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    Predefinito Intervista a Virginia Raggi la candidata sindaco di Roma del M5S

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    Legalità. La parola viene scandita più volte da Virginia Raggi. “I partiti hanno creato questo disastro, noi metteremo in atto una rivoluzione legalitaria”. Nella città di Mafia Capitale e della corruzione endemica della governance, la candidata sindaco del M5S – 37 anni, già consigliera comunale – si mostra sicura di sé e guarda al ballottaggio: “Giachetti, Marchini, Meloni… non importa contro chi, rappresentano tutti il vecchio. È il turno del M5S”.

    La deputata grillina Paola Taverna ha ipotizzato un complotto per far vincere il Movimento Cinque Stelle a Roma. Al di là della polemica che ne è scaturita, chiunque andrà a governare la città non rischierà di “bruciarsi” in poco tempo viste le enormi difficoltà?

    Il punto è provarci, senza false promesse ed illusioni. Ci vuole pragmatismo. E noi siamo gli unici ad avere un progetto credibile perché sono stati i vecchi partiti gli artefici di tale dissesto. Il debito chi l’ha creato? E il disastro nelle municipalizzate? E i rifiuti per strada? E la corruzione? Roma è una città molto difficile ma riteniamo che non ci sia altra soluzione se non quella di rimboccarsi le maniche.

    Esiste un debito di quasi 14 miliardi di euro, una voragine…

    Le casse in rovina sono quelle ordinarie. E lì c’è da intervenire con una gestione oculata che miri al taglio degli sprechi, al recupero di risorse (sino ad oggi mai recuperate) e ad un livello di spesa che sia adeguato ai servizi, oltre a iniziare a lavorare per ottenere fondi europei tramite i bandi pubblici e per questo ho in mente una squadra di professionisti ad hoc che si occuperà proprio di ottenere queste risorse. Poi c’è la piaga del debito che è una cassa diversa, una gestione separata, come se fosse una bad company rispetto a Roma Capitale. E pare impossibile entrarci. Quando eravamo all'opposizione abbiamo provato a fare richiesta di accesso agli atti e ci è stata chiusa la porta in faccia.

    Anche il commissario prefettizio Tronca ha risposto con un diniego alle vostre richieste?

    Lui e i subcommissari non hanno ritenuto importante analizzare e approfondire la composizione di tale debito pur essendo una spada di Damocle per l’amministrazione della città: un mutuo che finiremo di pagare tra il 2040 e il 2048 a tranche di 500 milioni di euro l’anno.

    Quindi, qual è la exit strategy? Esiste?

    Vogliamo ristrutturare il debito di Roma, un debito che è principalmente finanziario e nei confronti delle banche. È nato per l’indebitamento di Roma Capitale verso fornitori e di soggetti vari, pensi che un miliardo riguarda le indennità da esproprio per i mondiali di calcio di Italia ‘90... C’è poca chiarezza. A nostro avviso bisognerebbe capire perché sono stati contratti quei debiti. Quindi interrogarsi sulle responsabilità e sui tassi di mutuo – se sono regolari o meno – ed infine trovare il modo per rinegoziare il debito con gli istituti di credito.

    Le banche si opporranno, ovviamente.

    Da sindaco, avanzerei l’ipotesi di un’Audit sul debito e pretenderei di entrare nella gestione commissariale, ormai priva di qualsiasi possibilità di controllo malgrado tutti i cittadini italiani paghino per ripianare questo debito. È possibile che nessuno possa entrare? Non è un tema soggetto a segreto di Stato. Hanno paura – e hanno ragione – che scopriamo la verità e rovesciamo il tavolo.

    La accusano di provenire dal mondo di destra. Si sente tale?

    Ho pure sempre votato a sinistra (ride).

    Additano il M5S romano di essere legato e di provenire dal mondo della destra imprenditoriale e non..

    Accusa sterile. Dove sono le prove? Quale mondo di destra? Quando parliamo di sicurezza ci accusano di essere di destra, quando parliamo di scuola o acqua pubblica ci accusano di essere di sinistra. Si mettessero d’accordo e decidano come vogliono definire il M5S.

