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Discussione: Gli arabi e la scienza

  1. #1
    catcher in the rye
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    Predefinito Gli arabi e la scienza

    Chi è stato (forse) il primo scienziato moderno? Un musulmano Ibn al-Haytham (“Alhazen” 965-1039). Da ragazzo cominciò con lo studiare le religioni tante teorie per tante religioni tutte diverse e ciascuna che pretendeva di arrivare alla verità. Più approfondiva le conoscenze delle religioni più Alhazen ne era deluso. “Così alla verità non ci arriverò mai”. E si dedicò agli studi di matematica, e poi alla fisica e alle scienze, a partire dagli scritti di Aristotele che l’affascinavano per logica e rigore. Alhazen fu il primo a capire che la scienza non va avanti con le teorie e i preconcetti: servono i dati e poterli riprodurre. Poi i risultati bisognava saperli descrivere con tutti i possibili dettagli, perché altri possano ripetere gli esperimenti. Ibn al-Haytham ha scritto 92 trattati (è fantastico che ne siano rimasti 55), di ottica, astronomia, matematica e geometria. “Il libro dell’ottica” è, dei testi di scienza dell’Islam, quello che ha avuto più influenza su altri mondi. Così Ibn al-Haytham è riuscito a dimostrare che la visione è il risultato della luce che entra da un oggetto e riesce a arrivare fino all’occhio. Roger Bacon che lavorava ad Oxford, duecento anni dopo nella sua “Opus majus” ha potuto prendere vantaggio dai lavori di al-Haytham solo perché sapeva l’arabo. E non basta, Jabir ibn Hayyan, un chimico vissuto nell’800, ha descritto tecniche di laboratorio di esperimenti di chimica ancora attuali. Sublimazione, cristallizzazione, liquefazione e distillazione processi alla base della chimica di oggi partono da lì. Come la scoperta di sostanze alcaline e acide e degli acidi forti, come l’acido solforico e l’acido cloridrico. E ce ne sono stati altri di chimici nel mondo arabo di quel tempo, come al-Razi, capaci di far progredire le conoscenze sempre con lo stesso sistema: sperimentare, ripetere gli esperimenti, raccogliere i dati e descriverli in modo sistematico così che chiunque possa ripeterli. I musulmani hanno inventato strumenti indispensabili per la scienza e la pratica medica. Nelle strade affaccendate dell’antica Baghdad la gente colta discuteva di scienza - perché allora i leader religiosi incoraggiavano a farlo - e c’erano mecenati che pagavano i giovani per studiare la medicina. E alla medicina Ibn-Sina (Avicenna 980-1037) ha portato contributi che qualcuno ha definito “leggendari”. E’ lui ad aver scoperto che sono i nervi a trasmettere la sensazione del dolore.


    Che il sangue circolasse, in Europa s’è scoperto nel 1600, grazie agli studi di William Harvey, ma c’era già arrivato (almeno un po’) Ibn-al Nafis (1213-1288), tra i primi a utilizzare i cadaveri per studi di anatomia e per capire le cause delle malattie. Il suo “Comprehensive Book on Medicine” è la più grande enciclopedia di medicina mai scritta, fino ad allora (ebbe così successo da rendere Ibn-al Nafis uno degli uomini più ricchi del tempo). Ma nemmeno dopo nessuno si è mai più avventurato nella realizzazione di un’enciclopedia di quelle dimensioni.


    Dopo tre secoli, quando le credenze religiose prevalsero sui dati sperimentali, l’età dell’oro della scienza dell’islam finì e così adesso loro sono indietro.


    Ma è l’Islam che ha portato scienza e medicina in Europa, e quello che c’è oggi da noi lo si deve in gran parte a scienziati musulmani. Adesso tocca a noi contribuire al rilancio del mondo arabo. Con umiltà e senza pretendere che succeda subito. Loro ci hanno tenuto sette secoli per riportare noi al passo con le conoscenze, non possiamo pretendere adesso di farlo noi con loro in pochi anni.

    Quando in Europa era il buio e l'Islam produceva conoscenza | Scienza in Rete
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  2. #2
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    Predefinito Re: Gli arabi e la scienza

    sono cose risapute. purtroppo l'Islam chiuse le porte della ricerca giuridica (Ijtihad) alle soglie dell'undicesimo secolo.
    penso di aver capito perché l'Islam si è fermato e in pochi secoli ha perso la supremazia sull'occidente.

