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Discussione: [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL

  1. #3121
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    Predefinito Re: [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL

    Dagli autori dell’antichità apprendiamo che la Grecia, prima dell’arrivo degli Elleni, si chiamava Pelasgia e che i Greci impararono dai Pelasgi l’arte di lavorare dei metalli, i metodi di costruzione, appresero e perfezionarono la scrittura e fecero proprie le loro divinità. Partendo dal nome d’una tribù, sia gli storici classici sia gli archeologi moderni hanno preso l’abitudine di chiamare Pelasgi tutti coloro che abitavano intorno al Mar Egeo, prima dell’arrivo delle ondate d’invasori che parlavano greco, durante il II millennio a.C.
    La religione di Cristo è troppo sottile per gli Orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.
    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

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  2. #3122
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    Predefinito Re: [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL

    I Pelasgi in Italia
    Dei Pelasgi in Italia parlano Ellanico di Lesbo (sec. V a.C.), Mirsilo di Lesbo (sec. III a.C.), Dionisio Periegete (sec. II a.C.), Diodoro Siculo (sec. I a.C.), il quale menziona la presenza pelasgica lungo l’Adriatico, Dionigi d’Alicarnasso (sec. I d.C.), Varrone, Silio Italico, Strabone, Trogo Pompeo, Plinio il Vecchio, Virgilio, Stefano di Bisanzio.
    Secondo certi geografi antichi i Pelasgi, provenienti dall’Arcadia, sbarcarono nell’Etruria meridionale. La più antica testimonianza è quella di Dionisio Periegete (sec. II a.C.) che scrive:
    “Intorno all’Appennino s’incontrano molte genti che ti elencherò tutte, a cominciare da nord–ovest. Per primi ci sono i Tirreni, e dopo di loro la gente dei Pelasgi che un tempo da Cillene (in Arcadia) raggiunsero il mare occidentale, e lì s’insediarono insieme ai Tirreni. Dopo di loro c’è il duro popolo dei superbi Latini”. La tradizione si ritrova anche in Rufo Festo Avieno (sec. IV d.C.), che era un etrusco di Vulsinii, nell’Etruria meridionale, dove egli stesso localizza i Pelasgi. Egli elenca da nord a sud: “Prima v’è la gente degli antichi Tirreni, poi la schiera pelasgia occupa i campi itali; essa una volta dal paese di Cillene si recò agli stretti del gorgo Esperio”. La stessa versione si ritrova in Prisciano (sec. V d.C.) e nei commenti di Niceforo e di Eustazio a Dionisio Periegete. (5)
    La religione di Cristo è troppo sottile per gli Orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.
    Possono tenersi il loro paradiso.
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  3. #3123
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    Predefinito Re: [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL

    Da un frammento di Varrone (sec. II–I a.C.) sappiamo che “I Pelasgi, scacciati dalle loro patrie, cercarono altre terre. I più si riunirono a Dodona e, poiché erano incerti sul luogo dove fissare la dimora, ricevettero dall’oracolo questo responso: – Nella terra Saturnia dei Siculi e degli aborigeni cercate Cotila, dove galleggia un’isola. Quando sarete giunti, offrite la decima a Febo, e sacrificate teste ad Ade, ed un uomo a suo padre. – Fiduciosi nel responso dell’oracolo, dopo molte peregrinazioni, sbarcarono nel Lazio e scoprirono un’isola, nel lago di Cutilia. Era come una grandissima zolla di fango rappreso, o di terreno paludoso prosciugato, fitta di boscaglia e d’alberi cresciuti disordinatamente, e si spostava continuamente, spinta dai flutti... Quando videro questo prodigio, compresero che quella era la terra predetta dall’oracolo; scacciarono i Siculi che la abitavano e occuparono la regione”. (6)
    La religione di Cristo è troppo sottile per gli Orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.
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  4. #3124
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    Predefinito Re: [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL

    Varrone identificava i Pelasgi con gli Etruschi, ma li faceva sbarcare sulle coste del Mar Tirreno, nel Lazio vetus. Secondo il poeta latino Silio Italico, i Pelasgi, guidati dal re Aesis, risalirono la costa dell’Adriatico e si fusero con i popoli presenti nel territorio piceno, insediandosi sul Colle dell’Annunziata, detto tuttora Colle Pelasgico. Dalla radice ‘as’ del mitico re deriverebbero toponimi quali Ascoli, Aso, Iesi.
    Diodoro Siculo sostiene che i poeti pre–omerici si esprimevano con l’alfabeto pelasgico e che almeno dieci secoli a.C. si usava già quella scrittura. Diodoro, e con lui Plinio il Vecchio, riferisce che i Pelasgi introdussero l’alfabeto in Italia e nel resto dell’Europa, praticando opportuni adattamenti e migliorie. Virgilio scrive: “Si dice che i primi abitatori della nostra Italia furono i Pelasgi”. (7)
    La religione di Cristo è troppo sottile per gli Orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.
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  5. #3125
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    Predefinito Re: [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL

    Strabone (sec. I a.C. – I d.C.) parla di colonie pelasgiche a Ravenna, sull’Adriatico, ed a Cere, Pirgi e Regisvilla, sul mar Tirreno. Trogo Pompeo (sec. I a.C. – I d.C.), nel parlare delle città umbre ed etrusche di origine pelasgica, cita Tarquinia e Spina, quali città emblematiche della colonizzazione pelasgica in Etruria ed in Umbria. (8)
    Dionigi d’Alicarnasso scrive che i Pelasgi arrivarono in Italia dalla Tessaglia sette generazioni prima della guerra di Troia (sec. XV – XIV). Essi erano forti sul mare perché avevano vissuto con i Tirreni. Pelasgo e Nanas sono associabili a Nanos, che nella tradizione etrusca è uno dei nomi d’Ulisse.
    La religione di Cristo è troppo sottile per gli Orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.
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  6. #3126
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    Predefinito Re: [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL

    “Dodecapoli dei Tursan del Nord, vicina della dodecapoli veneta: Marzabotto, Felsina, Ravenna, Cesena, Mantua, Rimini, Spina, Parma, Piacenza, Modena, Melpum (Mediolanum), Adria. Dodecapoli dei Tursan del Centro–Nord: Fiesole, Quinto, Arezzo, Volterra, Cortona, Perugia, Chiusi, Roselle, Vetulonia, Populonia.
    Dodecapoli dei Tursan del Centro–Sud: Palestrina, Roma, Alba, Fidene, Cerveteri, Veio, Falera, Tarquinia, Vulci, Volsinii, Telamone, Orvieto, Pyrgi, Tuscania.
    Dodecapoli dei Tursan del Sud: Capua, (Volturno), Nola, Pontecagnano, Pompei, Acerra, Irnthi, Velsa, Urina, Velcha, Sorrento, Nocera.
    Ve n’erano certamente altre: una in Liguria ed una o due lungo l’Adriatico. Non sono state scoperte, perché in quelle regioni i popoli autoctoni si liberarono per primi dal giogo degli invasori e ripresero la direzione della propria società, pur rimanendo fortemente marcati dalla civiltà etrusca”. (9)
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    Predefinito Re: [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL

    Il mondo dei Popoli del Mare richiama l’Atlantide dei nostri studi, nell’Età del Bronzo, col centro d’irradiazione nel cuore del Mediterraneo, fondata e retta da un mosaico di popoli libici, antenati dei Berberi. Quei popoli, signori del mare, secondo Erodoto venivano da sud ed erano scesi dal massiccio dell’Ahaggar e secondo Platone estesero il proprio dominio dalla Tirrenia (Italia) sino all’Egitto. Sembra che i Libici mantenessero a lungo l’egemonia marittima e industriale sul Mediterraneo, insieme ai loro alleati: Tirreni o Etruschi, Pelesta o Pelasgi, Kheta (abitanti della Siria preistorica), Ushasha (Ausoni), Teucri, Danai del Peloponneso, in una “guerra del bronzo”, finalizzata al possesso delle miniere di rame e stagno e delle rotte marittime e terrestri. Sembra che il declino della loro potenza fosse conseguenza della scomparsa dell’Atlantide metropolitana. (10)
    “Gli Atlanti scomparvero come popolo indipendente ma vivono ancora oggi, in piccolo numero, tra i vincitori, e sono riconoscibili per il loro tipo fisico immutato. Gli uomini dagli occhi chiari e dai capelli biondi, che s’incontrano spesso tra le montagne dell’Algeria, sono i discendenti degli antichi padroni dell’Africa e dell’Europa”. (11)
    Olimpio Musso, dell’Università di Firenze, ha definito i Pelasgi “arcaica popolazione mediterranea, che è stata di recente riconosciuta stanziata almeno dal sec. VI a.C. in Iberia e del cui idioma si è stabilita la parentela col basco, definibile perciò come neo–pelasgico”.
    La religione di Cristo è troppo sottile per gli Orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.
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  8. #3128
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    Predefinito Re: [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL

