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    roma kaputt!
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    Predefinito Milano si "scopre" Padania

    Moratti: «Padania? Milano non è certo giù in Calabria»

    di Sabrina Cottone

    Moratti: «Padania? Milano non è certo giù in Calabria» - Milano - ilGiornale.it del 23-06-2010

    C’è la pianura padana, la statale padana superiore e inferiore, il grana padano, ma la Padania esiste oppure no? È un’area nelle cartine geografiche o un luogo dello spirito? E soprattutto, quale delle due cose è più importante? Il dibattito impazza a Roma, grazie all’iniziativa di Gianfranco Fini che ha negato l’esistenza della regione tanto cara a Umberto Bossi e ai suoi, ma da ieri ha una sua importante succursale a Milano e in un luogo che più istituzionale non si può, qual è l’aula di Palazzo Marino.
    Letizia Moratti sembra convinta che la Padania esista e che abbia anche una sua dignità politica («Milano non è in Campania»), cosa che rende felici i lumbard, a partire dal neo assessore al Turismo, Alessandro Morelli: lui la ritiene talmente importante da averla messa all’interno del suo primo discorso al consiglio comunale. Al centro dei suoi prossimi impegni, ha spiegato l’erede di Massimiliano Orsatti al Turismo, sarà «la promozione dell’identità del territorio e delle radici padane di Milano».
    Le parole di Morelli hanno scatenato un prevedibile dibattito sulla liceità dell’aggettivo. Ma a chiudere la partita è stato proprio il sindaco: «Chi può negare che Milano abbia anche radici padane: non è certo una città della Campania e non è in Calabria». E ancora: «L’assessore ha fatto un richiamo all’identità della sua città, ha parlato di radici, e dal suo punto di vista mi sembra giusto e corretto». Insomma, Milano secondo il suo sindaco è certamente una città padana.
    Il Carroccio però non si accontenta. Lo dimostra Igor Iezzi, segretario della Nord cittadina, subito pronto a rilanciare: «Milano è la capitale della Padania, altro che storie. Non solo la città ha radici padane, ma la si può definire come capitale dell’intera Padania. Milano è una delle città simbolo nel mondo della produttività e della laboriosità del popolo padano». E ancora, in una specie di orgoglio da ambrosiano in trasferta: «Basta andare all’estero per comprendere la differenza di atteggiamento con chi si presenta come italiano e chi si presenta come milanese». .
    Stoccatina a Gianfranco Fini, invece, da parte del presidente del consiglio regionale, Davide Boni: «Fini in questo momento è noto per le sue battute. Se dovessi liquidare con una battuta la presa di posizione di Fini sulla Padania, nomen omen, io di Fini mi ricordo solo una nota marca di tortellini». La difesa appassionata della regione padana è su tutta la linea e corre da Palazzo Marino al Pirellone.
    In Comune, però, il dibattito ha assunto serietà o almeno un’allure istituzionale. Morelli ha parlato di «un patrimonio che deve essere fatto vivere per non allontanarsi mai dalle radici che Milano ha nella storia padana, italiana e mondiale».
    L’accenno alle «radici padane», affettivamente e gerarchicamente messo per primo, ha suscitato commenti indignati. Attacca l’ex assessore Aldo Brandirali, del Pdl: «Concordo con il presidente della Camera, Fini: la Padania non esiste e visto che la delega dell’assessore è all’Identità, gli ricordo che non è nei patti esprimersi sulle radici padane di Milano».
    Prevedibilmente negativo l’intervento del capogruppo del Pd in Comune, Pierfrancesco Majorino: «Meglio non rifarsi all’inesistente storia della Padania ma a quella reale di Milano». Sarcastico il battagliero Basilio Rizzo, eletto nella Lista Fo: «Porto all’assessore il saluto dei tanti terroni che hanno fatto grande Milano».
    Quasi sorpreso il debuttante Morelli: «Sono polemiche sterili di chi è rimasto al secolo scorso. Io voglio essere operativo, creativo e propositivo».
    Nel frattempo la città di Como ha intitolato una via a Gianfranco Miglio, giurista, politologo, teorico del federalismo, ispiratore di Bossi e grande supporter della Padania, termine ormai entrato nell’immaginario collettivo di Nord e Sud. A questo punto sapere se esiste davvero è poco più che un dettaglio.
    Ultima modifica di Leghista; 23-06-10 alle 16:15

