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Discussione: Comunisti contro l'utero in affitto

  1. #1
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    Predefinito Comunisti contro l'utero in affitto

    Oltre a Rizzo e Fusaro già citati nel forum
    Marx:
    Venne infine un tempo in cui tutto ciòche gli uomini avevano considerato come
    inalienabile divenne oggetto di
    scambio, di traffico, e poteva essere alienato; il
    tempo in cui quelle stesse cose che fino allora
    erano state comunicate ma mai barattate, donate
    ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate
    — virtú, amore, opinione, scienza, coscienza,
    ecc. — tutto divenne commercio.
    Gramsci
    l dottor Voronof ha già annunziato la possibilitàdell’innesto delle ovaie. Una nuova
    strada commerciale aperta all’attività esploratrice
    dell’iniziativa individuale. Le povere fanciulle
    potranno farsi facilmente una dote. A che
    serve loro l’organo della maternità? Lo cederanno
    alla ricca signora infeconda che desidera prole
    per l’eredità dei sudati risparmi maritali. Le
    I
    povere fanciulle guadagneranno quattrini e si libereranno
    di un pericolo. Vendono già ora le
    bionde capigliature per le teste calve delle cocottes
    che prendono marito e vogliono entrare
    nella buona società. Venderanno la possibilità
    di diventar madri: daranno fecondità alle vecchie
    gualcite, alle guaste signore che troppo si
    sono divertite e vogliono ricuperare il numero
    perduto. I figli nati dopo un innesto? Strani mostri
    biologici, creature di una nuova razza, merce
    anch’essi, prodotto genuino dell’azienda dei
    surrogati umani, necessari per tramandare la
    stirpe dei pizzicagnoli arricchiti. La vecchia
    nobiltà aveva indubbiamente maggior buon gusto
    della classe dirigente che le è successa al
    potere. Il quattrino deturpa, abbrutisce tutto
    ciò che cade sotto la sua legge implacabilmente
    feroce. La vita, tutta la vita, non solo l’attività
    meccanica degli arti, ma la stessa sorgente
    fisiologica dell’attività, si distacca dall’anima,
    e diventa merce da baratto; è il destino di Mida,
    dalle mani fatate, simbolo del capitalismo
    moderno. (Sotto la Mole 1916–1920, 6 giugno
    1918).
    a
    la mia citazione preferita, Jacques Camatte
    Analizziamo il fenomeno. Un uomo, unadonna, l’amore; essi s’uniscono, hanno
    un figlio. Per lo spirito-capitale è un crimine,
    perché è un atto libero. Hanno ottenuto un essere,
    considerato dai sostenitori della dinamica
    del capitalismo, come un oggetto, un prodotto,
    ma senza pagare nulla. Invece domani non si
    accoppieranno piú, bensí compreranno in comune
    un embrione. A seconda delle loro risorse
    finanziarie, potranno procurarsi un genio o un
    cretino. Il vantaggio è che potranno sempre reclamare,
    se il prodotto non corrispondesse a
    ciò che desideravano quanto a sesso, colore degli
    occhi, QI, etc. Inoltre, la separazione dei
    sessi sarà pienamente possibile, come voleva
    Euripide; poiché sarà possibile, allora, far proseguire
    lo sviluppo dell’embrione in vitro.
    Per far trionfare la generazione artificiale,
    remunerativa e creatrice di posti di lavoro, si
    utilizzeranno effettivamente tali argomenti. Si
    invocherà il beneficio dell’asepsi integrale, la
    possibilità di eliminare le tare. Ciò ha per corollario
    la necessità di dimostrare che ogni essere
    umano è normalmente tarato (a meno che non
    intervenga la scienza). La tara medica sostituirà
    il peccato originale, e il cristianesimo verrà
    cosí salvato. I preti potranno occuparsi del loro
    gregge artificiale. Meglio ancora, si mostrerà,
    come viene già fatto — e là si va oltre Euripide
    — che la sessualità è pericolosa, che
