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Pannella: chi raccoglierà il capitale politico ed economico del leader recentemente scomparso? Gli eredi sono tanti e ancora non si sa in quali mani finiranno le due creature più care a Marco Pannella: il partito e la radio. Dal 1998 le varie incarnazioni delle liste radicali si sono cristallizzate nel “Partito Radicale Non violento Transnazionale” – ricorda Giuseppe Alberto Falci su La Stampa – in esso si possono distinguere 5 soggetti ossia*i Radicali Italiani, l’Associazione Luca Coscioni, Non c’è pace senza giustizia, Nessuno tocchi Caino, e l’esperantista ERA (Esperanto Radikala Asocio). Queste associazioni non ricevono soldi dal*Prntt, poiché questo non eroga finanziamenti.
Pannella: quale destino per i radicali?
La vera “cassaforte” dei radicali è l’associazione “Lista Marco Pannella” che controlla la Torre Argentina spa, titolare della sede del partito, e il Centro di produzione spa che controlla Radio Radicale. Se quest’ultima ha sempre chiuso i conti in pareggio la sede del partito è sotto ipoteca.Ora, negli ultimi mesi i giovani del partito, che fanno riferimento ad Emma Bonino, hanno chiesto di gestire insieme tale “cassaforte”. Tuttavia, i “pannelliani”, cioè i vertici del ” Centro di produzione spa” Maurizio Turco, Rita Bernardini, Aurelio Candido e Laura Arconti, stanno tentando di resistere all’assedio: “Una cosa è Emma, è un’altra sono i suoi seguaci” avrebbero risposto. Lo strappo sembra definitivo.D’altronde, la Bonino si è andata progressivamente allontanando da Torre Argentina e ormai non partecipa più alle campagne radicali. Il partito di per sé non sta affrontando un buon momento. La tessera costa 200 euro: sono solo 650 gli iscritti, nel 2015 erano 900. Da tessere e donazioni si raccolgono circa 250mila euro: una cifra talmente bassa che ha costretto Turco a licenziare gli ultimi 16 dipendenti della fondazione.Le uniche fonti di sostentamento rimangono ad oggi, il 5xmille all’Associazione Luca Coscioni e, naturalmente, la radio, il cui destino appare sempre più appeso a un filo adesso che Pannella non c’è più. “Non esiste un altro Marco – rilevano con amarezza da Torre Argentina – se non cesserà la deriva libica e se non si metteranno da parte sentimenti e risentimenti rischiamo di fare la fine della Dc di Pino Pizza”.
Scritto da: Redazione
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