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Discussione: Selfie-Erasmus Generation. Speriamo che la moda passi presto.

  1. #51
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    Predefinito Re: Selfie-Erasmus Generation. Speriamo che la moda passi presto.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    La legge Basaglia ha fatto poprio molti danni!
    Ha tutelato parecchi , compresi molti di quelli che ora vedi esultare in televisione .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

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  2. #52
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    Predefinito Re: Selfie-Erasmus Generation. Speriamo che la moda passi presto.

    Credevo che il peggio fosse stato toccato con la trasmissione dei pacchi.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #53
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    Predefinito Re: Selfie-Erasmus Generation. Speriamo che la moda passi presto.

    Regeni, Cairo a Italia: 'Possibili contromisure dopo F16'

    <img src="/webimages/img_210x145/2016/7/6/77ccd009d8c8b8f3eb3b734178d6e51a.jpg" alt="Una foto tratta dall'archivio dei "sindaci dei ragazzi" di Fiumicello, di Giulio Regeni (ANSA)" class="img-rf" width="210" height="145" />Medio Oriente.Dopo che il Parlamento italiano ha confermato la decisione di non fornire al Cairo pezzi di ricambio per i caccia F16 in seguito alla vicenda Regeni

    Ottimo risultato per il paese di merda che dà seguito alle richieste assurde e controproducenti, quindi idiote, di due esponenti massimi del povero livello al quale siamo ridotti.
    Complimenti davvero!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #54
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    Predefinito Re: Selfie-Erasmus Generation. Speriamo che la moda passi presto.

    Noi siamo questi servi qui.

    “Mattei obiettivo Egitto”,il saggio sulla politica estera “corsara” del fondatore dell’ENI

    © AP Photo/ Luca Bruno


    ITALIA 142 08.11.2016(aggiornato 15:40 08.11.2016) URL abbreviato Marco Valerio Solia 58330 Un’incredibile scoperta ha rivoluzionato nell’agosto 2015 la mappa energetica del Vicino Oriente. Il ritrovamento del più grande giacimento di gas naturale del Mediterraneo, realizzato dall’ENI in acque egiziane, oltre a costituire un evento di portata storica, ha aperto importanti prospettive nel consolidamento dei rapporti tra Roma ed Il Cairo.
    Cinquant'anni prima, negli anni ‘60 gli accordi tra l'ENI e l'Unione Sovietica, scombussolarono il mondo del petrolio, contribuendo ad una più equa ripartizione degli utili tra paesi produttori, fino ad allora vessati dalle "Sette Sorelle", le principali compagnie petrolifere anglo-americane e paesi consumatori. Decisiva fu la visione mediterranea di Enrico Mattei ed i suoi rapporti con i paesi non allineati, ricostruiti nel saggio di Marco Valerio Solia "Mattei obiettivo Egitto" edito da Armando Editore, di cui vi proponiamo di seguito alcuni brani: "Nel rivoluzionare il mercato petrolifero globale ebbe un ruolo determinante il massiccio afflusso di greggio che l'URSS vendeva a prezzi decisamente concorrenziali rispetto a quelli dei paesi del Golfo, controllati dal cartello delle Sette Sorelle. L'Italia, con l'ENI, diede un apporto decisivo al ridimensionamento del cartello, firmando con la Russia contratti di portata storica, in grado di intaccare lo status quo globale.
    Già nel 1958 l'ente petrolifero italiano aveva firmato un accordo con l'URSS che prevedeva l'acquisto di varie tonnellate di greggio russo in cambio di apparecchiature industriali, di gomma sintetica e di fertilizzanti, ma fu con gli accordi del 1960 che si può parlare di un passo decisivo della strategia matteiana. Nel febbraio 1960, inoltre, la visita ufficiale del Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, segnò una tappa importante nell'avvicinamento tra il nostro ente petrolifero e l'URSS. Il viaggio in Russia si tenne dal 6 all'11 febbraio, venne preparato dall'ambasciatore italiano Luca Pietromarchi e fu energicamente sponsorizzato dallo stesso Mattei. […] Nonostante le pesantissimi critiche sia degli alleati occidentali sia del quadro politico italiano, il viaggio di Gronchi rappresentò un altro tassello di sostegno alle prospettive di Mattei. Il viaggio in Russia fu seguito, il 31 maggio dello stesso anno, dall'arrivo a Roma, dopo una visita ufficiale in Argentina, del primo ministro sovietico Aleksej Kossighin. Kossighin, insieme all'ambasciatore sovietico in Italia, Kozyrev, fu accolto da Gronchi e da Segni, allora ministro degli Esteri.
    La visita permise a Kossighin di parlare di futuri accordi commerciali e petroliferi tra Italia ed URSS, anche con lo stesso Mattei. La somiglianza di vedute tra il primo ministro sovietico ed il presidente dell'ENI furono alla base degli accordi successivamente firmati in Russia. L'accordo tra l'ENI e l'URSS fu firmato a Mosca l'11 ottobre 1960 da Enrico Mattei e da Nikolaj Patolicev, il ministro sovietico del Commercio Estero. Esso prevedeva che l'Italia ottenesse dal Soyuznefteexport, l'ente sovietico per l'esportazione di petrolio, 12 milioni di tonnellate di greggio dal 1961 al 1965, ed abbondanti forniture di gas, dando in cambio gomma sintetica dell'ANIC (sempre del gruppo ENI) ed attrezzature industriali, prodotte sia dal Nuovo Pignone (anch'esso dell'ENI) sia dalla FINSINDER (gruppo IRI). L'accordo otteneva due risultati positivi e complementari per l'ENI: da una parte l'acquisto dalla Russia di petrolio e gas ad un prezzo decisamente vantaggioso (un dollaro al barile contro un dollaro e 59 centesimi delle Sette Sorelle), dall'altra un importante sbocco commerciale per i prodotti italiani. […] L'impatto del petrolio russo scombussolò radicalmente il mercato mondiale ed un ruolo non secondario lo ebbe proprio Enrico Mattei. L'afflusso massiccio di greggio russo rappresentò la miccia che, in quello stesso 1960, portò alla creazione dell'OPEC e, quindi, alla costituzione di un fronte unitario dei paesi produttori, decisi ad archiviare definitivamente il potere delle compagnie anglo-americane".


    Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/italia/20...litica-estera/
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #55
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    Predefinito Re: Selfie-Erasmus Generation. Speriamo che la moda passi presto.

    Fiocchi di neve e picchiatori negri uniti nella lotta. Durerà?

    Maurizio Blondet 12 novembre 2016 7
    Un lettore mi scrive dagli Usa: “Il collega con l’ufficio di fianco al mio, uno scienziato sessantenne piuttosto famoso, mi ha appena detto, sconsolato, che la sua alma mater, Yale, ha cancellato la sessione di esami di mezzo termine, perché gli studenti sono troppo stressati per parteciparvi…”.
    La generazione Snowflakes (”Cristalli di Neve”, così perfetti e delicati) è traumatizzata dalla vittoria di Trump. Università e scuole superiori stanno offrendo “safe spaces”, spazi sicuri dove i giovani delicati e perfetti non possano essere raggiunti dalle durezze della realtà.
    La St. Mary’s University di Moraga, California, ha inviato una email a tutti i suoi studenti invitandoli “consolarsi a vicenda” nel Centro Interculturale, e nel Cento di Risorse Femminili (Women’s Resource Center), due “spazi sicuri” dove vengono forniti “bevande tiepide” e “nutrimenti”, e dove possono calmare l’insopportabile stress “dipingendo, impegnandosi in progetti creativi, dialogando e riflettendo”.