    Però c’è da chiarire la questione del suo curriculum: non crede ci sia stata poca trasparenza? Fa mea culpa?

    No, ho inserito le mie esperienze lavorative e tendenzialmente lo studio presso cui si effettua la pratica forense non viene inserito a meno che non sia il medesimo studio nel quale si esercita l’attività. Da 13 anni lavoro in un altro posto.

    E cosa mi dice del ruolo in una società in qualche modo vicina ai giri alemanniani?

    Innanzitutto non era vicina agli alemanniani e a confermarlo è stato lo stesso Alemanno. Questo le fa capire la dimensione delle accuse che mi vengono rivolte dal Pd. Si trattava di un incarico, non di un lavoro, che svolgevo per conto dello studio Sammarco, tanto che poi ho lasciato l’incarico una volta che la Hgr ha interrotto il suo rapporto con lo studio. Quindi cosa avrei dovuto inserire nel cv? È come se mi veniste a chiedere di indicare i clienti che ho patrocinato in questi anni. C’è un codice deontologico e io non ritengo di dover inserire queste specificazioni.

    Non temeva di essere attaccata e per questo ha volutamente preferito di sottacere l’informazione?

    Dove avrei sbagliato? Di essere stata un presidente senza deleghe di una società per un anno? E perché? Fossi stata presidente di Telecom probabilmente avrebbe avuto un senso ma qui parliamo di una società con solo 20mila euro di capitale. Sa che le dico?

    Cosa?

    Mi stanno fossilizzando per un passato professionale perché evidentemente non possono attaccarsi a nessun tipo di trascorso politico. Sono ossessionati.

    Cambiamo discorso. Il M5S si è sempre schierato per la difesa dei beni comuni. Da sindaca ripubblicizzerà Acea e gli altri servizi locali?

    Vuole nuovamente far crollare il titolo di Acea in borsa? (ride, nuovamente. Poi torna subito seria). Vogliamo rispettare il risultato del referendum del 2011 e gestire i servizi idrici in maniera il più rispondente alle esigenze dei cittadini. Bisogna investire sulle reti, evitare i distacchi e i successivi riallacci, operazioni costose, soprattutto per le famiglie meno abbienti. È necessaria una gestione virtuosa di questa spa.

    Il contrasto agli sprechi e la razionalizzazioni delle risorse forse non sono sufficienti per riassestare le municipalizzate. Saranno previsti licenziamenti?


    Perché mai. In molte municipalizzate persevera la politica dei mega appalti dati ovviamente a soggetti terzi per effettuare servizi che gli stessi operatori di Acea potrebbero tranquillamente effettuare: dalla manutenzione, alle riparazioni, alla gestione dei guasti. Le società municipalizzate si trovano, di fatto, a pagare due volte per lo stesso servizio. Una follia.

    Roma è da sempre la città dei palazzinari. Negli anni è stata svenduta ai privati con piani regolatori che hanno avvantaggiato i Caltagirone o i Parnasi di turno. Come vi opporrete ai poteri forti della città?

    Roma non può essere ulteriormente devastata dal cemento. Consumo di suolo zero, basta. L’Istat ci dice che ci sono oltre 100mila appartamenti tra sfitti e invenduti quindi non c'è fame di nuove case. Caso mai ci sarà fame di occupare quelle già esistenti. Allora, il settore edilizio che è uno dei più operosi nella Capitale non va bloccato ma riconvertito in maniera sostenibile e compatibile con l'ambiente: rigenerazione energetica, riqualificazione, stabilità degli edifici, messa in sicurezza delle strade etc.

    Non verrà costruita nuova edilizia pubblica nemmeno per porre fine all’annosa emergenza abitativa?