  2. #2
    roma kaputt!
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    Predefinito Rif: Milano si "scopre" Padania

    Fini insiste: «La Padania non c’è» Bossi: «In 10 milioni a difenderla»

    di Antonio Signorini

    Fini insiste: «La Padania non c’è» Bossi: «In 10 milioni a difenderla» - Interni - ilGiornale.it del 23-06-2010

    Divisi dalla Padania e, a cascata, su tutto il resto. I rapporti tra Gianfranco Fini e Umberto Bossi sono ai minimi storici e nemmeno le avvisaglie di disgelo tra il presidente della Camera e Silvio Berlusconi sono servite a migliorarli. Il fatto è che lunedì Fini ha messo in discussione il mito fondante della Lega e ieri, sulle prevedibili reazioni del Carroccio - che sono arrivate, puntuali e pesanti, direttamente dal leader Umberto Bossi - si sono innestate nuove dichiarazioni del cofondatore del Pdl. Se possibili ancora più nette.
    «La Padania non esiste, come ci ha ricordato anche la Società geografica italiana. C`è solo la nostra Italia. Che avrà problemi, differenze tra Nord e Sud, ma è la nostra Nazione. E dobbiamo esserne fieri, non solo quando gioca la Nazionale». Se poi si parla «per conservare il primato, indiscusso, del Nord, per poter continuare a gridare contro Roma ladrona, per insistere con la favola della Padania» e magari «si vuole lasciare tutto cosi com’è, questo è un altro discorso».
    Bossi ha replicato tornando, in tono più soft, sui fucili padani che evocò nel 2007. «Ci sono grosso modo 10 milioni di persone pronte a battersi» per quel territorio, il che significa che «la Padania esiste». Mentre la presa di posizioni di Fini sulla macroregione del Nord, secondo il leader del Carroccio, ha una ragione precisa ed è elettorale. «Lasciatelo parlare che la gente lo ascolta e capisce. Bisogna avere fiducia nella gente. La Padania è talmente inesistente che a noi ha dato più voti che a tutti gli altri partiti», per cui «prima di parlare basterebbe riflettere su questo e si eviterebbe di dire cose che non hanno alcun senso». Parole che il Senatùr ha speso in un’intervista e che poi ha sintetizzato parlando a braccio alla Camera: «Fini dica quello che vuole, tanto i voti li lascia tutti a noi».
    Una qualche difficoltà al Nord la ammette anche Fini. Il presidente della Camera ha smentito chi mette sullo stesso piano l’inesistenza della Padania e quella della questione meridionale (il governatore del Veneto Luca Zaia). Poi ha parlato di questione settentrionale e di un Nord che ha sicuramente bisogno di «meno tasse, meno burocrazia, meno lacci e lacciuoli» e dove dice di volere andare più spesso. Ma non troverà i leghisti, almeno a sentire la replica di Bossi: «Non sto ad accogliere chi spara a zero contro di noi si arrangerà da solo, ha le gambe e la capacità di prendere un treno».
    Una polemica senza soluzione di continuità, che si è aggiunta agli altri motivi di attrito tra Fini e il resto del centrodestra. Quelle che ieri hanno fatto dire al premier Berlusconi, in un’intervista al settimanale Oggi, «stop alle inutili provocazioni quotidiane». Fini non ci sta e con i suoi ha commentato: «Berlusconi finge di non capire che non sono questioni personali ma questioni politiche e che ogni giorno di più sono sotto gli occhi di tutti». In altre parole, è un nodo politico il freno sulla legge che limita la pubblicazione delle intercettazioni. Ed è un nodo politico anche quello della Padania e del Nord, sul quale Fini ha puntato i riflettori da un paio di giorni. Un modo per sottolineare, le sue perplessità sul federalismo fiscale che potrebbe approdare giovedì al Consiglio dei ministri. Oppure, molto più semplicemente, un nuovo fronte di polemica estiva da aprire, nel caso in cui il nodo delle intercettazioni fosse definitivamente sciolto e la legge fosse approvata prima delle vacanze.
    Tutto leghista, invece, il fronte delle nomine nel governo. Dopo Pontida, Bossi è tornato a parlare di Brancher, assicurando che il premier gli darà la delega sul decentramento.
    Poi c’è la poltrona di ministro delle Attività produttive lasciata libera da Claudio Scajola. Per la guida del ministero, attualmente presidiato ad interim da Berlusconi, il leader della Lega Nord vedrebbe bene Giancarlo Galan. «Secondo me è proprio adatto». Se l’ex governatore Pdl del Veneto fosse chiamato al ministero che si occupa di economia reale, lascerebbe libero il dicastero dell’Agricoltura. Che Bossi vorrebbe dare a un leghista.

