Radicali Italiani e Ass. Luca Coscioni lanciano ?Legalizziamo!?

L'obiettivo principale di questa iniziativa è quello di ripensare le normative riguardanti le sostanze stupefacenti sia a livello nazionale che a livello europeo.
Decenni di proibizionismo non hanno fatto altro che aumentarne la produzione, i traffici, i consumatori. Le droghe illegali sono diventate il terzo business più redditizio al mondo - dopo il cibo e l’energia - interamente controllato da organizzazioni criminali.
Le droghe sono più diffuse ed economiche che mai. Circolano ovunque, dalle scuole alle carceri, passando per i vicoli e il web. Solo in Italia il giro d’affari della narcomafie è stimato intorno ai 30 miliardi euro. Le Nazioni Unite confermano che il fenomeno riguarda oltre il 5% della popolazione mondiale.
La guerra alla droga ha consegnato un problema socio-sanitario al diritto penale, facendolo diventare una questione di ordine pubblico e, in certi casi, di sicurezza nazionale. Milioni di persone nel mondo sono in carcere per reati di droga. Reati che non fanno vittime. La corruzione e la violenza, in particolare nei Paesi produttori e di transito, mettono in pericolo le democrazie. Ogni anno decine di migliaia di persone muoiono per questa guerra.
La proibizione sulle piante e le sostanze psicoattive derivate, ha anche imposto enormi limitazioni alle ricerca scientifica pura e a quella applicata, allo sviluppo di nuove terapie per decine di malattie, bloccando il progresso della scienza con danni gravissimi per la salute di milioni di persone.
La portata del fenomeno e la necessità di rivalutarne l'attuale quadro normativo, sono stati confermati il 3 marzo scorso dal procuratore Franco Roberti il quale, illustrando la relazione del Dipartimento Nazionale Antimafia, ci informava delle dimensioni abnormi raggiunte dal mercato delle droghe, che coinvolgerebbe un europeo su quattro, sottolineando l’esigenza e il dovere di “fare scelte di priorità anche nel mondo giudiziario”.
Dello stesso parere è l'Europol che nella sua relazione aveva già rilevato che “il mercato europeo della droga è sempre più innovativo e dinamico, ed è in grado di sfruttare i cambiamenti che si sono verificati nelle moderne forme di comunicazione e commercio”, auspicando pertanto di poter fornire con la propria relazione “spunti per un cambio delle politiche sulle droghe”.

Alla luce di tutto questo chiediamo che il tema venga discusso in modo non ideologico, sulla base dei dati ufficiali e delle evidenze scientifiche. Questo attraverso le esperienze positive in atto in diversi Paesi e le analisi di politici, economisti, giuristi e scienziati di tutto il mondo che denunciano il fallimento del proibizionismo.
Per questo abbiamo lanciato una petizione al Parlamento europeo: per far sì che si possa discutere di questi temi in occasione della sessione speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite interamente dedicata al "problema mondiale della droga" (Ungass 2016) il 19 aprile prossimo. Questo evento rappresenta un'opportunità per l'Europa di affermare un approccio comune sulla questione del "controllo delle droghe", e per cercare di offrire risposte e soluzioni comuni ad esso.
Riteniamo che dovrebbe essere importante per le Nazioni Unite guardare i cambiamenti delle politiche già in atto in diverse parti del mondo, a partire da quelli di alcuni Stati membri dell'Ue. Questi cambiamenti hanno convertito il divieto in prevenzione e riduzione del danno, e hanno sostanzialmente depenalizzato il possesso personale di sostanze illecite.
Di seguito il link alla pagina dov'è possibile firmare la petizione. Essendo disponibile in cinque lingue diverse, aiutateci a diffonderla e condividerla il più possibile, anche negli altri paesi europei!
EUROPEAN PETITION ON DRUGS - Legalizziamo!

Firmare una petizione è un piccolo gesto, ma se fatto in numeri rilevanti può fare la differenza ponendo all'attenzione dell'opinione pubblica e dei governi una questione che non può più essere rimandata.





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