    Il recupero del demanio pubblico presuppone un censimento, che ad oggi ancora non è completo, sugli immobili di proprietà del Comune di Roma. Completato il censimento, bisognerà capire quanti immobili potranno essere riconverti in alloggi popolari. E poi ci sono i temi dell'autocostruzione e dei piani di zona. Negli anni è stato consentito ai privati di costruire a prezzi agevolati ottenendo sovvenzioni dalla Regione, ottenendo sconti anche a livello di oneri che i privati avrebbero immesso sul mercato questi appartamenti o a canoni di locazione concordati o con un prezzo di cessione basso. Molti privati, invece, hanno violato gli accordi aumentando i canoni di locazione. E quindi gli inquilini che avevano accettato determinate condizioni si sono visti cambiare in corsa queste condizioni e sono ora a rischio sfratto. Parliamo di edilizia per una fascia media di popolazione che è stata truffata e va ora protetta.

    Sulle molteplici occupazioni abitative invece ci sarà tolleranza?

    Umanamente non possiamo rimanere sordi davanti al dramma di queste persone. Però, contemporaneamente, ci sono da anni migliaia di persone in lista d'attesa per un’assegnazione di una casa popolare. E noi dobbiamo ripristinare un discorso di legalità, senza dubbio. Perché tollerare un’occupazione a fronte di una persona che ha lo stesso diritto e si mette pazientemente in lista ad attendere? Ovviamente non faremo sgomberi coatti e aiuteremo gli occupanti a trovare una ricollocazione. Dobbiamo rimettere in circolo le buone pratiche.

    Più volte ha ripetuto che le Olimpiadi non sono un’occasione per rilanciare Roma. Ma non sarebbe un’occasione importante per la città, anche in termini di immagine?


    I fondi messi a disposizione dal CIO non sono sufficienti quindi la città dovrebbe indebitarsi ulteriormente per sostenere le Olimpiadi. Mi sembra alquanto azzardato. Detto questo, siamo contrari alle grandi opere e vogliamo riportare la politica del quotidiano. Se si vuole incidere sulla pratica sportiva iniziamo a ripristinare tutti i campi sportivi di atletica che abbiamo a Roma e che cadono a pezzi, che hanno il tartan sgretolato ad esempio. Ripartiamo da qui, altro che super piste e piscine.

    Rimaniamo sul tema dell’edilizia, sullo stadio di calcio della As Roma che mi dice? Lo costruirete?

    La legge stadi dà delle indicazioni precise riguardo alle modalità e ai luoghi nei quali debbono essere costruiti i nuovi impianti: o si recupera uno stadio esistente oppure si costruisce in un'area già urbanizzata. Noi vogliamo uno stadio della Roma così come vogliamo uno stadio della Lazio e faremo il possibile affinché siano realizzati, nel rispetto della legge.

    Altro discorso. Secondo lei, l'immigrazione è un tema legato soltanto alla sicurezza? Sarà la questione su cui si giocheranno le elezioni?

    Anche qui ci vuole pragmatismo. Abbiamo visto come Mafia Capitale abbia evidenziato che l'immigrazione e le politiche sociali siano utilizzati come cavalli di battaglia per stimolare da un lato la risposta pietistica delle istituzioni, dall'altro una pletora di avvoltoi dediti a lucrare sulle disgrazie umane. Il tema dell'immigrazione coinvolge quasi a 360 gradi la gestione delle casse capitoline, o almeno sicuramente i fondi per la sicurezza e l'inclusione sociale. Dobbiamo insistere affinché tutte le attività relative al riconoscimento dei diritti di asilo, per chi ne ha diritto, e dei migranti transitanti vengano effettuate nel minor tempo possibile, altrimenti si rischiano bombe sociali soprattutto nelle periferie più abbandonate.

    E il Baobab - il centro di volontariato che si è occupato per mesi di accoglienza migranti ma poi sgomberato - riaprirà?

    Nel solco della legalità dobbiamo di fatto incentivare queste forme di mutuo soccorso ma è chiaro che l'accoglienza è un’attività che va gestita direttamente dalle amministrazioni. La buona volontà dei cittadini e il loro attivismo nel sociale è fondamentale, ma è l’amministrazione in primis che deve creare le opportunità per una sana gestione del fenomeno.

