
Originariamente Scritto da
Anthos
Alla fine del 1869 Horace Bushnell, teologo protestante del Connecticut che l’Enciclopedia Britannica ricorda come il ‘padre del liberalismo religioso americano’, interveniva nel dibattito sul suffragio femminile pubblicando un saggio (circa duecento pagine) dal titolo piuttosto esplicito: ‘Women’s Suffrage: The Reform Against Nature’ [‘Il voto alle donne: la riforma che va contro la Natura’]. Quell’anno il governatore del Wyoming John Campbell aveva approvato la prima legge che garantiva, in territorio statunitense, il diritto di voto alle donne: un primo passo - scriveva il teologo Bushnell - verso ‘l’abisso’, verso ‘la fine della civiltà’.
Pur riconoscendo la possibilità delle donne di fare grandi cose in campo educativo e lavorativo, e tentando di smussare ogni possibile sfumatura di misoginia, Bushnell poneva al cuore della sua argomentazione la ‘naturale’ differenza (unlikeness) tra uomo e donna che rende quest’ultima estranea alla sfera della politica. La partecipazione femminile alla cosa pubblica si configurerebbe dunque come ‘contro-natura’ e la disorderly and mean history delle donne al potere lo dimostrerebbe, scriveva l’autore.
Strade - Donne che votano e gay che si sposano: la lunga storia dei ?contro-natura?
interessante dissertazione sul relativismo
Inviato da Anthos