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    Predefinito Il destino di f-15, f-16 e f-18 è nelle mani di israele e india

    Il destino di F-15, F-16 e F-18 è nelle mani di Israele e India - Difesa Online
    IL DESTINO DI F-15, F-16 E F-18 È NELLE MANI DI ISRAELE E INDIA



    (di Franco Iacch)
    31/03/16
    Il destino di tre icone americane, l’F-16 Fighting Falcon (foto apertura), il Boeing F/A-18Hornet e l’F-15 Eagle è nelle mani di India ed Israele. Nati alla fine degli anni ’70 come integratori a basso costo del caccia da superiorità aerea F-15 e della piattaforma missilistica F-14 Tomcat, F-16 e F-18 si sono evoluti negli anni, divenendo delle piattaforme estremamente capaci. Basti pensare che l’F/A-18E/F Super Hornet è una cellula praticamente diversa rispetto al progetto originale. L’F-16, invece, si è evoluto da dogfighter puro a basso costo in caccia multiruolo.
    Nonostante siano amati dai piloti, restano comunque dei progetti che risalgono a quasi 50 anni fa: basti pensare che il primo volo dell’F-16 è datato due febbraio 1972 e l’F-35 ha già iniziato a soppiantare sul mercato internazionale le due piattaforme.
    La US Navy conta di acquistare altri sedici Super Hornet, con fondi equamente divisi nell’anno fiscale 2017/2018. Dal 2019, la Marina stornerà i fondi esclusivamente per la nuova flotta F-35C. L’Air Force, invece, ha già da anni intrapreso tale linea. Tradotto significa che entrambi i velivoli dovranno necessariamente trovare degli acquirenti internazionali per mantenere aperte le rispettive linee di produzione.
    Si spera nel Medio Oriente, ma ad oggi le trattative sono ad un punto morto causa veto israeliano. Congelata la fornitura di trenta F-16E / F Block 61 così come l’aggiornamento della flottaBlock-60 degli Emirati Arabi Uniti. Espressa “preoccupazione” per i 40 Super Hornet (foto a dx) richiesti dal Kuwait. Lockheed spera nel Pakistan, che ha già autorizzato l’acquisto di altri otto F-16, anche se il Paese sembra essere pronto per siglare con i russi un contratto per una nuova linea Su-35. Si guarda con interesse in Colombia, Bahrain ed Indonesia, ma appare evidente che anche se si materializzassero alcuni piccoli ordini, questi non sarebbero in grado di mantenere aperte le linee di produzione. Da qui la necessità di trovare un grosso acquirente: l’India. In ballo c’è un ordine miliardario per la fornitura di 126 nuove piattaforme. Nuova Delhi, infatti, deve necessariamente sostituire in primis i MiG-21 ancora operativi tra le fila dell’aeronautica. L’India, però, pone un pre-requisito: la produzione in house dei sistemi. Problema del tutto irrilevante per Boeing e Lockheed che hanno espresso parere positivo in tal senso, anche se un accordo del genere deve ricevere il benestare di Washington.
    L’IAF si basa su 33 squadriglie. Cinque sono equipaggiate con MiG-21 e cinque con i MiG-27. Sei squadriglie equipaggiate con i Jaguar. Questi ultimi sono però messi a terra in attesa di nuovi motori, avionica ed aggiornamenti. Sono undici le squadriglie equipaggiate con i caccia da superiorità aerea Su-30MKI costruiti su licenza (con il ritiro graduale dei MiG-21/27 saliranno a quindici). Tre squadriglie, infine, di Mirage 2000H e tre di MiG-29, attualmente in fase di retrofit.
    Sempre più incerto il destino dell’ F-15 Eagle (foto a sx e sotto). Anche in questo caso, la fine della linea di produzione di uno dei caccia Usa più amati di sempre è nelle mani di Israele. Il problema nasce in all’opposizione ufficiale di Israele contro la possibile fornitura di caccia F-15 Silent Eagle al Qatar. Washington ha soltanto due alternative: agire contro il suo alleato più fidato nella Regione e vendere i caccia al Qatar o aumentare le forniture miliardarie ad Israele, consentendo a quest’ultima di acquistare ulteriori F-15I. Se, infine, non dovesse giungere alcun ordine negli stabilimenti della Boeing, nel Missouri, la linea F-15 chiuderà per sempre.
    L’aviazione israeliana sarebbe fortemente interessata a due nuovi squadroni di F-15I equipaggiati con radar AESA. Costo complessivo dell’operazione stimato in dieci miliardi di dollari. La capacità di firmare nuovi accordi con la Boeing, però, dipende dalla portata finale del nuovo pacchetto di aiuti degli Stati Uniti che sarà formalizzato nelle prossime settimane. È comunque soltanto una questione di soldi. Se gli Usa dovessero elargire forniture militari per 40 miliardi di dollari (2018/2028), Israele garantirà l’investimento soltanto per gli F-35. Se, invece, Israele dovesse ottenere forniture per un valore di 50 miliardi di dollari, allora sarà in grado di acquistare altri due squadroni di F-15I e salvare l’Eagle. Se entro luglio la Boeing non dovesse ricevere ordini sarà costretta a chiudere, dopo 40 anni, la linea Eagle.
    Secondo Israele, il Qatar sosterrebbe le organizzazioni islamiche sunnite estreme ed aiuterebbe direttamente Hamas.
    (foto: Boeing / U.S. DoD)