    Quindi è un no, il Baobab non avrà una nuova casa?

    Valuteremo, ascoltando anche in questo caso la voce dei cittadini: che siano i residenti e che siano tutti quei volontari che vi hanno prestato servizio.

    Il candidato sindaco di Napoli, De Magistris, ha dichiarato “Non sono violento ma meglio i centri sociali che i Casalesi”. Lei direbbe mai una frase del genere?

    Non farei questo accostamento. È irrilevante, le due cose non hanno nulla a che vedere l'una con l'altra. I Casalesi sono da combattere sempre e comunque.

    E i centri sociali?

    Sono da ricondurre anche qui nell'alveo di una legalità, valorizzando comunque quanto di buono fatto per il territorio.

    Non esclude nuovi sgomberi, anche se di fatto parliamo di realtà sociali che in alcuni territori hanno costruito welfare e servizi dal basso?


    Vedremo caso per caso. Sicuramente i centri sociali nascono in un momento di manchevolezza delle istituzioni ree di aver abbandonato interi quartieri e di non aver valorizzato il protagonismo dei cittadini che riprendevano possesso del territorio sottraendolo al degrado. Si tratta di una tutela di un bene pubblico per fini non privatistici. Ma ora è finita l'era delle assegnazioni dirette. Lo dice pure il magistrato Cantone. Si passa per i bandi pubblici. Se questi spazi hanno lavorato bene sul territorio, parteciperanno al bando e, se meritevoli, lo vinceranno.

    Oltre la legalità e il contrasto agli sprechi quali sono i suoi cavalli di battaglia per governare la città?

    Beh, sicuramente, con una rapidità estrema ci sarà da verificare tutte le scadenze degli appalti che sono attualmente in essere in modo tale da poter riprogrammare subito le gare. Più trasparenza, quindi. Dobbiamo iniziare da subito a impostare bene il lavoro per il futuro. Un'altra cosa importante sarà verificare perché non c'è mai stato un potere ispettivo vero e proprio dei funzionari del Comune di Roma sulle società partecipate, per poter capire effettivamente come stanno i conti. Inoltre, istituiremo un ufficio che inizi l'immane lavoro di verifica dei piani di zona.

    Il centro storico rimarrà pedonalizzato come ha deciso l’ex sindaco Ignazio Marino o ritornerà come prima?

    Al momento quell'area è soltanto sottratta al traffico privato perché è un'area di cantiere. Hanno spacciato per pedonalizzazione una cantierizzazione.

    Quindi voi chiuderete il centro storico anche a bus, taxi e auto blu?

    Se la metro C, come sembra, arriverà al Colosseo il cantiere dovrà rimanere aperto, non c'è nulla da fare. Per il resto, creeremo delle aree pedonali all'interno di ogni municipio: zone pedonali che trovano il favore sia dei cittadini che dei commercianti.

    Emergenza rifiuti. La discarica di Malagrotta verrà chiusa del tutto?

    Si lavorerà in tale direzione. Sentendo i dipendenti dell’Ama, dobbiamo prevedere una riorganizzazione della raccolta dei rifiuti eliminando le varie storture, in modo tale che i lavoratori possano effettuare giri in maniera regolare tutti i giorni e in tutte le vie. E poi c'è tutta la parte dello smaltimento con centri di riuso, riparazione e recupero che per altro portano posti di lavoro. Possibilmente centri in tutti i municipi o comunque iniziando in tutti i quadranti di Roma affinché i prodotti di scarto vengano intercettati prima e vengano reimmessi sul mercato e se è possibile recuperati.

    Mi sembrano obiettivi molto difficili da raggiungere. Sicura che non ci sarà bisogno di inceneritori?

    Non fanno parte del nostro vocabolario. Puntiamo sulla politica dei “rifiuti zero”.

    Non hai mai nominato le politiche sociali, eppure nella città aumentano le sacche di povertà…

    Le politiche sociali e i fondi per la scuola saranno svincolati dal Patto di stabilità. Non è possibile continuare così: ogni anno i servizi sociali terminano i soldi stanziati tra giugno e luglio. Dobbiamo razionalizzare il settore, evitando sprechi, e rifinanziarlo per sostenere i cittadini in difficoltà incidendo anche per quanto riguarda il sistema dell'assistenza domiciliare.