    La Illinois State University ricorda ai suoi studenti che l’istuto dispone di un “Servizio di assistenza psicologica” (Student Counseling Service) ove “Il consulente vi può aiutare a verbalizzare i vostri sentimenti, trasformare la vostra angoscia in azione, e auto-consolarvi”. Fra le tecniche di “auto-consolazione” (self-soothing) sono indicati: succhiare una caramella dura, guardare le nuvole, prendere un bagno caldo..
    Due generazioni americaneAlla Miami University, il Women’s Center annesso alla Facoltà di Studi Internazionali offre “spazio di sostegno condiviso” a tutti coloro che “vivono nella paura e nel dolore” dopo la vittoria di Trump. Perché “la campagna di Trump ha alzato le possibilità dell’oppressione delle comunità vulnerabili e sistematicamente emarginate. Molti studenti oggi non si sentono sicuri oggi”.
    Il preside di un college (New School) comunica ai suoi studenti ai quali l ‘esposizione alla “islamofobia, misoginia, razzismo, xenofobia, e un’ondata di altri discorso d’odio” ha creato “insicurezza sostanziale” che si posso servire del “safe space” fornito dall’istituto, dove potranno “elaborare le loro emozioni”: Similmente la university of California Merced comunica che è stato allestito nel campus “uno spazio di riunione” dove coloro che soccombono alla “crisi emotiva dovuta alle elezioni” potranno trovare counseling”, anche “di gruppo”.
    Decisamente, se l’Europa è afflitta dalla Erasmus Generation (che unisce “studio e divertimento” mentre viene indottrinata all’ideologia della Commissione), l’America ha un problema con la Snowflakes Generation. Cinquant’anni fa dai campus di Berkeley e Harvard, un’altra generazione di studenti innescò la protesta contro il Vietnam, la rivoluzione sessuale, il movimento Hippy – e la rivoluzione culturale , il “vietato vietare” che poi dilagò nel’68 in Europa , ora c’è il rischio che arrivi da noi anche la Snowflake Revolution? C’è tra tremare al pensiero.

    E’ dunque urgente imparare a conoscere il fenomeno, che si rivela nel diluvio di lacrime, strilli (e minacce di uccidere Trump) in questi Cristalli di Neve. Essi chiedono, anzi, pretendono di essere protetti da parole ed idee contrarie alle loro, invocando che esse provocano loro “traumi emotivi”. Nella Harvard Law School, la celebre facoltà di diritto (da cui è uscito anche il presidente Obama), le studentesse hanno chiesto ai professori di non usare la parola “violare” – come nell’espressione “violare la legge” – perché essa può “scatenare angoscia” in compagne che possono aver subito atti di aggressione sessuale. In certe facoltà al docente di letteratura latina gli studenti hanno intimato di smettere di leggere le Metamorfosi di Ovidio perché non aveva dato il “trigger warning”, ossia avvertito in anticipo, e preparato psicologicamente gli studenti, che nel testo si parlava di “aggressioni sessuale”, ciò che traumatizzava studentesse che potevano averle subite. La lettura del Grande Gatsby di E Fitzgerald, ed ancor peggio la visione del film tratto dal romanzo, con Leonardo di Caprio protagonista, ha fatto sì che il docente di letteratura americana di Harvard sia stato sottoposto ad un vero e proprio processo da parte degli studenti, con interrogatorio: “Perché ha scelto di mostrare questo film?”, “Perché ci ha imposto la lettura del testo senza preavvertirci del contenuto?”.
    Oggi: Non urtate i miei sentimenti!Nell’insieme, dunque, gli snowflakes hanno di fronte alle idee, realtà, e persino alle parole a loro sgradite il seguente atteggiamento: non si preparano a combatterle non vogliono attrezzarsi per contrastarle; non vogliono sentirle, invocando che esse producono loro“angoscia emotiva” , emotional distress, e “urtano i loro sentimenti”. Ed effettivamente, gli Snowflakes sono grandi utenti dei pronti soccorsi psichiatrici e notevoli consumatori di psicofarmaci.
    Ovviamente sono dei pericolosi nemici della libertà d’espressione e di pensiero che dovrebbero dominare le università; essendo figli di papà ricchissimi e le università con le loro rette costosissime dovendo accontentarli, il corpo studentesco nel suo insieme esercita una dittatura del politicamente corretto dove gli studenti si assumono da soli il compito di psico-polizia e sorveglianti dei tabù e divieti di pensare in modo “emozionalmente urtante”, a cui li ha abituati il conformismo mainstream imposto dalle “minoranze oppresse” o “discriminate” o che si proclamano tali: donne, lgbt, musulmani, immigrati clandestini, finocchi vari. Adesso si vede che sono anche contro la realtà (che non fornisce affatto “safe spaces”) e contro la democrazia, che non obbedisce ai loro delicatissimi sentimenti. E si lanciano in terrificanti bizze e capricci, ma si rivelano anche capacissimi di atti di violenza.
    A Stafford, Texas, uno studente di undici anni è stato pestato dai compagni perché, in una finta elezione a scuola, aveva ammesso di aver votato per Trump.
    undicenne ridotto così perché era pro-TrumpE’ solo un caso fra le centinaia che stanno avvenendo in Usa; gli snowflakes sono parte delle folle che bruciano auto, bandiere, spaccano vetrine – affiancati dai disoccupati organizzati pagati per questo lavoro da Soros e simili finanziatori, e dai violenti di Black Lives Matter, di cui possiamo vedere qui come pestano un bianco gridandogli “Tu hai votato Trump!”. Ovviamente i mainstream media non l’hanno diffuso.
    Un altro docente italiano, che lavora in una prestigiosa università frequentata da jewish princessses, figlie viziate di miliardari ebrei (non farò il nome né dell’uno né dell’altra) scrive: “Qui al College e in generale nel Paese s’è scatenata tutta una sarabanda di “Hitler ad portas’, ‘proteggiamo le studentesse’, ‘siamo in pericolo’, creando un tale panico che ovviamente le cose- come nel film di Ken Russell The Devils of Loudun– poi succedono, almeno nell’immaginazione. Esempio: Sono passati, si, due scemi con la bandiera di Trump sul campus e avranno anche sbeffeggiato le studentesse del college, ma si è cominciato a dire che han sputato a dei neri. Io non so quale sia la verità, ovviamente, ma …petizioni di qui, petizioni di la, ho ricevuto oltre trenta email dalla presidentessa, dal decano, da professori che organizzano marce, studentesse che non si sentono ‘sicure’ (da notare che tre anni fa fu una statua di un uomo in mutande a renderle non sicure…).