  2. #2
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    Predefinito Re: Il destino di f-15, f-16 e f-18 è nelle mani di israele e india

    Ma che articolo ridicolo e insulso.

    Il destino e' nelle mani degli USA, che hanno deciso di darsi un jet di nuova generazione, anzi due.

    Israele ha deciso di ammodernare i suoi F15I per adesso, la linea degli F15 restera aperta fino al 2019.

  3. #3
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    Predefinito Re: Il destino di f-15, f-16 e f-18 è nelle mani di israele e india


    Addio F-15 Eagle?




    Il destino del caccia F-15 Eagle, icona americana, è nelle mani di Israele che potrebbe sancire la chiusura della linea di uno dei caccia Usa più amati di sempre. La questione nasce in base all’opposizione ufficiale di Israele contro la possibile fornitura di caccia F-15 Silent Eagle al Qatar. Washington ha soltanto due alternative: agire contro il suo alleato più fidato nella Regione e vendere i caccia al Qatar o aumentare le forniture miliardarie ad Israele, consentendo a quest’ultima di acquistare ulteriori F-15I. Se, infine, non dovesse giungere alcun ordine negli stabilimenti della Boeing, nel Missouri, la linea F-15 chiuderà per sempre.
    L’aviazione israeliana sarebbe fortemente interessata a due nuovi squadroni di F-15I equipaggiati con radar AESA. Costo complessivo dell’operazione stimato in dieci miliardi di dollari. La capacità di firmare nuovi accordi con la Boeing, però, dipende dalla portata finale del nuovo pacchetto di aiuti degli Stati Uniti che sarà formalizzato nelle prossime settimane.
    È comunque soltanto una questione di soldi.
    Se gli Usa dovessero elargire forniture militari per 40 miliardi di dollari (2018/2028), Israele garantirà l’investimento soltanto per gli F-35. Se, invece, Israele dovesse ottenere forniture per un valore di 50 miliardi di dollari, allora sarà in grado di acquistare altri due squadroni di F-15I e salvare l’Eagle.
    Il governo di Gerusalemme, in realtà, teme la disponibilità economica del Qatar e quel potenzialeaccordo con gli Stati Uniti per il rinnovo della flotta da superiorità aerea. Ad ogni modo, se entro i prossimi tre mesi la Boeing non dovesse ricevere ordini, sarà costretta a chiudere, dopo 40 anni, la linea Eagle.
    “Noi non vogliamo essere incolpati per la chiusura della linea Eagle – si difendono dal Ministero della Difesa israeliano – ma allo stesso tempo, i nostri amici americani devono capire che abbiamo seri problemi con il Qatar”. Secondo Israele, il Qatar sosterrebbe le organizzazioni islamiche sunnite estreme ed aiuterebbe direttamente Hamas.
    Sarebbe opportuno rilevare che uno dei principi su cui si basa il rapporto tra Stati Uniti ed Israele è il “Vantaggio Militare Qualitativo”. Secondo tale principio, gli Stati Uniti hanno il compito di salvaguardare i margini militari di Israele. Una volta classificate le minacce, gli Usa corrispondono ad Israele i migliori sistemi d’arma evitando al contempo di equipaggiare, con i medesimi asset, i paesi del Golfo. Secondo tale principio alla base del rapporto tra Washington e Gerusalemme, Israele ha ritardato di due anni la vendita di 40 F-18 Hornet al Kuwait. Nonostante il disgelo delle ostilità tra Israele e gli stati sunniti del Golfo a causa della comune minaccia iraniana, Israele vuole preservare il suo vantaggio qualitativo contro qualsiasi combinazione regionale. Nonostante la convergenza di interessi con alcuni paesi del Golfo, Israele identifica come sicurezza nazionale la vendita dei sistemi d’arma nella Regione.
    Ad oggi Israele si è ufficialmente opposta alla sola fornitura dei caccia F-15SE al Qatar. Per i 40 Hornet al Kuwait, Israele ha espresso soltanto preoccupazioni, ma non obiezioni. Sarebbe corretto rilevare che i ritardi degli Stati Uniti, nella fornitura dei sistemi d’arma ai paesi del Golfo, potrebbero determinare seri problemi di fiducia con l’amministrazione americana. Senza dimenticare, infine, che i russi sono pronti a subentrare nelle trattative.
    La nuova posizione dell’Iran potrebbe unire Israele ed alcuni paesi arabi sunniti.
    Infine, anche la possibile fornitura di 30 F-16 Block-61 così come l’aggiornamento della flotta Block-60 esistente degli Emirati Arabi Uniti, potrebbe essere bloccata da Israele.
    Addio F-15 Eagle? | Gli occhi della guerra