    Lei è cattolica. Manterrà il registro delle coppie di fatto?

    Siamo stati i primi a depositare la proposta di delibera in Aula Giulio Cesare. Non faremo un passo indietro sui diritti civili.

    Ho letto anche della sua proposta di far pagare l’Imu agli immobili del Vaticano, siete pronti alla guerra contro la Chiesa?

    È stato lo stesso papa Francesco a dire che gli immobili nei quali si effettua attività commerciale devono pagare le tasse. È giusto, etico e morale.

    Data la disaffezione dei cittadini nei confronti della politica, a Roma non si rischia un tasso di astensionismo altissimo?

    Da anni il M5S lavora perché il cittadino sia informato e si impegni in prima persona nella gestione della cosa pubblica: organizziamo eventi sulla democrazia partecipata, allestiamo info-point. Stiamo puntando sul far innamorare i cittadini alla prassi della buona politica.

    L’astensionismo vi penalizzerà?

    Non facciamo previsioni di questo genere. Il nostro obiettivo è far tornare la gente al voto.

    Chi teme di più tra Meloni, Marchini e Giacchetti?

    Rimasi colpita il primo giorno della mia consiliatura quando in Aula vidi i vari esponenti confabulare tra loro e salutarsi. Un po’ il clima dei compagni di scuola che si rincontrano dopo le vacanze estive. Destra, sinistra, centro… di fatto, tra loro c'è sempre stato un tacito patto per non pestarsi i piedi. Fanno parte di un unico sistema. Al loro Patto del Nazareno bis, preferisco il Patto coi cittadini.

    Mi dica almeno chi teme di più al ballottaggio…

    Nessuno. Una vale l’altro. Sono il sistema, noi l’alternativa.

    Se andate al ballottaggio contro Roberto Giachetti chiederete i voti a Giorgia Meloni o alla sinistra radicale di Fassina?

    Non facciamo calcoli né apparentamenti: miriamo a governare la città con il voto consapevole dei cittadini che preferiranno il nostro modo di far politica e le nostre idee.

    Domanda personale, quali sono i tre leader politici che l’hanno formata?

    San Suu Kyi, Martin Luther King e Gandhi. Mi piacciono le persone che si impegnano anima e corpo nei progetti nei quali credono.


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  2. #2
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    Predefinito Re: La rivoluzione Raggi a Roma

    Il debito è nato per l’indebitamento di Roma Capitale verso fornitori e soggetti vari, pensi che un miliardo riguarda le indennità da esproprio per i mondiali di calcio di Italia ‘90... C’è poca chiarezza. A nostro avviso bisognerebbe capire perché sono stati contratti quei debiti. Quindi interrogarsi sulle responsabilità e sui tassi di mutuo - se sono regolari o meno - e infine trovare il modo per rinegoziare il debito con gli istituti di credito».
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  3. #3
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    Predefinito Re: La rivoluzione Raggi a Roma

    Quando ho letto rifiuti zero a Roma sono scoppiato a ridere. Ma questa da dove viene ?

  4. #4
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    Predefinito Re: La rivoluzione Raggi a Roma

    Citazione Originariamente Scritto da Second chance Visualizza Messaggio
    Quando ho letto rifiuti zero a Roma sono scoppiato a ridere. Ma questa da dove viene ?
    Dal M5S. Prendono i consensi proponendo soluzioni facilissime a problemi maledettamente complessi. E a quanto pare c'e' pure una massa di beoti disposti a credergli.
    Legenda: NCUC: non c'entra un cazzo, NRAC: non rispondo ai cazzari
    4 Dicembre 2016: Lutto Nazionale

  5. #5
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    Predefinito Re: La rivoluzione Raggi a Roma

    Virginia Raggi e il debito di Roma da non pagare - neXt QuotidianoneXt Quotidiano