  3. #3
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    Predefinito Re: Gli arabi e la scienza

    Io penso che la parte riformista dell'islam sia stata surclassata dalla parte oltranzista anche a causa di un occidente che si dimostrava aggressivo, e quindi incoraggiava lo scontro, anzichè l'incontro.
    Non è un giudizio morale, è solo che all'epoca non c'era un approccio attento alle culture, ma prevaleva l'ideologia liberal-colonialista. Persino gli antropologi andavano al seguito degli apparati coloniali.
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  4. #4
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    Predefinito Re: Gli arabi e la scienza

    ma chi è che ha intitolato l'articolo "gli arabi e la scienza" e poi alla prima riga parla di mussulmani,e cita per primo un tizio che non era arabo e sembra non fosse entusiasta delle religioni, e poi cita un persiano ?
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  5. #5
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    Predefinito Re: Gli arabi e la scienza

    quello che ho potuto ricostruire sul punto di svolta della cultura araba :



    La legge di Dio è la Shari’a. Sue fonti sono il Corano, la Sunna (Tradizione), l’ Iğma’ (Consensus) e il Qiyas (Ragionamento Analogico).
    La Sunna è formata dal mare magnum degli Hadith , detti e fatti (anche silenzi) del Profeta, raccolti dai suoi Compagni e dai Seguaci. Per esempio uno degli hadith citato da Muslim è il seguente. Un uomo chiese al Profeta : “ se io seguo i cinque pilastri dell’Islam e non aggiungo altro, andrò in paradiso ? ” Il Profeta rispose : “sì”. A una domanda simile sicuramente il Cristo della tradizione cristiana avrebbe risposto in maniera molto più sfumata …
    Il metodo per tradurre in Legge per la comunità musulmana la Volontà di Dio può essere spiegato dal seguente hadith.
    Quando il Profeta decise di incaricare Mu’ad ben Jabal (fonte di più di 150 hadith) del governatorato dello Yemen, gli chiese come si sarebbe regolato nell’assolvere le sue funzioni. Jabal rispose che si sarebbe attenuto al Libro di Dio. Il Profeta lo incalzò e Jabal rispose che per quello che non avesse trovato nel Corano, si sarebbe attenuto ai comportamenti del Profeta e, solo nel caso non avesse trovato soluzione né nell’uno né nell’altro, si sarebbe affidato al proprio giudizio. E il Profeta approvò.
    Tale metodo è già contenuto in nuce nel Corano, dato che in varie parti di esso si mostra il Profeta come un esempio da seguire, una specie di Imitatio Muhammadis.
    Esistono varie raccolte di hadith di cui la prima in ordine cronologico è al Muwatta di Malik (morto nel 795). Seguono i due Sahih di Buhari (morto nel 870) e di Muslim (morto nel 875) e le raccolte di Ibu Mağa (morto nel 886) e di Abu Da’ud (morto nel 888). Queste sei raccolte di detti e fatti del Profeta sono noti come “i sei libri” che compongono la Sunna. I detti, i fatti (e anche i silenzi) del Profeta sono stati usati dai giurisperiti islamici per formulare sentenze atte a regolamentare i comportamenti dei musulmani tra loro, con validità di legge. Tale validità ha un ordine, per così dire, decrescente. Più precisamente il Consensus (Iğma’) che ha maggior valore come fonte di Legge è quello dei Compagni (Ashab, esse ed acca staccati) del Profeta che lo avevano frequentato per anni, segue il Consensus dei Tabi’un (seguaci).
    Estinta quest’ultima generazione, il Consensus valido fu quello dei muğtahid (colui che si sforza nello studio della Scienza, in particolare gli ‘ulama’ e i giurisperiti più autorevoli). Ma anche questa fase ebbe un termine temporale, dopo il quale la Shari’a non potè più evolvere e aggiornarsi, perchè il Sunnismo dichiarò chiusa la porta della Iğtihad (sforzo nello studio della Scienza) nel dodicesimo secolo.
    In pratica duecento anni dopo la codificazione degli hadith nei sei libri citati cessa anche la Iğtihad, che può essere definita come consenso dei dotti nell’usare gli hadith in giurisprudenza.
    Da allora in avanti fu possibile solo l’uso del Qiyas (ragionamento analogico) che analizza ogni nuovo caso alla luce delle tre fonti del diritto islamico perché sia emesso un parere che ha valore vincolante di legge (fatwa) da parte delle autorità più alte. Come avvenne quando la coca-cola si apprestava ad invadere i mercati delle popolazioni islamiche. Questa nuova bevanda era ammessa (halal) o proibita (haram) per i buoni musulmani ? Il Corano parla chiaro a questo proposito : sono escluse solo le bevande spiritose o che contengano escrementi e sangue. Il parere espresso (fatwa) fu favorevole e la coca-cola potè invadere i mercati d’oriente.

