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    Predefinito bibliografia progressista

    in questo 3d si raccolgono link a siti e libri di matrice progressista

  2. #2
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    Predefinito Re: bibliografia progressista

    Giorgio Galli, "Storia del socialismo italiano. Da Turati al dopo Craxi", Dalai, 2007




    La storia del socialismo italiano è costellata di anomalie e paradossi. Mentre i partiti socialisti europei, in seguito alla Seconda Internazionale, avevano cessato di agire come movimenti di trasformazione rivoluzionaria della società, accettando i meccanismi della democrazia rappresentativa, il partito di Turati ebbe sempre un ruolo minoritario nel gioco parlamentare, minato al suo interno dalle tensioni tra riformisti e massimalisti. Nel secondo Novecento, mentre in Europa i partiti socialisti entravano a far parte dei governi, in Italia il Psi restava all’ombra del Pci e solo nel 1983 riusciva a designare un presidente del Consiglio. Eppure, proprio quando veniva meno una delle anomalie (nessun leader al governo) il Psi non si è rafforzato ma è paradossalmente scomparso nel giro di un decennio.

    È stato ucciso dall’economia della corruzione di quegli anni? Non doveva rinunciare a sfidare la Dc, sperando che la crisi del Pci avrebbe portato quell’elettorato nel suo bacino? Questioni ancora aperte e controverse, ma il fatto che l’Italia sia il solo Paese europeo senza un partito socialista, incide sul funzionamento del nostro sistema politico.

    Riprendere questa storia, a partire da un testo apparso la prima volta nel 1980, ha dunque per Galli un significato ben preciso: mettere alla prova la validità delle sue tesi di allora e offrire spunti di riflessione per capire i problemi e le prospettive della sinistra di oggi in un quadro economico-politico mondiale assai mutato. Il risultato è la più completa ricostruzione storico-politica del socialismo italiano dalle origini a oggi, arricchita dalla più recente bibliografia sul decennio craxiano, approfondendone le valutazioni storiografiche e interrogandosi sul futuro di un ideale e un partito, futuro al quale Galli non chiude le porte perché «forse vi è ancora spazio per un socialismo che si colleghi alla sua storia, ora che non corre più il rischio di rimanerne prigioniero».


    DAL TESTO – “Il primo quadriennio di vita del Partito socialista italiano è caratterizzato dal suo riuscito impegno per legittimarsi nel sistema politico nazionale. È un processo parallelo a quello in corso in Germania, dove all’inizio degli anni Novanta del XIX secolo l’abolizione della legislazione antisocialista permette alla socialdemocrazia tedesca di agire in piena legalità. Il parallelismo non è soltanto di situazioni, ma riguarda anche le ideologie: l’impostazione teorica dal partito che si costituisce a Genova nell’agosto 1892 è del tutto analoga a quella che il partito tedesco si dà con il congresso di Erfurt. Per collocare questo processo in un quadro europeo complessivo, si tenga presente che nell’ultimo decennio dell’Ottocento il socialismo francese è più diviso di quello italiano, mentre forte è l’influenza dell’anarchismo. Il movimento operaio inglese, unito nelle Trade Unions, costruirà il partito politico (laburista) solo dopo l’inizio del secolo. La socialdemocrazia dell’impero austriaco procede parallelamente a quella tedesca. Il Partito socialista spagnolo, fondato da tempo da Pablo Iglesias, ha analogie con quello francese (influenza della lettura marxista di Guesde; forte presenza dell’ideologia libertaria tra i lavoratori)”.


    L’AUTORE – Giorgio Galli, politologo e saggista, ha insegnato per molti anni Storia delle dottrine politiche all’Università di Milano. Ha condotto ricerche per la Fondazione Agnelli, l’Istituto Cattaneo del Mulino ed è stato consulente della Commissione stragi negli anni 1994-95. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo: I partiti politici italiani (1943-2004), Il prezzo della democrazia, L’Impero americano e la crisi della democrazia, e per BCDe, Piombo rosso(2004), Enrico Mattei: petrolio e complotto italiano (2005), Il decennio Moro-Berlinguer (2006).


