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La Lombardia sempre più crocevia dei traffici illegali di rifiuti. E' quanto emerge dal focus lombardo del rapporto Ecomafia 2010 stilato da Legambiente e presentato oggi nella sede della Regione Lombardia. Secondo i dati contenuti nel report, un terzo delle grandi inchieste italiane sui traffici illeciti di rifiuti passa dalla Lombardia, che vede tra l'altro aumentare le infrazioni accertate nella gestione dei rifiuti (153 nel 2009 contro le 144 del 2008) e il numero di persone denunciate (241 nel 2009 contro le 164 del 2008). "La Lombardia - ha spiegato Enrico Fontana, del direttivo nazionale di Legambiente e autore del rapporto Ecomafia 2010 - é la nona regione in Italia per quanto riguarda gli illeciti contro l'ambiente, ma tra le primissime regioni per il numero di persone arrestate e per il numero di inchieste relative al traffico illegale di rifiuti". Questa doppia posizione nella classifica italiana, secondo Fontana, è da leggere così: "In Lombardia c'é meno illegalità ambientale diffusa, ma maggiore presenza di soggetti che praticano una criminalità sistematica legata al traffico di rifiuti". Da quando, nel 2001, è stato introdotto il reato che punisce le attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, "in Italia - ha precisato Sergio Cannavò, vice presidente di Legambiente Lombardia - si sono svolte 153 inchieste, di cui 14 sono i casi esclusivamente lombardi". "Ci sono poi 39 altri casi che hanno visto la Lombardia in qualche modo coinvolta, o perché luogo di transito dei traffici illeciti di rifiuti - ha aggiunto - o sede delle imprese o luogo di residenza dei trafficanti, o ancora perché sede temporaneo di stoccaggio". Dati che, secondo Legambiente Lombardia, confermano "la presenza di criminalità organizzata nel settore dell'illegalità ambientale in varie zone della Lombardia". Da qui l'appello in vista dell'Expo. "La preoccupazione forte - ha precisato Fontana - è il rischio di inserimento delle imprese della criminalità organizzata nel ciclo degli appalti. Per questo serve un patto forte con le istituzioni e anche con le imprese, perché gli eco-furbi venga allontanati dalle associazioni di categoria".
L'appello di un patto forte con le istituzioni è stato subito raccolto dall'assessore regionale al Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia, Daniele Belotti, che ha annunciato "tolleranza sotto zero nei confronti di coloro che, mafiosi o non, creano danni nell'ambiente o nella gestione dei rifiuti".
Anche in vista dell'Expo l'attenzione, come conferma Belotti, sarà "massima: l'Expo deve essere un'opportunità per la Lombardia, non una mangiatoia per speculatori spregiudicati o organizzazioni criminali".