    Snowflakes delicatissimi e picchiatori negri pagati: che disagevole alleanza. Durerà? Saranno in grado di innescare la rivoluzione colorata in Usa? Stiamo a vedere. Se la speranza prima è che Trump sciolga la NATO e faccia amicizia con Putin, anche una guerra civile americana che li distraesse dal mondo, non sarebbe sgradita: the second best, come dicono loro.
    Fiocchi di neve e picchiatori negri uniti nella lotta. Durerà? - Blondet & Friends
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #56
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    Predefinito Re: Selfie-Erasmus Generation. Speriamo che la moda passi presto.

    La democrazia ed i suoi sostenitori si confermano come serbatoio di psicopatie varie ed assortite .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  7. #57
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    Predefinito Re: Selfie-Erasmus Generation. Speriamo che la moda passi presto.

    Capo ambulanti chiese soldi a Regeni

    Agenzia Mena: 'Sicurezza smise di seguirlo, non costituiva pericolo'

    FOTO
    © ANSA/AP+CLICCA PER INGRANDIRE


    Redazione ANSA23 gennaio 201715:18NEWS


    Una tv egiziana ha trasmesso un video, chiaramente girato all'insaputa di Giulio Regeni, in cui si vede del ricercatore friulano parlare con il presidente del sindacato dei venditori ambulanti egiziani, Mohamed Abdallah. Nel dialogo trasmesso dall'emittente "Sada El Balad", l'uomo chiede denaro per curare la propria moglie malata di cancro. Regeni rifiuta di darlo ma prospetta la possibilità di finanziare la raccolta di "informazioni" sul sindacato e i suoi "bisogni".
    Il video è stato girato il 6 gennaio 2016 con una apparecchiatura in dotazione alla polizia del Cairo nascosta in un bottone della camicia di Abdallah. Per chi indaga in Italia sull'omicidio del ricercatore friulano ciò conferma del coinvolgimento della polizia nella realizzazione del video.
    IL VIDEO DEL COLLOQUIO
    https://youtu.be/6xacPADEJ_s
    Il video mostra il volto di Regeni, di cui si sente la voce parlare in buon arabo e rispondere a un uomo che parla egiziano e che evidentemente tiene un telefonino seminascosto. "Primo video di Regeni con il presidente del sindacato dei venditori ambulanti", è scritto in sovrimpressione. Il sindacalista, fra l'altro, dice "mia moglie ha il cancro e deve subire un'operazione e io devo cercare denaro, non importa dove". Regeni risponde: "Il denaro non è mio. Non posso usare soldi per nessun motivo perché sono un accademico". Ad Abdallah che insiste, il ricercatore replica che soldi "arrivano attraverso la Gran Bretagna e il centro egiziano che lo dà agli ambulanti". "Bisogna cercare di avere idee e ottenere informazioni prima del mese di marzo", dice fra l'altro Regeni nel video di 3:47'. Alla domanda "che tipo di informazioni vuoi?", il ricercatore risponde: "Qual è la cosa più importante per te per quanto riguarda il sindacato e quali sono i bisogni del sindacato". "Voglio idee a partire da tale questione, la più importante per noi, e si potranno sviluppare le idee", dice ancora Regeni.
    Il video dura un'ora e 55 minuti, ma l'effettivo colloquio, in lingua araba, tra Regeni ed il sindacalista è di circa 45 minuti. Durante la conversazione, e ciò è definito molto importante dagli inquirenti romani, il ricercatore universitario propone al sindacalista un progetto di finanziamento di 10 mila sterline a favore delle iniziative degli ambulanti ma si mostra inflessibile alle proposte di Abdullah di destinare il denaro ad altri scopi ovvero un intervento medico per la figlia o per scopi politici. Magistrati, Carabinieri e Sco, in possesso del video dal 7 dicembre scorso, hanno dato via libera alla diffusione di una sintesi del girato, circa quattro minuti.
    Nessun commento da parte della famiglia Regeni sul video. Nessun commento nemmeno in merito alla grande partecipazione che si sta registrando in tutta Italia per le manifestazioni del 25 gennaio prossimo, in occasione dell'ultima notizia del ricercatore, una telefonata, alle 19:41.