    INDICE DELL’OPERA – Prefazione – Premessa – Introduzione – 1. Da Genova ad Adua – 2. Gli alleati di fine secolo – 3. Il demiurgo Giolitti – 4. Da Parma alla Libia – 5. Mussolini – 6. Né aderire, né sabotare – 7. Biennio rosso e biennio nero – 8. Il regime e l’esilio – 9. L’Europa da Parigi – 10. Le società autoritarie – 11. La guerra senza socialisti - 12. La perdita del primato – 13. L’unità d’azione col Pci – 14. Ritorno all’autonomia – 15. Più al centro che a sinistra – 16. Il demiurgo Moro – 17. Dopo il Sessantotto – 18. Il maggio radioso – 19. Restaurazione e violenza – 20. Governabilità e alternanza – 21. Al vertice – 22. Il crollo – Note – Indice dei nomi


    http://www.archiviostorico.info/libr...-al-dopo-craxi
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    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  3. #3
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    Predefinito Re: bibliografia progressista

    Pietro Nenni, "Socialista, libertario, giacobino. Diari 1973-1979", a cura di P. Franchi, M. V. Tomassi, Marsilio, Venezia 2016




    Giorno per giorno, gli ultimi anni del patriarca del socialismo italiano.

    «Sono stato un militante della classe operaia e del movimento socialista, e come tale voglio essere giudicato.» - Pietro NenniAlcide De Gasperi, Palmiro Togliatti e, in parte, anche Ferruccio Parri vengono oggi giustamente ricordati come padri della democrazia repubblicana. Su Pietro Nenni, l'ultimo e forse unico tribuno del popolo della nostra storia, il più appassionato combattente per la Repubblica, è scesa invece, se non la damnatio memoriae riservata al suo partito, un'ingiusta coltre di silenzio. Questi ultimi Diari gli restituiscono il posto che merita, raccontandoci un personaggio straordinario, irriducibilmente socialista sino alla fine, che si confronta con l'Italia e con il mondo degli anni settanta facendo nello stesso tempo i conti con il "suo" Novecento, in primo luogo con le grandi speranze e le ancor più grandi disillusioni che lo hanno popolato e di cui è stato partecipe. "Questi Diari - scrive Paolo Franchi nell'introduzione - sono una miniera ricchissima di riflessioni; di giudizi storici e politici che tengono insieme, in forme oggi letteralmente impensabili, passato e presente; di ricordi di donne e di uomini della politica italiana e internazionale, della letteratura e dell'arte. Testimoniano, pagina dopo pagina, la straordinaria umanità che rese Nenni così diverso dagli altri leader politici del tempo [...]. Il Patriarca ci parla di un'Italia e di un mondo che forse non sente più suoi, ma sui quali continua a interrogarsi e a darsi risposte per nulla scontate".

    Socialista libertario giacobino. Diari (1973-1979) - Nenni Pietro - Libro - Marsilio - I nodi - IBS


    Massimo Bordin intervista Paolo Franchi sul libro "Pietro Nenni. Socialista libertario giacobino. Diari (1973-1979)"

    https://www.radioradicale.it/scheda/...sta-libertario
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  4. #4
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    Predefinito Re: bibliografia progressista

    G. De Luna, "Storia del Partito d'Azione", UTET, Torino 2006




    Il Partito d’’Azione (fondato nel 1942 in collegamento ideale con l’’omologo movimento risorgimentale di ispirazione mazziniana) si ruppe in due tronconi nel febbraio 1946, giusto sessant’anni fa, a seguito della scissione tra le sue anime, quella riformista e repubblicana di Ugo La Malfa e quella della sinistra socialista guidata da Emilio Lussu. Fu il preludio della fine, sancita dall’ultimo congresso nell'’ottobre del 1947. Il partito che espresse il presidente del primo governo post-liberazione, Ferruccio Parri, già effettivo capo militare della Resistenza armata, ebbe quindi una vita molto breve. La sua vicenda coincise con gli anni della Resistenza e del varo della Costituzione. Fu il testimone e il protagonista di quella stagione irripetibile della nostra storia che segnò il passaggio dalla dittatura alla democrazia. Scomparve quando la Repubblica e la Costituzione diventarono una realtà irreversibile, quasi si fosse esaurito il suo compito, quello di incarnare il progetto di una minoranza che, rifiutando la politica come professione, si era impegnata in una scelta totalmente definita dalla dimensione etica dell’antifascismo. Proprio per questo, a tanti anni di distanza continua ancora a essere additato come una sorta di mito della nostra vita politica, un’“immagine” di ciò che l’Italia avrebbe potuto diventare e non è diventata: un Paese laico e moderno.