  3. #3
    roma kaputt!
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    Predefinito Rif: Milano si "scopre" Padania

    Gli ex an e la lega sono agli sgoccioli, an al nord è stata spazzata via dalla lega. hefico:

  4. #4
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    Predefinito Rif: Milano si "scopre" Padania

    Milano non è la capitale della Padania proprio per niente....non è nemmeno la capitale della Lombardia....nella Padania Milano dovrebbe semplicemente essere un cantone a sè; nella Padania non possono esistere "capitali" ma solo cantoni liberi indipendenti e sovrani, ciascuno con la sua capitale.
    Possibile che si debbano spiegare anche queste cose a un consigliere della Lega Nord?

    Le funzioni amministrative e giurisdizionali della Confederazione dovrebbero essere dislocate in diverse città padane, come avviene nella Confederazione Elvetica; la sede del Consiglio e dell'Assemblea invece dovrebbe essere posta in una città piccola, tale da non avere troppi contraccolpi nel traffico a causa delle attività in questione.

    Ad ogni modo fa indubbiamente piacere la posizione in merito del sindaco, che ci ha evitato l'umiliazione di considerare Milano una città "italiana" al cento per cento, questo va detto.
    Ultima modifica di novis; 23-06-10 alle 22:00
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    Milano non è la capitale della Padania proprio per niente....non è nemmeno la capitale della Lombardia....nella Padania Milano dovrebbe semplicemente essere un cantone a sè; nella Padania non possono esistere "capitali" ma solo cantoni liberi indipendenti e sovrani, ciascuno con la sua capitale.
    Possibile che si debbano spiegare anche queste cose a un consigliere della Lega Nord?

    Le funzioni amministrative e giurisdizionali della Confederazione dovrebbero essere dislocate in diverse città padane, come avviene nella Confederazione Elvetica; la sede del Consiglio e dell'Assemblea invece dovrebbe essere posta in una città piccola, tale da non avere troppi contraccolpi nel traffico a causa delle attività in questione.

    Ad ogni modo fa indubbiamente piacere la posizione in merito del sindaco, che ci ha evitato l'umiliazione di considerare Milano una città "italiana" al cento per cento, questo va detto.
    APPLAUSI

  6. #6
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    Basilio Rizzo e i tanti terroni che hanno fatto grande Milano

    DeCorato


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    Podestà e La Russa
    L'occasione fa l'uomo italiano

  7. #7
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    Predefinito Rif: Milano si "scopre" Padania

    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    Milano non è la capitale della Padania proprio per niente....non è nemmeno la capitale della Lombardia....nella Padania Milano dovrebbe semplicemente essere un cantone a sè; nella Padania non possono esistere "capitali" ma solo cantoni liberi indipendenti e sovrani, ciascuno con la sua capitale.
    Possibile che si debbano spiegare anche queste cose a un consigliere della Lega Nord?

