Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    Lo Stato è un furto!
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    Predefinito Le fenomenale Deirdre McCloskey, economista anti-Piketty

    Di solito gli economisti sono noiosi. La McCloskey, invece, quando parla entusiasma. Un mito!



    Deirdre sta finendo una trilogia sulle virtù borghesi, un trittico al capitalismo e a quel «grande arricchimento che abbiamo verificato tutti nell'Ottocento». «Dai», dice, «nessuno può negarlo. Oggi la gente sta molto meglio quasi ovunque, i poveri hanno acqua corrente, medicine, vaccinazioni. Siamo tutti molto più ricchi. Però, per qualche ragione che non ho ancora capito o studiato abbastanza, dopo l'epoca d'oro del liberismo, cioè dal Seicento all'Ottocento, dopo il 1848 si sono tutti aizzati contro il liberismo. Tutti a cercare alternative nel socialismo, nel nazionalismo, a volte anche nel nazionalsocialismo... Che non mi pare siano andate benissimo.

    Con la mia trilogia cerco di ripristinare un po' di verità su quello che ci ha fatto diventare quello che siamo, cioè il capitalismo.
    Che poi come parola non mi piace, sarebbe meglio "miglioramento tecnologico e istituzionale a un ritmo frenetico, sperimentato da scambi non forzosi tra tutte le parti coinvolte"; oppure "liberalismo fantasticamente di successo, nel vecchio senso europeo, applicato agli scambi e alla politica, e poi alla scienza e alla musica, alla pittura e alla letteratura". Ma mi rendo conto che sono termini giornalisticamente poco sexy».

    Insomma, «si pone la faccenda nei termini sbagliati. La parola capitalismo è fuorviante. Le parole sono importanti!» ed è bello che una delle massime teoriche del liberismo usi un'espressione di Nanni Moretti. Bisognerebbe farli conoscere, si piacerebbero. Forse un film sull'economista liberista già economista maschio keynesiano riporterebbe Moretti ai progetti del pasticcere trotskista.

    «Comunque», prosegue McCloskey, «capitalismo fa pensare al fatto che la ricchezza arrivi per accumulazione di capitale, come pensano del resto tutti i miei colleghi, da Adam Smith a Karl Marx, fino a Piketty e al mio amico Varoufakis. Ma i
    ricchi non sono tali perché accumulano soldi, o mattoni, o azioni, o lauree una sull'altra. Lo sono per le loro idee. E questo è il contenuto del secondo libro della mia trilogia: la gente non si arricchisce sfruttando gli schiavi o con l'accumulazione del capitale o fondando le Compagnie delle Indie; quei business non spiegherebbero la crescita reale della ricchezza registrata negli ultimi due secoli.

    Il potere di acquisto di un cittadino di Singapore o della Svezia dall'Ottocento a oggi è cresciuto, infatti, da trenta a cento volte; un italiano spendeva tre euro al giorno, oggi ne spende ottanta. Che cosa ha portato a questo? Mica le ruberie o lo sfruttamento, bensì l'innovazione: l'innovazione di privati come Enrico Fermi o Corradino D'Ascanio, quello che ha inventato la Vespa.

    È la borghesia che incoraggia e ammira gli innovatori: nel 1492 gli europei erano dei primitivi se paragonati alle invenzioni, alle istituzioni e all'arte della Cina del resto Colombo un motivo per volerci andare doveva pur averlo. Dopo il 1800, l'innovazione europea esplode. Perché? A un certo punto, passa il concetto che il commercio, il far soldi, è una cosa dignitosa, onesta (lo dice in italiano, onesta: McCloskey è anche un'esperta di storia italiana, cita Leopardi e lo Zibaldone, cita i Gonzaga, ndr). Il grande arricchimento deriva dalla Grande Liberazione. Quella per cui i borghesi finalmente potevano fare soldi, essere ammirati per questo, e tutto ciò su un patto sociale che dice: "Mi lasci far soldi? Io ne farò fare di più a te".

