone, che fa riferimento al trend negli anni del Pil nominale, delle entrate fiscali, della spesa pubblica, e dell’emissione di bond.







    La spesa pubblica è il cancro dell’Italia

    L’Italia – continua l’analisi – si trova più o meno nella stessa situazione, dal momento che le entrate fiscali non riescono a tenere il passo con spesa pubblica corrente, ovvero con i consumi del governo. Tra l’altro:
    “gli investimenti – che oggi potrebbero essere ridotti senza conseguenze immediate – soffrono tanto che al momento, su base nominale, si trovano allo stesso livello di quello degli inizi degli anni ’80 (vedi voce Capital Expenditure nel grafico di cui sotto). Ora, in una situazione in cui le entrate fiscali languono e le spese correnti continuano a salire, la differenza di norma viene finanziata attraverso l’emissione di debito, dunque di titoli di stato. Il punto è che “ilgigantesco buco tra le future prospettive (funzione di cattive decisioni prese in passato) e le entrate è diabolicamente difficile da sanare, dal momento che richiederebbe grandi sacrifici oggi, senza tra l’altro alcun guadagno negli anni a venire”.
    Paragonando l’Italia al Giappone, si può dire che anche nel caso italiano l’economia è in trappola, con un Pil nominale stagnante accompagnato da crescenti livelli di debito, che vengono utilizzati per pagare le spese correnti.
    “Così come mostra il prossimo grafico, c’è un senso di inevitabilità nella torta italiana. Sappiamo tutti che il giorno del giudizio arriverà, dal momento che la traiettoria attuale è, per dirla chiaramente, non sostenibile. Qualcuno ci rimetterà, visto che lo Stato italiano, così come quello giapponese, utilizza i risparmi delle famiglie per finanziare i suoi consumi, dando al popolo la sensazione di investire i suoi soldi per il futuro. In altre parole, le famiglie italiane stanno investendo i loro risparmi in una banca, in fondi pensione pubblici (come l’INPS), che sono utilizzati per finanziare le pensioni di chi va in pensione ora, ma che dovrebbero anche garantire liquidità per le pensioni del futuro”.
    Il punto è che i risparmi non ci sono: essi sono visibili solo nei documenti di bilancio, ma non esistono come controparte degli investimenti produttivi su base reale.
    Di seguito il grafico sul debito italiano e sul Pil nominale in trilioni di euro






    Investimenti inghiottiti nel buco nero delle spese statali

    “Visto che gli investimenti produttivi sono inghiottiti nel buco nero delle spese di uno Stato che non smette di espandersi e nel bisogno incessante di finanziare le spese correnti, le banche possono fare molto poco per alimentare gli investimenti e sostenere la crescita. Non è una coincidenza il fatto che gli asset delle banche stiano stagnando come il Pil nominale. Entrambi sono strettamente interconnessi, dal momento che, non trovando clienti che vogliano o che siano capaci di prendere soldi a prestito e investire, le banche riducono (gli asset) e dunque la crescita della moneta si ferma bruscamente, che sia attraverso il calo del moltiplicatore monetario e/o quello della velocità di circolazione. In ognuno dei due casi, il Pil nominale smette di espandersi, mentre la fame insaziabile di spesa pubblica continua a far salire in modo incosciente il debito pubblico.






    L’analisi prosegue, ricordando tutte le manovre che sono state adottate dalle banche centrali fino a poco fa, tra cui quelle con cui è stata inaugurata l’era dei tassi negativi o è stato prima lanciato e poi esteso il QE. Tutto, al fine di manipolare la domanda per il credito.
    “Non c’è bisogno di dire che questa, tanto per iniziare, è una politica spacciata”.
    Se mancano persone che prendono a prestito dotate di sufficiente merito creditizio, ovvero capaci di rimborsare i crediti eventuali che riceveranno, “costringere le banche a erogare prestiti si rivela una incredibile follia“. Ma il bisogno disperato di creare una crescita del Pil nominale è così profondo da travalicare le norme del buon senso. Tra l’altro è interessante notare che i settori che hanno assistito a una crescita positiva dei prestiti, dopo che la Bce le ha provate tutte, sono esattamente quelli non produttivi, che devono ancora attraversare un serio processo di deleveraging e liberare risorse al settore produttivo. Cosa che non sta avvenendo”.