    Storia del Partito d'Azione - Libri - Utet Libri

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    Predefinito Re: bibliografia progressista

    G. Averardi, “I socialisti democratici. Da Palazzo Barberini alla scissione del 4 luglio 1969”, SugarCo, Milano 1977






    L’obiettivo di questo libro è duplice: da una parte documentare l’evoluzione della politica socialdemocratica dall’epoca della prima scissione (“senza la quale – scrive Averardi – il destino dell’Italia sarebbe stato probabilmente diverso”); alla giornata del 30 ottobre 1966 quando, al Palazzetto dello Sport dell’Eur, 18.000 delegati in rappresentanza dei 700.000 iscritti ai due partiti socialisti diedero vita al partito unificato; e di lì alla seconda rottura, la scissione del 1969 che ha aperto la via alla attuale profonda crisi del Paese; dall’altra, seguire passo passo la selezione del gruppo dirigente socialdemocratico attraverso i quattordici congressi del partito. Come fa notare in proposito l’Autore “il gruppo che occupa oggi nel PSDI tutte le posizioni di autorità ha la fonte principale del suo prestigio e dunque della sua sostanziale unità nel processo di selezione della classe dirigente”.Il valore del testo è anche nella lunga serie di documenti andati dispersi per le alterne vicende della socialdemocrazia e che Averardi ha saputo recuperare con un paziente lavoro di ricerca nella biblioteca della Camera dei Deputati e alla Biblioteca Nazionale. Il volume contiene quasi tutte le mozioni politiche presentate nei congressi del partito e i resoconti di alcuni fra i più importanti discorsi dei dirigenti delle varie correnti. Visto nell’insieme è un tentativo di ricostruire il travaglio politico e morale di una generazione di socialisti democratici, le sue vittorie e le sue sconfitte; le lotte interne di un gruppo dirigente alla ricerca di una strategia alternativa al dialogo DC-PCI, e infine gli sforzi finora falliti per la costruzione di un grande partito di democrazia socialista.

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    Predefinito Re: bibliografia progressista

    L. Valiani, “Questioni di storia del socialismo”, Einaudi, Torino 1975







    Aggiornata al 1974, questa edizione del volume di Leo Valiani offre un rigoroso strumento d’orientamento nella storiografia, ormai vastissima, sul movimento socialista italiano, dai suoi albori risorgimentali alla crisi del primo dopoguerra e sui suoi nessi internazionali. Tutti i problemi storici del movimento operaio socialista sono messi a fuoco e tutte le interpretazioni che i vari autori ne hanno dato vengono discusse.Il volume fornisce anche una ricchissima bibliografia ragionata sull’argomento, e contiene altresì l’ampia relazione che Valiani svolse nel 1967 al primo congresso nazionale degli storici italiani sulla storiografia italiana dell’età contemporanea. Ne esce una verifica critica delle ricerche storiche dalla Liberazione in avanti, sul periodo che ha maggiormente attratto l’attenzione degli studiosi.

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    Predefinito Re: bibliografia progressista

    C. Rosselli, “Socialismo liberale”, introduzione e saggi critici di N. Bobbio, Einaudi, Torino 1997.




    Come riaffermare i principi fondamentali del liberalismo senza rinnegare il socialismo come fine.

    Il libro di Rosselli, stampato per la prima volta a Parigi nel 1930, pone in tutta la sua ineludibilità la questione che ha caratterizzato gran parte del dibattito politico del Novecento: conciliare l’idea di libertà individuale con quella di giustizia sociale.
    Il socialismo federalista e liberale di Rosselli teorizzato più di sessant’anni fa, prima del crollo del fascismo e dei regimi comunisti, è anche un modo – come sottolinea Norberto Bobbio – per fare i conti con i più recenti contributi al dibattito sul liberalismo socialista (l’americano John Rawls, l’indiano Amartya Sen) in vista del prossimo millennio democratico tutto da inventare, nelle formule e nei contenuti.

    Questa nuova edizione di Socialismo liberale comprende, oltre all’introduzione del 1979, due saggi critici di Norberto Bobbio, Attualità del socialismo liberale e Tradizione ed eredità del liberalsocialismo. Con la cronologia della vita e delle opere e la bibliografia critica.
    A cura di John Rosselli

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    Predefinito Re: bibliografia progressista

    Aldo Garosci, “Vita di Carlo Rosselli”, Vallecchi, Firenze 1973.





