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Discussione: Contro il sinistrismo

  1. #1
    Klassenkampf ist alles!
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    Predefinito Contro il sinistrismo

    di Ugo Boghetta
    Cosmopolitica era il titolo dell'assemblea con cui ha preso avvio Sinistra Italiana. Cosmopolitica è un nome, un programma, un'ideologia: il sinistrismo. Il sinistrismo è una delle malattie della politica italiana. La sinistra, infatti, non è la soluzione ma un problema. Prima del '89 il termine sinistra veniva usato in modo generico per indicare i partiti dai socialisti alla sinistra rivoluzionaria. Dopo l'89, con la nascita del PDS/DS, il termine nomina un partito. Il PD di Veltroni va oltre, ma sinistra resta come nome e peso allo tempo stesso. Con la scissione dal PRC, Vendola si aggiunge al treno: Sinistra Ecologia, Libertà. Solo Berlusconi, su indicazione dei sondaggisti, usava il termine comunista: quelli di destra si sa rimangono indietro. C'è il centro sinistra. I sistemi elettorali maggioritari, polarizzando gli schieramenti, hanno favorito questo lessico. Questi passaggi comportano la cooptazione della sinistra nel sistema. Pds/DS, prima, Vendola poi, nascono anticomunisti e anticlassisti. Ciò porta a una visione liberale, con un po' di ecologia e tanti diritti individuali: la/le libertà. Michèa chiama quest'area: liberallibertaria. I diritti individuali sono un pezzo forte. La vera ideologia del sinistrismo. Non il diritto individuale sacrosanto, ma anche il diritto individuale egocentrico di poter fare tutto: ogni limite è fascismo. Se, ad esempio, si fa rilevare che l'utero in affitto può comportare un problema di classe, ti becchi del nazista. Cosa sarà mai questa anticaglia della questione di classe!? Dall'immaginazione al potere, al potere dell'ipertrofia dell'io desiderante e consumista. Elettoralismo e leaderismo ne sono i corollari con il seguito di primarie. Ogni progetto forte è abrogato. Così il marxismo e la lettura di classe che avevano imperato per oltre un secolo svaniscono come neve al sole. In questo frullatore sono attratte anche culture comuniste. Ci riferiamo alla decadenza della galassia operaista (Negri, Revelli ecc) e dell'ingraismo (Bertinotti, Vendola ecc ecc ). Il sinistrismo, non a caso, trova terreno fertile negli eventi degli ultimi decenni. Il movimento noglobal è l'apoteosi e l'apparente conferma. Ma, alla fine, l'unico movimento global rimasto è quello del capitale. L'altro momento è l'Unione Europea. L'Unione capitalista liberista, finanziaria è coperta dallo spinellismo diffuso: gli Stati Uniti d'Europa. Il superamento degli Stati viene visto come un fatto positivo quasi fosse l'estinzione di marxiana memoria. Ciò senza comprendere che, a differenza della lunga fase storica precedente, è lo stesso capitalismo a demolire una parte delle prerogative statali per avere meno inciampi alla sua libertà totale. Dall'altra, tuttavia, lo stato, ancor di più di prima, diventa un comitato d'affari che tutela i loro interessi. Se serve l'intervento pubblico per salvare banche, finanza e sistema, chi se ne importa della teoria. Basta che il linguaggio rimanga liberista. Che l'Unione, metta in mora sostanziale e formale le Costituzioni post belliche (quelle che jp Morgan bolla come antifasciste e socialiste) appare secondario. E se gli Stati Uniti d'Europa, una volta realizzati, relegheranno le costituzioni nazionali a statuti regionali non importa. Però faranno la campagna per il no contro la deforma Renzi!? Così il cosmopolitismo sinistrese diventa funzionale. Contro gli stati nazionali alimenta il superstato europeo. Contro il pubblico inventa il bene comune. L'euro diventata uno strumento di unione dei popoli: l'internazionalismo monetario. Se si propone