    In questo contesto:
    “Non sorprende che gli investimenti dell’Italia siano indietro. Stando ai dati dell’Eurostat, su base lorda gli investimenti di oggi sono inferiori a quelli della metà degli anni ’90. Visto che la base del capitale si deprezza del 20% circa su base annua, non saremmo sorpresi di apprendere che lo stock di capitale in Italia è in fase terminale, visto che l’attuale struttura della produzione e il trend dei consumi non possono essere sostenuti senza un reale consumo di stock di capitale”.






    Un altro fattore che mette in evidenza il buco nero che sta inghiottendo l’Italiaè il calo della produttività del lavoro.
    “Se il capitale per lavoratore scende, così come accade in una situazione dove, attraverso il deprezzamento, il capitale viene consumato, si dovrebbe prevedere una produzione inferiore per lavoratore. Ed è questo, esattamente, quanto sta accadendo in Italia da 15 anni a questa parte. Il processo ha accelerato il passo con il picco testato dagli investimenti, e si è smorzato dopo la Grande Crisi Finanziaria, proprio come da attese”.






    Il problema delle sofferenze bancarie

    Tutto ciò avviene in un contesto in cui le banche italiane sono alle prese con “crediti non performanti (NPL) che valgono in via ufficiale 200 miliardi di euro, e che stime non ufficiali fanno lievitare fino a 350 miliardi di euro.
    “A un valore di 200 miliardi di euro, la crescita è di due cifre su base percentuale l’anno e rappresenta oltre il 12% del Pil nominale”.






    Come far fronte alle sofferenze che stanno dilaniando i bilanci delle banche? Nella sua audizione al Parlamento europeo, il numero uno della Bce, Mario Draghi, ha parlato della possibilità che gli NPL delle banche possano essere “aggiunti alle ABS (asset backed securities), in modo da poter entrare a far parte del programma di acquisto di asset QE della Bce“.
    “Sarebbe una vittoria per le autorità monetarie, in quanto il programma attuale del QE, diversamente dagli altri interventi della Bce, rimuove davvero il rischio sul credito dai bilanci delle banche. In più, più ABS allevierebbero il problema della scarsità di asset (da acquistare), con cui la Bce è al momento alle prese. Francoforte sta infatti cercando in modo frenetico asset aggiuntivi da acquistare, al fine di evitare la trappola della Bank of Japan. E oggi, meno del 5% degli asset bancari dell’Italia sono cartolarizzati, in una situazione in cui il programma di ABS della Bce è quello che ha meno successo, con ABS acquistate per appena 18 miliardi di euro, rispetto ai 155 miliardi del terzo programma di acquisto di Covered Bond e ai quasi 600 miliardi di euro acquistati nel settore pubblico.