    I grandi esperimenti moderni sono la Cina e l'India. La Cina nel 1978 e l'India nel 1991 smisero di deridere gli imprenditori, il mercato, il profitto, e che cosa accadde? Hanno cominciato a crescere dell'otto o dieci per cento all'anno».

    «Marxisti e keynesiani sbagliano tutto. Il mio amico Varoufakis, o Piketty... Bravi ragazzi, per carità. Però sbagliano l'approccio. Piketty parla di Liliane Bettencourt, la donna più ricca del mondo, che campa di rendita, e va bene, ma è un'eccezione. Oggi la maggior parte della gente vive del proprio capitale umano, non del capitale finanziario. Non c'è bisogno di essere artisti o geni, basta essere un professionista, o anche un idraulico.

    Poi c'è l'altra ossessione, quella dei consumi. Anche qui Varoufakis sbaglia: lui pensa che la ricchezza dipenda da somme di denaro che circolano nel mondo, e che l'economia è come un pallone, gonfiato dal consumo; e che quando i consumi cessano, si sgonfia. Ma non è così. La ricchezza arriva dall'innovazione. Pensiamo a Bill Gates o a Steve Jobs: il capitale non ha alcuna importanza, chi se ne importa del rendimento sul capitale finanziario.

    Gates e Jobs non hanno mica messo i soldi in Borsa o in banca: hanno creato miliardi di dollari di valore da idee e innovazioni che virtualmente non valevano nulla. Si chiama proprietà intellettuale, l'hanno inventata i veneziani, sai?».

    Insomma, gli economisti sono troppo ossessionati dal capitale. E dall'idea del furto e dell'espropriazione: «Anche con lo sfruttamento di tutti gli schiavi e di tutte le miniere, anche affamando tutti í popoli e le colonie, non ci sarebbe stato il grande arricchimento. Sono stata una sindacalista, sono iscritta ai sindacati dell'Università di Chicago. Andavo in piazza, alle manifestazioni... Ma non saranno i sindacati a renderci più ricchi. Voi italiani siete molto più ricchi di altri popoli, e non credo che sia merito dei sindacati. Guarda quella borsa meravigliosa, chi l'ha disegnata diventerà ricco, chi la copierà diventerà ricco a sua volta: è il mercato».

    E il povero Stato? Non potrebbe far funzionare un po' l'economia, magari finanziando l'innovazione? (Si tenta di provocare zia Deirdre, insomma). «Ma non diciamo sciocchezze. Le invenzioni sono solo private, le invenzioni pubbliche sono de-invenzioni. C'è un esempio meraviglioso. Negli anni Venti, un grande chimico tedesco (Fritz Haber) inventa il fertilizzante chimico per l'agricoltura. Wow. Un'invenzione stupenda. Dopodiché, il governo tedesco si impossessa della sua invenzione e inventa le armi chimiche che verranno utilizzate in guerra. Ecco come funziona lo Stato innovatore!»

    Però, per esempio, l'auto elettrica c'è grazie ai sussidi di Obama (la si provoca): «Oh mio Dio, quello è lo Stato decisore. Ancora peggio! Ma tu, in quanto italiano, pensa se fosse il governo italiano, il parlamento o un burocrate romano a decidere su che cosa investire, a disegnare il futuro tecnologico». Dice proprio «un burocrate romano», e in effetti lo scenario è un po' inquietante, si immagina Marino o la Meloni al posto di Elon Musk in una Silicon Valley nel Grande Raccordo Anulare.


