Il Legno storto, quotidiano online - Politica, Attualità, Cultura - Un paese senza politica
Troppo pessimista l'analisi che Della Loggia fa sul "Corriere della sera"?
"C’è una sensazione che domina su tutte le altre, se non sbaglio: la sensazione che sono finiti i tempi felici. Fino a qualche tempo fa il Paese, pur con tutte le sue contraddizioni, appariva comunque orientato ad una visione positiva del proprio futuro. Aveva dei punti di riferimento sicuri. A cominciare da quelli fuori dei propri confini".
Non so, di momenti di crisi se ne vivevano tanti anche allora, ma quello che non mancava erano dei fondamenti culturali, tradizionali, istituzionali (come dice Della Loggia) che, sia pure tra mille disfunzioni, non potevano essere messi in discussione. Anzi, paradossalmente, anche le loro disfunzioni ne facevano un qualcosa di familiarmente solido.
Oggi, è vero, impianti e fabbriche passano in mani straniere fra l'indifferenza generale, oggi il futuro è negato ai giovani senza che qualcuno si ribelli in modo sostanziale. I politici di destra e di sinistra sono incapaci di dare una qualsiasi speranza, solo, come dice l'articolo, "zuccherosi placebo a base di nulla".
Personalmente, sento che si va incontro ad un abisso, purtroppo non parlo solo dell'Italia...




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