    ogni contatto è rischio patogeno. Da lí, tutta
    l’esaltazione mercantile dell’AIDS, delle malattie
    sessualmente trasmissibili. Al limite, essere
    naturali non potrà (come già hanno scritto gli
    autori della fantascienza, cfr. Défense de coucher
    per esempio) che generare disgusto, da cui
    il tuffo forzato nella virtualità (questo, Euripide
    non aveva previsto!). Se non ci sono piú contatti,
    tutto può essere protetto, ma l’Homo sapiens
    sarà spogliato della sessualità, come tende
    a esserlo del pensiero grazie al computer. Cosí
    come di tutti i rapporti intraspecifici. (Glosse
    in margine ad una realtà, 1991).
    a in che cosa il non procreare, partorire
    potrebbe essere una manifestazione
    positiva? Questa liberazione-emancipazione è
    una spoliazione, una riduzione dell’essere umano
    a semplice supporto di diverse funzioni che
    gli si possono innestare e che egli potrebbe manipolare
    al di fuori di lui. Se si considera logico
    che degli omosessuali si sposino fra di loro e
    che ci siano chiese per omosessuali, perché non
    dovrebbero esserci anche matrimoni fra uomini
    o donne e animali? (Il disvelamento).
    Mario Tronti
    Il capitalismo. Ma senza piú lotta di classe,senza avversario, ha smarrito la vitalità. È
    diventato qualcosa di mostruoso. (Repubblica
    del 28 settembre 2014, intervista a Antonio
    Gnoli). L' essere umano [...] non può vivere come
    appendice della merce, come funzione
    di mercato, come produttore di reddito e consumatore
    del prodotto che produce [… e dunque
    la] questione antropologica [… coincide
    con la] lotta contro la disumanizzazione della
    vita da parte dell’attuale organizzazione del
    mondo. (Per la critica del presente, Ediesse, Roma,
    2013 146–147).
    Alex Langer
    gni bene e ogni attività è trasformata inmerce, e ha dunque un suo prezzo: si
    può comperare, vendere, affittare. Persino il
    sangue (dei vivi), gli organi (dei morti e dei vivi)
    e l’utero (per una gravidanza in «leasing»).
    Tutto è diventato fattibile: dal viaggio interplanetario
    alla perfezione omicida di Auschwitz,
    dalla neve artificiale alla costruzione e manipolazione
    arbitraria di vita in laboratorio. (1° marzo
    1990, «Caro San Cristoforo», in Lettere
    2000 ed. Eulema).
    Czesław Miłosz
    Comincerò con una mancanza di tatto,confessando cioè di credere nella natura
    umana. Questa idea è passata di moda, è stata
    anzi giudicata indecorosamente conservatrice,
    e in ciò il pensiero progressista non dà prova di
    coerenza […] Un altro passi, ma Karl Marx
    difficilmente può venir accusato di essere un
    conservatore. A questo proposito mi rifaccio a
    Leszek Kolakowsi che dice «bisogna dunque
    richiamare l’attenzione sul fatto che l’idea del
    «ritorno dell’uomo a se stesso» è contenuta nella
    categoria stessa dell’alienazione, di cui
    Marx continuava sempre a servirsi. Che cos’è
    l’alienazione, in realtà, se non un processo in
    cui l’uomo si priva di qualcosa che egli è davvero,
    si priva dunque della propria umanità? Per
    poter adoperare in modo sensato questo termine,
    dobbiamo supporre di sapere in che cosa
    consiste il condizionamento dell’uomo, ossia
    che cos’è l’uomo realizzato a differenza
    dell’uomo smarrito, che cos’è l’«umanità», ovvero
    la natura umana […]. Mancando
    quest’esempio o modello, anche se tracciato in
    maniera piuttosto vaga, non v’è modo di dare
    un significato alla parola «alienazione»». (La
    terra di Ulro, Adelphi, p. 112.)
    tratto da IL Covile http://www.ilcovile.it/
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  2. #2
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    Predefinito Re: Comunisti contro l'utero in affitto

