Le cose false e imprecise sulla surrogazione di maternità
Come funziona in Italia
La legge 40 sulla procreazione assistita – ormai completamente svuotata da una serie di sentenze e giudizi di vario grado – si occupa di surrogazione di maternità all’articolo 12, quello sui divieti generali e sanzioni, e dice:
«Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro».
E “nel ricco Occidente”?
Sulla questione della “surrogazione di maternità”, in quello che ProVita Onlus chiama “ricco Occidente”, ci sono poi diverse legislazioni. In alcuni paesi la surrogazione è vietata: oltre all’Italia, anche in Francia, Germania o Finlandia. In altri la maternità surrogata è sostanzialmente non regolata: non è esplicitamente vietata ma spesso sono proibiti, e puniti penalmente, gli accordi che prevedono dei pagamenti, mentre sono accettate le maternità “altruistiche”, quelle in cui sono previste solo cifre che rimborsino le spese sostenute dalle donne per la gravidanza. Si tratta di Argentina, Australia (nel Nord), Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Irlanda, Giappone, Paesi Bassi, Venezuela, alcuni stati statunitensi.
Ci sono poi degli stati in cui la surrogazione è espressamente permessa e regolata in modo molto chiaro: in questo gruppo rientrano gli stati in cui è previsto un contratto prima che la donna resti incinta (Grecia, Israele, Sudafrica e, parzialmente, la Nuova Zelanda e l’Australia) e stati in cui le condizioni dell’accordo sono verificate dopo la nascita del bambino (Regno Unito e altri). Infine ci sono degli stati con un approccio permissivo e che consentono un pagamento esplicito: India, Russia, Thailandia, Uganda, Ucraina e alcuni stati degli Stati Uniti.
Libera scelta o sfruttamento?
Le differenze tra paesi sono molte. In generale, possiamo affermare che nei paesi in cui la maternità surrogata è chiaramente normata le regole sono piuttosto severe per la selezione delle madri surrogate, per evitare che la loro scelta sia legata al bisogno economico: si richiede per esempio un certo livello salariale o che abbiano già dei figli; i compensi servono soprattutto a coprire le spese legate alla gravidanza e comunque non sono molto alti: in molti casi, infine, la rinuncia ai diritti di madre da parte della portatrice può avvenire solo dopo il parto.
Ci sono paesi (che non rientrano nel “ricco Occidente”) in cui invece quella della surrogazione di maternità è una pratica molto redditizia e che viene intrapresa da molte donne, non tanto come una libera scelta ma per necessità economiche. In India la pratica è legale dal 2002, anche se ha subìto limitazioni nel 2013: ha costi molto bassi e a differenza di altri paesi, non è previsto che, una volta firmato l’accordo, le madri naturali possano rivendicare dei diritti.
La Thailandia, un altro paese verso il quale era molto consistente la pratica del cosiddetto “turismo della surrogazione”, ha introdotto delle restrizioni all’inizio di quest’anno. Lo scorso febbraio il governo ha approvato in via definitiva una legge che vieta agli stranieri di pagare le donne thailandesi per portare avanti gravidanze surrogate; la legge stabilisce pene fino a dieci anni di carcere per chi trasgredisce, vieta anche l’uso di intermediari e qualunque tipo di pubblicità e promozione a favore della pratica. Possono invece ricorrere alla maternità surrogata le coppie composte da almeno un thailandese e sposate da almeno tre anni. Le donne disposte ad affittare il loro utero devono avere più di 25 anni, essere sposate, avere almeno già un figlio e sottoporsi alla surrogazione con il consenso del marito: non possono però essere pagate.
Le cose false e imprecise sulla surrogazione di maternità - Il Post
Che cos’è la maternità surrogata
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Stati Uniti e Canada
In diversi stati degli Stati Uniti e in Canada la pratica della surrogazione di maternità è consentita e regolamentata in modo chiaro.
Negli Stati Uniti ci sono differenze notevoli da stato a stato: alcuni consentono la maternità surrogata a tutti, altri solo alle coppie eterosessuali; qualche stato richiede un collegamento biologico dei committenti con il bambino e qualche altro ancora vieta qualsiasi forma di compenso. La pratica della surrogazione è iniziata negli Stati Uniti più di trent’anni fa. A quel tempo la maggior parte delle madri surrogate erano anche madri biologiche, scrive il New York Times. Nel 1986 vi fu un caso molto discusso, quello di Mary Beth Whitehead, che violando l’accordo iniziale decise di tenere il bambino che aveva partorito per conto di una coppia. Da quella causa in poi, la maternità surrogata in cui la donna è anche madre biologica fu gradualmente abbandonata a favore della maternità gestazionale, in cui l’embrione è prodotto in laboratorio, o con ovuli e sperma dei committenti o con quelli di donatori, e impiantato nella madre surrogata che non avrà dunque alcun legame biologico con il bambino. Nel 2014 negli Stati Uniti sono nati circa 2 mila bambini da madri surrogate; che nel corso degli ultimi decenni i casi in cui i genitori hanno cambiato idea durante la gravidanza sono stati 81. I casi in cui a cambiare idea è stata la madre surrogata sono stati 35; in 24 di questi casi le madri surrogate erano anche madri biologiche.
Negli Stati Uniti ci sono agenzie specializzate che accompagnano il percorso di surrogazione, soprattutto quella gestazionale, e negli stati dove la surrogazione è più semplice, come in California, sul certificato di nascita è possibile scrivere il nome di entrambi i genitori riceventi senza avviare una procedura di adozione post-nascita. Il certificato di nascita viene tradotto e presentato con una certificazione che convalida l’autenticità del documento per l’uso internazionale, in modo da poter essere trascritto nei registri dello stato civile, per esempio, in Italia. In alcuni stati è inoltre possibile per le coppie omosessuali ottenere un certificato di nascita in cui entrambi i componenti della coppia compaiono come genitori. Il documento, però, ha valore solo nello stato che prevede questa possibilità.
I costi di una surrogazione gestazionale negli Stati Uniti possono arrivare a 150 mila dollari: la madre surrogata riceve tra i 20 mila e i 30 mila dollari, e a differenza di quanto avviene in paesi come l’India non si tratta di una cifra molto alta. Le agenzie che seguono la pratica, anche in questo caso con differenze tra stato e stato, hanno comunque regole piuttosto severe per la selezione delle madri surrogate, per evitare che la loro scelta sia legata al bisogno economico: si richiede per esempio un certo livello salariale o che abbiano già dei figli.
In Canada, a eccezione del Québec, la pratica è consentita: la madre surrogata però non può essere pagata, ma solo rimborsata per le spese sostenute e legate alla gravidanza. Anche qui, come negli Stati Uniti, ci sono agenzie specializzate che seguono tutto il percorso.
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