Radicali, manca Pannella e la Bonino cambia idea | SenzaBarcode

Emma Bonino in assenza di Pannella cambia subito idea e appoggia per le amministrative la lista nata all’interno di Radicali Italiani.

Si sa che i radicali sono divisi da sempre tra nonviolenti e democratici, ma mentre il vecchio e molto saggio Marco Pannella da nonviolento sembra apparentemente fuori da questa ultima polemica sulla sua eredità politica, Emma Bonino si fa subito convincere e presenta una lista radicale per le amministrative romane e milanesi espressione di Radicali Italiani -solo uno dei soggetti della famosa Galassia radicale- in assenza critica di tanti big radicali. E’ Rita Bernardini a ricordare che solo nel 2012 Emma Bonino in un’assise radicale all’Hotel Ergife di Roma disse: “Se radicali italiani ritiene di essere il soggetto politico che autonomamente decide se candidarsi alle elezioni beh questo non è il partito in cui voglio stare”. Ora, invece, sembra che la Bonino senza Pannella in quel partito ci stia bene, e se questa era una mossa per sanare la frattura che ormai sembra destinata a spaccare il movimento ha avuto effetti controproducenti, riportando al vecchio conflitto che lo stesso Marco definiva tra nonviolenti e democraticiDemocratici e nonviolenti

La differenza e lo scontro che si è vissuto all’interno della storica sede di via Torre Argentina ha origine nella condivisione o meno dell’analisi di Pannella sulla presenza di regimi anche nei Paesi democratici -c.d. democrazie reali-. Da questo confronto tra le due anime radicali emergono anche le differenze sugli strumenti da utilizzare e le battaglie politiche su cui impegnarsi, contrasti che si sono vissuti recentemente in merito alla centralità delle lotte sulla giustizia, per l’amnistia ed il sistema carcerario che hanno impegnato lo storico leader radicale insieme ai suoi fedelissimi, ma anche quel diritto alla conoscenza quale diritto umano divenuto centrale nella politica pannelliana. Il nonviolento quando il Regime fuori controllo è capace di eludere le sue stesse norme in nome della ragion di Stato contro lo Stato di Diritto mette in campo le sue armi che hanno reso famosi i radicali: dallo sciopero della fame alla disobbedienza civile. L’anima radicale meno pannelliana, spesso in pieno contrasto con il leader -da questo definita democratica- non condividendo pienamente questa analisi valuta, invece, che il cambiamento deve avvenire all’interno delle istituzioni ritenendo le battaglie politiche “monotematiche” di Pannella a volte incomprensibili ai cittadini ed agli elettori, e questo è anche il motivo che ha portato a famosi scontri tra Pannella e tanti dei suoi con relativi abbandoni eccellenti.L’ultimo contrasto sulle amministrative

Maurizio Turco, Tesoriere del Partito Radicale Transazionale, continua ad affermare che ci sia la mancanza di condizioni democratiche minime per presentare una lista radicale alle amministrative, quindi si limita dal 18 gennaio insieme ad altri radicali storici ad appoggiare la candidatura di Roberto Giachetti alle primarie del PD con un apposito comitato senza porre alcuna condizione essendo appoggio ad un candidato iscritto al Partito Radicale Transnazionale che ha condiviso le iniziative politiche e referendarie sulla Giustizia Giusta e le battaglie di Pannella, lo stesso leader radicale ha salutato con favore questa candidatura. Di tutt’altro avviso Emma Bonino e la dirigenza di Radicali Italiani che presenta solo ad aprile la lista radicale in appoggio al PD dopo lunga trattativa, una lista finalizzata a far entrare in consiglio Riccardo Magi, Segretario di Radicali Italiani, che a differenza dello stesso Giachetti ha di fatto eluso le iniziative pannelliane su giustizia e carceri dimenticando velocemente il contrasto proprio con il candidato PD sulle Olimpiadi a Roma, un appoggio avvenuto dopo mesi di critiche. Insomma, va in scena l’eterna lotta tra nonviolenti e democratici.