    Le funzioni amministrative e giurisdizionali della Confederazione dovrebbero essere dislocate in diverse città padane, come avviene nella Confederazione Elvetica; la sede del Consiglio e dell'Assemblea invece dovrebbe essere posta in una città piccola, tale da non avere troppi contraccolpi nel traffico a causa delle attività in questione.

    Ad ogni modo fa indubbiamente piacere la posizione in merito del sindaco, che ci ha evitato l'umiliazione di considerare Milano una città "italiana" al cento per cento, questo va detto.
    Nella confederazione Elvetica però c'è la capitale, Berna.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Basilio Rizzo e i tanti terroni che hanno fatto grande Milano

    DeCorato


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    Craxi


    Podestà e La Russa
    Già li sento.
    La Moratti offeso ha tutti i malanesi, l'italia una è e indivisibbole. repapelle:

  9. #9
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    Borghezio (Lega) ad Affaritaliani.it: La Russa e Frattini nemici del federalismo
    Lunedí 21.06.2010 16:25

    Borghezio (Lega) ad Affaritaliani.it: La Russa e Frattini nemici del federalismo - Affaritaliani.it

    All'indomani del raduno di Pontida, l'europarlamentare del Carroccio Mario Borghezio sceglie Affaritaliani.it per lanciare un attacco contro una parte importante del Popolo della Libertà. "La Russa e Frattini rappresentano culture politiche e interessi che stanno esattamente all'opposto della rivoluzione federalista". Non solo. Fini "è l'emblema di questa volontà di non cambiare". E ancora: "L'alta burocrazia comanda i burattini politici".

    Chi sono i nemici del federalismo in Italia?
    "Sono i politici italiani".

    Ovviamente tranne quelli della Lega...
    "Certo, noi siamo padani".

    Quindi anche nel Pdl ci sono nemici del federalismo?
    "E' abbastanza evidente".

    Chi sono esattamente?
    "Quelli che sono legati al vecchio sistema. E sono moltissimi. Quelli della cricca ad esempio non possono certo essere federalisti. E poi tutti quelli che non vogliono il cambiamento, i gattopardi della politica che si sono imbucati nel partito di Berlusconi e che a differenza di lui non si sognano proprio di cambiare nulla".

    E Fini?
    "In questo periodo il presidente della Camera sembra essere l'emblema di questa volontà di non cambiare. I finiani certamente sono anti-federalisti e Fini sembra volerli assecondare, non so quanto convintamente e quanto per opportunismo".

    Poi?
    "Gli ipocriti, gli opportunisti e i falsi amici li riconosco a colpo d'occhio. Anche nel governo purtroppo non sono certamente assenti e invisibili quelli che remano contro e che tirano il freno a mano".

    Facciamo i nomi?
    "Una parte non indifferente del governo è contro il federalismo. Ma la vera forza conservatrice è l'alta burocrazia che comanda i burattini politici, invischiati con la burocrazia e che rispondono alla stessa filosofia".

    Ok, ma i nomi? Ad esempio, due ministri del Pdl contrari al federalismo?
    "La Russa e Frattini. Perché rappresentano culture politiche e interessi che stanno esattamente all'opposto della rivoluzione e del cambiamento federalista".

