
Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Chiedo innanzitutto scusa se non potrò essere breve.
DIVORZIO.
In almeno un paio di occasioni la mia ex moglie mi ha invitato, quando avevo una giornata libera, ad uscire da solo o con qualche amico o amica perché lei aveva mal di testa o aveva altre cose da fare o s sentiva stanca o in ogni caso non aveva voglia di uscire. Al mio ritorno cominciava a sbraitarmi contro facendomi notare che l'avevo lasciata a casa da sola e quando le ricordavo che era stata lei a dirmi di uscire da solo mi rimproverava di non aver pensato che poteva anche aver cambiato idea. Continuava a sbraitare tutto il giorno, ed anche la sera, quando notavo che passata la mezzanotte non accennava a smettere mi rivestivo ed andavo a dormire in automobile ed il mattino dopo mettevo in moto per recarmi al lavoro. Al mio ritorno subivo da le un vero e proprio linciaggio con sbraitamenti vari, urla, pianti isterici minacce varie e la pretesa che andassi a litigare con i vicini perché l'avevano rimproverata di aver sbraitato tutta la notte. Ho smesso di contare i locali dove mi conoscevo e che ho dovuto evitare in seguito a sue scenate in pubblico e le amicizie che hanno preferito allontanarsi perché imbarazzate dai suoi atteggiamenti colmi di maleducazione, volgarità, arroganza, presunzione ed ignoranza. Quando è nata nostra figlia ero io a prepararle il biberon prima e la pappa in seguito (non l'ha mai allattata), io a cullarla tutta la notte in salotto, in cucina o nel corridoio mentre lei ronfava in camera da letto e non voleva essere disturbata dalle ninna nanne che cantavo alla bambina.
Quando anche tu avrai attraversato un simile inferno possiederai i requisiti per poter giudicare, fino ad allora ti limiterai a pontificare su ciò che non conosci ed a millantare regole scritte da qualcun altro che non è mai stato costretto a subirle.
ABORTO.
Ho sentito le lacrime di una ragazza affetta da non so quale patologia che le impediva ogni movimento. Le piaghe sulla schiena e sulle natiche le provocavano sofferenze atroci. Il dolore era il suo fedele compagno di vita da quando era nata, mi raccontava la madre che non aveva mai giocato con altri bambini quado era piccola, mai una mattinata al parco con i genitori o i fratelli, mai una gita con i coetanei, una festa di compleanno on i compagni di scuola, una mattinata sulla spiaggia o una serata a bighellonare in comitiva. Solo un letto nel quale poggiarla, ed i dolori atroci giorno e notte, regolari, monotoni, implacabili, e le lacrime della madre quando la ragazza non poteva vederle o sentirle, e le sue lacrime altrettanto quotidiane, e le domande che poneva alla madre, domande delle quali la povera donna non possedeva la risposta.
Tu possiedi tali risposte? Avresti saputo replicare quando chiedeva per quale motivo l'avessero fatta nascere per soffrire tanto? Hai mai affrontato sofferenze analoghe alle sue? Ed avresti avuto la dignità di sopportarle anche sapendo che non avrebbero mai trovato sollievo ma sarebbero andate sempre a peggiorare? Te la sentiresti di metterti in condizioni analoghe a dimostrare quella fede e quella dignità che pretendi negli altri?
EUTANASIA.
Nessuno che non ha attraversato, per un motivo o per l'altro, una sofferenza fisica atroce può realmente comprendere quanto questa sia in grado di annichilire ogni pensiero. Parlo di quel dolore lancinante che ti fa urlare fino a perdere la voce, che ti fa piangere fino a non possedere più lacrime da versare, che ti fa dimenticare qualsiasi parvenza di dignità, di umanità, persino di lucidità mentale. Quella sofferenza che ti porterebbe a prostrarti in ginocchio ai piedi di chi più disprezzi o a baciare le natiche al diavolo purché finisca o almeno si plachi.
Tu l'hai mai provata? Non parlo di una semplice nevralgia o emicrania ma di un dolore come quello provocato da ustioni di terzo grado ad oltre il 50% del corpo o da spappolamento di articolazioni ossee. Moltiplica quel dolore per mille e rassegnati a sentirlo padrone del tuo corpo per il resto della tua vita, lunga o breve che essa sia. Quando avrai attraversato tale inferno forse potrai comprendere chi coltiva come ultimo desiderio quello di farla finita al più presto, fino a quel momento sei soltanto l'avventore di un ristorante di lusso che sorseggia un caffè a conclusione di un pasto pantagruelico che condanna le lamentele di chi è a stomaco vuoto da giorni.