    Illusione Bce. La soluzione è l’arrivo di una vera crisi

    Ma “il problema sottostante di solvibilità è ovviamente non risolto da questo trucco, con il rischio sul credito che si è appena trasferito dal settore bancario privato al settore pubblico. E questo ci dice che quanto è probabilmente ovvio a tutti, inclusi agli uomini e alle donne che sono al potere, è che l’unica cosa che potrà davvero provocare un cambiamento reale sarà una crisi reale. Solo allora potremo affrontare onestamente la realtà, attraverso la svalutazione dei debiti, il riallineamento dei consumi con la produzione (..) L’elettorato, i politici e la maggior parte dei burocrati che guidano l’Italia e l’Europa decideranno sempre di adottare o estendere una opzione, fino a quando essa sarà loro disponibile; e questo è vero specialmente quando saranno stati loro stessi a creare problemi tali, da non permettere che ci siano modi piacevoli per venirne fuori. In altre parole, il cambiamento, il vero cambiamento, non arriverà fino a quando non sarà assolutamente necessario, e sarà imposto dalla fine dei giochi monetari”.
    “L’Italia è un treno che procede gradualmente verso lo schianto finale. I consumi dell’Italia superano la produzione, come è stato per anni. L’erosione della base del capitale continua, la produttività del lavoro scende (e non abbiamo neanche toccato il peggio della situazione demografica) e il tenore di vita sta stagnando. L’unica cosa che permette all’Italia di continuare è la sua capacità di rifinanziare ed emettere debito”.
    A tal proposito Roma rischiò, ricorda il report, di perdere anche l’accesso ai mercati per rifinanziarsi, nel corso del 2012. Il punto è che da allora nulla è cambiato, dal momento che l’Italia ha bisogno di procedere al ‘roll over‘ di bond per un valore pari al 25% del Pil.
    “La chiave ovviamente è avere a disposizione un sistema bancario ‘sano’ che abbia voglia e sia capace di continuare ad acquistare i nuovi titoli di stato emessi”.






    Con un rapporto debito/Pil superiore al 100%, la sensibilità dei tassi di interesse sale in modo esponenziale. Se in media gli interessi pagati sul debito insoluto crebbero di appena 40 punti base nel corso della crisi dell’euro del 2012, le spese per interessi in rapporto al Pil avanzarono di 80 punti base”.
    In quel caso, fu ovviamente la Bce a salvare l’Italia.
    Brexit, una speranza: fine parassiti di Bruxelles

    L’articolo si conclude con una premonizione e una speranza malcelata: quando il progetto della Bce passerà dalla fase di onnipotenza a quella di fallimento, l’Italia potrebbe non essere così fortunata.
    “Se ci basiamo sulla media dei tassi di interesse italiani del periodo 2000-2005, pari al 4,8%, arriviamo alla conclusione che l’Italia oggi dovrebbe utilizzare il 6,5% del suo Pil solo per pagare gli interessi sul debito. Quando finalmente l’Italia si arrenderà alla realtà, quest’anno o il prossimo, il progetto europeo, così come viene chiamato, farà fronte a ostacoli insormontabili e collasserà su se stesso”. Ad avviso di chi scrive, un evento di Brexit potrebbe evitare un tale triste epilogo, in quanto anticiperebbe la “fine di questo edificio di parassiti di Bruxelles“. L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea potrà portare solo buone cose: “Forse sarà il popolo britannico a salvarci dall’agonia e a porre fine a tutto il prossimo 23 giugno. Possiamo solo sperare“.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Re: Allacciare le cinture. Stiamo atterrando.

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #3
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    Predefinito Re: Allacciare le cinture. Stiamo atterrando.





    Prestito ipotecario vitalizio: un altro regalo alle banche

    Lo strumento finanziario, dedicato agli over 60, reintroduce una forma di anatocismo, ovvero gli interessi sugli interessi, vietato da più di un anno. Tutto quello che i clienti devono sapere.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #4
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    Predefinito Re: Allacciare le cinture. Stiamo atterrando.





    Alleato governo Verdini imputato per crac credito cooperativo

    Il colmo: nel processo Palazzo Chigi è parte civile. Il governo chiede la restituzione di 22 milioni di fondi per l'editoria ottenuti pare in modo illegittimo dal senatore ex Forza Italia.

    Renzi-Boschi-Verdini

    Le tre grazie bancarie.

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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    Predefinito Re: Allacciare le cinture. Stiamo atterrando.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio




    Alleato governo Verdini imputato per crac credito cooperativo

    Il colmo: nel processo Palazzo Chigi è parte civile. Il governo chiede la restituzione di 22 milioni di fondi per l'editoria ottenuti pare in modo illegittimo dal senatore ex Forza Italia.