    La femminista e marxista svedese invitata alla Conferenza di Parigi contro l'utero in affitto:
    Nella evoluta e laica Svezia, patria del femminismo e dei diritti, la maternità surrogata è vietata. A condurre in prima linea la battaglia per impedire qualsiasi l’espandersi del mercato riproduttivo non solo a Stoccolmama in tutto il mondo è Kajsa Ekis Ekman, 35 anni, femminista e giornalista. Esponente della Sverigeskvinnolobb, la lobby di sinistra delle donne svedesi, Kajsa qualche giorno fa in una opinion sulGuardian, giornale inglese di sinistra, nell’illustrare un’indagine governativa sul divieto di maternetà surrogata aveva puntualizzato che è necessario bandire qualsiasi forma di utero in affitto, va vietata la sua pubblicizzazione ed è necessario agire per impedire ai cittadini svedesi di recarsi all’estero per accedervi.Svezia, la battaglia delle femministe contro l’utero in affitto

    In un’intervista all’Avvenire ha poi spiegato il perché questa è una battaglia femminista: «La maternità surrogata mercifica la donna, utilizzandola come se fosse soltanto un utero senza diritti o sentimenti. Significa togliere tutti i diritti a una madre e non può essere nell’interesse della donna. La patriarchìa da sempre equivale a mettere i diritti dei padri al di sopra di quelli delle madri, e per questo la maternità surrogata è da considerarsi un fenomeno profondamente patriarcale. E il femminismo, oggi come ieri, riguarda sempre la stessa cosa: consentire alle donne di esistere al pieno del proprio potenziale».
    Ekman: avere un figlio non è un diritto

    Per Kajsa Ekis Ekman «avere un figlio non è un diritto umano. Non esiste alcuna convenzione che sancisca il diritto a usare il corpo di una donna per i propri scopi. Chiunque desideri avere un figlio può farlo, ma la maternità surrogata è diversa da qualsiasi altra pratica: significa creare bambini senza madri». La giornalista nel libro dal titolo Essere ed essere comprate: prostituzione, maternità surrogata e il sé spaccato aveva equiparato l’utero in affitto alla prostituzione: «La maternità surrogata è prostituzione riproduttiva. La differenza è che in vendita c’è l’apparato riproduttivo e non quello genitale. Ma il concetto è sempre che il corpo di una donna sia in vendita. È evidente nel dibattito sull’utero in affitto che gli uomini pensano di avere una sorta di diritto di utilizzo del corpo delle donne. Gli uomini, sia etero sia gay, dicono: se non possiamo avere figli, abbiamo bisogno che la società ci fornisca una donna da usare! Che cosa li ha fatti pensare che una donna esista a loro uso e consumo? Alcuni preferiscono persino che sia “altruistica”, ovvero non vogliono nemmeno pagare!». E ancora: «Alcuni uomini forse pensano che sia come donare il seme… L’idea alla base della maternità surrogata “altruistica” è che la gravidanza non valga nulla e che una donna debba disfarsene gratuitamente, per gentilezza. Nove mesi, poi il dolore, e lei dovrebbe solo essere felice di aiutare gli altri, perché questo è ciò per cui sarebbero fatte le donne».
    «Le donne sono usate come animali»

    Kajasa poi ha spiegato: «Le donne che diventano surrogate non appartengano alle classi abbienti. Dove questa industria prospera, in India, Thailandia, Ucraina, Nepal, spesso sono donne analfabeti che vivono in campagna e hanno poche possibilità di scelta nella vita. Sono usate come animali da riproduzione, sottoposte a trattamenti ormonali e nella maggior parte dei casi subiscono l’impianto di cinque embrioni per massimizzare il tasso di successo». L’immagine di Elton John che i media ci propongono? «I media – ha risposto la femminista – hanno dipinto la maternità surrogata come una cosa sfiziosa per ricchi e famosi. Se sei una diva di Hollywood e non vuoi rovinarti il corpo, usa una surrogata! Idem se sei un maschio gay e non vuoi spartirti tuo figlio con sua madre. E ci bombardano con le foto di Ricky Martin, Elton John, Sarah Jessica Parker oNicole Kidman, che sono felici “grazie a una surrogata”. Questo mi fa infuriare: perché non sentiamo mai chi sono le madri di quei bambini? Perché questo è ciò che è chi dà la vita: una madre».
    Svezia, la femminista: «La maternità surrogata? È prostituzione...» - Secolo d'Italia
    La battaglia per bandire dal mondo l’utero in affitto è prima di tutto una questione da femmine. Anzi, da femministe: lo ripete Kajsa Ekis Ekman, giornalista svedese che un mese fa è arrivata fino al palco della Conferenza di Parigi contro l’utero in affitto per spiegare da dove deve venire il contrasto alla maternità surrogata, novello sfruttamento da parte degli uomini ricchi del corpo delle donne. Marxista per sua stessa definizione («l’opposizione deriva dalla mia analisi sulla maternità surrogata come un fenomeno capitalistico che aliena l’essere umano dalla sua stessa progenie»), 35 anni e femminista, Kajsa fa parte della «Sverigeskvinnolobb», la lobby delle donne svedesi, storicamente a sinistra. Settimana scorsa, sul quotidiano britannico Guardian altrettanto storicamente a sinistra, ha raccontato i risultati dell’indagine governativa alla base del divieto svedese all’utero in affitto. Un Paese in cui questa disputa non è considerata confessionale e discriminatoria dell’altrui incompreso amore ma laicissima e dalla parte di donne e bambini.


