Re: Intanto in Polonia...
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fiume sand creek
L'episodio inerente il ferito mi è stato narrato da un caro amico che anni fa a partecipato ad una missione umanitaria in Cisgiordania.
Un edificio che sta crollando, un uomo mezzo sepolto dai detriti e non in grado di deambulare.
Le pareti che scricchiolano in procinto di collassare, gli sforzi del volontario per tirarlo fuori dalle macerie, l'impossibilità a farlo a causa del peso di queste ultime e dell'uomo che ne era mezzo sepolto.
Era ancora vivo quando si è aggrappato alla gamba del volontario.
Era ancora vivo quando quest'ultimo si è liberato dalla sua resa ed è corso verso l'uscita della casa.
Poi le pareti sono crollate seppellendolo.
Ha Fatto bene? Ha fatto male?
E' stato giusto o ingiusto nella sua decisione?
Non lo so, come faccio a saperlo?
Come faccio a giudicare l'altrui paura se non l'ho mai condivisa?
E con lo stesso principio come faccio a condannare le scelte altrui se non le vivo sulla mia pelle?
Come faccio ad applicare i miei concetti di giusto o ingiusto a ciò che non mi coinvolge personalmente?
Esiste un principio universale che regola ciò che è giusto e ciò che non lo è?
Io non lo so.
Tu lo sai?
Guarda sono anche pochi gli elementi che abbiamo per poter giudicare. Comunque gli avrebbero potuto fare un processo per omissione di soccorso e poi assolverlo per causa di forza maggiore, sinceramente non mi farei tutte ste "pippe" mentali.
Re: Intanto in Polonia...
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Parsifal Corda
Se fai confusione tra ciò che è giusto e ciò che non lo è sei molto pericoloso e comunque condannato all'inazione.
Non è importante se io ho il concetto di giusto come il tuo, ma se questo concetto è vero, in caso contrario anche se coincidesse sbaglieremmo tutti e due e la cosa non è che mi conforti molto.
Come fa un concetto di giustizia ad essere finto e non vero?
Sarebbe solo ipocrisia.
E nel mio credo l'ipocrisia è il peggiore dei peccati.
Personalmente non mi arrogherei mai il diritto di applicare il mio concetto di giustizia a chi non lo condivide.
Tu faresti altrettanto?
Rispetteresti un concetto di giustizia diverso dal tuo?
Oppure consideri tanto giusto il tuo concetto di giustizia da poter bollare come sbagliati tutti gli altri che non vi coincidono?
Re: Intanto in Polonia...
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Parsifal Corda
Guarda sono anche pochi gli elementi che abbiamo per poter giudicare. Comunque gli avrebbero potuto fare un processo per omissione di soccorso e poi assolverlo per causa di forza maggiore, sinceramente non mi farei tutte ste "pippe" mentali.
Sei tu che hai parlato di un concetto di giustizia.
Quale opzione sarebbe stata consona a tale concetto?
Re: Intanto in Polonia...
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fiume sand creek
Come fa un concetto di giustizia ad essere finto e non vero?
Sarebbe solo ipocrisia.
E nel mio credo l'ipocrisia è il peggiore dei peccati.
Personalmente non mi arrogherei mai il diritto di applicare il mio concetto di giustizia a chi non lo condivide.
Tu faresti altrettanto?
Rispetteresti un concetto di giustizia diverso dal tuo?
Oppure consideri tanto giusto il tuo concetto di giustizia da poter bollare come sbagliati tutti gli altri che non vi coincidono?
già te l'ho scritto in un'altra discussione, è vera giustizia se risponde al bene delle persone, nella sua realtà e non in un procedimento astratto e ideologico. C'è una massima per questo: suum cuique (a ciascuno il suo).
Ci sono diverse possibilità allora: la giustizia come concetto universale non esiste (nemmeno la massima tanto cara la mia libertà finisce quando inizia la tua che è già un abbozzo di regola universale), ma esistono solo le opinioni delle persone, per cui ogni persona agisce come gli pare e non può essere giudicata.
La giustizia c'è, ma non può essere conosciuta, beh allora è meglio che non agisco proprio, potrò sempre fare molto male.
Oppure la giustizia c'è e può essere conosciuta e allora hanno un senso le leggi.
Con le prime due premesse ogni convivenza è impossibile.
Re: Intanto in Polonia...
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fiume sand creek
Sei tu che hai parlato di un concetto di giustizia.
Quale opzione sarebbe stata consona a tale concetto?
Vuoi dire che cosa avrei fatto io nella stessa situazione?
Cioè ti rendi conto, alla luce di quanto ci siamo detti, la stupidità di questa domanda?
Ma pure se ti dicessi una cosa, cioè cosa ti cambierebbe? Io posso pure essere incoerente con una giustizia che formalmente predico bene, questo non cambia valore alla giustizia in sè che è l'oggetto della discussione.
Re: Intanto in Polonia...