    Questo è un libro prezioso per molti aspetti, e la casa editrice Vallecchi è onorata di proporlo ai molti lettori italiani che, pur con fatica e sacrificio quotidiani, coltivano il proprio impegno di cittadini consapevoli in un paese democratico, sottoposto tuttora a gravi pericoli di involuzione. Esso è prezioso come “opera storica”: ricostruisce le vicende del più ardente fuoriuscitismo italiani durante il ventennio nero. È prezioso come “documento”: rivela, “dal di dentro”, fatti, pensieri, stati d’animo conosciuti di prima mano (l’autore, Aldo Garosci, ha vissuto da protagonista quello che racconta). È prezioso come “testimonianza”: nel libro è appassionatamente rivissuta la figura di Carlo Rosselli (assassinato dal fascismo che, colpendo lui, sapeva di decapitare l’emigrazione italiana antifascista) e di conseguenza rivivono i suoi compagni e le sue idee, quelle di Giustizia e Libertà e del futuro Partito d’Azione. Infine è prezioso perché offre tanta materia in forma di avvincente romanzo.

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    Predefinito Re: bibliografia progressista

    AA. VV., “Il revisionismo socialista. Antologia di testi 1955-1962”, a cura di G. Mughini, Nuova serie dei quaderni di MONDOPERAIO, Roma 1975.







    L’antologia del “revisionismo socialista” curata da Giampiero Mughini che pubblichiamo nella nuova serie dei quaderni di Mondoperaio si propone di ricostruire, nei suoi termini essenziali, il clima politico e culturale in cui venne a maturazione, nell’ambito del Partito socialista, tra la metà degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, la svolta che doveva portare al superamento della strategia frontista e alla dissoluzione delle premesse teoriche che l’avevano sostenuta e alimentata.

    Il carattere necessariamente sommario di questa ricostruzione – che non è e non vuol essere un panorama storicamente compiuto di quel travagliato periodo – ha indotto il curatore a seguire un criterio drasticamente selettivo nella scelta dei testi, dando la preferenza ai contributi e alle testimonianze che gli sono apparsi più adatti a documentare, in modo vivo e immediato, i momenti decisivi dell’itinerario ideale che ha formato oggetto della ricerca. I materiali che compongono la raccolta sono quindi molto eterogenei dal punto di vista del loro valore intrinseco e per il genere letterario cui appartengono (dal saggio filosofico al corsivo giornalistico) e tuttavia il loro “assemblaggio” non è arbitrario o casuale, ma corrisponde all’intento di offrire al lettore, al di là della mera documentazione, una linea coerente di interpretazione di avvenimenti e processi che appartengono cronologicamente al passato, ma che restano presenti e operanti nella realtà politica a culturale del nostro tempo: un’interpretazione fondata sulla convinzione non solo della validità intrinseca di talune scelte di fondo che i socialisti fecero in quegli anni – nella visione dei rapporti internazionali, nella concezione delle riforme, nel rapporto fra politica e cultura, e così via – in condizioni difficili e sfidando l’accusa allora infamante di “revisionismo”, ma anche del valore decisivo che quelle scelte iniziali hanno avuto nella successiva crescita del movimento operaio e della sinistra italiana nel suo insieme.

    Dalla Prefazione di Federico Coen
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    Predefinito Re: bibliografia progressista

    S. Colarizi – M. Gervasoni, “La cruna dell’ago. Craxi, il partito socialista e la crisi della Repubblica”, Laterza, Roma-Bari 2005.





    Travolto insieme agli altri partiti nel crollo della prima Repubblica, il Partito socialista di Craxi ha lasciato di sé una memoria lacerata. Indicato da alcuni come il soggetto più innovativo nel sistema politico italiano, dipinto da altri come il simbolo della partitocrazia in disfacimento, il PSI ha svolto negli anni Ottanta un ruolo di protagonista che lo pone al centro di una riflessione su questa tormentata stagione della storia d’Italia, ancora in gran parte da ricostruire, da analizzare e da interpretare.
    Questo libro racconta per la prima volta, con gli strumenti della ricerca storica, l’intera vicenda, a partire dall’ascesa di Craxi alla segreteria, nel 1976, fino alle sue dimissioni nel gennaio 1993. È la storia di una sfida ai due giganti DC e PCI, lanciata da una forza intermedia che sogna di modernizzare la politica e le istituzioni dell’Italia e di trasformare il Partito socialista in una grande socialdemocrazia europea vincente, come la SPD di Schmidt, il PSF di Mitterrand, il PSE di Gonzales. È la storia di una sfida perduta, giocata all’interno di un sistema vecchio e malato, di cui Craxi riesce a conquistare la guida al costo, però, di perdere le sue energie vitali, senza riuscire a bloccarne il disfacimento.

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