    La teoria di un’origine africana dei Pelasgi non è nuova, ma negli ultimi anni trova nuove adesioni la convinzione che Pelasgi ed Etruschi appartenessero allo stesso gruppo etnico. Essa fu sostenuta già nel 1901 dal sociologo positivista Giuseppe Sergi.
    Diversi studiosi pensano, sulla base di elementi linguistici, che entrambi i popoli, gli Etruschi e i Pelasgi, derivassero dai Berberi. A sostegno di questa tesi ricordiamo che sia Erodoto, sia Tucidide chiamano i Pelasgi barbaroi: un termine ambiguo che può essere interpretato non come stranieri, ma come Berberi. (12)
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  9. #3129
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    Predefinito Re: [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL

    I discendenti illirico–albanesi
    Appare naturale porsi alcune domande: Esistono ancora i discendenti diretti dei Pelasgi? In tal caso, dove possiamo trovarli? Il francese Zacharie Mayani ha trovato connessioni tra le lingue etrusca e pelasgica e la moderna lingua albanese. (14)
    La maggior parte degli studiosi ritiene gli argomenti di Mayani estremamente fragili. Tuttavia, l’ipotesi d’una discendenza degli Albanesi dai Pelasgi non ha solamente un’origine nazionalista e non è neppure d’epoca recente, anzi è molto antica ed è stata sostenuta da diversi autori (Falaschi, Catapano, Marchiano, D’Angely, Kolias, Pilika).
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  10. #3130
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    Predefinito Re: [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL

    La studiosa albanese Nermin Vlora Falaschi ha tradotto diverse iscrizioni etrusche e pelasgiche (come la Stele di Lemnos), usando la moderna lingua albanese. (16)
    Ciò mostrerebbe gli Albanesi (discendenti degli Illiri) come gli odierni discendenti dei Pelasgi, una delle più antiche stirpi d’Europa. Ecco ad esempio alcune traduzioni della signora Falaschi. In Italia esiste la località dei Toschi (la Toscana), così come i Toschi abitano nella “Toskeria”, nell’Albania meridionale. Diveersi autori sostengono che la parola Tosk (Tok) sia sinonimo di Dhe, tanto che oggi in albanese, per dire “terra”, si usa indifferentemente sia la parola Dhe, sia Tok.
    In Toscana si trova l’antichissima città di Cortona, che si ritiene fondata dai Pelasgi. In albanese, Cor = raccolti, tona = nostri, cioè “i nostri raccolti”. Nel suo museo archeologico si trova un’iscrizione particolarmente bella e interessante, su un sarcofago con decorazioni floreali. Nermin Vlora Falaschi tradusse quella scritta usando la lingua albanese: “La nave è per noi fierezza, coraggio e libertà”.
    Le fonti storiche riferiscono che i Greci appresero dai Pelasgi non solo la lavorazione dei metalli e la costruzione delle mura, ma anche il loro modo di scrivere e fecero proprie le loro divinità, come per esempio De–mitra (Dhe = terra, Mitra = utero, cioè la Dea Madre Terra), nonché Afrodite, Afer–dita (Afer = vicino, Dita = Giorno, più tardi chiamata Venus dai Romani).
    I Pelasgi, detti anche Popoli del Mare perché erano abili e liberi navigatori, chiamarono Iliria (Illyria per i Romani) la loro patria: Liri (Lir = libero), ossia: “il Paese del popolo libero”, dal Mediterraneo sino al Danubio. Nel Lazio esistono il monte Liri, il fiume Liri e Fontana Liri.
    Diversi nomi etnici hanno un significato preciso nella lingua albanese: E–truria (E = di, Truria = Cervello, paese di gente con cervello), Messapi (Mes = ambiente, centro, Hapi = aperto, paese di gente aperta), Dauni (separati), Veneti (nome derivante dalla dea Vend, patria, luogo per eccellenza), Piceni (Pi = bere, Keni = avete, luogo con acqua abbondante). Il nome Pelasgi si può riferire alla parola albanese Pellg (mare profondo, “pelago”). In albanese Pellazget significa “coloro che navigano nei mari profondi”
    La religione di Cristo è troppo sottile per gli Orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.
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