    Perché questa sarebbe una battaglia femminista?
    La maternità surrogata mercifica la donna, utilizzandola come se fosse soltanto un utero senza diritti o sentimenti. Significa togliere tutti i diritti a una madre e non può essere nell’interesse della donna. La patriarchìa da sempre equivale a mettere i diritti dei padri al di sopra di quelli delle madri, e per questo la maternità surrogata è da considerarsi un fenomeno profondamente patriarcale. E il femminismo, oggi come ieri, riguarda sempre la stessa cosa: consentire alle donne di esistere al pieno del proprio potenziale.


    Cosa significa essere una femminista oggi, quando la guerra per i "diritti", e i "diritti civili", si è allargata fino a considerare un diritto avere un bambino a ogni costo?
    Avere un figlio non è un diritto umano. Non esiste alcuna convenzione che sancisca il diritto a usare il corpo di una donna per i propri scopi. Chiunque desideri avere un figlio può farlo, ma la maternità surrogata è diversa da qualsiasi altra pratica: significa creare bambini senza madri. Il movimento femminista sta crescendo: quando nel 2006 ho iniziato a scrivere un libro sull’utero in affitto non conoscevo nessuno in Europa che vi si opponesse. Ora le femministe si sono unite su questo fronte e il Parlamento europeo ha chiesto agli Stati di bandire la maternità surrogata in due risoluzioni, nel 2011 e nel 2016.


    Nel suo libro «Being and Being Bought: Prostitution, Surrogacy and the Split Self» («Essere ed essere comprate: prostituzione, maternità surrogata e il sé spaccato») affrontava concetti forti per il pensiero occidentale: che esista un parallelo fra la prostituzione e l’utero in affitto e che ci sia un concetto patriarcale dietro l’uso del corpo nella maternità surrogata. Ce li spiega?
    La maternità surrogata è prostituzione riproduttiva. La differenza è che in vendita c’è l’apparato riproduttivo e non quello genitale. Ma il concetto è sempre che il corpo di una donna sia in vendita. È evidente nel dibattito sull’utero in affitto che gli uomini pensano di avere una sorta di diritto di utilizzo del corpo delle donne. Gli uomini, sia etero sia gay, dicono: se non possiamo avere figli, abbiamo bisogno che la società ci fornisca una donna da usare! Che cosa li ha fatti pensare che una donna esista a loro uso e consumo? Alcuni preferiscono persino che sia "altruistica", ovvero non vogliono nemmeno pagare! Questo dimostra una mancanza di comprensione di cosa sia la gravidanza: nove mesi di vita, senza parlare dei rischi e del legame psicologico che si crea fra una mamma e il bambino. Alcuni uomini forse pensano che sia come donare il seme... L’idea alla base della maternità surrogata "altruistica" è che la gravidanza non valga nulla e che una donna debba disfarsene gratuitamente, per gentilezza. Nove mesi, poi il dolore, e lei dovrebbe solo essere felice di aiutare gli altri, perché questo è ciò per cui sarebbero fatte le donne.


    Lei parla anche di classismo...
    Sì, è ovvio che le donne che diventano surrogate non appartengano alle classi abbienti. Dove questa industria prospera, in India, Thailandia, Ucraina, Nepal, spesso sono donne analfabeti che vivono in campagna e hanno poche possibilità di scelta nella vita. Sono usate come animali da riproduzione, sottoposte a trattamenti ormonali e nella maggior parte dei casi subiscono l’impianto di cinque embrioni per massimizzare il tasso di successo. Quelli indesiderati sono eliminati senza nemmeno chiedere alla donna, che non vede mai il bambino dopo averlo dato alla luce, spesso non sa nemmeno in che Paese andrà a finire. Ovviamente nessuna donna ricca accetterebbe di essere trattata in questo modo.
    http://www.avvenire.it/Vita/Pagine/i...kis-Ekman.aspx
    ϟ qualis vibrans


  3. #3
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    Predefinito Re: Comunisti contro l'utero in affitto

    Si può dire quindi che il capitale come costruzione artificiale tende a separare i processi aggregativi naturali di cui quello basilare è la riproduzione insita nell'unione di un uomo e una donna.
    Interessante come una femminista veda nell'utero in affitto (ma io direi anche nei matrimoni omosessuali) quell'irrilevanza sostanziale della donna relegata a ruolo di comprimaria sostituibile o addirittura di fabbrica. Interessante anche come rifugga dalla distinzione utero a pagamento o non a pagamento, sempre prostituzione, ossia perdita della dignità essenziale della donna, in funzione di strumento per altri.
    ϟ qualis vibrans