    Il debito complessivo in carico alla Gestione commissariale, pur considerando le problematiche riscontrate nelle quantificazione delle passività nei piani di rientro del 2008 e del 2010, risulta essere pari a 3 miliardi e 224 milioni di euro per quanto riguarda il debito non finanziario, e a 8 miliardi e 768 milioni di euro per quanto riguarda il debito finanziario, considerato a valori attuali. Per un totale di circa di 12 miliardi di euro, ha spiegato qualche giorno fa Silvia Scozzese, commissaria al debito di Roma Capitale. Di chi sono le responsabilità? Nel 2015 Gianni Dragoni, cercò, sulle pagine del Sole 24 ore, di sbrogliare questa intricata matassa. Andando a ritroso nel tempo tirò fuori i seguenti numeri. Durante il regno di Francesco Rutelli il debito era aumentato di 892.937 euro al giorno, a partire dal 1993. Con Walter Veltroni questa dinamica era rallentata: 416.476 euro al giorno. Per poi riprendere con Gianni Alemanno: 450.160 euro giornalieri. Solo Ignazio Marino, ormai allo stremo da un punto di vista finanziario, era riuscito a contenerlo, con una riduzione di 12.987 euro al giorno.

    Le banche naturalmente si opporranno? «Hanno paura – e hanno ragione – che scopriamo la verità e rovesciamo il tavolo», sostiene Raggi. Tronca e i subcommissari «non hanno ritenuto importante analizzare e approfondire la composizione di tale debito pur essendo una spada di Damocle per l’amministrazione della città: un mutuo che finiremo di pagare tra il 2040 e il 2048 a tranche di 500 milioni l’anno».
    Raggi lancia un messaggio molto duro, a parole, anche ai palazzinari romani: «Roma non può essere ulteriormente devastata dal cemento. Consumo di suolo zero, basta. L’Istat ci dice che ci sono oltre 100mila appartamenti tra sfitti e invenduti quindi non c’è fame di nuove case. Caso mai ci sarà fame di occupare quelle già esistenti. L’industria e il settore edilizio che è uno dei più operosi nella Capitale non va bloccato ma riconvertito in maniera sostenibile e compatibile con l’ambiente».

    All’epoca, ricorda Gianfranco Polillo, ex sottosegretario di Monti che oggi dovrebbe diventare assessore al bilancio in caso di vittoria di Marchini, le responsabilità furono rimpallate:

    Immediate le proteste dei diretti interessati. Francesco Rutelli, con una lettera allo stesso giornale, contestò in radice il metodo seguito, ricordando i successi del suo doppio mandato. Al posto di Veltroni, rispose Marco Causi, assessore al bilancio di quella Giunta. La lievitazione del debito durante quegli anni non era stato il riflesso di una gestione finanziaria allegra, ma delle inadempienze della Regione, guidata da Francesco Storace. Si era trattenuto illegalmente quasi 1 miliardo di euro: 738 milioni per il trasporto locale, 268 per la scuola e l’assistenza. Per il resto, silenzio assoluto.

    Difficile dire chi avesse ragione. Del resto gli stessi Ispettori della Ragioneria generale, chiamati al capezzale del malato, non sono riusciti a venirne a capo. Nella relazioni finale si sono limitati a certificare l’esistenza di un debito ingente, quantificato in 9,571 miliardi. Cifra ancora indicativa. Dal 2008 al 2011 quel dato ballerà come un flipper impazzito: 12,239 miliardi nel 2010; 10,064 solo quattro mesi dopo. Per giungere alla fine all’importo di 9,618 miliardi, grazie anche ai finanziamenti del Ministero dell’economia. A dimostrazione di quanto sia cocente il disordine sotto il cielo di Roma.

    Insomma, la proposta della Raggi (ridiscutere e rinegoziare) pare buona, anche se ancora, come spesso càpita con i grillini, non si conoscono i dettagli del progetto ma soltanto la volontà politica. Arrivare a trovare invece i “colpevoli” sembra piuttosto difficile. Se non impossibile.


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