    Un lettore non molto ferrato in questioni islamiche potrebbe pensare che il Qiyas possa degnamente sostituire la Iğtihad. Non è così perché quest’ultima è molto più ricca di possibilità giuridiche, non limitandosi a pareri di congruità. Nel primo Islam lo iğtihad era usato comunemente nella pratica legale, ben integrata con la filosofia (falsafa). Però poco alla volta uscì dalla pratica comune. Il contributo più forte alla guerra contro lo Igtihad fu dovuto agli sforzi dei teologi Aštariti del dodicesimo secolo, capaci di dimostrare ai loro contemporanei come l’eccessiva confidenza con le scritture portasse i giudici-teologi all’errore. L’intemerata partì dai lavori di Al Ghazali (1017 -1096), principalmente con la sua tarda opera, L’incoerenza dei filosofi.

    Ho incidentalmente scoperto, almeno credo, perchè la civiltà musulmana, che fino alla fine del medioevo era superiore in tutto alla civiltà dei cristiani, abbia cominciato a perder colpi, fino a perdere la partita nei confronti di una civiltà occidentale che si stava via via laicizzando e tecnologicizzando, anche se manca la controprova. Cosa sarebbe successo della cultura dell’Islam se i giurisperiti (gli ‘Ulama’) avessero potuto continuare ad utilizzare lo Iğtihad ? Le ricadute degli ampliamenti giuridici avrebbero sicuramente allargato gli orizzonti del pensiero filosofico e matematico e avrebbero potuto dare ossigeno prezioso al respiro della tecnologia.

  6. #6
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: Gli arabi e la scienza

    La tua analisi mi trova sostanzialmente d'accordo.
    Però durante i primi del '900 ci sono stati ulteriori eventi che avevano aperto nuove possibilità, purtroppo, però, haprevalso il fondamentalismo e le tendenze più integraliste e tradizionaliste.
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  7. #7
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    Predefinito Re: Gli arabi e la scienza

    mah, il solo fatto che la parola "libertà" (di commercio) sia comparsa in arabo solo all'inizio del XX secolo sotto la specie di "hurriyah che viene da "hurr" (schiavo liberato), mi pare la dica lunga sulla volontà di questi modernizzatori, che hanno coniato quel neologismo (hurriyah)

  8. #8
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    Predefinito Re: Gli arabi e la scienza

    MAi letto tante cazzate in vita mia !!

    rugger bacon è ruggero bacone..

    Si vuol dimostrare che gli arabi senza religione sarebbero intelligenti forse i primi della CLASSE........ sciocchezze piene di fanatismo

    vero fanatismo , simile a quello delle inquisizioni ; però al contrario..... fanatismo imbevuto di imbecillità.

    Si vuol dimostrare che l uomo Ateo è il vero artefice del progresso come se non si conoscessero miliardi di idioti atei ..

    Posso fare un elenco imperioso :: come posso fare un elenco imperioso di autentici fautori del progresso credenti in DIO ,,,


    Sinceramente se penso ad uno scienziato non mi vengono in mente gli arabi ma altre etnie (gli ebrei per esempio)

  9. #9
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    Predefinito Re: Gli arabi e la scienza

    Citazione Originariamente Scritto da anticomunista Visualizza Messaggio
    MAi letto tante cazzate in vita mia !!

    rugger bacon è ruggero bacone..
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  10. #10
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    Predefinito Re: Gli arabi e la scienza

    Citazione Originariamente Scritto da anticomunista Visualizza Messaggio
    MAi letto tante cazzate in vita mia !!

    rugger bacon è ruggero bacone..

    Si vuol dimostrare che gli arabi senza religione sarebbero intelligenti forse i primi della CLASSE........ sciocchezze piene di fanatismo

    vero fanatismo , simile a quello delle inquisizioni ; però al contrario..... fanatismo imbevuto di imbecillità.

    Si vuol dimostrare che l uomo Ateo è il vero artefice del progresso come se non si conoscessero miliardi di idioti atei ..

    Posso fare un elenco imperioso :: come posso fare un elenco imperioso di autentici fautori del progresso credenti in DIO ,,,


    Sinceramente se penso ad uno scienziato non mi vengono in mente gli arabi ma altre etnie (gli ebrei per esempio)
    La religione spesso è stata ostacolo al progresso scientifico, soprattutto i monoteismi.

 

 
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