    Renzi-Boschi-Verdini

    Le tre grazie bancarie.

    Questa gente avrà sempre un piatto di minestra dai preti .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #6
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    Predefinito Re: Allacciare le cinture. Stiamo atterrando.

    La Depressione? E? una ?deliberata politica? UE - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
    Blondet.

    Non vi capisco, voi che criticate Matteo Renzi. Fa’ al suo meglio il compito per cui è stato messo lì, terzo nella lista dei “messi lì”: cantarvi le canzoncine mentre morite. “Mezzo milione di posti di lavoro in più! Il mio Jobs Act è impressionante! E tasse giù! Deficit in calo! Successo impressionante della lotta all’evasione!”.
    Come le favole che si raccontavano ai bambini, perché sprofondassero nel sonno sognando fate e folletti. Solo che quello in cui vi fanno cadere, è il sonno della morte, della grande depressione economica. La disoccupazione giovanile è sul 40%. I nuovi assunti sono i vecchi; il numero degli inattivi, ossia di quelli che hanno rinunciato a cercare, non fa’ che aumentare. Come le tasse, del resto. Ma lui deve cantarvele. Perché ce lo chiede l’Europa.
    Non ascoltate, vi prego, il vocione dell’adulto che può svegliarvi. “La depressione in cui vi affondano è una scelta deliberata della UE”. Chi è che parla? E’ Lord Mervyn King, governatore della Banca centrale britannica dal 2003 al 2013, quindi che ha tenuto il timone monetario nel decennio della peggior crisi epocale. Già quando era banchiere centrale, quindi con l’obbligo di mentire, suscitò la mia personale attenzione per una certa tendenza a dire la verità: figurarsi adesso che è in pensione e scrive saggi. L’altra sera, nel presentare il suo ultimo libro alla London School of Economics, ha mostrato un grafico strano.
    Che compara la depressione in corso in Grecia con quella che soffrirono gli Stati Uniti nel 1929-39. La depressione in Grecia è peggiore, più profonda e mortale di quella di allora; ancor peggio, mentre negli Usa a cinque anni dalla crisi si notò un lento risalire, a Grecia affonda e affonda. Non può salvarsi, ha spiegato King:

    La Grecia peggio degli Usa anni 30“I paesi alla periferia dell’area euro non hanno più nulla per controbilanciare l’austerità. Gli si impone puramente e semplicemente di tagliare la spesa totale, senza alcuna forma di domanda per compensare. Non avrei mai immaginato che avremmo rivisto, in un paese europeo, una depressione più profonda di quella che gli Usa soffrirono negli anni ’30. E’ spaventoso, ed è avvenuto come un atto deliberato di scelta politica, il che lo rende ancora più grave”.
    Lord King ha detto chiaro che la zona euro è condannata. Le iniezioni di liquidità della BCE on servono più a niente, ci consegnanno a un destino di “salvataggi bancari senza fine, imposizione di austerità e pressioni delle elites “in Europa e Usa” di fare dell’eurozona una zona di trasferimento. Qudsta è la storia del “occorre più Europa per sanare i difetti dell’ UE”: voi vi affidate al governo di Bruxelles rinunciate alle ultime briciole di sovranità, e i paesi favoriti dall’ euro “trasferiranno” i loro surplus ai paesi in deficit, come succede per esempio nella federazione americana col dollaro. Secondo questo sogno, il popolo tedesco dovrebbe cacciare 280 miliardi per appianare i deficit di greci, italiani, spagnoli, irlandesi, portoghesi. E’ un’altra di quelle favolette che vi raccontano mentre vi fanno morire: non solo i tedeschi non lo faranno mai – non essendo la UE una comunità di destino – ma anche questo, allo stato in cui siamo, non servirebbe più. Troppo tardi.