  4. #4
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    Predefinito Re: Il destino di f-15, f-16 e f-18 è nelle mani di israele e india

    Addio??

    E da un po di tempo che l'USAF ha puntato sull'F22 e sull'F35.

    hahhahhahahhahahhahahahhhahhah

  5. #5
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    Predefinito Re: Il destino di f-15, f-16 e f-18 è nelle mani di israele e india

    "Destino"... l' F-16 oramai la sua storia l' ha scritta.. oltre 4450 esemplari venduti.. non penso che altri 100-200 mezzi piazzati sul mercato possano cambiare quello che è stato un grande successo commerciale in campo militare.
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  6. #6
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    Predefinito Re: Il destino di f-15, f-16 e f-18 è nelle mani di israele e india

    Concetti banali da capire, se ci fosse gente normale....purtroppo in questo forum, la gente normale, manca.

  7. #7
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    Predefinito Re: Il destino di f-15, f-16 e f-18 è nelle mani di israele e india

    Citazione Originariamente Scritto da Supermario Visualizza Messaggio
    "Destino"... l' F-16 oramai la sua storia l' ha scritta.. oltre 4450 esemplari venduti.. non penso che altri 100-200 mezzi piazzati sul mercato possano cambiare quello che è stato un grande successo commerciale in campo militare.
    Peccato che gli operai non mangino sui mezzi già venduti, ma su quelli che devono vendere.

  8. #8
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    Predefinito Re: Il destino di f-15, f-16 e f-18 è nelle mani di israele e india

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    Peccato che gli operai non mangino sui mezzi già venduti, ma su quelli che devono vendere.
    hahahhahahhahahahahhahaaa


    Infatti la Boeing sta costruendo il P8 e il KC46.

    La LM sta costruendo l'F35.

    La Northrop costruira il B 21.

    Meglio informarsi prima di postare boiate.


    Negli anni 70 gli USA abbandonarono la produzione (per le proprie forze) del Phantom II e dell'F5, cominciando la produzione dell'Eagle e del Falcon.

    Oggi sta succedendo lo stesso.

    Noi invece aspettiamo di sapere quando i russi costruiranno un simil F22 o B2.

    Lo so Metabo, non lo sai. Ecco la differenza sta tutta qua.

  9. #9
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    Predefinito Re: Il destino di f-15, f-16 e f-18 è nelle mani di israele e india

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    Peccato che gli operai non mangino sui mezzi già venduti, ma su quelli che devono vendere.

    Hai ragione, chissa' come avranno fatto gli operai della FORD quando smisero di produrre il Model T.
    Globalizzazione..... si grazie.

  10. #10
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    Predefinito Re: Il destino di f-15, f-16 e f-18 è nelle mani di israele e india

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Hai ragione, chissa' come avranno fatto gli operai della FORD quando smisero di produrre il Model T.

    Considerazioni troppo ovvie per Metabo, lui si preoccupa degli "operai" americani, non e' mai venuto negli USA, e non sa di cosa stiamo parlando.

 

 

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