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Discussione: 25 aprile storie di preti

  1. #1
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  2. #2
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    Predefinito Re: 25 aprile storie di preti

    Eroici partigiani...
    Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton

  3. #3
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    Predefinito Re: 25 aprile storie di preti

    onore ai partigiani cattolici, onore anche ai vinti che comunque combatterono per un ideale

    purtroppo questa è una festa sempre è stata strumentalizzata dalla sinistra dando un mito storico inconsistente
    Parsifal Corda and emv like this.
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  4. #4
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    Predefinito Re: 25 aprile storie di preti

    Ci sono voluti 26 anni. Anni difficili, fatti di accuse di tradimento durissime da mandar giù per un ex partigiano comunista gravemente ferito in battaglia contro i nazifascisti, ma alla fine Otello Montanari si è visto riconoscere tutte le sue ragioni, con tanto di scuse dall’Anpi di Reggio Emilia. Parliamo del periodo successivo al 25 aprile 1945, quando nel cosiddetto «triangolo rosso» c’erano bande clandestine che facevano giustizia sommaria di persone ritenute legate al fascismo. Dopo l’uccisione del parroco di Correggio, don Umberto Pessina, nell’estate del ’46, si mosse anche Togliatti per porre fine alle spedizioni punitive e mettere ordine nella federazione Pci di Reggio.

    Quarantaquattro anni dopo, Otello Montanari alzò il velo delle ipocrisie sul sangue versato nel Dopoguerra con una lettera al Resto del Carlino che si concludeva con l’appello «chi sa, parli», in relazione a un altro delitto eccellente: quello del direttore tecnico delle Officine Reggiane, Armando Vischi, ucciso il 31 agosto del ’45 da una formazione paramilitare. «Dopo la pubblicazione scoppiò l’ira di Dio, in poco più di un mese uscirono più di 1200 articoli su tutti i giornali italiani», ricorda oggi Montanari, 90 anni il prossimo maggio, una vita spesa fra Pci, di cui è stato deputato per una legislatura, Anpi e Istituto Cervi. La direzione del partito allora spedì a Reggio Piero Fassino per vederci chiaro: «Mi disse che avevo ragione e che avevo fatto bene - racconta Montanari -. Mi invitò a tener duro con la sola avvertenza di stare attento alle strumentalizzazioni fasciste, perché il Msi voleva fare una manifestazione». La tempesta vera, però, con tutto il corredo di minacce telefoniche a casa, accuse di essere un delatore e l’ostracismo di Anpi e Istituto Cervi, si scatena a partire dal ’91, quando l’ex partigiano rivela prove decisive sulle responsabilità dell’omicidio Pessina, per cui nel frattempo erano finiti in galera due innocenti, Germano Nicolini ed Egidio Baraldi: «L’ex archivista del Pci Rangoni ritrovò la registrazione di una conversazione con l’allora responsabile della federazione Pci di Reggio, Nizzoli, in cui risultava che si era deciso di tacere sui veri colpevoli, così ci siamo rivolti al magistrato ed è stato possibile avviare il processo di revisione». Per Montanari cominciano i problemi veri, soprattutto dopo che «Diavolo», nome di battaglia di Nicolini durante la Resistenza, nel ’94 viene assolto: «Sono stati anni duri, amari, in cui ho sofferto io e ha sofferto molto anche la mia famiglia: non sono stato più chiamato a parlare a cerimonie pubbliche né dall’Anpi né dal partito». L’ultimo colpo velenoso arriva nel 2011, con l’accusa del presidente provinciale dell’associazione partigiana, Giacomo Notari, di non aver raccontato tutto quel che sapeva sulla morte di don Pessina «qualche decennio prima, quando c’era Nicolini in galera. Se avesse parlato apertamente, forse Diavolo non avrebbe fatto tutta la galera che ha fatto ingiustamente. Così anche per Baraldi». «Per queste frasi l’ho querelato - spiega Montanari -. Di certo non potevo sapere cos’era successo, perché fino al ’46 sono rimasto in ospedale per le ferite riportate a inizio ‘45, quando le SS italiane mi spararono addosso 8 proiettili (colpi che lo avrebbero azzoppato per il resto della sua vita, ndr). Seppi della registrazione solo nel ‘91». Stavolta però, la retromarcia del presidente Anpi sono piene e incondizionate: «Riconosco che Otello, appena saputo di prove utili per ottenere giustizia, agì con tempestività, fornendo un decisivo contributo a svelare la verità. Chiedo scusa di avergli procurato sofferenze, amarezze e preclusioni». Per Montanari, un risarcimento morale: «È un fatto straordinario che dopo 26 anni vissuti in croce ci sia stata questa dichiarazione».