la riconquista della sovranità politica economica e monetaria nazionale, allora sei un fascista, reazionario, leghista. A nulla serve ricordare che siamo stati i sostenitori di tutte le lotte di liberazione nazionali. Che Marx, Lenin, Gramsci hanno, in modi e tempi diversi, teorizzato il radicamento nazionale, l'autodeterminazione nazionale. E che, dunque, l'internazionalismo non è il cosmopolitismo borghese ma il rapporto fra proletariati nazionali. Per queste anime belle la nazione è un tabù. Il sinistrismo non ha senso critico. Come il capitalismo é una religione. I dogmi non si discutono: si ripetono come mantra. Ma anche coloro che condividono la secessione dall'Unione hanno paura a usare il termine nazionale. È un tabù. Così si usa il termine sovranità popolare anche se questo termine non significa nulla al di fuori della riconquista dell'indipendenza. Tanto per non farsi mancare nulla, infatti, abbiamo anche il sinistrismo di sinistra. Questo è movimentista, “conflittista”, formalmente classista. Va da se che senza movimenti e conflitti non si va da nessuna parte, ma questo sinistrismo li penso e pratica come se questi movimenti in se portassero alla meta. Basta farli crescere. Pensano che la soluzione a tutti i problemi sia: più conflitti. Espandendosi questi, si crea un'altra società, mentre il capitalismo deperisce. Così non ha senso più di tanto interrogarsi sull'alternativa di società, basta enunciarlo verbalmente: un altro mondo è possibile o un altro generico socialismo o comunismo sono possibili. Così non ha nemmeno senso interrogarsi sulla strategia, sulla presa del potere dello stato e la loro trasformazione. Questi due sinistrismi hanno infatti in comune la mancanza di un progetto politico strategico, un percorso, le sue tappe, la transizione, i blocchi sociali. Hanno in comune il dissolversi del capitalismo. Anche sul tema immigrazione il sinistrismo cosmopolitico dà degna prova di se. Il problema non sta nella rimozione delle cause di questo fenomeno epocale: le enormi disparità, la rapina economica, le guerre, la fame, l'attrattiva del consumismo, ma lo approccia solo dal (giusto in sé) punto di vista umanitario. Che poi gli sfollati vadano a ingrossare le periferie, siano utilizzati come esercito di riserva per guerre fra poveri, non li tange. Che questo porti anche a conflitti culturali, religiosi, comportamentali è un aspetto secondario: nostra patria è il mondo intero. E la soluzione è il buonismo. C'è anche l'aspetto cinico. Siccome le nostre società hanno bisogno di mano d'opera, di figli, di giovani (Boldrini), non importa che siano proprio le società di origine ad aver ancor più bisogno di loro. Che tutti costoro abbiano diritto di vivere in pace a casa loro. Così i confini, i limiti, che servono per costruire le identità, le sole che poi permettono di confrontarsi con l'Altro, sono sostituiti dalle frontiere aperte. Del resto, a costoro, sembra anche assurdo pensare di mettere i confini per imbrigliare i movimenti di capitali e di merci. Viva il liberoscambismo capitalista. Viva il mercato dei capitali, delle merci, dei lavoratori. Come si può ben vedere il sinistrismo culturale ed ideologico è l'altra faccia di quel liberismo economico che ha bisogno di individui senza limiti e senza freni. La sinistra non è l'opposizione, non è l'alternativa, ma ciò che impedisce opposizione ed alternativa. L'incapacità di chiamare le cose col proprio nome ha portato ad una visione fantastica della realtà: auto-illusione, produzione di parole a mezzo di parole. È tempo di rimettere le cose in piedi, i piedi per terra e dare alle parole il loro senso.
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  2. #2
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    Predefinito Re: Contro il sinistrismo