    Chiaro che fosse un agente al servizio dei servizi inglesi.
    E che lavorasse per una qualche "primavera" utile a rovesciare il regime democraticamente eletto.
    La "VERITA' PER REGENI" la chiediamo in molti.
    Speriamo emerga.
    Trattandosi di itaglia però c'è poco da sperare.

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  8. #58
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #59
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    Predefinito Re: Selfie-Erasmus Generation. Speriamo che la moda passi presto.

    FINALMENTE LA VERITA’ SU REGENI! “ E’ STATO MANDATO A MORIRE DAI SERVIZI INGLESI” – L’EX CAPO DEI ROS MARIO MORI:

    Maurizio Blondet 25 gennaio 2017 2

    “LA SUA PROFESSORESSA DI CAMBRIDGE E’ PROBABILMENTE AGENTE DEI SERVIZI BRITANNICI”
    IL RAGAZZO ERA INCONSAPEVOLE ED È STATO VENDUTO – OPERAZIONI DEL GENERE LE HO FATTE ANCH’IO. SE MANDO UNO DEI MIEI AGENTI È PIÙ DIFFICILE, MA SE UTILIZZO PERSONE COME REGENI SONO FACILITATO.


    Regeni era uno studente che svolgeva un lavoro assegnato da una università inglese. Ma a Londra chi ha assegnato la ricerca a Regeni in Egitto è una professoressa, Abdelrahman, di origine egiziana e vicina alla Fratellanza musulmana, ostile all’attuale governo. Lei voleva scandagliare la situazione egiziana, ma sono metodi dei servizi segreti inglesi che fanno svolgere certe attività a imprenditori e altre persone. Lui era inconsapevole, ma chi lo ha mandato lo ha mandato nella bocca del leone, la professoressa non poteva non saperlo”.
    Lo dice il generale Mario Mori, ex capo dei Ros dei carabinieri, a La Zanzara su Radio 24. “E’ stato venduto – dice Mori – ed è stato fatto ritrovare per una lotta di fazioni all’interno del governo egiziano”. Anche lei ha fatto questo tipo di operazioni, chiedono i conduttori?: “Sì, le ho fatte anch’io. Se mando uno dei miei agenti è più difficile, ma se utilizzo persone come Regeni sono facilitato”.
    L’Italia ha reagito bene?: “Secondo me no. La Francia ci ha fregato un po’ di appalti. Abbiamo ottenuto risultati modesti. C’è stato un momento di crisi nelle relazioni con l’Egitto e la Francia ne ha approfittato con una serie di operazioni brillantissime grazie al presidente della Repubblica. Tu non puoi offendere in maniera brutale e plateale, come abbiamo fatto noi”.


    FINALMENTE LA VERITA? SU REGENI! ? E? STATO MANDATO A MORIRE DAI SERVIZI INGLESI? - L?EX CAPO DEI ROS MARIO MORI: - Blondet & Friends
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  10. #60
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    Predefinito Re: Selfie-Erasmus Generation. Speriamo che la moda passi presto.

    Londonistan, il padrone dell'italia.
    Ieri come oggi.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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