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    Predefinito Perugia, residenti del centro storico in rivolta contro gli spacciatori

    Perugia in rivolta contro la droga: «Negozi vietati agli spacciatori»

    Centro controllato da dieci bande. Adesivi sulle vetrine contro il mercato degli stupefacenti


    PERUGIA In questo laboratorio dello sballo trasversale, dove l’alcol e la droga superano indisturbati gli steccati del censo e del costume, la sera non esce più nessuno. Chiusi uno dopo l’altro i quattro cinema, spariti diversi negozi anche sotto i colpi della crisi, restano aperti pochi coraggiosi locali su Corso Vannucci a sfidare le incursioni degli spacciatori tunisini.

    Dicono che si siano spartiti la città vecchia in almeno dieci bande e che a ognuna abbiano dato il nome di un quartiere di Tunisi. Smerciano la droga di migliore qualità e al miglior prezzo oggi in Italia, una dose di cocaina è scesa fino a 30-40 euro, l’eroina è purissima come dimostra l’ultimo sequestro: pura al 98 per cento. E a parte qualche lama che brilla nei vicoli, queste bande si sentono al sicuro: alle loro spalle, a tirare le fila, ci sono albanesi e nigeriani e perfino la Ztl li aiuta, la zona a traffico limitato con il divieto assoluto di ingresso delle auto private: li rende meno visibili, rende questa cittadella quasi inattaccabile.

    «RICONQUISTARE LA CITTÀ»
    La verità è che a ondate periodiche qualcuno alza un velo su Perugia e puntualmente la scopre peggiorata. Stavolta è toccato a un gruppo di giovani padri di famiglia che un anno fa si riunirono su facebook («Perugia non è la capitale della droga») e che oggi, dopo averla girata in lungo e in largo, dopo aver tolto le siringhe dai parchi e creato una mappa su internet per aggiornare le piazzole di spaccio, si son decisi a lanciare la sfida. Hanno proposto ai negozianti del centro storico, e molti di loro hanno già accettato, un adesivo che è anche più di una provocazione: «Non si commercia con chi spaccia». Quei soldi lì non li vogliamo, ecco cosa dice l’adesivo, ed è come se lo dicesse anche a chi affitta in nero gli appartamenti, a chi riscuote salate parcelle per far uscire certa gente il giorno dopo di prigione, a chi sfrutta le ragazzine rumene.

    «Dobbiamo riconquistare la città» sintetizza con uno slogan che deve aver studiato con cura Tommaso Morettini, assicuratore, l’anima di questa sfida. Una Perugia a suo dire «perduta una quindicina d’anni fa, quando cominciarono a trasferire a valle prima l’ospedale, poi le facoltà universitarie e quindi tutto il resto. Gli spacciatori, a un certo punto, hanno avuto campo libero».

    «SFORZO PESANTISSIMO»
    Cominceranno a distribuire questi adesivi dopo Carnevale, ma intanto il sasso è stato lanciato. Così ha deciso di intervenire il prefetto Vincenzo Cardellicchio, per sottolineare «lo sforzo pesantissimo» che le forze dell’ordine stanno facendo. Uno sforzo che sta dando i suoi frutti: presto Polizia e Carabinieri torneranno a presidiare il centro storico con due sedi, e dal Viminale è stato dato l’ok -anzi, è già operativa- a una Squadra anticrimine, una cinquantina di uomini in più.

    Parole che fanno eco a quelle del sindaco, Wladimiro Boccali: «In passato il fenomeno è stato sottovalutato. Dagli organi investigativi, dall’autorità giudiziaria, dalla politica stessa. Scardinarlo oggi è molto più difficile». Ma Boccali si spinge ancora più a fondo, a spiegare l’unicità di questa situazione: «Qui non abbiamo le periferie degradate, non abbiamo lo Zen. Questa droga che si consuma a tutti i livelli, dallo studente al manager, dal ragazzino al professionista, alla fine crea un disagio sociale ridotto. Dovremmo puntare su un altro discorso: la roba che invade Perugia è eticamente incompatibile».

    Eticamente, proprio come vorrebbe dimostrare l’adesivo in una città che conta, secondo i dati di un paio d’anni fa, almeno 800 tossicodipendenti, il doppio della media italiana in rapporto alla popolazione. E dove le morti per overdose sono più di venti ogni anno. L’ultima, un mese fa, di un bastardino a passeggio nel parco: in un cespuglio aveva trovato eroina. Anche questa è Perugia.

    Perugia in rivolta contro la droga: «Negozi vietati agli spacciatori» - Il Messaggero
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    Predefinito Re: Perugia, residenti del centro storico in rivolta contro gli spacciatori

    Nel corso degli anni '90 il centro storico di Perugia è peggiorato tantissimo; ancora nel 1989 era molto molto diverso, di gran lunga più vivibile di quanto non lo sia oggi.
    Mi stupisco che ci siano ancora residenti autoctoni in centro. Comunque chi più chi meno questo riguarda un po' tutti i centri storici umbri, trasformatisi nel tempo in poco più che città fantasma, ossia senza un gran numero di residenti locali stabili, quando va bene.

 

 

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