    Per i paesi del Sud, “Se la sola alternativa è l’austerità schiacciante, la continua disoccupazione di massa e l’impossibilità di porre rimedio al problema del debito, allora lasciare la zona euro sarà l’unica strada da seguire per invertire la rotta verso la crescita economica e il pieno impiego”.
    Tornare alle monete nazionali. Nessuno dice che sia facile e indolore, ovvio. Ma “ i benefici di lungo periodo superano i costi del breve”. L’alternativa è ascoltare le canzoncine Renzi e Padoan mentre vi strangolano. Sono più bravi di Monti, perché lui non cantava le favole, ci godeva a vedervi morire. In questo eseguono il loro compito molto meglio.

    Lord King
    Perché secondo King anche il completamento dell’eurozona come zona di trasferimento non è la soluzione? Perché è tardi. “L’unione monetaria ha creato un conflitto tra le oligarchie centraliste da una parte, e le forze della democrazia a livello nazionale dall’altra”. Non vedete il crescere dei partiti populisti? Per King sono – orrore, orrore – “le forze della democrazia” che si svegliano (non riguarda voi, fanciulli italiani: dormite. Eccovi il ciucciotto, vi diamo le unioni civili, siete contenti no?).
    Se le elites sovrannazionali provano a forzare un altro passo verso “più Europa”, ossia “i diktat di Bruxelles”, quel che otterranno rischia di essere “una rivolta pubblica”. Il continuo tentativo delle oligarchie tecnocratiche di “trasferire la sovranità, di nascosto, ad un centro non-eletto, è profondamente viziato, e incontrerà la resistenza popolare”.
    Avete mai sentito un banchiere centrale ammettere che il processo europeo è profondamente viziato? Tanto di cappello a Lord King.
    L’eurocrazia, con la complicità entusiasta della Germania, ha stroncato la volontà popolare in Grecia, punendola in modo disumano per la colpa di essersi lasciata indebitare troppo dalle banche tedesche e francesi. Facile, oltre che disonesto. Ma ora, dice Lord King,



    Alcuni dei nostri assassini
    vedete che Irlanda e Spagna sono senza governo, dopo le fresche elezioni, in quanto i loro governi di prima, che obbedivano alla UE imponendo austerità e “compiti a casa”, non sono stati votati dagli elettori. La Commissione Europea come risponde? Chela democrazia non vale, contro i patti firmati – e i governi (quelli appunti che sono decaduti) hanno firmato le più stupide regole sull’austerità. Perché l’oligarchia si sente depositaria della sola cura, anzi della sola verità: Il “triangolo virtuoso di austerità, riforme strutturali e investimenti”.
    Che l’Italia abbia bisogno di riforme strutturali è indubbio: ma sono precisamente quelle che Renzi, e prima di lui Monti, e prima ancora Berlusconi, non fanno. E forse non possono fare: dovrebbero rendere efficiente, snello e poco costoso il settore pubblico, vera palla al piede dell’economia, con la sua mentalità di potenza occupante di un popolo straniero; instaurare la legge marziale per percettori di mazzette e gli assentisti; obbligarli a ripetere “o concuorzo” con cui si sono fatti assumere; vietarne la sindacalizzazione; abolire, magari, le Regioni. E chi “riforma” la casta degli insegnanti? Chi ha il coraggio di “riformare” la magistratura? Di mettere le mani nella solidissima associazione a delinquere che si chiama Comune di Roma Capitale, il cui scandalosi furti paghiamo tutti noi a piè di lista?
    Ci salverà la “destra”?

