Papa Francesco è il nemico numero uno dell’Europa?
Roma, 19 apr – Mentre il Mediterraneo inghiotte altri 200 corpi, attirati dalla folle politica delle porte aperte, del “non c’è problema”, del “siamo tutti rifugiati”, Papa Bergoglio invia ai rifugiati in un videomessaggio per il 35esimo anniversario della fondazione del Centro Astalli in cui afferma chiaro e tondo: “Troppe volte non vi abbiamo accolto! Perdonate la chiusura e l’indifferenza delle nostre società che temono il cambiamento di vita e di mentalità che la vostra presenza richiede. Trattati come un peso, un problema, un costo, siete invece un dono”.
Già, perdonateci. Perdonate il flusso infinito di denari a fondo perduto buttato nel business dell’accoglienza che arricchisce pochissimi e impoverisce il mondo, perdonateci se abbiamo concesso interi quartieri e intere città ai nuovi arrivati, perdonateci se abbiamo smesso di difendere noi stessi, la nostra terra e i nostri familiari, perdonate se vi vogliamo offrire, oltre al sostentamento, anche la cittadinanza, perdonate i film, i libri, i convegni, gli editoriali che glorificano gli immigrati e insultano gli autoctoni. Tutto questo, per il Papa, non è ancora abbastanza, pur essendo molto di più di quanto non abbia mai fatto alcun popolo della storia per favorire la propria stessa invasione.
Per Francesco l’immigrato assume l’aspetto di una vera e propria figura messianica: “Siete la testimonianza di come il nostro Dio clemente e misericordioso sa trasformare il male e l’ingiustizia di cui soffrite in un bene per tutti. Perché ognuno di voi può essere un ponte che unisce popoli lontani, che rende possibile l’incontro tra culture e religioni diverse, una via per riscoprire la nostra comune umanità. La vostra esperienza di dolore e di speranza – dice il Papa rivolto ai rifugiati – ci ricorda che siamo tutti stranieri e pellegrini su questa Terra, accolti da qualcuno con generosità e senza alcun merito. Chi come voi è fuggito dalla propria terra a causa dell’oppressione, della guerra, di una natura sfigurata dall’inquinamento e dalla desertificazione, o dell’ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta, è un fratello con cui dividere il pane, la casa, la vita”. Ricorre il solito ritornello: siamo tutti rifugiati. Siamo tutti immigrati. Nessuno è a casa sua. Nessuno è autoctono. Di sicuro, grazie a queste voci “autorevoli”, nessuno lo sarà più, molto presto. Nell’attesa di assistere alla nostra stessa estinzione, tanto vale porci un quesito ozioso per passare il tempo: Papa Francesco, al di là di qualsiasi valutazione sulla sua religione, è oggi il nemico numero uno dell’Europa?
Papa Francesco è il nemico numero uno dell'Europa?




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