Scattano le candidature anti-Moratti - Milano
Scattano le candidature anti-Moratti
Pisapia annuncia la discesa in campo. Nel centrosinistra resta l’ipotesi Livia Pomodoro
MILANO - La corsa lunga nove mesi è ufficialmente scattata. Stasera al teatro Litta è di scena il primo candidato sindaco per le comunali 2011: Giuliano Pisapia, l’ex presidente della commissione Giustizia di Montecitorio che ha già incassato il sostegno di un lungo elenco di intellettuali e professionisti d’area progressista. Candidato alle primarie, in attesa di capire se le primarie si faranno veramente. Perché, come dice un dirigente pd sotto garanzia di anonimato, nel centrosinistra circolano «poche idee e pure confuse», tra veti incrociati, doppi giochi e impasse tattiche. Un’altra candidatura in pista è per esempio quella di Livia Pomodoro. A dispetto delle parole di apprezzamento spese più o meno da tutti i maggiorenti del partito, il nome del presidente del Tribunale è però in stand-by da almeno un mese.
Nel frattempo, «languono» tutte le altre ipotesi «esterne». Uno dei nomi più gettonati è stato a lungo quello di Umberto Ambrosoli, figlio di Giorgio, il commissario liquidatore dell’impero di Sindona freddato da un killer mafioso esattamente 31 anni fa.Ma Umberto continua a ringraziare e a declinare. «Io candidato sindaco? Voci del tutto prive di fondamento ». Un altro nome a lungo accarezzato e coccolato è stato quello dell’economista Tito Boeri. Nessuna risposta, per ora. Volendo ci sarebbe poi la candidatura «interna», con un poker di nomi in prima fila: Davide Corritore, Pierfrancesco Majorino, Emanuele Fiano o Barbara Pollastrini. La soluzione «di partito» però non scalda i cuori ed è considerata poco più che un ripiego. Non è un caso, insomma, che di fronte all’impasse qualcuno stia pensando di far convergere il partito proprio su Pisapia. Tanto che alla convention di stasera al Litta dovrebbe partecipare anche Filippo Penati, spettatore interessato quanto inaspettato. Restano le parole di Onorio Rosati, leader cittadino della Cgil: «Fate presto e rimanete uniti». Un appello che a questo punto rischia di cadere nel vuoto.
Anche perché nel frattempo Letizia Moratti ha acceso i motori. Negli ultimi mesi il sindaco ha preso a girare per periferie e mercati rionali. Soprattutto, è sbarcata in tv con un canale tematico sul digitale terrestre (quasi) tutto per lei. Tutto tranquillo? Non proprio. Intanto perché la Moratti potrebbe subire il fuoco amico di almeno un paio di grandi ex delusi (Vittorio Sgarbi e Tiziana Maiolo su tutti), che covano candidature di disturbo; e poi perché l’alleato più importante, la Lega, continua a confermarsi assai ispido. «La Moratti? Il nostro candidato deve essere uno che sta in mezzo alla gente, anche se lei nelle ultime settimane qualcosa in più sta facendo », dice Matteo Salvini, capogruppo in Consiglio. L’impressione però è che la battaglia del Carroccio si concentrerà sulla poltrona del vicesindaco. E l’uomo designato potrebbe essere proprio Matteo Salvini, la (ex?) croce quotidiana della Moratti e di De Corato. L’Udc, infine. Altra incognita della partita. «Prematuro parlare di alleanze», taglia corto il capogruppo Pasquale Salvatore.




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