    E su questo non me la prendo con Renzi ossia la cosiddetta “sinistra”. Me la prendo con la cosiddetta “destra”. Chi propone Salvini come sindaco di Roma? Irene Pivetti, una (l’ho conosciuta) che da presidente della Camera (dove si è caduta in sindrome anti-berlusconiana, facendosi manipolare da Violante e intortare da Scalfaro e contribuire a provocare la prima crisi di governo anti-Cav, e perdendo la poltrona), ha poi deciso, a quarant’anni, che la sua vocazione era di farsi strada come soubrette televisiva, con le sue gambette ahimé stortignaccole…una fallita in tutti i campi che ha provato, proposta come sindachessa del più difficile comune d’Italia, che richiederebbe le competenze di un amministratore fallimentare, di un superpoliziotto, di un santo guerriero e di un martire, tutte insieme.
    Ma probabilmente Salvini ha voluto fare una cosa umoristica, mica ci crede.
    E allora vogliamo parlare della Meloni? Quella che davanti a un milione di persone radunatesi per la difesa della famiglia cristiana – una folla che mai ha potuto sognare di vedere ai suoi comizietti – ha annunciato giuliva d’essere incinta di un rapporto extra-matrimoniale, aspettandosi l’applauso? Essa possiede un vero sesto senso per gli umori della folla, ne sente il polso, ecco un vero leader. C’è stato un momento in cui ha proposto come sindaco di Roma Rita Dalla Chiesa, figlia del generale omonimo, oggi presentatrice televisiva: e il bello che la Meloni ha proposto la Rita non solo senza avvertire gli alleati, ma senza nemmeno avvertire la Rita: la quale, assediata dai media, è caduta dalle nubi, s’é persino dichiarata inadatta al compito (il che le fa già onore, in confronto con la Meloncina, di tutto capace). Poi s’è capito che la grande politica della Destra aveva sparato il suo nome a casaccio, strumentalizzandolo nelle liti interne del centro-destra. Così la Destra, che ha la maggioranza a Roma, finirà per dare il Comune ai Cinque Stelle o ai Marchini, il “palazzinaro critico”: l’uomo giusto al posto giusto. Quando il meno peggio è effettivamente quello proposto da Berlusconi, Bertolaso, metà poliziotto e metà socorritore.
    Il che è tutto dire. Che cosa suggerisce tutto ciò? Perché vi ho raccontato queste cose della “destra”, che già sapete? Perché dimostrano che non ha – non è – una classe dirigente. Che i voti potenziali della “maggioranza del Paese” siano in mano alla Meloni evoca il detto napoletano, di quella cosa “in mano ai lattanti”. Salvini mi è simpatico, ma non sa alzarsi oltre la felpa del capetto locale. Questa classe politica non ha riserve di personalità indiscusse da proporre. Non hanno che presentatrici televisive e soubrettes fallite da mettere ai posti che contano. Sono la prova vivente del fatto che gli italiani non si sanno auto-governare. Non hanno classe dirigente capace di atti coerenti e coraggiosi, di un progetto politico che non sia dettato da fuori, da Bruxelles. Da Washington, da Berlino. Il coraggio non ce lo si può dare. Ma non si può fare a meno del coraggio, nelle grandi crisi.
    Volete credere che questi siano capaci dell’atto di audacia di uscire dall’euro, tornare alla moneta nazionale come suggerisce King, tenere il timone nella tempesta monetaria che seguirà, contrastando i nemici interni e le urla dei servi dei poteri esteri? Ci vedete la Meloni? Salvini? Non solo non hanno le competenze, non il coraggio; non hanno la legittimità e il polso per un simile cambio di politica.
    E allora non vi lamentate di Renzi. Ascoltate le favole che vi canta mentre state distesi nella bara, sempre più freddi nella deflazione che è il gelo: ripresa, deficit cala, tasse scendono, lavoro! Impressionante il mio successo!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #7
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    Predefinito Re: Allacciare le cinture. Stiamo atterrando.