    Da Il Sole 24 Ore, 23 Ottobre 2015




  2. #2
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    Predefinito Re: Le fenomenale Deirdre McCloskey, economista anti-Piketty

    Citazione Originariamente Scritto da Mister Libertarian Visualizza Messaggio
    Deirdre sta finendo una trilogia sulle virtù borghesi....l'epoca d'oro del liberismo, cioè dal Seicento all'Ottocento...ricchi non sono tali perché accumulano soldi...Lo sono per le loro idee...."Mi lasci far soldi? Io ne farò fare di più a te".

    non me lo posso perdere. A me i libri di fantastoria demenziale piacciono moltissimo

    Liliane Bettencourt, la donna più ricca del mondo, che campa di rendita, e va bene, ma è un'eccezione.
    no. La metà dei miliardari planetari è nata tale (o quanto meno milionaria). E per fortuna che ci sono i nuovi ricchi asiatici...

    Sono stata una sindacalista, sono iscritta ai sindacati dell'Università di Chicago.



    Le invenzioni sono solo private, le invenzioni pubbliche sono de-invenzioni.
    basta citare internet per mettere a tacere la cialtrona.

  3. #3
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    Predefinito Re: Le fenomenale Deirdre McCloskey, economista anti-Piketty

    "i poveri hanno acqua corrente"...




    ammesso che abbiano una casa.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  4. #4
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    Predefinito Re: Le fenomenale Deirdre McCloskey, economista anti-Piketty

    Citazione Originariamente Scritto da Mister Libertarian Visualizza Messaggio
    Però, per qualche ragione che non ho ancora capito o studiato abbastanza, dopo l'epoca d'oro del liberismo, cioè dal Seicento all'Ottocento, dopo il 1848 si sono tutti aizzati contro il liberismo.
    In realtà sono i secoli in cui si afferma lo stato che accompagna dalla culla alla bara, anche i presunti liberisti erano i primi a dire che è DOVERE dello stato avere il monopolio della forza, se prima era una cosa comune che ognuno aveva l'arsenale in casa e pagava solo volontariamente con Locke giusto per citare un moderato (c'era anche Hobbes in quell'arco di tempo) era inconcepibile che i privati potessero contrastare lo stato ed esercitare giustizia da soli.

  5. #5
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    Predefinito Re: Le fenomenale Deirdre McCloskey, economista anti-Piketty

    Sarò curioso di leggerla, personalmente credo che non capisca un ca**o, ma mi piace leggere le opinioni degli altri.

  6. #6
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    Predefinito Re: Le fenomenale Deirdre McCloskey, economista anti-Piketty

    Citazione Originariamente Scritto da vota dc Visualizza Messaggio
    In realtà sono i secoli in cui si afferma lo stato che accompagna dalla culla alla bara, anche i presunti liberisti erano i primi a dire che è DOVERE dello stato avere il monopolio della forza, se prima era una cosa comune che ognuno aveva l'arsenale in casa e pagava solo volontariamente con Locke giusto per citare un moderato (c'era anche Hobbes in quell'arco di tempo) era inconcepibile che i privati potessero contrastare lo stato ed esercitare giustizia da soli.
    Grave errore dei liberali quello di perorare il monopolio statale della protezione.

    Gli anarco-capitalisti hanno ragione.

  7. #7
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    Predefinito Re: Le fenomenale Deirdre McCloskey, economista anti-Piketty

    Il meccanismo funzionale di ogni Stato è irriducibilmente configurabile come un sistema monopolistico e coercitivo per la fornitura di una gamma (sempre più sterminata, ad onore del vero) di beni e servizi.

    Posto che, in economia, tutti ormai concordano sul fatto che il monopolio costituisca una forma di mercato del tutto inefficiente (in quanto preclude ogni tentativo di concorrenza, tanto effettiva quanto potenziale) e dispendiosa (l’allocazione inefficiente delle risorse conduce ad una perdita netta di benessere sociale),
    perché mai, allora, il monopolio esercitato dai governi e dagli Stati dovrebbe essere salutato come un fattore positivo, in grado di generare valore e di favorire lo sviluppo?

