COSA CAMBIA
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Meno senatori ma con l’immunità
Il ddl Boschi riduce, e di molto, il numero dei senatori che scendono da 315 a 100. Di questi, 95 saranno eletti dalle Regioni (74 consiglieri e 21 sindaci) “in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi”. Si tratta di una delle novità principali rispetto al testo uscito a marzo dalla Camera, introdotta per effetto di un compromesso tra maggioranza e minoranza del Pd, che si opponeva alla non eleggibilità dei nuovi senatori minacciando di non votare la riforma. L’intesa è stata raggiunta grazie all’emendamento firmato dalla senatrice dem Anna Finocchiaro, in base al quale sarà unalegge quadro, che verrà recepita dalle Regioni entro tre mesi dall’approvazione definitiva della riforma, a stabilire se la selezione avverrà tramite preferenze, listino bloccato o a scorrimento. I restanti 5 inquilini di Palazzo Madama verranno invece nominati dal capo dello Stato e rimarranno in carica per 7 anni, senza la possibilità di essere rinominati. Non scompaiono invece i senatori a vita: saranno gli ex presidenti della Repubblica che non verranno conteggiati nel numero dei senatori scelti dal Colle. I nuovi inquilini di Palazzo Madama non riceveranno alcuna indennità aggiuntiva ma godranno dell’immunità parlamentare: nessun arresto, perquisizione o intercettazione potrà avvenire senza il via libera dell’Assemblea.





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