    Chi ha scritto questo articolo? Ugo Boghetta? Sicuramente è un rossobruno, un nazista e un fascista, avrei potuto scriverlo io (molto peggio chiaramente come grammatica e come idee) che infatti vengo definito da @Cani Sciolti e da @Josef un rossobruno, un nazista e un fascista. Le critiche di Boghetta al sinistrismo sono le mie ed essendo io, per Cani Sciolti e Josef (ma anche @Keynez, sebbene in termini più pacati) un rossobruno, un nazista e un fascista, fanno di Boghetta uno simile a me. Boghetta si permette di parlare di Stato e Nazione? Pericolosissimo nazista, come il sottoscritto, chiaramente un infiltrato come il sottoscritto. E anche Marx, Lenin e Stalin hanno osato parlare di Stato e Nazione? Pericolosissimi rossobruni anche loro, nazisti e fascisti anche loro.
    Aggiungo all'amico amarylllide, postando tu questi articoli ti dimostri anche tu essere un rossobruno, un nazista e un fascista come il sottoscritto, urge una tua auto critica.
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  3. #3
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    Predefinito Re: Contro il sinistrismo

    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    Chi ha scritto questo articolo? Ugo Boghetta? Sicuramente è un rossobruno, un nazista e un fascista, avrei potuto scriverlo io (molto peggio chiaramente come grammatica e come idee) che infatti vengo definito da @Cani Sciolti e da @Josef un rossobruno, un nazista e un fascista. Le critiche di Boghetta al sinistrismo sono le mie ed essendo io, per Cani Sciolti e Josef (ma anche @Keynez, sebbene in termini più pacati) un rossobruno, un nazista e un fascista, fanno di Boghetta uno simile a me. Boghetta si permette di parlare di Stato e Nazione? Pericolosissimo nazista, come il sottoscritto, chiaramente un infiltrato come il sottoscritto. E anche Marx, Lenin e Stalin hanno osato parlare di Stato e Nazione? Pericolosissimi rossobruni anche loro, nazisti e fascisti anche loro.
    Aggiungo all'amico amarylllide, postando tu questi articoli ti dimostri anche tu essere un rossobruno, un nazista e un fascista come il sottoscritto, urge una tua auto critica.
    Nell'articolo non c'è nulla di minimamente avvicinabile la tuo pensiero. Mi pare una critica più o meno condivisibile rispetto all'atteggiamento di quei partiti istituzionalizzati che si sono appropriati del termine sinistra stravolgendone il significato storico.
    e come possiamo escludere l'ipotesi che i druidi fossero migliori medici dei medici odierni? (darksunshine)

  4. #4
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    Predefinito Re: Contro il sinistrismo

    Citazione Originariamente Scritto da Josef Scveik Visualizza Messaggio
    Nell'articolo non c'è nulla di minimamente avvicinabile la tuo pensiero. Mi pare una critica più o meno condivisibile rispetto all'atteggiamento di quei partiti istituzionalizzati che si sono appropriati del termine sinistra stravolgendone il significato storico.
    Che Marx, Lenin, Gramsci hanno, in modi e tempi diversi, teorizzato il radicamento nazionale, l'autodeterminazione nazionale. E che, dunque, l'internazionalismo non è il cosmopolitismo borghese ma il rapporto fra proletariati nazionali.


    Pericolosissimi rossobruni e sicuramente neonazisti questi tre.

