Oltre a Rizzo e Fusaro già citati nel forum
Marx:
GramsciVenne infine un tempo in cui tutto ciòche gli uomini avevano considerato come
inalienabile divenne oggetto di
scambio, di traffico, e poteva essere alienato; il
tempo in cui quelle stesse cose che fino allora
erano state comunicate ma mai barattate, donate
ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate
— virtú, amore, opinione, scienza, coscienza,
ecc. — tutto divenne commercio.
la mia citazione preferita, Jacques Camattel dottor Voronof ha già annunziato la possibilitàdell’innesto delle ovaie. Una nuova
strada commerciale aperta all’attività esploratrice
dell’iniziativa individuale. Le povere fanciulle
potranno farsi facilmente una dote. A che
serve loro l’organo della maternità? Lo cederanno
alla ricca signora infeconda che desidera prole
per l’eredità dei sudati risparmi maritali. Le
I
povere fanciulle guadagneranno quattrini e si libereranno
di un pericolo. Vendono già ora le
bionde capigliature per le teste calve delle cocottes
che prendono marito e vogliono entrare
nella buona società. Venderanno la possibilità
di diventar madri: daranno fecondità alle vecchie
gualcite, alle guaste signore che troppo si
sono divertite e vogliono ricuperare il numero
perduto. I figli nati dopo un innesto? Strani mostri
biologici, creature di una nuova razza, merce
anch’essi, prodotto genuino dell’azienda dei
surrogati umani, necessari per tramandare la
stirpe dei pizzicagnoli arricchiti. La vecchia
nobiltà aveva indubbiamente maggior buon gusto
della classe dirigente che le è successa al
potere. Il quattrino deturpa, abbrutisce tutto
ciò che cade sotto la sua legge implacabilmente
feroce. La vita, tutta la vita, non solo l’attività
meccanica degli arti, ma la stessa sorgente
fisiologica dell’attività, si distacca dall’anima,
e diventa merce da baratto; è il destino di Mida,
dalle mani fatate, simbolo del capitalismo
moderno. (Sotto la Mole 1916–1920, 6 giugno
1918).
a
Mario TrontiAnalizziamo il fenomeno. Un uomo, unadonna, l’amore; essi s’uniscono, hanno
un figlio. Per lo spirito-capitale è un crimine,
perché è un atto libero. Hanno ottenuto un essere,
considerato dai sostenitori della dinamica
del capitalismo, come un oggetto, un prodotto,
ma senza pagare nulla. Invece domani non si
accoppieranno piú, bensí compreranno in comune
un embrione. A seconda delle loro risorse
finanziarie, potranno procurarsi un genio o un
cretino. Il vantaggio è che potranno sempre reclamare,
se il prodotto non corrispondesse a
ciò che desideravano quanto a sesso, colore degli
occhi, QI, etc. Inoltre, la separazione dei
sessi sarà pienamente possibile, come voleva
Euripide; poiché sarà possibile, allora, far proseguire
lo sviluppo dell’embrione in vitro.
Per far trionfare la generazione artificiale,
remunerativa e creatrice di posti di lavoro, si
utilizzeranno effettivamente tali argomenti. Si
invocherà il beneficio dell’asepsi integrale, la
possibilità di eliminare le tare. Ciò ha per corollario
la necessità di dimostrare che ogni essere
umano è normalmente tarato (a meno che non
intervenga la scienza). La tara medica sostituirà
il peccato originale, e il cristianesimo verrà
cosí salvato. I preti potranno occuparsi del loro
gregge artificiale. Meglio ancora, si mostrerà,
come viene già fatto — e là si va oltre Euripide
— che la sessualità è pericolosa, che
ogni contatto è rischio patogeno. Da lí, tutta
l’esaltazione mercantile dell’AIDS, delle malattie
sessualmente trasmissibili. Al limite, essere
naturali non potrà (come già hanno scritto gli
autori della fantascienza, cfr. Défense de coucher
per esempio) che generare disgusto, da cui
il tuffo forzato nella virtualità (questo, Euripide
non aveva previsto!). Se non ci sono piú contatti,
tutto può essere protetto, ma l’Homo sapiens
sarà spogliato della sessualità, come tende
a esserlo del pensiero grazie al computer. Cosí
come di tutti i rapporti intraspecifici. (Glosse
in margine ad una realtà, 1991).
a in che cosa il non procreare, partorire
potrebbe essere una manifestazione
positiva? Questa liberazione-emancipazione è
una spoliazione, una riduzione dell’essere umano
a semplice supporto di diverse funzioni che
gli si possono innestare e che egli potrebbe manipolare
al di fuori di lui. Se si considera logico
che degli omosessuali si sposino fra di loro e
che ci siano chiese per omosessuali, perché non
dovrebbero esserci anche matrimoni fra uomini
o donne e animali? (Il disvelamento).
Alex LangerIl capitalismo. Ma senza piú lotta di classe,senza avversario, ha smarrito la vitalità. È
diventato qualcosa di mostruoso. (Repubblica
del 28 settembre 2014, intervista a Antonio
Gnoli). L' essere umano [...] non può vivere come
appendice della merce, come funzione
di mercato, come produttore di reddito e consumatore
del prodotto che produce [… e dunque
la] questione antropologica [… coincide
con la] lotta contro la disumanizzazione della
vita da parte dell’attuale organizzazione del
mondo. (Per la critica del presente, Ediesse, Roma,
2013 146–147).
Czesław Miłoszgni bene e ogni attività è trasformata inmerce, e ha dunque un suo prezzo: si
può comperare, vendere, affittare. Persino il
sangue (dei vivi), gli organi (dei morti e dei vivi)
e l’utero (per una gravidanza in «leasing»).
Tutto è diventato fattibile: dal viaggio interplanetario
alla perfezione omicida di Auschwitz,
dalla neve artificiale alla costruzione e manipolazione
arbitraria di vita in laboratorio. (1° marzo
1990, «Caro San Cristoforo», in Lettere
2000 ed. Eulema).tratto da IL Covile http://www.ilcovile.it/Comincerò con una mancanza di tatto,confessando cioè di credere nella natura
umana. Questa idea è passata di moda, è stata
anzi giudicata indecorosamente conservatrice,
e in ciò il pensiero progressista non dà prova di
coerenza […] Un altro passi, ma Karl Marx
difficilmente può venir accusato di essere un
conservatore. A questo proposito mi rifaccio a
Leszek Kolakowsi che dice «bisogna dunque
richiamare l’attenzione sul fatto che l’idea del
«ritorno dell’uomo a se stesso» è contenuta nella
categoria stessa dell’alienazione, di cui
Marx continuava sempre a servirsi. Che cos’è
l’alienazione, in realtà, se non un processo in
cui l’uomo si priva di qualcosa che egli è davvero,
si priva dunque della propria umanità? Per
poter adoperare in modo sensato questo termine,
dobbiamo supporre di sapere in che cosa
consiste il condizionamento dell’uomo, ossia
che cos’è l’uomo realizzato a differenza
dell’uomo smarrito, che cos’è l’«umanità», ovvero
la natura umana […]. Mancando
quest’esempio o modello, anche se tracciato in
maniera piuttosto vaga, non v’è modo di dare
un significato alla parola «alienazione»». (La
terra di Ulro, Adelphi, p. 112.)




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