    Le storie del 25 aprile - Il ?delatore? Montanari riabilitato dall?Anpi. Ma solo dopo 26 anni - La Stampa

  5. #5
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    Predefinito Re: 25 aprile storie di preti

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    onore ai partigiani cattolici, onore anche ai vinti che comunque combatterono per un ideale

    purtroppo questa è una festa sempre è stata strumentalizzata dalla sinistra dando un mito storico inconsistente
    Tra le pagine più luminose quelle delle aquile randagie che subirono l'ostracismo del regime e, dopo aver aiutato persone di diversa razza e religione ad espatriare aiutarono anche i persecutori di ieri.
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  6. #6
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    Predefinito Re: 25 aprile storie di preti

    Questa storia si conosce, purtroppo la 'liberazione' dalla memoria continua:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013...stenza/791020/
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  7. #7
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    Predefinito Re: 25 aprile storie di preti

    Citazione Originariamente Scritto da vanni fucci Visualizza Messaggio
    Ci sono voluti 26 anni. Anni difficili, fatti di accuse di tradimento durissime da mandar giù per un ex partigiano comunista gravemente ferito in battaglia contro i nazifascisti, ma alla fine Otello Montanari si è visto riconoscere tutte le sue ragioni, con tanto di scuse dall’Anpi di Reggio Emilia. Parliamo del periodo successivo al 25 aprile 1945, quando nel cosiddetto «triangolo rosso» c’erano bande clandestine che facevano giustizia sommaria di persone ritenute legate al fascismo. Dopo l’uccisione del parroco di Correggio, don Umberto Pessina, nell’estate del ’46, si mosse anche Togliatti per porre fine alle spedizioni punitive e mettere ordine nella federazione Pci di Reggio.