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fiume sand creek
La sofferenza portata da patologie croniche purtroppo è reale, tangibile e presente istante dopo istante, giorno dopo giorno, notte dopo notte, per settimane, mesi, anni, per tutta la vita.
Ma può consolarti il fatto che è una sofferenza altrui.
Solo la decisione di imporla è tua.
Stai solo ribaltando la frittata, eludendo il punto. La vita non si sceglie, ma ci è data. Chi la porta in grembo non è nessuno per decidere se quella che diventerà una persona umana, fatta e finita, avrà o meno il diritto di vivere. Quella vita non ha voce: magari, nonostante la sofferenza, quella vita che hai soppresso con l'aborto procurato avrebbe voluto vivere comunque, provandoci dignitosamente. Chi interrompe la gravidanza, in questo caso, non dà tale possibilità. E non la dà senza alcun diritto perché solo a chi è colpevole, previo accertamento processuale o per legittima difesa, in modo proporzionato al torto compiuto, può essere lecito togliere la vita.
Tu la butti sulla sofferenza per far leva sull'emotività e sull'empatia. Dimentichi che eliminare una vita innocente ed indifesa non ha nulla a che fare né con la sensibilità né con l'empatia.
Re: Intanto in Polonia...
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fiume sand creek
La legge concede dei diritti.
Li concede al medico obiettore permettendogli di esimersi dall'eseguire un compito che esula o contrasta con i suoi precetti morali o religiosi, e questo è sacrosanto, oppure no, dipende dalle opinioni.
Concede analogo diritto ad una donna in stato di gravidanza di interrompere la propria gestazione, anche questo è sacrosanto, oppure no, anche questo dipende dalle opinioni.
Nei due casi sopra citati il diritto dell'uno esclude quello dell'altro.
Si tratta quindi di due diritti, entrambi in vigore, che contrastano tra loro.
Se possiedi un diritto puoi rivendicarlo, non importa quale esso sia.
Se rinunci ad un diritto non puoi pretendere che tutti facciano altrettanto, è una scelta tua.
Se sei disposto a calpestare oggi un diritto altrui domani non potrai protestare quando qualcuno calpesterà un diritto tuo.
Allora, ripetiamo in maniera più semplice. L'argomento di chi è contrario all'obiezione di coscienza è "lo Stato concede il diritto assoluto di abortire, dunque l'obiezione di coscienza è in contraddizione con quest'affermazione". La soluzione alla contraddizione è che, semplicemente, lo Stato non concede il diritto assoluto di abortire, invece offre la scelta al medico, a cui è concessa la possibilità di adempiervi oppure no. Punto.
Quindi il problema non è più che c'è contraddizione tra le due cose, ma che una cosa sia giusta o sbagliata.
Re: Intanto in Polonia...
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Parsifal Corda
Vuoi dire che cosa avrei fatto io nella stessa situazione?
Cioè ti rendi conto, alla luce di quanto ci siamo detti, la stupidità di questa domanda?
Ma pure se ti dicessi una cosa, cioè cosa ti cambierebbe? Io posso pure essere incoerente con una giustizia che formalmente predico bene, questo non cambia valore alla giustizia in sè che è l'oggetto della discussione.
Hai scritto nel tuo intervento n° 114 che è vera giustizia se risponde al bene delle persone.
Ora, è bene procurare lacrime ad una persona?
Se un uomo dice ad una donna che di lui è innamorata che non corrisponde il suo sentimento magari questa s metterà a piangere, però se le dice che la corrisponde per portarsela a letto magari lei sorride però lui la inganna lo stesso.
E' giusta una verità crudele?
E' giusta una bugia pietosa?
Ma perché voi eletti dotati di tante certezze assolute non fate mai degli esempi pratici atti a dimostrarle tali?
Re: Intanto in Polonia...
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fiume sand creek
La legge concede dei diritti.
La legge positiva non concede, ma riconosce dei diritti. Quando e se li concede, non sono diritti veri e propri, ma solo atti di tolleranza del fatto compiuto o, al limite, determinazioni particolari della legge naturale e divina in termini di diritto positivo.
Re: Intanto in Polonia...
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fiume sand creek
Hai scritto nel tuo intervento n° 114 che è vera giustizia se risponde al bene delle persone.
Ora, è bene procurare lacrime ad una persona?
Se un uomo dice ad una donna che di lui è innamorata che non corrisponde il suo sentimento magari questa s metterà a piangere, però se le dice che la corrisponde per portarsela a letto magari lei sorride però lui la inganna lo stesso.
E' giusta una verità crudele?
E' giusta una bugia pietosa?
Ma perché voi eletti dotati di tante certezze assolute non fate mai degli esempi pratici atti a dimostrarle tali?
Altro materiale per il tuo archivio?
Ma vuoi la casistica completa delle varie possibilità umane?
Secondo te? perchè non dici mai quello che faresti te? ma agisci qualche volta o scrivi solo sul forum?
Ma poi che cavolo di esempi fai... è ovvio che se la deve portare a letto...
dai su neanche ti rispondo che ci fai più bella figura.