    ma un intellettuale come Blondet come fa a non capire che un "paese":
    - che ha il parassitismo e l'imbroglio come mito fondante
    - che in 150 anni NON ha mai mantenuto un trattato o un alleanza militare
    - dove per DNA (e non per necessità) metà della popolazione vive (vantandosene) alle spalle di 4-5 regioni
    - che se sei della "casta" puoi fare quello che vuoi senza correre alcun rischio
    - con intere regioni vivono nell'illegalità più totale
    - con la mafia che "fa accordi" con lo stato e con stati esteri (vedi sbarco USA nel '43)
    - con le camicie nere diventate rosse in 24 ore in un "magico" giorno di aprile
    - con lo "scaricabarile" come sport nazionale

    E' IRRIFORMABILE!

    p.s. l'itaglia HA FATTO DI TUTTO PER ENTRARE NELL'EURO proprio perchè sperava di farsi pagare il debito pubblico dagli altri... adesso per attuare l'uscita dall'Europa si dovrebbero fare 20 anni di SERIO e duro lavoro "pancia a terra" PER TUTTI LE REGIONI, nessuna esclusa, isole comprese ... cosa mai avvenuta, neanche per un giorno, in 150 anni di questo sgangheratissimo paese
    ventunsettembre, Eridano and psico like this.

  8. #8
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    Predefinito Re: Allacciare le cinture. Stiamo atterrando.

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    ma un intellettuale come Blondet come fa a non capire che un "paese":
    - che ha il parassitismo e l'imbroglio come mito fondante
    - che in 150 anni NON ha mai mantenuto un trattato o un alleanza militare
    - dove per DNA (e non per necessità) metà della popolazione vive (vantandosene) alle spalle di 4-5 regioni
    - che se sei della "casta" puoi fare quello che vuoi senza correre alcun rischio
    - con intere regioni vivono nell'illegalità più totale
    - con la mafia che "fa accordi" con lo stato e con stati esteri (vedi sbarco USA nel '43)
    - con le camicie nere diventate rosse in 24 ore in un "magico" giorno di aprile
    - con lo "scaricabarile" come sport nazionale

    E' IRRIFORMABILE!

    p.s. l'itaglia HA FATTO DI TUTTO PER ENTRARE NELL'EURO proprio perchè sperava di farsi pagare il debito pubblico dagli altri... adesso per attuare l'uscita dall'Europa si dovrebbero fare 20 anni di SERIO e duro lavoro "pancia a terra" PER TUTTI LE REGIONI, nessuna esclusa, isole comprese ... cosa mai avvenuta, neanche per un giorno, in 150 anni di questo sgangheratissimo paese
    Semplice: è un democristiano.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #9
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    Predefinito Re: Allacciare le cinture. Stiamo atterrando.

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    ma un intellettuale come Blondet come fa a non capire che un "paese":
    - che ha il parassitismo e l'imbroglio come mito fondante
    - che in 150 anni NON ha mai mantenuto un trattato o un alleanza militare
    - dove per DNA (e non per necessità) metà della popolazione vive (vantandosene) alle spalle di 4-5 regioni
    - che se sei della "casta" puoi fare quello che vuoi senza correre alcun rischio
    - con intere regioni vivono nell'illegalità più totale
    - con la mafia che "fa accordi" con lo stato e con stati esteri (vedi sbarco USA nel '43)
    - con le camicie nere diventate rosse in 24 ore in un "magico" giorno di aprile
    - con lo "scaricabarile" come sport nazionale

    E' IRRIFORMABILE!

    p.s. l'itaglia HA FATTO DI TUTTO PER ENTRARE NELL'EURO proprio perchè sperava di farsi pagare il debito pubblico dagli altri... adesso per attuare l'uscita dall'Europa si dovrebbero fare 20 anni di SERIO e duro lavoro "pancia a terra" PER TUTTI LE REGIONI, nessuna esclusa, isole comprese ... cosa mai avvenuta, neanche per un giorno, in 150 anni di questo sgangheratissimo paese
    Sono certo che lo sappia benissimo.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #10
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    Predefinito Re: Allacciare le cinture. Stiamo atterrando.

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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