  8. #8
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    Predefinito Re: Le fenomenale Deirdre McCloskey, economista anti-Piketty

    Citazione Originariamente Scritto da Mister Libertarian Visualizza Messaggio
    Il meccanismo funzionale di ogni Stato è irriducibilmente configurabile come un sistema monopolistico e coercitivo per la fornitura di una gamma (sempre più sterminata, ad onore del vero) di beni e servizi.

    Posto che, in economia, tutti ormai concordano sul fatto che il monopolio costituisca una forma di mercato del tutto inefficiente (in quanto preclude ogni tentativo di concorrenza, tanto effettiva quanto potenziale) e dispendiosa (l’allocazione inefficiente delle risorse conduce ad una perdita netta di benessere sociale),
    perché mai, allora, il monopolio esercitato dai governi e dagli Stati dovrebbe essere salutato come un fattore positivo, in grado di generare valore e di favorire lo sviluppo?
    Il monopolio è quello a cui aspira ogni azienda privata, cioè in concreto distruggere i concorrenti.
    E se nei tuoi sogni di un mondo senza Stato un'azienda talmente forte riesce a ottenere il monopolio in un determinato settore , che fai, gli dici "dovete indebolirvi e far resuscitare i concorrenti" ? E loro lo faranno ? E tutto questo va bene perché è privato MA non va bene se è pubblico ?
    Poi che in certi settori il monopolio pubblico sia inefficiente e dannoso lo dici tu ( tipo i beni comuni come l'acqua , o i trasporti ferroviari, dove in UK sono peggiorati tantissimo con la liberalizzazione thatcheriana )
    DUX SUCKS
    Lombardo-veneto vituperio delle genti
    Se non ti rispondo è probabile che sei in ignore list e/o sei troppo beota. STACCE.

  9. #9
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    Predefinito Re: Le fenomenale Deirdre McCloskey, economista anti-Piketty

    Citazione Originariamente Scritto da Traiano Visualizza Messaggio
    Il monopolio è quello a cui aspira ogni azienda privata, cioè in concreto distruggere i concorrenti.
    E se nei tuoi sogni di un mondo senza Stato un'azienda talmente forte riesce a ottenere il monopolio in un determinato settore , che fai, gli dici "dovete indebolirvi e far resuscitare i concorrenti" ? E loro lo faranno ? E tutto questo va bene perché è privato MA non va bene se è pubblico ?
    Poi che in certi settori il monopolio pubblico sia inefficiente e dannoso lo dici tu ( tipo i beni comuni come l'acqua , o i trasporti ferroviari, dove in UK sono peggiorati tantissimo con la liberalizzazione thatcheriana )
    Che il libero mercato conduca al monopolio è falso.

    Se prendi le classifiche delle più grandi aziende stilata da Fortune è diversa da quella di dieci anni, molto diversa da quella di venti anni fa, diversissima da quella di trent'anni fa.

    Al contrario, lo Stato è il super-monopolio di tutti i monopoli. Oltretutto è un monopolio coercitivo, perché a differenza delle grandi aziende può tassare i propri sfortunati utenti.

    E' quindi pazzesco e paradossale che gli statalisti accusino di monopolismo i sostenitori del libero mercato.

  10. #10
    Sospeso/a
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    Predefinito Re: Le fenomenale Deirdre McCloskey, economista anti-Piketty

    Citazione Originariamente Scritto da Mister Libertarian Visualizza Messaggio
    Che il libero mercato conduca al monopolio è falso.

    Se prendi le classifiche delle più grandi aziende stilata da Fortune è diversa da quella di dieci anni, molto diversa da quella di venti anni fa, diversissima da quella di trent'anni fa.

    Al contrario, lo Stato è il super-monopolio di tutti i monopoli. Oltretutto è un monopolio coercitivo, perché a differenza delle grandi aziende può tassare i propri sfortunati utenti.

    E' quindi pazzesco e paradossale che gli statalisti accusino di monopolismo i sostenitori del libero mercato.
    evidentemente non hai capito ( o hai fatto finta di non capire ,perché non ti conviene ) quello che ho scritto sopra.
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