  4. #4
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    Predefinito Re: Comunisti contro l'utero in affitto

    http://www.scienzaevita.org/wp-conte...Repubblica.pdf
    StefanoFassina che oggi è fuori dal Pd e propriocon Sel ha fondato Sinistra italiana: «Un figlionon è un diritto - dice il deputato - e i diritti individualihanno un limite, il rispetto dell’altrae dell’altro. La maternità surrogata superaquel limite, Questa storia che ledonne lo facciano per generosità...c’è sempreun’asimmetria nei rapporti di forza. Tantopiù in California, dove domina l’individualismoproprietario».
    ϟ qualis vibrans


  5. #5
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    Predefinito Re: Comunisti contro l'utero in affitto

    buonsenso


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  6. #6
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    Predefinito Re: Comunisti contro l'utero in affitto

    Citazione Originariamente Scritto da Parsifal Corda Visualizza Messaggio
    Interessante come una femminista veda nell'utero in affitto (ma io direi anche nei matrimoni omosessuali) quell'irrilevanza sostanziale della donna relegata a ruolo di comprimaria sostituibile o addirittura di fabbrica. Interessante anche come rifugga dalla distinzione utero a pagamento o non a pagamento, sempre prostituzione, ossia perdita della dignità essenziale della donna, in funzione di strumento per altri.

    La femminista vi vede un'ampliamento dei poteri della donna intesa come essere unico ideale. Che poi esistano donne evolute e sfruttatrici e donne paria e sfruttate questo lo si spiega col fatto che il laicismo è la punta dell'iceberg esoterico e le povere donne sfruttate sono lì per il "karma" loro.
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" Mt 28, 19

    "Eva fu creata dalla costola di Abramo"

    Giordi


  7. #7
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    Predefinito Re: Comunisti contro l'utero in affitto

    Il capitalismo spezza i confini e distrugge i ruoli affinché tutto venga trasformato in oggetto mercificabile: in questo i critici comunisti ebbero ragione e la loro vista fu lunga. Chissà cosa direbbero oggi nel vedere i loro supposti eredi trasformati nei più grandi sostenitori di questo processo di alienazione in fase ormai terminale. Sembra il brave new world di Huxley, tra qualche anno sarà disponibile l'ectogenesi e il processo di fabbricazione dell'essere umano giungerà al proprio picco. Tutto questo viene praticato con la scusa del "diritto al desiderio".
    Non ci si accorge (e questo è l'elemento base per ogni discorso relativo alla filosofia pratica) che se l'uomo è chiamato a delle scelte di comportamento è perché è dotato di una natura, cioè un intrinseca tendenza che poi spetta alla propria anima razionale controllare e ordinare: le nostre azioni sono spinte prima di tutto dalla nostra componente animale. E invece no, oggi il dualismo estremo ha trasformato l'uomo in una sorta di "magico spirito" di desiderio e volontà di potenza infinita (che è illusoria, poiché ciò che è voluto è indotto dal sistema e non liberamente scelto) che pretende di esercitare potere assoluto sul proprio corpo, inteso ormai come un corpo flaccido attaccato al sistema nervoso. Ma in questo modo l'umanità è perduta.
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    Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton

  8. #8
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    Predefinito Comunisti contro l'utero in affitto

    analisi sostanzialmente condivisibile : il corpo inteso come corpo flaccido appeso al sistema nervoso e' anche quello attaccato al respiratore artificiale , con una mente prigioniera di un corpo destinato a non rispondere mai piu' , per un crudele scherzo del destino


    Inviato da Anthos

  9. #9
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    Predefinito Re: Comunisti contro l'utero in affitto

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    analisi sostanzialmente condivisibile : il corpo inteso come corpo flaccido appeso al sistema nervoso e' anche quello attaccato al respiratore artificiale , con una mente prigioniera di un corpo destinato a non rispondere mai piu' , per un crudele scherzo del destino


    Inviato da Anthos
    Uccidiamo mente e corpo allora?
    Poi un conto è il crudele destino un altro che si usi il corpo di qualcun altro per i propri fini.
    ϟ qualis vibrans


  10. #10
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    Predefinito Comunisti contro l'utero in affitto

    no , facevo semplicemente osservare come la divinizzazione della tecnologia non e' esclusiva di alcuni.



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