  10. #10
    roma kaputt!
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    Matteo Salvini (Lega) ad Affaritaliani.it: “Formigoni straparla di federalismo”. Stanca? “Si dimetta dal parlamento”
    Lunedí 21.06.2010 15:05

    Matteo Salvini (Lega) ad Affaritaliani.it: "Formigoni straparla di federalismo". Stanca? "Si dimetta dal parlamento" - Affaritaliani.it

    "Formigoni fa una sua partita politica all'interno del Centrodestra non so per ambizione o per cosa altro. Quando continua a parlare o a straparlare di federalismo non convince nessuno: un conto è cercare di riequilibrare la manovra un conto è fare una polemica politica fine a se stessa". Matteo Salvini, europarlamentare del Carroccio sceglie Affaritaliani.it per attaccare frontalmente il presidente della Regione che reputa non federalista la finanziaria del governo. Poi. il leader della Lega milanese. chiede a Stanca, ad di Expo spa, di dimettersi da parlamentare: "L'Expo di Milano necessità di qualcuno che si alza alle sei del mattino e va a letto all'una di notte"

    Dopo le polemiche di questi giorni Stanca si dovrebbe dimettere da ad di Expo spa?
    "Visto che dovrebbe gestire il più importante evento di Milano per i prossimi anni, o decide di lavorarci 24 ore su 24 o lascia spazio e decisioni a chi può farlo perché non ha altri incarichi"

    Dovrebbe dimettersi dalla carica di parlamentare..
    "Assolutamente sì. Se fosse l'Expo di Caltanisetta magari puoi svolgere il doppio ruolo. L'Expo di Milano necessità di qualcuno che si alza alle sei del mattino e va a letto all'una di notte. A Milano, non a Roma".

    Si sono fatti i nomi della Bracco e di Sala come futuri ad di Expo spa...
    "Non faccio nomi. Il requisito fondamentale che chiediamo, oltre alla competenza, è che l'ad non abbia altre occupazioni e preoccupazioni. Chiunque sia, se competente e milanese, è importante che non abbia altro da fare perché si è perso già molto tempo".

    Formigoni e anche alcuni sindaci leghisti lombardi, con in testa il primo cittadino di Varese Fontana, sostengono che questa manovra non sia federalista...
    "Tendere a un riequilibrio per premiare le Regioni e i Comuni più virtuosi è giusto: sto coi sindaci che devono far quadrare i conti e che, soprattutto in Lombardia, hanno risparmiato di tutto e di più e rischiano di venir messi sullo stesso piano del sindaco di Roma o di Catania".

    Passando a Formigoni?
    "Fa una sua partita politica all'interno del Centrodestra non so per ambizione o per cosa altro. Quando continua a parlare o a straparlare di federalismo non convince nessuno: un conto è cercare di riequilibrare, vista da Nord, la manovra, un conto è fare una polemica politica fine a se stessa".

    Venendo a Pontida, alcuni giornali titolano Pontida amara per Bossi. E'così?
    "Mi sembra sia stato tutt'altro: magari bagnata: Pontida bagnata, Pontida fortunata. Semmai parlerei di una Pontida meditata visto che le partite aperte sono tante. Mi sembra che ci siano tutti gli ingredienti giusti per andare avanti a partire dai 400 sindaci che abbiamo in tutto il Nord: fossi in Bossi sarei del tutto soddisfatto".

    Si sono sentiti cori contro i napoletani. E' vero?
    "Chi ha sentito cosa non lo so: si è sentito di tutto e di più tra cui i cori sull'Inter e sul Milan. Poi se c'è qualche giornalista a caccia di fantasmi se vuole trovarli vada da qualche altra parte".

    Rutelli ha dichiarato che a Pontida si è verificato una squallido teatrino…
    "Nessuno sente la sua mancanza dalla scena politica. Magari per lui prevedo un futuro da ct della Nazionale visto che conviene sia a lui che a Lippi. Per il resto meno parla Rutelli meglio è".

    La convince Brancher ministro per l'Attuazione del federalismo?
    "Non penso che se ne sentisse particolarmente l'esigenza".

    Perché?
    "Per fare il federalismo c'è già Bossi che dà le garanzie su tutto e sopra tutti".

    Daniele Riosa

 

 
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