    Ed il fatto che Boghetta sia un nazista è confermato da questo successivo passo

    Siccome le nostre società hanno bisogno di mano d'opera, di figli, di giovani (Boldrini), non importa che siano proprio le società di origine ad aver ancor più bisogno di loro. Che tutti costoro abbiano diritto di vivere in pace a casa loro. Così i confini, i limiti, che servono per costruire le identità, le sole che poi permettono di confrontarsi con l'Altro, sono sostituiti dalle frontiere aperte. Del resto, a costoro, sembra anche assurdo pensare di mettere i confini per imbrigliare i movimenti di capitali e di merci. Viva il liberoscambismo capitalista. Viva il mercato dei capitali, delle merci, dei lavoratori. Come si può ben vedere il sinistrismo culturale ed ideologico è l'altra faccia di quel liberismo economico che ha bisogno di individui senza limiti e senza freni. La sinistra non è l'opposizione, non è l'alternativa, ma ciò che impedisce opposizione ed alternativa. L'incapacità di chiamare le cose col proprio nome ha portato ad una visione fantastica della realtà: auto-illusione, produzione di parole a mezzo di parole. È tempo di rimettere le cose in piedi, i piedi per terra e dare alle parole il loro senso


    Chiama subito il tuo compare Cani Sciolti, non viggggggggilate abbastanza, i rossobruni Marx, Lenin e Gramsci possono essere citati vergognosamente su un forum comunista. @Cani Sciolti che fai? Dormi?

    PS: Josef mi citeresti, così per curiosità, cosa dico io di diverso da Boghetta, non parlo di Marx, Lenin e Gramsci (al cui confronto sono sicuramente una misera cosa), ma di Boghetta esponente di RC facente parte del Coordinamento sinistra No-Euro? Mi piacerebbe saperlo, se possibile. Sarà mica il fatto che io ERO fascista?
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  5. #5
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Contro il sinistrismo

    Josef per cortesia, ed è un invito che rivolgo anche a me stesso, evitiamo inutili polemiche personalistiche, di cui in questo caso chiedo scusa, per non fare andare in vacca questo interessante thread, è interessante vedere come un comunista come Boghetta abbia un modo di vedere che è totalmente simile al mio.
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  6. #6
    Canaglia
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    Predefinito Re: Contro il sinistrismo

    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    Josef per cortesia, ed è un invito che rivolgo anche a me stesso, evitiamo inutili polemiche personalistiche, di cui in questo caso chiedo scusa, per non fare andare in vacca questo interessante thread, è interessante vedere come un comunista come Boghetta abbia un modo di vedere che è totalmente simile al mio.
    Posso esprimere il mio parere?secondo me non c'è nulla in comune con te..
    Boghetta ha forse scritto robe contro gli immigrati tipo: ci pagano al pensione?
    e come possiamo escludere l'ipotesi che i druidi fossero migliori medici dei medici odierni? (darksunshine)

  7. #7
    Canaglia
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    Predefinito Re: Contro il sinistrismo

    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    Che Marx, Lenin, Gramsci hanno, in modi e tempi diversi, teorizzato il radicamento nazionale, l'autodeterminazione nazionale. E che, dunque, l'internazionalismo non è il cosmopolitismo borghese ma il rapporto fra proletariati nazionali.
    Non mi pare che voglia dire prima gli italiani!



    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    Siccome le nostre società hanno bisogno di mano d'opera, di figli, di giovani (Boldrini), non importa che siano proprio le società di origine ad aver ancor più bisogno di loro. Che tutti costoro abbiano diritto di vivere in pace a casa loro. Così i confini, i limiti, che servono per costruire le identità, le sole che poi permettono di confrontarsi con l'Altro, sono sostituiti dalle frontiere aperte. Del resto, a costoro, sembra anche assurdo pensare di mettere i confini per imbrigliare i movimenti di capitali e di merci. Viva il liberoscambismo capitalista. Viva il mercato dei capitali, delle merci, dei lavoratori. Come si può ben vedere il sinistrismo culturale ed ideologico è l'altra faccia di quel liberismo economico che ha bisogno di individui senza limiti e senza freni. La sinistra non è l'opposizione, non è l'alternativa, ma ciò che impedisce opposizione ed alternativa. L'incapacità di chiamare le cose col proprio nome ha portato ad una visione fantastica della realtà: auto-illusione, produzione di parole a mezzo di parole. È tempo di rimettere le cose in piedi, i piedi per terra e dare alle parole il loro senso

