l reddito di cittadinanza proposto dal movimento cinque stelle e sotto altre forme da libera e da altri movimenti e associazioni apparentemente sembra una buona idea, soprattutto in tempo di crisi economica e diseguaglianze sociali crescenti, ma in realtà non lo è.
Innanzitutto c'è un problema di coperture: alcune come la Robin tax sono di dubbia costituzionalità, altre le reputo dannose come i tagli alla difesa o l'ennesima patrimoniale come ci fossero poche tasse in Italia. Si dice poi che il reddito di cittadinanza avrà un costo di 17 miliardi di euro e anche qui la cosa è abbastanza discutibile, infatti questo è il costo se la situazione rimanesse inalterata, ma dato che si tratta di un provvedimento che va presumibilmente a cambiare i comportamenti dei soggetti presenti sul mercato ci troviamo di fronte a una presunzione di costo totalmente sballata.
Questo perchè a mio modo di vedere il reddito di cittadinanza produrrà due effetti incentivare la disoccupazione e disincentivare l'occupazione avendo in pratica l'effetto di una tassa occulta sull'occupazione.
Questo perchè l'idea di fondo è che chiunque ha diritto di un reddito di almeno 780 euro al mese. Un idea del genere provocherà effetti perversi chiunque fa un lavoro in cui guadagna fino a 780 euro gli conviene licenziarsi e prendersi il reddito di cittadinanza, soprattutto se ha la possibilità di integrarlo con un lavoro in nero. In questo modo diventano convenienti solo i lavori notevolmente superiori a 780 euro mettendo fuori mercato tutto il lavoro part-time per esempio o di renderli convenienti solo in nero.
I proponenti obbiettano a queste osservazioni che lo stato si fa carico di trovare lavoro attraverso i centri dell'impiego vincolando i fruitori del sussidio a non rifiutare più di tre offerte lavorative.
La proposta come si vede denota una fiducia fideistica nelle strutture pubbliche e in particolar modo nei centri dell'impiego che ad oggi non ha nessun riscontro con la realtà soprattutto perchè nella proposta grillina il lavoro proposto non è un qualsiasi lavoro generico deve avere una retribuzione non inferiore all'80% dell'ultimo stipendio percepito e non deve essere distante più di 50 km da casa.
Se anche il centro dell'impiego riuscisse a trovare un siffatto lavoro colui che percepisce il reddito di cittadinanza lo può rifiutare per ben tre volte. In pratica è più facile trovare un ago nel pagliaio che perdere il reddito di cittadinanza, in sostanza è un provvedimento utile a incentivare all'ozio e al battere la fiacca.
Con questo ovviamente non si intende dire che non bisogna fare nulla per aiutare chi si trova in una situazione di basso reddito o è disoccupato, ma c'è una soluzione adottata negli stati uniti che è piuttosto efficace si chiama EITC un provvedimento che ha un consenso bipartisan da Obama a Paul Ryan semplicemente perchè funziona.
Si tratta di un credito d'imposta che aiuta chi guadagna poco col proprio lavoro. Si riceve un sussidio per ogni dollaro guadagnato lavorando, il sussidio diminuisce al crescere del reddito fino a sparire al raggiungimento della soglia prefissata. Questo meccanismo aiuta chi si trova senza lavoro o ha un basso reddito senza avere le distorsioni del reddito di cittadinanza.
Gli incentivi funzionano in modo semplice se sussidi qualcosa ne avrai di più, se lo disincentivi ne avrai di meno. Il reddito di cittadinanza sussidia la disocuppazione e disincentiva l'occupazione quindi non è ciò di cui l'italia ha bisogno.




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