    Quarantaquattro anni dopo, Otello Montanari alzò il velo delle ipocrisie sul sangue versato nel Dopoguerra con una lettera al Resto del Carlino che si concludeva con l’appello «chi sa, parli», in relazione a un altro delitto eccellente: quello del direttore tecnico delle Officine Reggiane, Armando Vischi, ucciso il 31 agosto del ’45 da una formazione paramilitare. «Dopo la pubblicazione scoppiò l’ira di Dio, in poco più di un mese uscirono più di 1200 articoli su tutti i giornali italiani», ricorda oggi Montanari, 90 anni il prossimo maggio, una vita spesa fra Pci, di cui è stato deputato per una legislatura, Anpi e Istituto Cervi. La direzione del partito allora spedì a Reggio Piero Fassino per vederci chiaro: «Mi disse che avevo ragione e che avevo fatto bene - racconta Montanari -. Mi invitò a tener duro con la sola avvertenza di stare attento alle strumentalizzazioni fasciste, perché il Msi voleva fare una manifestazione». La tempesta vera, però, con tutto il corredo di minacce telefoniche a casa, accuse di essere un delatore e l’ostracismo di Anpi e Istituto Cervi, si scatena a partire dal ’91, quando l’ex partigiano rivela prove decisive sulle responsabilità dell’omicidio Pessina, per cui nel frattempo erano finiti in galera due innocenti, Germano Nicolini ed Egidio Baraldi: «L’ex archivista del Pci Rangoni ritrovò la registrazione di una conversazione con l’allora responsabile della federazione Pci di Reggio, Nizzoli, in cui risultava che si era deciso di tacere sui veri colpevoli, così ci siamo rivolti al magistrato ed è stato possibile avviare il processo di revisione». Per Montanari cominciano i problemi veri, soprattutto dopo che «Diavolo», nome di battaglia di Nicolini durante la Resistenza, nel ’94 viene assolto: «Sono stati anni duri, amari, in cui ho sofferto io e ha sofferto molto anche la mia famiglia: non sono stato più chiamato a parlare a cerimonie pubbliche né dall’Anpi né dal partito». L’ultimo colpo velenoso arriva nel 2011, con l’accusa del presidente provinciale dell’associazione partigiana, Giacomo Notari, di non aver raccontato tutto quel che sapeva sulla morte di don Pessina «qualche decennio prima, quando c’era Nicolini in galera. Se avesse parlato apertamente, forse Diavolo non avrebbe fatto tutta la galera che ha fatto ingiustamente. Così anche per Baraldi». «Per queste frasi l’ho querelato - spiega Montanari -. Di certo non potevo sapere cos’era successo, perché fino al ’46 sono rimasto in ospedale per le ferite riportate a inizio ‘45, quando le SS italiane mi spararono addosso 8 proiettili (colpi che lo avrebbero azzoppato per il resto della sua vita, ndr). Seppi della registrazione solo nel ‘91». Stavolta però, la retromarcia del presidente Anpi sono piene e incondizionate: «Riconosco che Otello, appena saputo di prove utili per ottenere giustizia, agì con tempestività, fornendo un decisivo contributo a svelare la verità. Chiedo scusa di avergli procurato sofferenze, amarezze e preclusioni». Per Montanari, un risarcimento morale: «È un fatto straordinario che dopo 26 anni vissuti in croce ci sia stata questa dichiarazione».

    Le storie del 25 aprile - Il ?delatore? Montanari riabilitato dall?Anpi. Ma solo dopo 26 anni - La Stampa
    Lo ha ricordato pure Bruno Vespa
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  8. #8
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    Predefinito Re: 25 aprile storie di preti

    Non so se l'avete notato ma mi pare che sia in aumento la retorica di Stato su questa data. Mattarella che dice "E' sempre tempo di resistenza". Frase strana e inquietante. Nascono musei con raccolte di documentazione per gli storici (anche sui preti trucidati?...) cos' si faranno visite delle scolaresce e crescerà l'indottrinamento partigianesco.
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" Mt 28, 19

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  9. #9
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    Predefinito Re: 25 aprile storie di preti

    Citazione Originariamente Scritto da emv Visualizza Messaggio
    Non so se l'avete notato ma mi pare che sia in aumento la retorica di Stato su questa data. Mattarella che dice "E' sempre tempo di resistenza". Frase strana e inquietante. Nascono musei con raccolte di documentazione per gli storici (anche sui preti trucidati?...) cos' si faranno visite delle scolaresce e crescerà l'indottrinamento partigianesco.
    Ha scritto Diego Fusaro che con il 25 aprile è finita quella tedesca ed è nata l'occupazione americana, mi sembra un modo intelligente di utilizzare la retorica sul tema.
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  10. #10
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    Predefinito Re: 25 aprile storie di preti

    Citazione Originariamente Scritto da emv Visualizza Messaggio
    Non so se l'avete notato ma mi pare che sia in aumento la retorica di Stato su questa data. Mattarella che dice "E' sempre tempo di resistenza". Frase strana e inquietante. Nascono musei con raccolte di documentazione per gli storici (anche sui preti trucidati?...) cos' si faranno visite delle scolaresce e crescerà l'indottrinamento partigianesco.
    Ieri sera al tg5 hanno fatto tutta una menata allucinante che mi sono chiesto per quale motivo, poi il servizio dopo è stato "ascesa estrema destra in austria". E a quel punto è stato chiaro.
    Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton

 

 
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