    Non mi pare ci stia scritto che debbano essere immediatamente rimpatriati o che gli interessi nazionali delle oligarchie vengano prima (come hai scritto tu a proposito di regeni).
    e come possiamo escludere l'ipotesi che i druidi fossero migliori medici dei medici odierni? (darksunshine)

  8. #8
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Contro il sinistrismo

    Citazione Originariamente Scritto da Josef Scveik Visualizza Messaggio
    Posso esprimere il mio parere?secondo me non c'è nulla in comune con te..
    Boghetta ha forse scritto robe contro gli immigrati tipo: ci pagano al pensione?
    Non ce la pagano? Scusa ma non ho potuto farne a meno. Vedi tu hai una sorta di chiusura aprioristica nei miei confronti, non che ne faccia un caso di vita o di morte, siccome ERO fascista (molto sui generis in realtà) qualsiasi cosa io scriva o pensi è macchiata da questa indelebile macchia (secondo te e secondo quelli che la pensano come te). Facendo un discorso pacato direi che ti sbagli, i retro pensieri non sempre, quasi mai secondo me, permettono di inquadrare chiaramente il pensiero di un'altra persona.
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  9. #9
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    Predefinito Re: Contro il sinistrismo

    Citazione Originariamente Scritto da Josef Scveik Visualizza Messaggio
    Non mi pare che voglia dire prima gli italiani!




    Non mi pare ci stia scritto che debbano essere immediatamente rimpatriati o che gli interessi nazionali delle oligarchie vengano prima (come hai scritto tu a proposito di regeni).
    Stiamo andando fuori tema, Boghetta non parla di Regeni e poi io quando parlo di interesse nazionale NON PARLO DELL'INTERESSE DELLE OLIGARCHIE che non hanno nessun interesse nazionale, infatti le oligarchie sono per natura loro cosmopolite e non nazionali. La parola nazionale l'hanno usata nel passato per mandare milioni di cittadini a farsi ammazzare per i loro interessi, nessuna oligarchia è nazionale, nazionale era il proletariato, neanche il fascismo era nazionale (pensa un po') , dico era (al passato) perché parlare adesso di proletariato in senso marxiano è quantomeno improvvido.
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  10. #10
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    Predefinito Re: Contro il sinistrismo

    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    Non ce la pagano? Scusa ma non ho potuto farne a meno. Vedi tu hai una sorta di chiusura aprioristica nei miei confronti, non che ne faccia un caso di vita o di morte, siccome ERO fascista (molto sui generis in realtà) qualsiasi cosa io scriva o pensi è macchiata da questa indelebile macchia (secondo te e secondo quelli che la pensano come te). Facendo un discorso pacato direi che ti sbagli, i retro pensieri non sempre, quasi mai secondo me, permettono di inquadrare chiaramente il pensiero di un'altra persona.
    Sul passato posso pure metterci una pietra sopra, il problema è quello che scrivi oggi che non a caso ti permetti di andare d'accordo con altri ex come lupo sciolta o con quelli di DR.

    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    Stiamo andando fuori tema, Boghetta non parla di Regeni e poi io quando parlo di interesse nazionale NON PARLO DELL'INTERESSE DELLE OLIGARCHIE che non hanno nessun interesse nazionale, infatti le oligarchie sono per natura loro cosmopolite e non nazionali. La parola nazionale l'hanno usata nel passato per mandare milioni di cittadini a farsi ammazzare per i loro interessi, nessuna oligarchia è nazionale, nazionale era il proletariato, neanche il fascismo era nazionale (pensa un po') , dico era (al passato) perché parlare adesso di proletariato in senso marxiano è quantomeno improvvido.
    Ovvio, perchè l'ENI si preoccupa dei poveri italiani vero?per questo la difendi?oppure perchè qualche povero operaio italiano perderebbe il salario?
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